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Sicurezza, l’’ultima beffa del centrodestra.

Miglioli (PD): “Prevista una riduzione di 6689 poliziotti. La scure di
Tremonti colpirà pesantemente anche Modena e la sua provincia”.

“E’’ una beffa. Dopo aver costruito le sue fortune elettorali sulla paura e sul richiamo ossessivo al tema della sicurezza il centrodestra colpisce chi la sicurezza dovrebbe garantirla e tutelarla davvero: le forze dell’’ordine.

Lo dicono i numeri della Finanziaria estiva di Tremonti: 539 milioni di risorse in meno nel triennio 2009-2011, blocco del turn over, una riduzione di 6689 unità nella Polizia di Stato che si andranno a sommare alle oltre 9mila unità che già mancano nell’’organico. La scure di Tremonti colpirà pesantemente anche Modena e la sua provincia dove gli organici di polizia sono già insufficienti: erano 452 unità nel 2003, oggi sono 410.

Come se non bastasse i lavoratori del comparto sicurezza saranno di fatto esclusi dal Decreto sugli straordinari che prevede una riduzione delle tasse solo per i lavoratori del settore privato.

Poche settimane fa si è svolto in Provincia un incontro durante il quale il presidente Sabattini ha chiesto a tutti i parlamentari modenesi un impegno bipartisan su una serie di questioni prioritarie riguardanti il nostro territorio. Tra queste la sicurezza e, di conseguenza, il rafforzamento degli organici, degli strumenti d’indagine e di contrasto della criminalità.

Il governo si muove in direzione diametralmente opposta: invece di affrontare seriamente il problema tenta di schedare i bambini rom, impedire le intercettazioni e bloccare per legge migliaia di processi. Mi auguro che anche tra i parlamentari più avveduti del centrodestra si faccia strada la consapevolezza dei guasti provocati al Paese dall’’improvvisazione e dalla demagogia di un governo al servizio di un uomo solo”.”

3 Commenti

  1. Sicurezza, i quattro pilastri del PD di Modena
    “Rendere effettivi il rispetto della legge e la certezza della pena; investire sulla prevenzione; rafforzare la coesione sociale; attuare la riforma della polizia municipale. Sono queste le parole-chiave della politica del PD in tema di sicurezza, al centro della direzione del partito che si è svolta questa mattina al Baluardo della Cittadella.
    “La sicurezza – ha esordito il segretario provinciale del PD Stefano Bonaccini – è un diritto primario dei cittadini, quindi costituisce uno dei pilastri del programma che andremo a discutere nellle prossime settimane sul territorio e presesenteremo alla conferenza di programma di ottobre”.
    La sicurezza – ha aggiunto – sarà il principale terreno di scontro sul quale tenterà di portarci la destra nella prossima campagna elettorale per il rinnovo delle amministrazioni locali. Bonaccini ha ammesso che, nei suoi venti mesi di governo, l’Unione non è entrata in sintonia con il Paese sul tema della sicurezza (due esempi per tutti: l’indulto e il pacchetto sicurezza mai approvato per i veti della sinistra radicale), tuttavia ha precisato che a Modena “da anni il partito e buona parte degli amministratori ha voluto e saputo affrontare il tema con un nuovo approccio”.
    Nuovo approccio che il senatore Barbolini, nella sua relazione, ha schematizzato in quattro principi-base, corrispondenti ad altrettante aree d’intervento: 1) In primo luogo la riaffermazione del principio di legalità come condizione essenziale per ogni politica sulla sicurezza. Il che vuol dire “aumento degli organici delle forze dell’ordine, a garanzia di un efficace contrasto della criminalità”; ma anche “certezza della pena e quindi efficienza della macchina della giustizia” che invece il centrodestra vorrebbe inceppare con l’emendamento “blocca-processi”, inserito nel decreto sicurezza; 2) In secondo luogo un’opera di prevenzione da attuarsi attraverso la “lotta decisa al degrado, la riqualificazione urbana, il controllo del territorio, l’accesso ai servizi”; 3) In terzo luogo il “rafforzamento della coesione sociale e la valorizzazione delle reti di solidarietà e di relazione”, indebolite dalle trasformazioni sociali e culturali di questi ultimi anni; 4) Infine, ma non meno importante, la “riforma della Polizia municipale che – a giudizio del senatore Barbolini – dovrà svolgere un ruolo fondamentale nel controllo del territorio ma anche essere un sensore intelligente delle tensioni, dialogare con i cittadini e contribuire alla mediazione dei conflitti. Perché, se è vero che non si dà sicurezza senza contrasto della criminalità è anche vero che la sicurezza non può essere ridotta alla semplice repressione”.
    Nel dibattito che è seguito alla relazione del senatore Barbolini è intervenuto tra gli altri anche il sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi, coordinatore del Forum “Legalità e sicurezza” del PD. Pattuzzi ha ribadito il carattere di vera e propria emergenza che ha ormai assunto il tema della sicurezza anche nella nostra provincia e ha sollecitato una maggiore consapevolezza, da parte di tutti, della gravità del problema e della necessità di affrontarlo con decisione.

