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On. Ghizzoni: “Sul reclutamento dei docenti e sui precari manteniamo la nostra opposizione al centro-destra”

E’ con stupore e incredulità che ho letto su “La Stampa” di sabato 19 luglio un articolo a firma Raffaello Masci nel quale si sostiene che vi sarebbe un’intesa tra maggioranza e opposizione sulla riforma della scuola e in particolare sul reclutamento dei docenti e sui nuovi organi della scuola. Le cose non stanno affatto così. Lo testimoniano le nostre prese di posizione in 7^ Commissione della Camera in merito alla proposta di legge Aprea (esponente della maggioranza) e le due proposte di legge a firma De Torre e De Pasquale (esponenti del Partito Democratico) che sintetizzano la nostra politica circa gli organi collegiali per la scuola italiana del XXI secolo, la formazione e il reclutamento dei docenti.

Su questo ultimo tema, il Partito Democratico ha idee molto lontane dal progetto del centro-destra. Innanzitutto noi abbiamo l’obiettivo di sconfiggere il precariato. In questo senso la politica del Governo Prodi è stata chiara: a fianco di nuove modalità per l’ingresso in ruolo dei docenti, è stato definito e avviato un piano straordinario di assunzioni al fine di esaurire le graduatorie permanenti. È in coerenza con questo piano che abbiamo più volte espresso la nostra critica alle ultime, inadeguate, immissioni in ruolo del Ministro Gelmini (32.000 unità complessivamente), nettamente al di sotto dei posti vacanti.

Il precariato è un problema che deve essere affrontato e non può essere ignorato. E’ sulla base di queste considerazioni che parteciperò al sit-in organizzato dai precari il prossimo 23 luglio: un’occasione per esprimere ancora una volta la nostra opposizione alla manovra estiva che per la scuola prevede pesantissimi tagli e un’affrettata quanto occultata riforma del sistema che comprometteranno inevitabilmente la tenuta del sistema scolastico pubblico.

 

Di seguito la replica integrale dell’On. De Torre, pubblicata solo in parte nella rubrica delle lettere de “La Stampa” del 21 luglio e i link alla proposta di legge con prima firmataria l’On. De Torre e all’articolo de “La Stampa” del 19 luglio

 

”Leggo con stupore che esiste in Parlamento una proposta di legge bipartisan: una proposta cioè che dovrebbe nascere firmata da parlamentari sia di maggioranza che di opposizione. No, non è così. In commissione Cultura della Camera sono incardinate delle proposte di legge che sono diverse tra loro. Oltre a quella della presidente Aprea (che prevede ad esempio la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi), ve ne sono anche due del Pd. Una di esse, sulla riforma degli organi collegiali, è portatrice di una visione della scuola radicalmente differente. La proposta di Governo partecipato della scuola dell’autonomia nasce nel confronto con le scuole e le famiglie e porta una dimensione di partecipazione a tutti i livelli. Riconoscendo l’importanza dell’autonomia delle istituzioni scolastiche pone le condizioni per attuarla (e non serve trasformare le scuole in fondazioni: l’ex ministro Fioroni tirò in ballo la parola solo per indicare le stesse opportunità fiscali ed è cosa ben diversa!). La proposta del Pd costruisce corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia, vede un ruolo reale dei genitori nella conduzione della scuola, apre a varie forme di partecipazione fino al volontariato, valorizza il lavoro di rete tra le scuole e delle scuole col territorio, si mette in parallelo al lavoro delle Regioni nel governo della scuola. La seconda proposta di legge del Pd riguarda la formazione e l’assunzione dei docenti: prevede un concorso pubblico a posti programmati alla fine del primo triennio universitario. Agli idonei è riconosciuta la possibilità di assunzione, differita e subordinata all’esito positivo di due bienni in cui sia valutata la formazione didattica acquisita anche sul campo e l’attitudine all’insegnare e all’educare. Ciò elimina il precariato (è questa una grande responsabilità e non si risolve solo dimenticando il problema!) e apre ai giovani più preparati e più portati a questa difficile, ma bellissima professione. Queste due  leggi sono le proposte del Pd per riformare la scuola e saranno esaminate insieme alla pdl Aprea nel comitato ristretto  che la commissione ha costituito come da prassi parlamentare. Il Gruppo del Pd ha chiesto che non vi siano solo formali audizioni, ma un autentico ascolto delle voci della scuola, dei genitori, dei sindacati e della società civile. Partiamo quindi da proposte chiaramente diverse. E’ ovvio che il nostro auspicio è che le nostre idee siano raccolte dalla maggioranza a tutto vantaggio del mondo della scuola.”

 

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&ID_articolo=721&ID_sezione=255&sezione=News

 

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0005390.pdf

 

 

 

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