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Cultura, Pd a Bondi, “Quali criteri hanno ispirato nomina Vespa in CDA Teatro Opera di Roma?”.

Presentata interrogazione parlamentare.

“La nomina di Bruno Vespa nel consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma lascia stupiti. Sostituire una figura come Ennio Morricone, che con la sua musica continua a rappresentare il genio italiano nel mondo, è certamente una scelta molto difficile, ma ci chiediamo se nell’ambiente della musica italiana non vi fosse nessuna altra personalità di livello che potesse esprimere nell’ambito di quel Cda le stesse sensibilità che vengono a mancare con le dimissioni di Morricone”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che annuncia una interrogazione al ministro Bondi per “conoscere quali criteri abbiano orientato il ministro a nominare il dott. Bruno Vespa quale rappresentante del Ministero dei Beni culturali nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma”.

Ufficio stampa PD – Comunicato stampa

4 Commenti

  1. “Se Bondi promuove Vespa al posto dell’ Oscar Morricone” di Cuzio Maltese, da Repubblica 23 dicembre
    “Geniale. L’ aggettivo è un po’ abusato ma così, su due piedi, non se ne trovano altri per definire la scelta del ministro Bondi di sostituire il premio Oscar Ennio Morricone, dimissionario dal consiglio d’ amministrazione dell’ Opera di Roma, con Bruno Vespa. Nientemeno. Al confronto sfigura anche la trovata, che pure sembrava insuperabile, di nominare Sandro Bondi ministro della Cultura. E sarà forse questo da oggi l’ unico cruccio dell’ estatico portavoce del Cavaliere: non avrà superato di troppo il demiurgo? Nel paese con la più straordinaria tradizione musicale del pianeta, non era semplice sostituire il grandissimo Morricone nel Cda del teatro lirico della capitale. Troppi candidati. Con un difetto capitale, però: tutti musicisti. Pertanto sconosciuti al ministro. Ed è qui che si manifesta il genio. Perché non nominare il vecchio Bruno, compagno di merende televisive? Il mezzobusto di regime, come già lo chiamava quarant’ anni fa Sergio Saviane, proiettato all’ amministrazione della lirica romana. Tanto, in Italia, chi vuoi che meni scandalo. Giusto i quattro barbogi intellettuali di sinistra, invisi al popolo. Ma qui il ministro si sbaglia. Almeno noi, plaudiamo al coraggio di Bondi. Ce ne voleva davvero tanto. E speriamo che l’ innovazione non si fermi qui. Perché a questo punto è chiaro che Bruno Vespa, ricevuta la nomina politica di una parte, non può rimanere alla conduzione del principale salotto politico della tv pubblica. Si accetterebbe forse che Santoro o Floris o Fazio diventassero assessori di una regione rossa, continuando a lavorare per la Rai? L’ opposizione, se esiste, dovrebbe porre subito la questione della sostituzione di Vespa. Per evitare altri incidenti come quelli della commissione di vigilanza Rai e per il principio della reciprocità, si suggerisce una rosa di candidati. Seguendo la geniale logica dello scambio delle parti. Vespa alla lirica e dunque Maurizio Pollini, Claudio Abbado, Riccardo Muti o Fabio Vacchi a condurre Porta a Porta. Senza contare il naturale erede di Morricone, ergo di Vespa, ovvero Nicola Piovani. Uno scambio alla pari. Pensate che televisione di qualità si potrebbe fare. Potremmo perfino pensare di starcene la sera a casa, in poltrona, mentre gli amici escono per andare all’ Opera ad ascoltare un Verdi ambientato a Cogne, diretto da Pupo, con scenografie di Flavio Briatore.”

