Giorno: 8 febbraio 2014

"Buone notizie e cattive notizie", di Giovanni Valentini

LE NOTIZIE sono quella cosa che un tale che non si interessa granché di nulla vuole leggere. Ed è notizia fintanto che lui la legge. Poi è morta. (da “L’inviato speciale” di Evelyn Waugh — Rcs Libri, 2002 — pag. 69) Nel suo editoriale di domenica scorsa sul nostro giornale, Eugenio Scalfari ha scritto: “Il circuito mediatico ama le cattive notizie gonfiandole a dismisura e questo è un malanno grave”. Quello stesso giorno la Repubblica annunciava in un titolo di prima pagina: “Mai più abbandonati al pronto soccorso, arriva l’hostess per malati e familiari”. E contemporaneamente, il Corriere della Sera dedicava una pagina agli “Onesti d’Italia”: otto storie, in un mese, di “eroi quotidiani” che al tempo della crisi hanno restituito denaro smarrito, riprese poi ieri su Rai Uno nella puntata di “Storie vere” insieme al video di Repubblica.it sullo scippo sventato a Napoli da un mendicante nigeriano. Già: buone notizie e cattive notizie. Un tema sempre più cruciale nel rapporto di fiducia fra chi produce informazione e chi la riceve. Troppo spesso sentiamo lamentare, …

"Bollate, il bullismo, gli adolescenti così svanisce il senso della violenza", di Matteo Lancini

La diffusione degli strumenti di comunicazione tecnologica e di internet ha radicalmente modificato la nostra civiltà, il modo di vivere la gioia, il dolore, l’istante privato e quello pubblico. Il dramma personale diventa oggetto di spettacolarizzazione globale. La morte e la violenza ripresi in diretta sono tra i video più cliccati del web, registrano ascolti televisivi altissimi. A questo ormai siamo abituati, così come agli applausi che accompagnano i funerali. Nella società dell’immagine e della condivisione, tutto ciò che accade nella realtà può essere catturato, trasferito e diffuso in tempi rapidissimi. Sono soprattutto gli adolescenti, molto sensibili ai temi di visibilità e successo, bisognosi di sapere che esistono nella mente degli altri, a non occuparsi delle conseguenze che può avere la divulgazione di immagini e filmati attraverso la rete. Non solo. Il senso stesso della violenza sembra svanire, in nome della necessità di trasformare l’occasione drammatica in «spettacolo», da osservare, filmare, divulgare. Come nella mente degli adolescenti del «pestaggio» di Bollate: si è costruita una pericolosissima dinamica che ha portato quei terribili momenti a trasformarsi …

"No Tav, perché sono sbagliati quei nove mesi a Grillo", di Francesco Merlo

Di sicuro è giuridicamente bene argomentata, ma l’ipotesi di reato, istigazione alla disobbedienza, contestata dalla procura di Genova a Beppe Grillo suona strampalata: patafisica applicata alla giurisprudenza. E i nove mesi di reclusione, chiesti dalla procura di Torino, per violazione dei sigilli di una baita durante una manifestazione No Tav, sono un’esagerazione. Soddisfano le tifoserie ma trasformano il diritto in un’arma politica, in un bastone punitivo. È vero che Beppe Grillo ha incitato, ha aizzato, ha insultato, e qualche giorno fa si è spinto sino a trasformare la sua bacheca web in un muro di latrina sul quale scrivere oscenità contro la presidente della Camera, Laura Boldrini. E molti di noi da tanto tempo pensano che il grillismo è un orrore politico. Ma questa offensiva della magistratura, deformata dalla voglia di offenderlo, è un’invasione di campo. So bene che la mia solidarietà non gli interessa e che, alla critica politica, Grillo preferisce questa enormità dei pm che in fondo avvalorano le sue borie di Davide contro Golia, di testimone di libertà contro la tirannia, di …

