Giorno: 5 febbraio 2014

L’Italia contro le agenzie di rating “Non valutato il patrimonio artistico”, da www.lastampa.it

Il Financial Times: la Corte dei conti citerà le maggiori agenzie di rating, S&P, Moody’s e Fitch per il downgrade del 2011 e chiederà danni per 234 miliardi. Ma il procuratore smentisce: l’inchiesta c’è, ma nessuna citazione in giudizio La Corte dei conti avrebbe le tre maggiori agenzie di rating internazionali, S&P, Moody’s e Fitch per il downgrade dell’Italia del 2011 e chiede danni per 234 miliardi di euro. È quanto riportava, ieri sera l’edizione online del Financial Times, ripresa da alcuni giornali italiani. Secondo quanto scrive il quotidiano britannico nell’atto di citazione che Standard & Poor ha detto di aver ricevuto i magistrati contabili avrebbero sottolineato l’errore fatto dalle agenzie nel non tenere conto dell’«alto valore del patrimonio storico, culturale e artistico del nostro paese che universalmente riconosciuto rappresenta la base della sua forza economica». Il procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio Raffaele De Dominicis smentisce però la notizia diffusa dal «Financial Times» secondo cui «ci sarebbe stata emissione di citazione in giudizio contro le agenzie di rating S&P, Moody’s e Fitch». …

"Gli imitatori di Grillo", di Stefano Folli

L’idea di contestare il capo del proprio Stato nel momento in cui si rivolge, al di fuori dei confini nazionali, all’ampia platea del Parlamento europeo non era ancora venuta in mente a nessuno. I movimenti più estremisti, i più convinti negatori dell’Europa, hanno sempre fatto attenzione a non oltrepassare questa soglia limite. Ma ieri la Lega ha infranto il tabù. E lo ha fatto nel giorno in cui Napolitano chiedeva una netta inversione nelle politiche d’austerità. S arà anche vero, come ha detto lo stesso presidente della Repubblica, che i contestatori erano «marginali». Nell’emiciclo lo erano di sicuro. Tuttavia il risentimento anti-europeo che esprimono non è affatto residuale nei territori dell’Unione. Al contrario. In Francia il partito di Marine Le Pen viaggia al primo posto nei sondaggi d’opinione. Anche altrove i movimenti contrari all’integrazione sono spavaldi, convinti di ottenere un ottimo risultato alle elezioni di maggio. Il discorso di Napolitano, intriso di un europeismo tanto radicato quanto innovativo, consapevole che fra tre mesi la posta in gioco sarà molto alta, rappresenta un tentativo di rinvigorire …

"Una classe non dirigente", di Valerio Castronovo

Al terz’ultimo posto, nell’Europa dei Ventotto, soltanto prima di Bulgaria e Romania: così l’Italia figura, quanto a efficacia delle politiche governative, nella classifica stilata dall’Unione europea. Può darsi che a Bruxelles abbiano calcato la mano, ma non più di tanto. Da troppo tempo la reciproca delegittimazione dei due principali partiti della Seconda Repubblica, con uno strascico di acri risentimenti e veti incrociati (ma anche di logoranti contese intestine), ha determinato una situazione deprimente di stallo dell’attività legislativa sulle questioni più importanti e una penosa impotenza decisionale, nell’esercizio del proprio mandato, degli esecutivi di diverso colore avvicendatisi di volta in volta sulla scena. Si tratta non solo di una seria anomalia sul piano istituzionale ma di un’ipoteca tanto più grave e deleteria nel mezzo di una persistente emergenza economica e sociale, che avrebbe dovuto imporre, per venirne a capo, un forte impegno politico e quindi scelte coraggiose e appropriate, misure concrete ed efficaci. Senonché l’Italia si trova a pagare i costi, non da oggi, ma adesso con un impatto sempre più pesante, dovuti alla mancanza di …

