Mese: agosto 2008

Tutti sul volo di Stato. A discrezione…

Nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto scorso, in cima ad una serie di priorità nazionali come la certificazione di qualità del «cipollotto nocerino» e della «mela della Val di Non», poco prima delle «modalità tecniche di svolgimento della lotteria ad estrazione istantanea con partecipazione a distanza “Le carte della fortuna online”», in un posto che si immaginava ben occultato nella calura agostana, compare la nuova direttiva sul «trasporto aereo di Stato» del governo Berlusconi. La norma, varata il 25 luglio passato, anche qui con massimo riserbo (non ce n’è traccia né nell’indice analitico del sito www.governo.it, né nella rendicontazione del Consiglio dei ministri di quel giorno), abroga le norme più restrittive sui voli di Stato varate dal governo di Romano Prodi meno di un anno fa e le sostituisce con regole meno rigorose. Nel merito l’articolo 5 della nuova norma apre i portelloni dei voli di Stato («in via del tutto eccezionale e previa rigorosa valutazione», è scritto in modo quasi paternalistico nella legge) al «personale estraneo alla delegazione ma accreditato al seguito della stessa …

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Sen. Bastico e On. Ghizzoni: “Pesante spoil system del Governo sui dirigenti scolastici”

Lo spoil system del ministero della Pubblica Istruzione si abbatte sui dirigenti scolastici dell’Emilia Romagna, tra cui quello modenese: dei sei dirigenti a contratto ben quattro sono stati rimossi dal loro incarico e quello di Modena, il professor Mori, è trasferito a Ravenna. “Siamo di fronte ad una rimozione, non condivisibile, di persone che hanno svolto con competenza, capacità ed impegno il proprio ruolo nel territorio dell’Emilia Romagna. Si tratta di una scelta da un lato discriminatoria e punitiva e, dall’altro, dannosa per il sistema scolastico regionale e modenese” dichiarano le parlamentari del PD Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni. Peraltro, una scelta tanto rilevante per il sistema scolastico locale non è stata minimamente concordate né con la Regione né con le Autonomie locali: “si è operato in modo del tutto centralistico proprio da parte di quel governo che vuole realizzare il federalismo e che sta facendo circolare bozze di disegni di legge in cui la scuola è inclusa tra le competenze da attribuire alle regioni. Una contraddizione inaccettabile che mina qualsiasi credibilità del governo e …

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“Mariastella e l’improvvisazione del pugno duro”, di Marina Boscaino

«La luna consiglia: saggezza. Poche righe, secche, di smentita, senza spiegazione. Perché alienarsi preventivamente le simpatie di una parte del mondo della scuola, in particolare di Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia, ai cui insegnanti Gelmini avrebbe destinato «corsi intensivi», per evitare che alcuni istituti abbassino la qualità generale? Nessuna spiegazione: un’illusione acustica o, peggio ancora, la malafede di tutta la stampa presente, come se l’argomento «insegnanti del Sud» non fosse stato nemmeno citato. La sbronza collettiva di tutti i giornalisti ha però, nella sua provvidenziale «casualità», portato alla luce il sospetto – a volte sussurrato, a volte esplicitamente dichiarato – che la scuola al Sud funzioni meno bene che al Nord. Facciamoci carico di questo collettivo travisamento, uscendo dalla polemica e guardando alla realtà. I tanto sbandierati risultati dell’Ocse Pisa – numeri comunque usati in maniera totalmente decontestualizzata – ci parlano di una scuola italiana a due velocità: il Nord, e in particolare alcune zone, che si attestano su risultati eccellenti; il Sud che, viceversa, totalizza risultati molto bassi. D’altro canto, il numero, per esempio, …

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“Il nostro posto”, di Concita De Gregorio

