Giorno: 19 febbraio 2014

"Ma il paese rimane lontano dalla scienza", di Piero Bianucci

Nei giorni accelerati che vedono Matteo Renzi alle prese con la sua lista dei ministri, la parola scienza si è sentita poco. In questo non c’è differenza rispetto al passato. Anche il Parlamento che dovrà decidere se dargli la fiducia è culturalmente lontano dalla scienza. Qualche settimana fa Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia dei Lincei, in un articolo per «il Sole-24 ore» ha esaminato le competenze presenti nella Camera dei Deputati, ammesso che i titoli di studio valgano qualcosa. Su 630 parlamentari i laureati sono il 68% e di questi il 78% ha una formazione umanistica con predominanza della laurea in Giurisprudenza. Tra i 96 deputati di formazione scientifica prevale la laurea in Ingegneria (34), seguita da Medicina (20) e poi, con numeri via via più piccoli, da Architettura, Chimica, Fisica, Informatica, Scienze agrarie, Farmacia, Veterinaria, Biotecnologie. In Senato tra i medici spicca Scilipoti, che si batte per l’agopuntura. Registriamo questa situazione in un’epoca caratterizzata da due aspetti importanti: da un lato, intrecci sempre più stretti tra scienza e politica (pensiamo a ricerca e rilancio economico, …

Artigiani e commercianti «Spremuti come limoni»,di Andrea Bonzi

Ci sono i commercianti veneziani che sono arrivati indossando cappellini con orecchie d’asino, perché «Siamo stanchi di fare i muli». Ci sono i loro colleghi padovani, che sfilano compatti al grido di «Basta tasse» in un corteo aperto dallo striscione «Indignados», con in mano cartelli del tipo «Banche, ci avete rotto il tasso» e «Siamo alla derIva». E ancora, gli artigiani con al collo un grido d’aiuto scritto a pennarello («Sono qui per non chiudere») e i piccoli imprenditori modenesi, che sottolineano: «Il terremoto non ha fermato l’Emilia, la burocrazia sì». UNA PIAZZA INEDITA Sono solo alcuni tra le decine di migliaia di volti che ieri hanno invaso pacificamente piazza del Popolo a Ro- ma, per la prima grande manifestazione dei Rete Imprese Italia, l’associazione che riunisce Casa Artigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. «Siamo più di sessantamila», esultano gli organizzatori. Un conteggio sicuramente non distante dalla realtà: la piazza e le vie adiacenti sono totalmente coperte da bandiere bianche, blu e verdi, appartenenti alle varie sigle. Fischietti, trombette da stadio e tamburi improvvisati su …

"Italicum urgente ma senza forzature: il tavolo tra Renzi e i partiti minori", di Francesco Losardo

Le soglie di sbarramento: quelle sì potrebbero cambiare, scendendo dal 4,5 per cento al 4 per i partiti coalizzati e dal 12 al 10 per le coalizioni. Ultime notizie dal fronte Italicum. Il movimento non si vede, ma c’è. Il sussurro dei giorni scorsi è diventato un mormorio: il patto Renzi-Berlusconi potrebbe essere “addolcito” nei confronti dei partiti minori. Non sulle preferenze, però: lì il Cavaliere e il segretario del Pd non cedono di un millimetro. «Renzi non mostra fretta di forzature e, se questo è l’impianto con cui accoglie tutti, è perché vuole traguardare la legge elettorale». «Traguardare», nel politichese della Seconda repubblica in viaggio verso la Terza, significa incassare. In filigrana molti degli interlocutori politici passati per la Sala del Cavaliere di Montecitorio dove il presidente incaricato sta svolgendo le consultazioni per la formazione del nuovo governo hanno colto segnali di pace sull’Italicum. «La legge elettorale Renzi la mette sempre in premessa», raccontano tutti quelli che sono sfilati davanti a Renzi e ai suoi due “corazzieri”, Del Rio e Guerini. Ma è il …

"Il comitato etico di Brescia su Stamina accusa ospedale e agenzia del farmaco", di Mario Pappagallo

Giugno 2011-maggio 2012. In questo arco di tempo Davide Vannoni e Stamina Foundation riescono a mettere piede negli Spedali Civili di Brescia. Nonostante a Torino fosse già stata avviata un’inchiesta per associazione a delinquere, truffa, somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica. Di nessun interesse per chi a Brescia doveva decidere. E così passò un trattamento non brevettato, con il sì del Comitato etico che dal giugno 2011 al maggio 2012 si è occupato dei primi 12 pazienti (4 dei quali legati all’ospedale, tra cui un «potente» dirigente regionale)da ammettere alle cure compassionevoli con il «metodo Stamina». Dopo c’è stato il blocco dell’Agenzia del farmaco (Aifa) e altri 22 pazienti trattati per ordine di giudici del lavoro. Francesco De Ferrari, docente di medicina legale, era presidente di quel Comitato etico. Ieri è stato messo sotto torchio in Commissione sanità del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul caso Stamina. Un’ora e mezza all’angolo, tante domande e tant’altre a cui risponderà per iscritto. Un’ora è mezza difficile. Un’ora e mezza di tensione palpabile per Carmen Terraroli (un …

"Le vere priorità per l’economia", di Massimo D'Antoni

Quali dovrebbero essere le priorità del governo Renzi? In questi giorni è un fiorire di indicazioni e suggerimenti. Il premier incaricato dovrebbe però temere l’entusiasmo e le aspettative che ha suscitato più delle critiche. In parte questo entusiasmo proviene infatti da chi si aspetta che il nuovo governo porti fino in fondo le scelte dell’agenda Monti. Ovvero: riforma delle regole del mercato del lavoro e tagli consistenti alla spesa pubblica. A questa prima categoria di entusiasti sfugge che il segretario-premier ha conquistato il cuore degli elettori del Pd con una promessa di rinnovamento e di riscatto, ma non è affatto ovvio che questa adesione si spinga fino ad un sostegno a quelle politiche di impronta liberale che lo stesso Renzi si è ben guardato dal riproporre apertamente dopo la sconfitta alle primarie del 2012. C’è poi una seconda categoria di entusiasti, per lui non meno pericolosi: coloro che pensano che la soluzione dei problemi del Paese sia semplice e ovvia, e a far difetto in passato sia stata la volontà politica o la determinazione. Non …

"La sconfitta dell'Europa", di Andrea Bonanni

I nuovi gravissimi incidenti a Kiev sono una sconfitta per l’Europa, che sperava di essere riuscita a trovare un compromesso per mettere fine agli scontri. Un tentativo tuttora in corso. Evidentemente Bruxelles condanna le violenze e potrebbe anche riconsiderare l’imposizione di sanzioni. MA PRENDE le distanze dagli Stati Uniti che accusano esclusivamente il regime di Yanukovich. Nella notte il vicepresidente Usa, Joe Biden, telefona allo stesso Yanukovich per chiedergli di ritirare le forze di polizia. E per esprimere la grave preoccupazione americana per il precipitare degli eventi. L’alto rappresentante per la politica estera della Ue, Catherine Ashton, che si dice «molto preoccupata», condanna «l’uso della violenza in tutte le sue forme, inclusa quella contro gli edifici pubblici o dei partiti», un riferimento agli assalti dei manifestanti contro il Parlamento e contro le sedi dei partiti di governo. È chiaro che la Ue spera ancora di poter svolgere un ruolo di mediazione tra le due fazioni in lotta. E insiste sul fatto che la soluzione della crisi non può essere che politica. «Le decisioni politiche vanno …