comunicati stampa

On. Ghizzoni: “Gelmini confonde realtà”

Come si può sostenere che i tagli qualificano sistema scolastico ed universitario?

“Il Ministro Gelmini confonde la realtà e vorrebbe spacciare la sua sconfitta come una vittoria della sua azione politica. Sarà il caldo o l’avvicinarsi della pausa estiva, ma certamente è difficile commentare diversamente le recenti affermazioni per cui gli 8 miliardi di tagli al sistema scolastico, il licenziamento di 87.000 docenti e di 43.000 unità Ata, il taglio di circa 1,5 miliardi di euro al Fondo di funzionamento ordinario delle università e la subdola privatizzazione degli atenei sarebbero una opportunità di cambiamento e di qualificazione della scuola italiana e delle università”. Lo dichiara la capogruppo del Pd in commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commentando le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione e Università, Mariastella Gelmini nell’ambito della discussione sul decreto legge contenente la manovra finanziaria.

“Il Ministro – prosegue – ha ceduto completamente e senza opporre alcuna resistenza, al diktat di Tremonti sul taglio indiscriminato dei fondi del suo dicastero. Stupisce però che il ministro Gelmini nelle aule parlamentari voglia nobilitare questa sua resa. La verità – conclude – è che i tagli contenuti nella manovra finanziaria uccidono la scuola e il sistema universitario e manifestano la chiara intenzione del governo di abbandonare la missione educativa costituzionalmente garantita”.

Roma, 8 luglio 2008

6 Commenti

  1. Politici nemici dei giovani dice

    Bastonati dal centrosinistra, bastonati dal centrodestra. Via i vecchi dal Parlamento. A quanto un parlamento e un governo di under 50? Finche si mandano vecchi decrepiti a givernarci si premieranno sempre le pensioni d’oro e si bastoneranno e precarizzeranno i giovani 🙁

  2. Anita dice

    X i precari della scuola

    Mi pare ci siano tante idee ma anche tanto confuse.
    Il Governo Prodi aveva iniziato una politica costruttiva nei confronti dei precari della scuola.
    Questo Governo ha mandato tutto al macero e farà di peggio.
    Quindi, quando siamo nell’urna elettorale e possiamo esercitare la più alta forma di democrazia, teniamo a mente chi fa che cosa. Mi domando se nell’ultima tornata elettorale i “precari della scuola” non si siano invece lasciati affascinare dalle false promesse della destra.

  3. Alberto Rotondi dice

    Oltre alla Università il decreto colpisce anche gli enti di ricerca. E’ vero che gli Enri non hanno limiti di turn over, ma la riduzione del 10% dell’organico implica il blocco delle assunzioni di nuovi ricercatori e di fatto anche il blocco del turn over. Ad esempio. l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN dovrà diminuire di 150 ricercatori e tecnici l’organico: con un turn over di 30 unità all’anno, questo significa il blocco delle assunzioni per 5 anni. E parliamo del secondio ente di ricerca italiano, con 1900 dipendenti!!