  2. “Caro Giovanardi, è vero che avremo 50 agenti in meno?” Il segretario di Modena del PD, Stefano Bonaccini, si associa all’allarme lanciato dal sindacato di polizia
    “Il sindacato di polizia Siulp ha lanciato l’allarme: 50 agenti in meno a Modena nei prossimi quattro anni, taglio delle volanti, giro di vite su rimborsi, straordinari e spese di carburante. E questo per effetto della finanziaria estiva di Tremonti che – come ha denunciato l’on. Miglioli del PD – prevede 539 milioni di risorse in meno per le forze dell’ordine nel triennio 2009-2011, il blocco del turn over e una riduzione di 6689 agenti di polizia a livello nazionale. E’ in grado l’on. Giovanardi, entrato a far parte come sottosegretario del governo Berlusconi, di dirci se a lui risultano queste cifre che, nel caso in cui fossero vere, dimostrerebbero quanto demagogiche siano state le parole del centrodestra in campagna elettorale? Io credo che le fosche previsioni del sindacato di polizia siano fondate e che il rischio di un taglio pesante di uomini e mezzi a Modena sia reale. Inviterei quindi l’on. Giovanardi, così solerte nel dare ascolto alle ragioni di chi vuole costruire il maxi-deposito di gas a Rivara, a prestare uguale attenzione all’allarme lanciato dal Siulp di Modena, la sua città, impegnandosi a scongiurare l’ipotesi di una Polizia con pochi uomini e i serbatoi delle volanti a secco”.

  3. daniela dice

    Dal sito del partito democratico:

    “IL PD ha incontrato i sindacati delle forze dell’ordine. Nel pomeriggio Veltroni, Marco Minniti e Roberta Pinotti, ministri ombra degli Interni e della Difesa hanno incontrato a Montecitorio i sindacati di Polizia, Guardia Forestale e Guardia di Finanza, che hanno espresso la loro preoccupazione per i tagli previsti dalla manovra finanziaria al ministero dell’Interno. I sindacati hanno espresso la loro preoccupazione in un documento unitario per segnalare il loro allarme e il PD si è detto pienamente disponibe ad un impegno immediato in Parlamento per correggere gli aspetti abnormi della manovra. “Innanzi tutto – ha detto Minniti – sul tema degli stipendi, perchè questa categoria vive con 1200 euro al mese, cioè è a un passo dalla soglia di povertà. L’altro aspetto è la funzionalità delle operazioni di ordine pubblico, cioè macchine, benzina e straordinari”. Pinotti ha aggiunto che le forze di Polizia hanno criticato il governo per l’uso dell’esercito nelle città definendola “una trovata propagandistica che dimostra poca attenzione verso la professionalità di polizia ed esercito, una soluzione che insomma non dà risposte ai problemi di ordine pubblico”. Domani la delegazione del Pd incontrerà i Cocer, i rappresentanti sindacali dell’Esercito: “Il ministro La Russa – ricorda Pinotti – aveva annunciato in commissione un aumento delle risorse fino all’1,25 del Pil, ma finora quello che abbiamo visto è una riduzione ulteriore dei fondi alla Difesa che scenderanno al di sotto dello 0,96 deciso dal governo Prodi. Non è serio per un governo dire alle Forze armate che taglierà i fondi pretendendo le stesse prestazioni”.

    Città più sicure e meno fondi alla sicurezza. “C’è grandissima preoccupazione che questi tagli mettano in discussione la funzionalità dei compiti di ordine pubblico – ha detto il ministro-ombra dell’Interno – i tagli di 1 miliardo di euro alla voce ‘ordine e sicurezza’ del Viminale rischiano di portare al collasso il settore. Si vede che la politica di annunci fatta dal governo sulla sicurezza era solo una cortina fumogena per nascondere il cuore dell’operazione, si è parlato di esercito nelle città, di impronte ai rom, ma nessuno ci ha detto che il piano del governo era un progetto di tagli di una pesantezza straordinaria e che contraddice tutti gli impegni presi. E’ una gigantesca schizofrenia: il decreto non è più sulla sicurezza – denuncia Minniti – perchè nei primi tre articoli si introduce maggiore severità sui reati di allarme sociale, ma poi il governo ha presentato emendamenti per bloccare gli stessi processi: per furto, rapine, violenza sessuale. Tutto per bloccare un processo in particolare. Insomma- sottolinea Minniti – si dice una cosa e se ne fa un’altra: il governo sta tagliando 1,5 miliardi di euro per i prossimi tre anni al ministero dell’Interno”.

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