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L’on.Ghizzoni: «La scuola mortificata dai tagli di Tremonti»

La scuola subisce ‘tagli alla cieca’ nella manovra approvata dal governo, e il ministro Gelmini è “commissariato” da Tremonti.
Queste le critiche del governo ombra avanzate nella conferenza stampa di giovedì scorso da Walter Veltroni, Maria Pia Garavaglia, ministro ombra della Pubblica istruzione e Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione Cultura della Camera.
“E’ in atto un attacco sistematico e scientifico alla qualità della scuola pubblica pesantemente mortificata dalla politica dei tagli di Tremonti” dice l’on. Ghizzoni che si dichiara insoddisfatta dei numeri – 32 mila unità complessive – indicati dal ministro Gelmini sulle immissioni in ruolo.
“La ricognizione effettuata da Fioroni nella passata legislatura – ricorda la parlamentare del PD – indicava la disponibilità di 51 mila posti vacanti. Forte di questo numero, il ministero aveva ingaggiato un braccio di ferro con i tecnici della Ragioneria dello Stato. I dati di oggi ci dimostrano, purtroppo, che il ministro Gelmini non ha voluto continuare questo braccio di ferro e ha ceduto alle ragioni ragionieristiche.
Inoltre -aggiunge la parlamentare del Pd- se sommiamo queste ridotte immissioni in ruolo con gli interventi previsti dal decreto fiscale, si chiarisce l’attacco sistematico e scientifico alla qualita’ della scuola pubblica, pesantemente mortificata dalla politica dei tagli di Tremonti. Una prova in piu’, se mai ne avessimo avuto bisogno, a dimostrazione che non e’ la Gelmini a governare la scuola, bensì i tecnici del Ministero dell’Economia’.

‘In questo scenario -prosegue Ghizzoni- sono molto preoccupanti le dichiarazioni estemporanee del ministro Brunetta che si lancia in disquisizioni aziendalistiche su un settore, come quello della scuola, che non ha bisogno di improvvisazioni ne’ di fantasticherie, ma di rigore, risorse, autonomia e valutazione. Ci batteremo in Parlamento -conclude- perche’ la scuola non venga mortificata da certa politica e perche’ venga ridato prestigio e ruolo sociale al difficile lavoro dei docenti, certezze sul futuro agli studenti e alle loro famiglie e prestigio al sistema scolastico pubblico”.

Cosa ha dichiarato il ministro Gelmini: “Il ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca ha avviato la procedura di autorizzazione delle immissioni in ruolo per 32.000 unita’ complessive, 25.000 docenti e 7.000 personale Ata. E’ quanto comunica, in una nota, lo stesso dicastero guidato da Mariastella Gelmini, in cui si legge che il ministero “ha voluto rispondere in tal modo ai precedenti impegni presi, compatibilmente con la sostenibilita’ economica disponibile. E’ comunque intendimento del ministero- si chiude la nota- avviare subito un processo di revisione della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti che eviti il riprodursi del precariato”.

Cosa ha detto il ministro Brunetta: “Penso che alcuni servizi pubblici possano essere anche forniti dai privati – dice Brunetta – per esempio le carceri: abbiamo tanti villaggi turistici dismessi, riconvertiamoli affidandoli a controllori privati”. Per il ministro questo può accadere in “tutti i servizi, anche la scuola: mettiamo in concorrenza la pubblica e la privata, introduciamo regole di mercato. Oggi, chi manda un figlio alla scuola privata, paga due volte, con le tasse e con la retta. Domani, diamo sgravi fiscali a chi utilizza la scuola privata. Così sarà il mercato a decidere quale delle due deve chiudere”. Sulla questione dei tagli al personale docente, Brunetta sottolinea che “parificheranno i docenti alla media europea”.

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Annamaria
Ospite

Posso concordare sulla voglia di rinnovamento, ma suggerisco anche un po’ di ripasso di sintassi e grammatica, specialmente se si tratta di trenta-quarantenni…
Non è mai troppo tardi :o)

Ettore
Ospite

Purtroppo con questa classe politica mediocre, indegna di un paese della UE, non c’e’ scampo, chiunque governi. Bisognerebbe che tutti i leader di maggioranza e opposizione, che hanno governato e sfasciato il paese e girano i palazzi da 25 anni, rassegnino le proprie dimissioni e cedano il passo a 30-40 giovani, dinamici e competenti. Via i Tremonti, i Veltroni, i Berlusconi, i D’Alema, i Fini e gli altri vecchietti della gerontocrazia che ci governa.
A loro che gli frega della scuola? Sono ultracinquantenni e la hanno già frequentata, sia loro che i loro figli.
RINNOVAMENTO!

patrizia
Ospite
Un paio di anni fa una mia collega, che lavora al Settore Istruzione del Comune di Carpi, ha avuto l’opportunità, grazie ad un progetto europeo di scambio di competenze tra operatori del pubblico impiego, di conoscere direttamente sul campo, in un comune vicino a Parigi, l’organizzazione scolastica francese. Tra i tanti aspetti positivi che aveva rilevato era invece rimasta molto delusa dalla presenza di scuole differenziali,in cui venivano inseriti soltanto ragazzi portatori di handicap. Il sistema scolastico italiano ha fatto da molto tempo una scelta “politica” completamente diversa, quella dell’integrazione, che ha sicuramente costi più elevati in termini economici, ma… Leggi il resto »
Manuela Ghizzoni
Member

Sempre sul tema “TAGLI ALLA SCUOLA” si riporta un aggiornamento relativo alla provincia di Modena di Manuela Ghizzoni

“”Le cifre pubblicate questa mattina dal Sole 24 Ore confermano purtroppo quello che temevamo. Il piano del governo sulla scuola è un autentico colpo di mano e le conseguenze si faranno sentire pesantemente anche a Modena. Un taglio di oltre mille unità (per l’esattezza 1070) tra personale docente e ausiliario fatto con la scusa della razionalizzazione dei costi ma finalizzato in realtà a fare cassa a discapito della qualità dell’insegnamento.””

Manuela Ghizzoni
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Come anticipato in altri post, la cosiddetta manovra d’estate (definizione evocativa, che tradisce i nefasti contenuti) prevede pesanti tagli per la scuola, a partire dalle cattedre (meno 70.000). La motivazione starebbe nella “necessità” di avvicinare il rapporto docenti-alunni itasliano con quello europeo. L’articolo della Boscaino, che alleghiamo, spiega cosa ci sia di falso dietro a questo approccio, solo apparentemente di ispirazione “europeista”… «Far fuori gli insegnanti giocando con le statistiche. Ecco come…» di Marina Boscaino, dall’Unità di sabato 28 giugno. «Esistono alcuni luoghi comuni difficili da sfatare. Uno di questi è certamente che il rapporto docente-alunni nel nostro Paese sia… Leggi il resto »
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