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Chi offende le istituzioni offende gli italiani

Domenica le offese alla patria di un ministro della Repubblica. Ieri un consigliere comunale di Modena (appartenente ai Popolari Liberali, quelli del sottosegretario Carlo Giovannardi, tanto per capirci), ha detto una bestemmia nel corso della seduta del civico consesso. La volgarità e l’imbarbarimento delle forze politiche del centro-destra sono riprovevoli. Le istituzioni devono essere rispettate e onorate. Nell’imbarazzante e inspiegabile attesa che il Presidente del Consiglio si dissoci dai gesti inauditi del ministro Bossi, riporto l’intervento in aula di lunedì 21 luglio dell’On. Castagnetti sui gesti offensivi del capo della Lega.

Manuela Ghizzoni

 

 

“Signor Presidente, ieri un Ministro della Repubblica, Umberto Bossi, ha pronunciato parole

e manifestato gesti di una volgarità miserevole e penosa, offensivi dell’inno nazionale. Lo stesso Ministro ha poi espresso altre parole offensive degli insegnanti costretti per ragioni di lavoro a emigrare dal sud al nord del Paese dove rendono, peraltro, un servizio di qualità insostituibile.

Questa mattina in un’intervista, un altro Ministro, Gianfranco Rotondi, a proposito dei magistrati ha auspicato di « colpirne uno per educarne cento ». Tre giorni fa, il presidente del maggior gruppo di maggioranza al Senato, Maurizio Gasparri, ha parlato di « cloaca del CSM».

 

Stiamo assistendo ad un involgarimento del linguaggio politico da parte di alcuni uomini delle istituzioni che ha superato ogni limite di tolleranza possibile e tutto questo nell’augusto silenzio del Capo del Governo e capo della maggioranza.

Signor Presidente, lei capisce che non sono accettabili le solite giustificazioni del tipo: « Ma Bossi è fatto così, è il suo modo di parlare un po’ colorito » e via dicendo e banalizzando.

Lei, signor Presidente, rappresenta il Parlamento, non soltanto tutti noi, ma la sacralità dell’espressione della sovranità di tutto il popolo italiano, del nord, del centro e del sud. In una qualche misura, dunque, rappresenta la sacralità dei simboli della sua unità. Forse le cose dette dal ministro Rotondi sarebbero efficaci proprio per i membri del Governo, ma non vogliamo reagire con polemiche troppo facili e insieme, inevitabilmente, troppo inadeguate.

 

Ci attendiamo da lei, signor Presidente, parole nette e severe nei confronti di un Ministro, anzi di due Ministri e di altri esponenti – mi dispiace – in questo caso del suo partito le cui affermazioni offendono tutti gli italiani e screditano in modo gravissimo l’immagine internazionale del nostro Paese. Mi consenta di aggiungere infine, signor Presidente, che mentre sto parlando sento tutta la tristezza di dover chiedere un pronunciamento che in nessun’altra democrazia dovrebbe essere sollecitato”.

 

On. Pierluigi Castagnetti

 

1 Commento

  1. Annamaria dice

    C.V.D. Come volevasi dimostrare.
    Non solo il presidente s.b. non ha stigmatizzato il gesto di bossi, ma per l’ennesima volta ha protetto il proprio Alleato, relegando il suo gesto nel “folclore” di umberto.
    Lo ha protetto consentendo ad AN di protestare attraverso i presidenti di Camera e Senato (ma AN non è quella che ha definito “cloaca” il CSM, presieduto dal Presidente della Repubblica? Mah!), sicuramente concertando forme e contenuti.

    Un Lodo alfano in cambio di un Decreto sulla sicurezza: sembra un gioco delle figurine, in cui l’amicizia personale e non l’interesse del Paese è il collante.

    E che dire di un giovanardiano che bestemmia?
    Hanno cacciato ceccherini da un reality, che succederà al Consigliere? (io avrei messo il nome, così almeno noi cittadini avremmo potuto fargli sentire quanto lo “stimiamo” come modello comportamentale…) Certamente verrà “aspramente redarguito” dal Primo aderente al PdL!
    Già, perchè giovanardi era schizzato come una saponetta bagnata dall’U.D.C. al PdL prima ancora che nascesse… Lungimirante o lecchino? Io la risposta ce l’avrei…

    Ma è estate e siamo distratti, anche se temo non cambierebbe nemmeno se fosse inverno: tutto quanto avviene in Parlamento assume “qualche” rilevanza solo se riportato dai giornali (con le interpretazioni dei singoli editori e/o direttori) o dalle tv (e ben sappiamo il servilismo dei nostri tg).

    Poi non abbiamo memoria.
    O pochi neuroni o poca voglia di darci da fare.
    Oppure modelli comportamentali che hanno dato fiato alle parti più becere dell’Italianità.
    Dove, mi chiedo, abbiamo perso la capacità di discutere, di argomentare, di partecipare e quando abbiamo iniziato ad avere solo diritti e non più doveri?
    Anche qui ho un’idea…

    E’ da qui che dobbiamo partire: EDUCANDOCI ED EDUCANDO.
    Non nelle fondazioni, ma nei media, nella Cultura (ad ogni livello), nell’ASCOLTARE LA GENTE: non nei suoi umori interpretati, ma proprio le singole persone.
    Credo che la differenza fra chi aiuta a risolvere un proprio problema e chi si esprime con leggi ad personam e ad personas scavi come la goccia.

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