"La ridefinizione del concetto di classe media", di Paul Krugman

Una delle peculiarità degli Stati Uniti, da molto tempo, è la smisurata percentuale di persone che si considerano di ceto medio (illudendosi). Lavoratori a basso salario, che secondo i parametri internazionali sarebbero considerati poveri, cioè persone con redditi inferiori alla metà della mediana, si definiscono nonostante tutto di ceto medio-basso; e persone con redditi quattro o cinque volte superiori alla mediana si considerano tutt’al più di ceto medio-alto. Ma forse tutto questo sta cambiando. Secondo una nuova inchiesta d’opinione della Pew, c’è un forte incremento del numero di persone che si definiscono di ceto basso, e un incremento un po’ più contenuto del numero di persone che si definiscono di ceto medio-basso, tanto che a questo punto, sommando insieme le due categorie con «basso» nella definizione, ci avviciniamo quasi alla maggioranza relativa della popolazione (anzi ci avviciniamo a quel famoso 47 per cento citato da Romney, ricordate?). A mio parere è uno sviluppo estremamente interessante. Le politiche contro la povertà, dagli anni 70 in poi, poggiano sulla diffusa convinzione che i poveri siano «Quelli Là», …

"La bisaccia di Squinzi", di Nicola Cacace

Il presidente di Confindustra Giorgio Squinzi ha invitato il premier Enrico Letta al direttivo dell’associazione del 19 febbraio e nel contempo «a presentarsi all’appuntamento portando delle soluzioni», aggiungendo che «se altrimenti arriverà con la bisaccia vuota, gli industriali si rivolgeranno al capo dello Stato». È un invito ad un cambio di passo del premier che gli industriali hanno tutto il diritto di fare, anche se si può avanzare qualche dubbio sulla procedura costituzionale immaginata dalla Confindustria. Nel contempo si vorrebbe rivolgere agli industriali qualche domanda sul loro ruolo nello sviluppo del Paese. È vero che soprattutto le piccole e medie imprese si stanno dando da fare per sostenere il nostro export, e gliene va dato merito, ma non per seguire lo storico ammonimento del presidente Kennedy agli americani «chiedetevi voi quello che potete fare per il Paese», si vorrebbe capire se, oltre alle solite legittime domande su Irap e cuneo fiscale, gli industriali della Confindustria, quelli medi e grandi, hanno qualcosa da offrire al Paese. Per esempio nell’ambito del programma governativo «Destinazione Italia», approntato per …

"Lo streaming al potere", di Filippo Ceccarelli

La politica cambiata dallo streaming sempre in bilico tra realtà e finzione. E il Pd si interroga se rimandare in diretta la direzione Interrogativo prima del tempo, ma a futura memoria: verrà trasmessa in streaming anche la prossima riunione della direzione del Pd? L’ex presidente del partito Cuperlo ha infatti posto la questione se il prossimo 20 febbraio, data fatidica per le sorti del governo Letta, sia opportuno discutere in diretta web. SECONDO lui no perché lo streaming «limita» il confronto. Renzi gli ha risposto in modo problematico: «Vediamo poi». Il segretario ha comunque offerto la sua disponibilità a discutere in una «logica di trasparenza. Io non ne ho mai lesinato ». Ed è vero. Ma è pure vero che lo stesso Renzi, sempre nella replica, è tornato sull’argomento, sia pure per attaccare in modo abbastanza colorito i parlamentari cinquestelle che «partiti dallo streaming anche al bagno, ora si nascondono, non danno indicazioni e sono arrivati al voto segreto». Pure in questa parabola c’è un fondo di vero. Li si è visti sdegnosamente in azione …

"L’errore che D’Alema ha pagato per sempre", di Fabrizio Rondolino

Il 21 ottobre 1998 il segretario dei Ds arrivò a palazzo Chigi senza passare dalle elezioni. Come potrebbe capitare oggi a Renzi. Sicuri sia una buona idea? Il 21 ottobre 1998 Massimo D’Alema, segretario del maggior partito della coalizione di centrosinistra che due anni prima aveva vinto le elezioni, giurò nelle mani del presidente della repubblica. Due giorni dopo la camera votò la fiducia al suo governo – il primo (e con ogni probabilità l’ultimo) guidato da un ex comunista. L’ipotesi che Matteo Renzi sostituisca Enrico Letta a palazzo Chigi nelle prossime settimane – un’ipotesi sciagurata, è bene dirlo subito – ha riportato alle mente di molti osservatori e di qualche protagonista gli eventi di sedici anni fa. Eventi che, a giudizio dello stesso D’Alema, costituiscono il suo unico, vero, riconosciuto errore politico. Le differenze, va sottolineato, sono anche più numerose delle somiglianze, a cominciare dal fatto che Letta non è stato scelto dagli elettori per guidare un governo di centrosinistra, ma è stato scelto dal presidente della Repubblica per dar vita ad una “grande …