  4. inoltro dal forum FORUM PRECARISCUOLA http://precariscuola.135.it/

    Ci rivolgiamo a Voi , per pregarVi di porre maggiore attenzione e riflessione critica, sulle azioni che state per attuare nei confronti dell’intero sistema scolastico pubblico italiano.
    Tali azioni, anziché migliorare la scuola pubblica la renderanno povera nei contenuti di formazione-educazione e istruzione.
    Comprendiamo appieno la necessità economiche del paese, concordiamo nel punire chi nelle amministrazioni pubbliche (ma anche in quelle private) non svolge il proprio lavoro o è dedito al lassismo e all’assenteismo, tuttavia non comprendiamo la necessità di minare la scuola pubblica, in particolare la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, che rappresentano due sistemi scolastici che in tanti ci invidiano e che offrono da moltissimi anni un servizio prezioso a tanti genitori che lavorano e che si trovano in precarie condizioni socioeconomiche culturali.
    Con le nuove proposte si sta pubblicizzando la scuola privata o paritaria, ma tali scuole, pur offrendo maggiori servizi propongono dei costi che difficilmente una famiglia monoreddito con fascia di reddito bassa può permettersi ; certo risponderete che lo Stato contribuisce con il voucher (volgarmente detto buono scuola) che se non ricordiamo male si aggirava intorno ad una cifra pari a 150 euro annui offerti tra l’altro a tutte le famiglie indistintamente, senza tener conto delle fasce di reddito…..e si parla di giustizia sociale?
    Addirittura abbiamo sentito parlare della scuola pubblica come “ammortizzatore sociale”, ma stiamo scherzando? Tutti noi abbiamo usufruito dai tre anni in su della scuola pubblica e siamo venuti su bene! Ora la si vuole minare……perché?
    La scuola statale offre vere opportunità di giustizia sociale, offre pari opportunità a tutti gli alunni; la giustizia sociale non si attua mediante l’uso di divise o grembiuli, la giustizia sociale si applica con i fatti, con le azioni ma a quanto pare da essa ci si sta allontanando sempre di più.
    A noi sembra che si stiano attuando strategie per convogliare la cultura unicamente verso le classi sociali già abbienti, per creare una casta culturale indirizzata a ideologie univoche e per impoverire la scuola pubblica (che ben sappiamo è frequentata dai ceti medio bassi) tutto ciò metterà in ginocchio molte famiglie e toglierà opportunità di crescita culturale e sociale ai loro figli.
    Se veramente lo Stato e la Chiesa considerano la famiglia e la scuola le due principali agenzie formative dei ragazzi allora perché non le si offrono gli strumenti adeguati , affinchè esse possano assolvere a tale compito?
    Vi lamentate che non si fanno più figli….ma come possono le giovani coppie pensare a dare alla luce una vita se non sono sicuri del loro stesso futuro?
    Qui non si tratta di desiderare e chiedere strumenti economici per ottenere una vita da ricchi possidenti, si tratta di volere il necessario per fronteggiare i bisogni “primari” perché ora solo a quelli possiamo provvedere.
    Si dice che la scuola pubblica costa troppo per cui è necessario effettuare tagli al personale (docente e non docente): riorganizzare e rimodulare l’intero sistema scolastico dalla scuola dell’infanzia alle università: ma tutto ciò condurrà ad un mero impoverimento della cultura ed arriveremo ad una ignoranza spaventosa! Inoltre smettiamola di voler premiare economicamente gli studenti più bravi: lo studio è un diritto-dovere, si studia per affermare sé stessi, per crearsi un futuro……quanti soldi sprecati!
    Se la scuola pubblica ha contribuito al prosciugamento delle casse dello Stato (ma bisogna vedere se ciò è veritiero) è sicuramente colpa delle politiche che sono state adottate e non degli stipendi pagati ai docenti.
    Sono stati spesi milioni di euro per corsi di Formazione ai docenti in servizio (anche per i docenti e i dirigenti delle scuole paritarie), per la cosiddetta piattaforme INDIRE , per i corsi di formazione per neo-immessi in ruolo (a dir poco inutili) e i per i vari progetti e progettini (la scuola dei progettifici si è rivelata un fallimento!), per non parlare dei fondi PON , tantissimi soldi che si volatizzano per pagare gli esperti esterni, le agenzie di formazione private, gli esperti interni….ma insomma quei soldi potrebbero servire per attivare il tempo pieno e il tempo prolungato, o per costruire sale mense, palestre ecc. e non per mettere altri soldi nelle tasche degli adulti !
    la Formazione e l’aggiornamento dei docenti e dei dirigenti, a nostro avviso dovrebbe essere prerogativa degli stessi docenti e degli stessi dirigenti, una scelta personale per capirci…allora si che si noterebbe la professionalità di chi opera nella scuola, chi è effettivamente interessato a tale professione!
    Passiamo ora ai finanziamenti alle scuole private, a partire dal 1999 , le scuole private hanno ottenuto cospicui finanziamenti:
    1998 importo pari a circa 134 milioni di Euro.
    -Legge 10 marzo 2000, n. 62(lire 250 miliardi per l’anno 2000, lire 300 miliardi annui a decorrere dall’anno 2001 incrementati, rispettivamente, della somma di lire 60 miliardi per contributi per il mantenimento delle scuole elementari parificate e della somma di lire 280 miliardi per spese di partecipazione alla realizzazione del sistema prescolastico integrato. E’ autorizzata, a decorrere dall’anno 2000, la spesa di lire 7 miliardi per assicurare gli interventi di sostegno per alunni con handicap.
    Legge Finanziaria (quella del 2002) le risorse sono incrementate di circa 54 milioni di Euro; Leggi Finanziarie 2003 e 2004, stanziati di 90 milioni di euro (2003) e 100 milioni di euro (2004), da ripartirsi in un trienno al fine di garantire uno sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie con figli iscritti nelle scuole paritarie. Cifra, poi ridotta a 110 milioni di Euro. in seguito ad un ricorso della Regione Emilia-Romagna alla Corte Costituzionale; Legge Finanziaria 2006 assegna alle scuole paritarie la somma complessiva di Euro 532.310 844. A queste risorse si aggiungono in base alla Legge 440/1997 (Euro 4.500.000 annui nell’ultimo triennio).
