Mese: Maggio 2012

Franceschini «I ricavi della lotta all’evasione vadano a chi è senza reddito», di Maria Zegarelli

Dobbiamo cambiare prospettiva: è dalle fasce sociali più basse, i poveri, che bisogna partire. Questo è un Paese dove la povertà assoluta è in aumento, quindi primadi aiutare gli italiani con i redditi più bassi dobbiamo aiutare quelli che i redditi non li hanno affatto». E sulla spending review avverte: scuola e spesa sociale non possono subire ulteriori tagli. «Questo è il momento di fare delle scelte», aggiunge. Franceschini, mentre parliamo il ministro Giarda sta per illustrare la spending review per evitare l’aumento dell’Iva. Secondo alcuni è un pannicello caldo. «È giusto che il governo affronti questo problema. Noi abbiamo sempre contrastrato la linea dei tagli lineari di Berlusconi e Tremonti che colpiva indiscriminatamente cose utili e cose inutili. Quella è stata una fase di sconfitta della politica perché in alcuni momenti c’è bisogno di scegliere, di dire “qui si taglia, qui non si tocca un euro”». Eppure Tremonti è tornato a difendere i tagli lineari. Dice anche che i veri risultati si ottengon otagliand ostipendi, salari, diritti dei cittadini… «Vuole drammatizzare la situazione. È …

"Trent'anni fa l'omicidio di Pio La Torre un agguato che fermò il cambiamento", di Roberto Leone

Quando il direttore de L’Ora, Nicola Cattedra, si affaccia sulla porta del salone della Cronaca, la redazione ribolle ormai da dieci minuti. Sono le 9,40 del 30 aprile 1982 e da un quarto d’ora stiamo impazzendo per sapere qualcosa di più preciso su un delitto appena successo. Dieci minuti prima, dalla radio sintonizzata su polizia e carabinieri, avevamo colto qualche frase smozzicata: “morto… piazza Generale Turba… no, due… forse”. Poche parole, ma abbastanza per capire che era successo qualcosa. Poi, però, solo silenzio sulle frequenze delle volantie dei carabinieri. I numeri delle centrali operative squillavano a vuoto. Dunque, in base alla nostra esperienza, era accaduto qualcosa di “grosso”. Omicidi di mafia e cadaveri eccellenti, picciotti o politici potenti, magistrati e poliziotti: da tre anni la città era un mattatoio. Nulla di strano che anche quella mattina ci fosse stato un delitto “importante”. Il direttore resta sulla soglia e guarda dritto verso l’angolo della “nera”. “Mi ha chiamato il questore – sibila verso Attilio Bolzoni e me – dice che hanno ucciso Pio La Torre”. Dodici …

"Diritti e dignità", di Luigi Mariucci

Su cosa si puo fondare una celebrazione Non retorica del 1˚ maggio? La prima cosa da dire e che mai come ora la festa del lavoro dovrebbe assumere un carattere universale. Infatti negli ultimi decenni centinaia di milioni di persone sono uscite dalla poverta piu estrema e sono entrate nel mercato del lavoro, in Cina, India, Brasile, e in tutte le cosiddette economie emergenti. E appena il caso di ricordare che quando Marx scriveva il Capitale si occupava di qualche decina di milioni di operai industriali nel ristretto circuito della prima rivoluzione industriale. Questo e il volto positivo della globalizzazione, che tuttavia, paradossalmente, non si traduce in una maggiore forza del lavoro, ma nel suo contrario. Perche mentre il capitalismo finanziario non ha frontiere, e dilaga senza incontrare alcun contropotere, producendo le esplosioni della economia cartacea che hanno provocato la crisi piu drammatica dopo quella del 1929, il lavoro invece e ancora costretto nei confini degli Stati-nazione e non riesce ad assumere una dimensione internazionale. Questo determina una gigantesca concorrenza al ribasso nella offerta di …

Disoccupati record “In Italia sopra il 10%”, di Roberto Giovannini

Sempre meno offerte Con gli imprenditori in crisi, in Italia diminuiscono le offerte dei posti di lavoro in quasi tutti i settori. Dati preoccupanti per un Primo Maggio in cui il lavoro per molti è un miraggio. Confermando sostanzialmente i recenti dati dell’Istat, ieri l’Ilo (l’Organizzazione internazionale del Lavoro, l’agenzia Onu che si occupa appunto del lavoro) ha diffuso il suo report. La scheda che illustra la situazione italiana evidenzia così un crollo del mercato del lavoro nel quarto trimestre del 2011. Con un tasso di disoccupazione «ufficiale» che raggiunge quota 9,7% (pari a 2,1 milioni di persone che cercano e non trovano un impiego). Ma che considerando i 250mila lavoratori in cassa integrazione potrebbe anche superare la soglia del 10%. Scende anche il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni, al 56,9%. In più, dice sempre il report Ilo, bisogna fare i conti con l’«allarmante» situazione dei cosiddetti Neet, ovvero le persone Not in Education, Employment or Training, cioè che non studiano, non lavorano e non sono neanche in formazione. Si tratta di quasi …

"La nostra festa", di Claudio Sardo

La festa del lavoro nel tempo della crisi più profonda, e socialmente drammatica, del dopoguerra. Mentre si diffondono paure e sfiducia, le istituzioni democratiche paiono impotenti di fronte ai mercati, le speranze di cambiamento faticano a incarnarsi in comunità politiche. Ma il 1° maggio è una festa speciale. Perché esprime innanzitutto una lotta comune. Una battaglia che non si fermerà, essendo parte della dignità dell’uomo. Una rete di solidarietà che viene prima e dà ragione ad ogni progetto di rinnovamento. Il lavoro è il fondamento della Repubblica italiana. I costituenti potevano scrivere altrimenti l’articolo 1 della nostra Carta. Invece hanno deciso così. E ora il lavoro per noi è l’obiettivo primario, il volto umano di ogni programma di risanamento e di crescita, la priorità necessaria nella traversata di questa crisi. Purtroppo i numeri del lavoro in Italia sono drammatici. I tassi di occupazione sono sempre stati bassi. Ma oggi raggiungiamo cifre insostenibili: soprattutto per le donne e per i giovani. Siamo in coda alle classifiche dell’Unione europea. E le ricette rigoriste – che fino a …

"La fine del Nirvana", di Massimo Giannini

«NON tirerò a campare», aveva promesso Monti il 26 aprile, con una sorprendente parafrasi del vecchio motto andreottiano. Da allora è passato poco più di un mese. E il presidente del Consiglio, in effetti, ha dato al Paese e al Palazzo l’impressione di una preoccupante deriva dorotea. Fiaccato dalla dolorosa polemica sulla riforma del mercato del lavoro, bersagliato dalla velenosa Vandea fiscale cavalcata dai populisti di ogni colore, logorato dallo speculare ritorno di fiamma dei partiti, il premier ha rischiato un pericoloso galleggiamento. Per questo, da giorni, si aspettava un colpo d’ala, che riportasse il «governo di impegno nazionale» all’altezza del suo compito e l’Italia in sicurezza sui mercati internazionali. Proprio nella settimana in cui è risuonata l’eco sinistra delle elezioni anticipate, quel colpo d’alaè finalmente arrivato. Il varo della «spending review» messa a punto dal ministro Giarda, e la nomina di Enrico Bondi come commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa pubblica, segnano una svolta radicale nel cammino del risanamento e nel destino del governo. Cambia la quantità dei sacrifici finanziari che saranno richiesti …