«Sono cresciuta in un Paese fantastico di cui mi hanno insegnato ad essere fiera. Sono stata bambina in un tempo in cui alzarsi a cedere il posto in autobus a una persona anziana, ascoltare prima di parlare, chiedere scusa, permesso, dire ho sbagliato erano principi normali e condivisi di una educazione comune. Sono stata ragazza su banchi di scuola di città di provincia dove gli insegnanti ci invitavano a casa loro, il pomeriggio, a rileggere ad alta voce i testi dei nostri padri per capirne meglio e più piano la lezione. Sono andata all’estero a studiare ancora, ho visto gli occhi sbigottiti di coloro a cui dicevo che se hai bisogno di ingessare una frattura, nei nostri ospedali, che tu sia il Rettore dell’Università o il bidello della Facoltà fa lo stesso, la cura è dovuta e l’assistenza identica per tutti. Sono stata una giovane donna che ha avuto accesso al lavoro in virtù di quel che aveva imparato a fare e di quel che poteva dare: mai, nemmeno per un istante, ho pensato che …

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“Spezzatino alla Padana”, di Gianfranco Pasquino

Non è per niente vero che le alternative ad una riforma amministrativa, burocratica e politica delle Stato italiano si riducano ad un brillante accentramento delle funzioni alla francese e al semifederalismo alla tedesca, come lo aveva giudicato a suo tempo l’allora ideologo della Lega Gianfranco Miglio. Per rimanere alle esperienze europee, si potrebbe guardare allo statuto delle autonomie spagnole e all’efficace processo di devolution di rappresentanza politica, poteri e funzioni dal Parlamento di Westminster. Oppure alle assemblee scozzese, gallese e nordirlandese, ciascuna delle quali ha scelto, entro determinati limiti, compiti e uoli che pensava di saper svolgere meglio degli inglesi. Sarà anche opportuno ricordare che, guardando ai fondamentali, qualsiasi soluzione venga prescelta nel contesto italiano attuale, è assolutamente fuori luogo parlare di federalismo quando qualcuno riesce a strappare funzioni e soldi allo stato e all’amministrazione centrale. Quand’anche lo si facesse in maniera efficace questo tipo di intervento sarebbe nel migliore dei casi una fattispecie di devolution. E’ persino fastidioso dovere sottolineare ancora una volta che il federalismo originale e vero nasce dal basso, quando le …

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“Le donne nel mirino”, di Marino Niola

Due rapinatori sorprendono nel sonno una coppia di turisti olandesi. Li derubano di tutto. E in più violentano la donna. Doppio bottino, doppia violenza. Perché una aritmetica sociale barbarica e premoderna assegna sempre alle donne una quota maggiore di sofferenza. Una violenza nella violenza. Che al trauma dell’ aggressione aggiunge un surplus di dolore. Quasi un debito, una quota fissa che una cultura tribale e ripugnante esige dal secondo sesso ogni volta che se ne presenta l’ occasione. Un “pizzo” in natura che la violenza dei maschi impone con regolarità impunita. E spesso anche inavvertita. Come se l’ aggressione sessuale fosse in fondo solo un peccato veniale. C’ è ancora chi fa fatica a considerarla un reato. Come se l’ altra metà del cielo avesse sempre qualcosa da farsi perdonare. Perfino quando è vittima. Ecco perché quella sulle donne viene troppo spesso percepita come una violenza light. Coperta da un alone di complicità deresponsabilizzante che la rende più leggera, ne occulta l’ orrore dietro una pseudo-cultura fatta di luoghi comuni, di banalità, di stereotipi duri …

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Aumentano i debiti e anche la spesa si fa a credito

Tra mutui per comprare casa, finanziamenti per ristrutturarla, prestiti per investire, ma anche per credito al consumo e per affrontare il peggiora- mento della situazione economica di molte famiglie, soprattutto del Sud, l’indebitamento degli italiani è salito, tra il 2002 e il 2007, del 93,28% toccando quota 15.765 euro di media. In cinque anni, secondo la Cgia di Mestre, dall’adozione della moneta unica, le famiglie italiane si sono indebitate in modo crescente, tanto da raddoppiare quasi la loro esposizione nei confronti degli istituti di credito. In testa alla classifica la provincia di Roma, con una media di quasi 22mila euro. A seguire le famiglie milanesi (21.321 euro), quelle della provincia di Lodi (20.593 euro), quelle di Reggio Emilia (20.138 euro) e le riminesi (con 20.060 euro). In cinque anni, il record della crescita del debito è invece di Napoli, con un aumento del 116,36%, che non si discosta molto da quello di Reggio Emilia e Piacenza (116,1%). In ogni caso sono moltissime le province che hanno in sostanza raddoppiato il loro indebitamento: in 20 hanno …

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