    TOTALE € 566.810.844
    Legge Finanziaria 2007 erano stati appostati complessivamente euro 479.055.417, successivamente integrati, per la sola competenza, con euro 51.306.000 previsti dalle legge di assestamento di bilancio 2007
    Mi fermo qui con le cifre per non annoiarVI, ma aggiungo che la richiesta, da parte della Sig.ra Maria Grazia Colombo presidente dell’Agesc (Associazione genitori delle scuole cattoliche cfr. da Dossier dell’Agesc ) di un finanziamento di circa 800 milioni di euro per le scuole paritarie per l’anno 2008, è a dir poco assurda. Il fatto che la scuola privata offra un servizio di pubblica utilità, non dà il diritto di chiedere soldi allo stato, si tratta di una libera scelta personale quella di spendere più soldi per l’istruzione dei propri figli e ognuno deve farsi carico delle proprie scelte! Cosa dobbiamo pensare che tale manovra di tagli serve per finanziare le paritarie? Di questa politica di sprechi sono responsabili tutte le parti politiche, riteniamo che dobbiate fermarvi e riflettere attentamente. Altra questione è il pagamento delle insegnanti di religione da parte dello Stato, che a nostro avviso, non è compatibile con la gestione economica statale, l’insegnamento della religione cattolica è facoltativo, inoltre nelle scuole aumenta sempre più il numero di alunni che non si avvalgono dell’ora di religione. Anziché diminuire le ore di lettere e di ed. tecnica nella scuola media, o ridurre gli insegnanti di sostegno o di lingua inglese, perchè non pensate di diminuire quelle di religione?
    Ultima riflessione sulla questione dei precari (dolenti note), si è stabilito un piano di tagli di circa 130 mila tra docenti ed ATA: bene, ma perché far fuori proprio chi da anni, anche se con contratti a termine dal 1° settembre al 31 agosto, insegna nella scuola garantendo la continuità didattica , il normale svolgimento delle attività ed ha acquisito una larga esperienza e competenze lavorative?
    Tutti coloro che hanno superato regolarmente i concorsi per l’abilitazione e che da almeno 3 anni operano nella scuola non hanno alcun diritto? Non sono sufficientemente meritevoli? Non hanno il diritto di replica?
    Molti docenti lavorano nella stessa scuola da diversi anni (con contratti a TD dal 1° settembre al 31 agosto), hanno maturato grande esperienza lavorativa, partecipato a progetti PON, a corsi di formazione, ai progetti dell’area a rischio, hanno rivestito ruoli di responsabili di plesso per il coordinamento dei docenti di sostegno, e inoltre sono plurilaureati, hanno frequentato master, corsi di perfezionamento ecc. Molti di noi sono stati ligi al dovere, sempre presenti, rappresentando un supporto prezioso per le istituzioni scolastiche in cui hanno operato….ma a cosa è servito tutto ciò? A nulla, dovremmo cancellare un pezzo della nostra vita? Questo lavoro ci piace, lo abbiamo scelto con convinzione e lo svolgiamo con passione ma nonostante ciò ci piovono addosso attacchi insulsi da ogni angolazione.
    Certo la Ministra Gelmini ha decretato la sentenza: stop ai precari, dice che le dispiace tanto , che si mette nei nostri panni (ma quando c’è mai stata o si troverà nei nostri panni?), non sa o fa finta di non sapere che molti docenti precari hanno famiglia e lo stipendio di docente è la loro unica fonte di sostentamento. Cosa farà lo Stato per i precari e per tutte le altre persone che saranno licenziate da qua a venire? Si inventerà una nuova carta sociale? Io non lo so la Ministra parla di merito, di competenze, di giustizia sociale, ma in realtà non sa proprio nulla di quanto avviene nelle nostre scuole (soprattutto nelle zone definite aree a rischio dove c’è veramente tanto da lavorare). Questa manovra politica non migliorerà la vita degli italiani ma creerà una dilagante disoccupazione ed un aumento della povertà tra le classi meno abbienti e un ulteriore arricchimento dei più ricchi. Aumentare il numero di disoccupati decrementa gli acquisti e ciò determinerà una maggiore crisi anche per i commerci e per le imprese che produrranno senza poter vendere, e lo stiamo già vedendo, ad esempio le industrie automobilistiche lamentano un notevole decremento delle vendite. Cosa state facendo per migliorare il welfare-State? La carta sociale per gli anziani, l’abolizione dell’Ici sulla prima casa? veramente ci sembrano azioni misere per innalzare il potere d’acquisto delle famiglie.
    A proposito, su qualche sito abbiamo letto che all’Istituto Storico Garibaldi sono stati finanziati 59,0 milioni di euro ma per far cosa? Qualcuno ce lo puo’ spiegare? Molti precari, vivono con il solo stipendio ed hanno figli e moglie a carico, un fitto da pagare e le tante altre spese. Ci chiediamo: ma voi politici e uomini eminenti della Chiesa cattolica dove vivete ? Nell’Olimpo ad osservare l’impoverimento dei comuni mortali? Quali altre onorevoli soluzioni proporrete per migliorare lo status sociale di tutti i cittadini? Siamo persone serie…..non possiamo metterci a concorrere per diventare “veline”…… O pensate di sistemarci, così come la Gelmini afferma, presso il ministero dei beni culturali o nel turismo; ma perché in questi enti non si viene pagati ? Si lavora gratuitamente? O e’ un’altra delle vostre bufale ? E vi preghiamo…non prendeteci in giro operando con falsi moralismi, nascondendovi dietro il vessillo del cattolicesimo! I veri cattolici, quelli puri di spirito mostrano empatia e pietas verso il prossimo, ma solo perché loro stessi in prima persona hanno provato gli stessi sentimenti di sconfitta, di angoscia, di paura nell’affrontare un futuro incerto. Concludo sperando in una Vostra seria riflessione a favore di onesti cittadini che hanno sempre pagato le tasse e non meritano di essere messi da parte, poiché fino ad oggi hanno offerto un servizio prezioso al sistema scolastico pubblico italiano, servizio tra l’altro richiesto, consentito, perpetrato negli anni dallo Stato italiano.
    Nulla …siamo nulla! Solo numeri e cifre……
    Ma questo e’ vergognoso!

