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Sen. Bastico e On. Ghizzoni: “Pesante spoil system del Governo sui dirigenti scolastici”

Lo spoil system del ministero della Pubblica Istruzione si abbatte sui dirigenti scolastici dell’Emilia Romagna, tra cui quello modenese: dei sei dirigenti a contratto ben quattro sono stati rimossi dal loro incarico e quello di Modena, il professor Mori, è trasferito a Ravenna.

“Siamo di fronte ad una rimozione, non condivisibile, di persone che hanno svolto con competenza, capacità ed impegno il proprio ruolo nel territorio dell’Emilia Romagna. Si tratta di una scelta da un lato discriminatoria e punitiva e, dall’altro, dannosa per il sistema scolastico regionale e modenese” dichiarano le parlamentari del PD Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni.

Peraltro, una scelta tanto rilevante per il sistema scolastico locale non è stata minimamente concordate né con la Regione né con le Autonomie locali: “si è operato in modo del tutto centralistico proprio da parte di quel governo che vuole realizzare il federalismo e che sta facendo circolare bozze di disegni di legge in cui la scuola è inclusa tra le competenze da attribuire alle regioni. Una contraddizione inaccettabile che mina qualsiasi credibilità del governo e del ministero”, afferma la sen. Bastico, Ministro ombra del Pd per i rapporti con le Regioni.

“Di tali decisioni – proseguono Bastico e Ghizzoni – chiederemo ragioni e motivazioni in una interrogazione parlamentare urgente che rivolgeremo al ministro Gelmini in sede di Camera e Senato. Il professor Mori ha governato la scuola modenese con passione e rafforzando la qualità dell’offerta scolastica, dalla scuola dell’infanzia a quella superiore, anche in momenti non facili per la riduzione delle risorse e del personale. Vogliamo sottolineare, in particolare, la sua capacità di relazione con le istituzioni locali; con le organizzazioni sindacali e con i dirigenti tutti della scuola modenese, che rappresenta una realtà particolarmente complessa nel quadro regionale e nazionale”.

“Proprio per questo e per il valore fondamentale della continuità nel sistema scolastico dove, non a caso, i contratti dirigenziali hanno durata triennale, riteniamo grave e immotivata l’interruzione a metà mandato di questa positiva esperienza”, dichiara l’on. Ghizzoni, capogruppo Pd in Commissione Cultura della Camera.

“Auguriamo al professor Malaguti, nuovo dirigente dell’Ufficio provinciale di Modena, un positivo lavoro ed una proficua esperienza, offrendo la disponibilità per ogni collaborazione che riterrà opportuna. Ringraziamo il professor Mori per quanto ha saputo realizzare in una forte collaborazione con le autonomie scolastiche e con le istituzioni locali e per quanto ha fatto per la scuola modenese, augurandogli una altrettanto positiva esperienza nella provincia di Ravenna” hanno concluso le parlamentari Bastico e Ghizzoni.

3 Commenti

  1. Infine, il comunicato delle Unioni dei Comuni del distretto di Carpi (Terre d’Argine) e di Vignola (Terre di Castelli): «Gli Assessori Maria Filippi (Comune di Carpi), Giuseppe Schena (Unione Terre d’argine) e il Sindaco di Spilamberto Francesco Lamandini (Unione Terre di Castelli) si mostrano molto preoccupati per l’improvviso avvicendamento ai vertici dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena, proprio a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, con il rischio di bloccare una serie di attività e progetti già avviati.
    L’Unione Terre di Castelli e l’Unione Terre d’Argine rappresentano circa 170.000 abitanti e da tempo hanno deciso di gestire in modo unitario le politiche della scuola e dell’accesso e il diritto allo studio. Di conseguenza in questi anni è iniziato un lavoro importante sulla programmazione unitaria, assieme anche al ex Provveditorato di Modena, dell’offerta scolastica, sul sostegno ai bambini con disabilità e dei servizi collegati (mensa, trasporto, pre-post, etc.).
    Il lavoro iniziato con il dott. Mori andava in questa direzione, di tutto ci saremmo aspettati meno che, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, con importanti decisioni da prendere in questi giorni, il Ministero della Pubblica Istruzione prendesse una decisione così inaspettata senza raccordarsi con gli Enti Locali e passando sulla loro testa e su quella dei cittadini. Ci chiediamo se il federalismo tante volte evocato in campagna elettorale sia già stato archiviato, visti i tipici modi di centralismo ministeriali utilizzati. La scuola di Modena, inoltre aveva già pagato un alto prezzo con la prematura scomparsa del dott. Guarro facendo fronte alla situazione d’improvviso disagio peraltro ben colmata daIl’intelligente lavoro del dott. Mori ed ha ancor più diritto a tranquillità nella continuità delle relazioni costruite.
    Chiediamo al nuovo Dirigente Scolastico, prof. Gino Malaguti, al quale auguriamo buon lavoro, un incontro in tempi brevissimi per fare il punto sui temi più urgenti, per non rischiare di bloccare attività e progetti strategici per le scuole del nostro territorio».