"Dal presidente un appello a superare gli egoismi nazionali", di Rocco Cangelosi

Giorgio Napolitano è stato salutato con una standing ovation, al termine del suo discorso a Strasburgo, con il quale ha cercato di dare un forte messaggio per combattere il sentimento crescente di disaffezione dei cittadini verso la costruzione europea, considerata comunque irreversibile. Il Presidente ha stigmatizzato i populismi distruttivi, che vogliono un’altra Europa (e i leghisti non hanno mancato di organizzare il loro teatrino in aula), sottolineando tuttavia gli errori commessi in questo decennio e la necessità di completare la costruzione dell’euro, nata come moneta senza una politica economica e una governance comune che lo sostenga. Napolitano ha elencato le carenze del progetto europeo nella fase attuale, a partire dalla piaga sempre più dolorosa della disoccupazione giovanile, agli egoismi nazionali e alla miopia mostrata dalla classe politica europea e, finalmente, alla politica dell’austerità fine a se stessa, non più sostenibile, e ha richiamato a una maggiore solidarietà i governi europei. Cercando di mettere in evidenza la necessità di trasmettere ai popoli europei i valori che rappresenta l’Europa e il suo contributo allo sviluppo della civiltà …

"Emilia-Romagna due anni dopo", Lettera di Vasco Errani al direttore de Il Fatto Quotidiano

Caro Direttore, voglio rispondere a quanto scritto dal suo giornale ieri sul terremoto del maggio 2012 in Emilia-Romagna con alcuni dati di fatto: dopo il sisma, 28 morti e 13 miliardi di danni, abbiamo scelto di governare l`emergenza e la ricostruzione dal territorio, con i sindaci, senza “uomini della provvidenza” al comando. Una via diversa da quella seguita a L`Aquila dal governo Berlusconi: abbiamo detto no alle new town, sì alla ricostruzione delle scuole e dei nostri paesi. Poi si è definito (e finanziato) un piano per il patrimonio pubblico e per i centri storici (che vanno da Carpi a Mirandola, a Finale, a San Felice a Crevalcore a Cento a Sant`Agostino e così via). Nell`emergenza abbiamo deciso le priorità assieme ai sindaci: le scuole e il lavoro. In 4 mesi abbiamo riaperto le scuole (riparando circa 400 edifici scolastici danneggiati e costruendone 58 provvisori) e consentito così a 18 mila studenti di cominciare regolarmente le lezioni. Da 41 mila lavoratori in cassa integrazione all`indomani del terremoto, si è passati ai circa 3.000 di oggi …

«Basta austerità a ogni costo». Il discorso di Napolitano a Strasburgo

«Gli interventi di stabilizzazione hanno avuto ricadute recessive, serve una svolta non demagogica». Il presidente della repubblica al parlamento europeo, testo integrale 1. Le prove più dure nella storia dell’Unione europea Torno in quest’aula a sette anni di distanza dall’omaggio che volli rendere al Parlamento europeo poco dopo la mia elezione a Presidente della Repubblica italiana. E colgo oggi l’opportunità che mi è stata offerta dal vostro Presidente di rinnovare quell’omaggio, fondandolo su riflessioni scaturite dall’esperienza più recente vissuta da noi tutti. Nei sette anni trascorsi, la costruzione europea ha dovuto fronteggiare le prove più dure della sua storia. Si è spesso osservato che fin dagli inizi l’Europa comunitaria si sviluppò attraverso crisi via via insorte e poi superate : ma si trattò essenzialmente di crisi politiche nei rapporti tra Stati membri della Comunità. Mai – come a partire dal 2008 – di crisi strutturali, nella capacità di crescita economica e sociale, nel funzionamento delle istituzioni, nelle basi di consenso tra i cittadini. Mai era stata, di conseguenza, messa in questione, e radicalmente in questione, …

"Quirinale all’attacco in Europa", di Stefano Menichini

Napolitano esce dall’assedio grillino, leghista e berlusconiano e detta la linea della riscossa europeista contro scettici e nemici dell’euro. Strasburgo applaude, sotto accusa ci sono anche governi e leader nazionali. Un grande discorso di battaglia politica. I parlamentari di Strasburgo alla fine erano colpiti e ammirati, anche perché non sono abituati a momenti del genere: a capi di stato che si presentano nel loro emiciclo non per lanciare generici appelli ma per scarnificare le ragioni della crisi europea, individuare praticamente con nome e cognome i nemici politici dell’integrazione ma soprattutto le responsabilità dei leader degli Stati, dettare una possibile – l’unica possibile – linea di riscossa. Praticamente un programma elettorale per le elezioni continentali di maggio, solo che non è un programma di parte o di partito ma è potenzialmente di tutti. Di tutti, tranne coloro che vorrebbero la fine dell’Europa, o dell’euro che è la stessa cosa, e che infatti ieri si sono palesati con una contestazione che li ha qualificati. Volendo fare un filo d’ironia, ma neanche tanto, si potrebbe dire che Giorgio …