    I PRECARI DELLA SCUOLA
    FORUM PRECARISCUOLA ( http://precariscuola.135.it/ )

  5. Patrizia dice

    Segnalo l’intervento della Sen. M.Pia Garavaglia,che chiarisce quale impatto avranno sull’università i tagli previsti dal Dpef e la possibilità di trasformarsi in Fondazioni private.

    (ANSA) – ROMA, 8 LUG – ‘Il Dpef segna un destino infausto per l’Universita’ perche’ prevede una riduzione progressiva, in un quinquennio, del Fondo di finanziamento ordinario e, contemporaneamente, limita le assunzioni di personale a tempo indeterminato’. Lo sottolinea il ministro dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca del governo ombra, la senatrice Mariapia Garavaglia, nel suo intervento in Aula prima delle votazioni sul Documento.
    ‘Ogni universita’ – osserva Garavaglia – potra’, fino al 2012, integrare le cessazioni di servizio soltanto per un 20% e le prime vittime saranno i giovani ricercatori. Il contenimento della spesa che la manovra prevede, dai 63.5 milioni nel 2009 ai 455 milioni nel 2013, si aggiunge a ben altri oneri che gli Atenei sostengono, basti pensare agli aumenti automatici di loro pertinenza che ricadono sui bilanci. Inevitabilmente sono incrementate le entrate a carico degli studenti’.
    Secondo il ministro ombra si tratta di ‘un sostanziale e progressivo disimpegno dello Stato, che viene chiarito dalla presenza di un articolo che prevede la possibilita’ per le Universita’ di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato’.
    ‘L’autonomia degli Atenei consente gia’ ora – ricorda Garavaglia – con la normativa vigente (Dpr 254/2001) la trasformazione in Fondazioni. Il nostro sistema universitario merita di essere affrontato con rispetto alle attese, per renderlo comparabile con quello degli altri Paesi, almeno europei. Abbiamo presenti almeno i nodi piu’ importanti da sciogliere: reclutamento, governance, valutazione e dottorati di ricerca’.
    Il ministro dell’ Istruzione del governo ombra sottolinea come ‘il testo del governo propone tout court la previsione che le Universita’ possano trasformare in Fondazioni, senza che sia accompagnata da alcuna necessaria proposta strategica; senza che se ne avverta la volonta’ di governare un processo di trasformazione atteso da troppi anni. Viene giusto fatta balenare l’illusione che le Universita’ possano accedere a risorse private’.
    ‘Per questo – conclude Garavaglia – si deve stralciare l’articolo in questione per avviare con apposita proposta di legge un approfondito confronto, utile a delineare il futuro del nostro sistema universitario.’

  6. IL PD DEVE TUTELARE E RAFFORZARE L’ORGANICO DEI DOCENTI DI SOSTEGNO AGLI ALUNNI DISABILI, ATTRAVERSO L’INCREMENTO DI CIRCA 5.000 POSTI IN ORGANICO DI DIRITTO E NON REITERANDO LA DISPOSIZIONE CHE CONSENTIVA DI INCREMENTARE IL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE ANCHE IN PRESENZA DI SOGGETTI DISABILI.
    SALVATORE VETRO

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