  2. La redazione dice

    … e anche su La Repubblica la bizzarra scelta di Bondi viene riportata…

    Bondi: “Vespa all’Opera di Roma”. Il Pd attacca: “Scelta inquietante”, di Leandro Palestini

    È polemica per la nomina a sorpresa di Bruno Vespa a consigliere della Fondazione Teatro dell´Opera di Roma. A seguito delle dimissioni di Ennio Morricone, il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ha nominato il giornalista quale rappresentante del ministero nel Cda della Fondazione. E il Pd attacca: una nomina che «lascia stupiti», commenta Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, annunciando una interrogazione al ministro Bondi.

    «Sostituire una figura come Ennio Morricone è certamente una scelta molto difficile», sottolinea la parlamentare, «ma ci chiediamo se nell´ambiente della musica italiana non vi fosse nessuna altra personalità di livello che potesse esprimere nell´ambito di quel Cda le stesse sensibilità che vengono a mancare con le dimissioni di Morricone». E Vincenzo Cerami, ministro ombra della Cultura del Pd, rincara la dose: «La scelta di Vespa è inquietante.

    Non metto in discussione la persona, sarà pure un melomane, ma a me sembra una scelta più di immagine che non di sostanza», obietta Cerami «Rimango sconcertato. Perché il Teatro dell´Opera, come tutti gli enti lirici italiani, attraversa una profonda crisi. Servirebbero figure di comprovata competenza musicale o esperti di gestione teatrale».

    Vespa alle critiche risponde piccato: «Non ricordo dichiarazioni analoghe di Cerami quando il ministro Rutelli nominò Gigliola Cinquetti propria rappresentante nel consiglio dell´Arena di Verona, né quando è stata nominata Rosita Marchetti (funzionaria Rai in pensione) al San Carlo di Napoli, o quando sono stati nominati un editore a Genova, un avvocato dello Stato a Palermo o la moglie di un imprenditore a Venezia». Il suo ruolo nel Cda? «È troppo presto per dirlo. Comunque, io sono solo l´ultima ruota del carro. Ma sono da sempre un appassionato di musica, mi ha fatto piacere che il ministro Bondi abbia pensato a me per il Teatro dell´Opera, di certo la mia è una nomina istituzionale: non sono in quota di Tizio o di Caio».

    Anche Ennio Morricone è sorpreso per la nomina di Vespa a suo successore. «La cosa è un po´ strana. Io non faccio critiche, ci saranno delle ragioni, magari può anche andare bene», dice il musicista, aggiungendo: «I problemi dei teatri lirici sono tanti, dai costi delle maestranze agli artisti che forse prendono troppo. Per fortuna il teatro dell´Opera di Roma è condotto bene da Francesco Ernani, molto accorto nella gestione». Il Pdl sostiene a spada tratta la scelta di Vespa che costituirà, secondo il sottosegretario Francesco Maria Giro, «una risorsa in più sul versante della comunicazione del teatro» e servirà a «imporsi sullo scenario nazionale e internazionale».

  3. La redazione dice

    Del caso si occupa anche L’Unità di oggi

    Competenza in primis. Il re del talk show al posto di Morricone

    Il ministro dei Beniedelle Attività Culturali Sandro Bondi ieri ha nominato Bruno Vespa come rappresentante dello Stato nel consiglio di amministrazione dell’Opera di Roma. Prende il posto del dimissionario Ennio Morricone.
    Compositore di centinaia di colonne sonore di musica da concerto, Accademico di Santa Cecilia, premio Oscar alla carriera nel 2006, Morricone aveva dato le dimissioni poiché, pur lusingato della nomina ne CdA capitolino datagli dal precedente governo – ministro Francesco Rutelli -come musicista non si sentiva abbastanza competente nell’esaminare i conti, i bilanci,gli sbigliettamenti e le decisioni organizzative del teatro lirico della capitale.
    Scrittore e giornalista televisivo Vespa, vero melomane d’antan e frequentatore delle prime del teatro lirico capitolino, appare invece sicuro di possedere le competenze in materia.
    Va da sé che molti si siano chiesti il criterio della scelta: «La nomina di Bruno Vespa nel C.d.A. dell’Opera di Roma lascia stupiti», dichiara il capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. Tuttavia non si tratta di una novità: nei CdA dei teatri d’opera del nostro paese circola un po’ di tutto. E forse questo è, almeno in parte, uno dei problemi.
    L.D.F.

