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“Libertà di cura, la scelta al paziente”, di Paola Coppola

L’appello di Ignazio Marino. Firmano Levi Montalcini, Epifani, Marcello Lippi

ROMA – Un appello per il diritto alla libertà di cura. Per una legge sul testamento biologico che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie. Un appello che chiede di rispettare l´articolo 32 della Costituzione.
L´iniziativa è stata lanciata dal chirurgo e senatore del Pd, Ignazio Marino, e già sottoscritta da diverse personalità della politica e dell´informazione, dello sport e dello spettacolo. Il testo ha ricevuto adesioni trasversali come quella del Nobel Rita Levi Montalcini, di Giuliano Amato e Stefano Rodotà. È stato firmato dal fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, Miriam Mafai, Corrado Augias e Massimo Giannini. E ancora, tra gli altri, dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani e dal ct della nazionale, Marcello Lippi, dall´attrice Simona Marchini, dalla ginecologa Alessandra Kustermann e da Mina Welby.
«Rivendichiamo l´indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione», recita l´appello. E continua: «Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l´integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà». L´iniziativa nasce dalla preoccupazione che la legge che sarà approvata, rendendo obbligatoria idratazione e nutrizione enterale, come vuole il centrodestra, non rispetti l´orientamento degli italiani. «Negli ultimi due anni e mezzo sono stato invitato a parlare di questo tema in oltre 100 convegni riscontrando che la maggior parte delle persone ritiene che rispetto a malattia e a terapia la scelta debba spettare alla persona», racconta Marino. E chiarisce: «Vogliamo raccogliere centinaia di migliaia di adesioni per dire con forza a chi ha la responsabilità di condurre la discussione sul testamento biologico in Parlamento di ascoltare l´opinione di tutti».
Continua l´appello: «Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere. Chiediamo una legge che dia la possibilità, solo a chi lo vuole, di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi». E conclude: «Chiediamo una legge che colmi il vuoto del nostro Paese in questa materia ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino».
È possibile firmare sul sito: www.appellotestamentobiologico.it.

La Repubblica, 1 dicembre 2008

2 Commenti

  1. dal sito del sen. Ignazio Marino
    SULL’APPELLO PER LA LIBERTA’ DI CURA PROMOSSO DA MARINO “TESTAMENTO BIOLOGICO: 30MILA Sì ONLINE”
    Sono ormai 30.000 le adesioni all’appello per il diritto alla libertà di cura sul sito http://www.appellotestamentobiologico.it promosso da Ignazio Marino solo poche settimane fa. L’iniziativa, sostenuta da illustri personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, ha ricevuto l’attenzione del quotidiano l’Unità, che le ha dedicato un articolo ponendo in evidenza il grande riscontro popolare ottenuto in poco tempo.
    Felice delle tante adesioni il promotore dell’appello Ignazio Marino, che sulle pagine del quotidiano ha commentato con soddisfazione: “sotto Natale 30mila persone hanno aderito all’indirizzo http://www.appellotestamentobiologico.it e altri 16mila hanno sottoscritto su Facebook la causa ‘supportiamo il disegno di legge Marino sul testamento biologico e contro l’accanimento terapeutico’. E’ il segno della paura diffusa che con questo clima politico si arrivi ad una legge sul testamento biologico che vieti di interrompere alimentazione e idratazione artificiali, imponendo un trattamento terapeutico contro la volontà della persona”.
    Marino invita inoltre a “diffondere il più possibile l’appello: se ogni firmatario segnalasse l’iniziativa a tutti i suoi contatti di posta elettronica e su Facebook, potremmo raggiungere rapidamente l’obiettivo delle 100mila adesioni. A quel punto il Parlamento dovrà ascoltare la nostra opinione: i cittadini, sia che vogliano utlizzare ogni risorsa della medicina sia che intendano accettare la fine naturale della vita, ritengono che questa debba essere una decisione personale”.
    Da segnalare infine in uscita su l’Espresso un interessante dialogo sulla fine della vita e sui criteri di accertamento della morte tra Ignazio Marino e il grande Thomas Starzl, il pioniere della chirurgia dei trapianti che nel 1963 eseguì il primo trapianto di fegato su un essere umano. Cliccando qui sotto è possibile scaricare il pdf dell’articolo.
    CLICCA QUI http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/unita_30.000_adesioni.pdf PER LEGGERE L’ARTICOLO DE L’UNITA’ SULLE 30MILA ADESIONI ALL’APPELLO

    CLICCA QUI http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/marino_starzl.pdf PER LEGGERE IL DIALOGO SULLA FINE DELLA VITA TRA MARINO E THOMAS STARZL

  2. Ascoltare la decisione di ogni individuo significa rispettarlo,
    lasciamo la libertà di decidere a ciascuno e con la forza che gli consente la sua unica serena decisione
    Agnese Onnis

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