  2. e quella delle assessore Facchini (provincia di Modena) e Querzé (Comune di Modena: «L’improvviso e imprevisto trasferimento da Modena del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico e senza neppure informare, com’era consuetudine, il sistema delle autonomie locali, rischia di creare ulteriori difficoltà al mondo della scuola, già provato da incertezze, tagli, ricambio di docenti». Su questa valutazione concordano l’assessore all’Istruzione della Provincia, Silvia Facchini, e del Comune di Modena Adriana Querzè. «La discontinuità – fanno notare i due assessori – non è un’alleata della scuola, sia per quanto riguarda i docenti sia i vertici dell’amministrazione. Risulta soprattutto dannosa se inaspettatamente, e dopo soltanto un anno e mezzo, interrompe un percorso di lavoro che avrebbe dovuto avere una durata triennale. Rapporti proficui e duraturi tra amministrazione scolastica ed enti locali oggi risultano assolutamente indispensabili per garantire funzionalità alle scuole e consentire loro di svolgere il compito ad esse costituzionalmente assegnato: quello di operare per contrastare le disuguaglianze sociali».

    L’auspicio è che «lo stile di lavoro cooperativo che nella nostra provincia si è rivelato in grado di produrre risultati interessanti – aggiungono i due assessori – e che ha fin qui caratterizzato i rapporti tra amministrazione scolastica ed enti locali possa proseguire, nel rispetto dei ruoli e delle reciproche competenze, a vantaggio degli studenti modenesi»

    «La bontà del lavoro svolto dal dottor Mori e da chi lo ha preceduto – ricordano gli assessori Facchini e Querzè – è comunque un buon viatico per il nuovo dirigente scolastico provinciale, al quale porgiamo un sentito augurio di buon lavoro». Se sarà, come anticipato dalla stampa, il professor Gino Malaguti, attuale preside dell’Istituto tecnico industriale “Corni”, «la sua profonda conoscenza del sistema scolastico locale e la lunga consuetudine di rapporti con le istituzioni locali – concludono i due assessori – fanno ben sperare in una continuità che consenta di affrontare congiuntamente le problematiche – dall’edilizia scolastica all’integrazione degli stranieri, dalla formazione dei docenti alle dotazioni di personale, dal tempo pieno alla generalizzazione della scuola dell’infanzia – che si profilano nel futuro della scuola modenese».

  3. Sulla stessa vicenda, ecco l’opinione dell’assessore regionale Paola Manzini: «Lo spostamento a metà mandato del Prof. Giancarlo Mori è per Modena una perdita grave. Oltre a colpire i fannulloni della Pubblica Amministrazione, andrebbero premiate le competenze e il senso di responsabilità. Il Prof. Mori – ha dichiarato l’Assessore regionale alla scuola Paola Manzini – è sicuramente portatore di ambedue le caratteristiche. Nonostante ciò si è valutato di spostarlo da Modena per trasferirlo a Ravenna, Provincia in cui potevano essere utilmente collocati altri dirigenti. La vicenda ha il sapore amaro di un’azione pilotata che certamente, aldilà delle persone coinvolte, non gioverà alla scuola modenese. Pur mantenendo aperto il canale di collaborazione assicurato al Ministero, non posso che notare in questa decisione incongruenze e incoerenze con quanto condiviso in precedenza. Chiedo pertanto al Ministro di riflettere su quanto avvenuto e su come intenda proseguire. Se si pensa poi che tutto ciò avviene in una situazione di precarietà dovuta all’assenza di risposte sul versante degli organici della scuola – versante che a Modena fino ad ora è stato invece governato con maestria e determinazione, risolvendo il tema della statalizzazione del Fermi – la situazione appare ancora più grave e preoccupante. Attendiamo un segnale concreto in controtendenza – conclude l’Assessore regionale – nel rispetto del dialogo e del confronto interistituzionale che da sempre caratterizzano il sistema scolastico della nostra regione».

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