  4. La redazione dice

    Segnaliamo sull’argomento l’articolo di Raffaello Masci pubblicato su La Stampa di oggi.

    “Vespa all’Opera di Roma, è polemica”

    «E allora? E’ stato messo in un posto in cui in genere stanno persone molto meno competenti e per giunta anche meno famose. Il fatto che Vespa abbia raggiunto un eccellente livello in un campo, non significa che non possa occuparsi anche di altro. Anzi, scompaginare un po’ credo che sia un valore». La benedizione a Bruno Vespa, neoconsigliere di amministrazione dell’Opera di Roma, arriva da Vittorio Sgarbi e piomba su un focolaio di polemiche che questa nomina ha già cominciato ad alimentare.

    Il maestro Ennio Morricone aveva lasciato l’incarico nel Cda del celebre teatro lirico e ieri il ministro Sandro Bondi, dopo averlo ringraziato, ha comunicato di aver scelto il popolare giornalista – conduttore di Porta a Porta e storico direttore del Tg1 – al suo posto. La lirica, la musica da camera e perfino il balletto, andranno così ad ampliare l’area di interesse su cui Vespa può già spaziare. La cosa, però, non poteva non suscitare qualche interrogativo (se non perplessità), tant’è che la parlamentare del Pd, Manuela Ghizzoni, capogruppo alla commissione Cultura della Camera, una qualche curiosità sui criteri che hanno guidato il ministro dei Beni culturali in questa opzione, ce l’ha, e l’ha espressa: «Questa nomina ci lascia francamente stupiti – ha detto -. Sostituire una figura come Ennio Morricone, che con la sua musica continua a rappresentare il genio italiano nel mondo, è certamente una scelta molto difficile, ma ci chiediamo se nell’ambiente della musica italiana non vi fosse nessuna altra personalità di livello che potesse esprimere nell’ambito di quel Cda le stesse sensibilità che vengono a mancare con le dimissioni di Morricone».

    In soccorso del neoconsigliere arriva subito il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, il quale risponde per le spicce: «La nomina di Bruno Vespa nel Consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma, unita all’avvio della direzione artistica di Nicola Sani, sono due segnali di un autentico rilancio di questa prestigiosa istituzione lirico-sinfonica che potrà così raggiungere i livelli di eccellenza dei maggiori teatri lirici delle capitali europee». La disputa, beninteso, non si chiude lì e – magari dopo le feste – il ministro Bondi risponderà alla deputata interrogante.

    Quanto a Vespa, abituato alla velocità dei cronisti, non ha voluto attendere tanto e alla questione una sua replica l’ha data prontamente: «Il ministro Bondi risponderà all’interrogazione dell’onorevole Ghizzoni ovviamente nel modo che riterrà più opportuno. Per quanto mi riguarda, sono a mia volta stupito dello stupore dell’onorevole Ghizzoni che evidentemente non conosce le qualifiche professionali dei rappresentanti del Ministero della Cultura negli altri Enti lirici». E spiega: «Non sono musicisti Fiorenzo Tagliabue (Teatro alla Scala, nel cui consiglio, se ricordo bene, non c’è un solo musicista), Franca Coin (Fenice di Venezia, imprenditrice), Rosita Marchetti (San Carlo di Napoli, funzionaria Rai in pensione), Gaetano Blandini (Petruzzelli di Bari, direttore generale per il cinema). A Palermo il ministero è rappresentato da un avvocato dello Stato e a Genova da un editore». E via elencando. Ma perché – conclude Sgarbi – bisogna sempre pescare nei soliti giri? E allora che c’entra Urbani con la Rai? E Petroni? E Staderini viene forse dalla Tv? Eppure stanno nel cda di viale Mazzini. Andiamo, per favore!».

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