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Veltroni contro i tagli ai settori della sicurezza, della scuola, dell’università, della formazione e della ricerca

Allego di seguito l’intervento svolto da Walter Veltroni in occasione della presentazione di un ordine del giorno alla Camera sui tagli apportati al Ministero dell’Interno. Il segretario del Partito democratico, dopo aver criticato i tagli ai settori della scuola e dell’università, ha sottolineato la necessità di garantire la sicurezza delle nostre comunità. Il centro-destra ha vinto le elezioni strumentalizzando il senso di insicurezza degli italiani e adesso governa tagliando le risorse alle forze di polizia. Ancora una volta la maggioranza, mentre appare prontissima e rapidissima a risolvere i problemi del suo capo, si dimostra incapace di rispondere alle vere attese degli italiani.

 

 

 

Manuela Ghizzoni

 

WALTER VELTRONI. Signor Presidente, so che può apparire non in sintonia con la dinamica abituale dei lavori del Parlamento che un leader politico prenda la parola per illustrare un ordine del giorno, ma lo faccio con convinzione e con l’obiettivo di richiamare, almeno per parte nostra, l’attenzione su uno dei temi sui quali si è concentrata l’iniziativa parlamentare del nostro gruppo, cioè quello dei tagli che sono stati operati alla sicurezza.

Potrei citare – e lo faccio – un’affermazione del Presidente del Consiglio, che ha preceduto il voto del 14 aprile, quella rilasciata l’8 marzo: daremo a polizia e forze dell’ordine, che sono state maltrattate dalla sinistra per motivi ideologici, maggiori fondi.

Ma cito anche una dichiarazione successiva, rilasciata il 17 luglio, quindi solo qualche giorno fa, che suonava apodittica: non ci sarà nessun taglio alla sicurezza.

Voglio, altresì, leggere le dichiarazioni del generale, Capo di Stato maggiore della difesa, Campolini, rilasciate proprio alla Commissione difesa della Camera, che ha detto che le Forze armate sono ormai arrivate al limite.

Cito, ancora, il rapporto presentato oggi da un sindacato, che credo non sia sospettabile di antipatia nei confronti dell’attuale maggioranza, cioè l’UGL, che ha detto che il 61 per cento degli agenti di polizia vive con meno di 1.200 euro al mese. Si potrebbe continuare.

Le rappresentanze sindacali della polizia e delle Forze armate che abbiamo incontrato ci hanno raccontato nel dettaglio gli effetti dei tagli che sono stati operati, che porteranno ad una riduzione della capacità operativa delle Forze armate e ad una riduzione della capacità da parte delle forze dell’ordine di operare sul territorio, per garantire quella presenza che è necessaria e vitale a tutela della sicurezza dei cittadini.

Dunque, il paradosso nel quale ci troviamo è che mentre, da una parte, abbiamo approvato un decreto sulla sicurezza con un impegno e una sollecitudine del Parlamento, del Governo e della maggioranza che corrispondono all’allarme sociale che esiste attorno a questo tema, dall’altra, si riducono le forze disponibili sul territorio: meno commissariati, meno volanti e meno uomini – nell’ordine di diverse migliaia – che potranno operare per tutelare la sicurezza dei cittadini.

Dunque, l’appello che mi sento di rivolgere illustrando questo ordine del giorno è teso ad un ripensamento. Al ministro Vito, che ringrazio per la presenza, e al sottosegretario Vegas rivolgo un appello per il ripensamento da parte del Governo di un taglio che è tra i più contraddittori. Guardando allo scenario del Paese si nota – ne ha parlato poco fa un deputato del Popolo della Libertà – il taglio a due settori quali quelli della scuola, delle università, della formazione e della ricerca e quello della sicurezza, che sono esattamente quelli nei quali in questo Paese non si dovrebbe tagliare, ma investire.

Mi auguro, quindi, che a partire dalla prossima legge finanziaria possano arrivare in tutti e due questi settori – anche se ora il mio ordine giorno si concentra sul tema della sicurezza – dei segni che vadano nella direzione opposta. Altrimenti, non potrà non apparire persino offensivo – mi sia consentito dirlo – dire alle forze dell’ordine, a persone che operano per la nostra sicurezza spesso a rischio della vita e in quelle condizioni economiche, che non esiste nessun taglio come ha affermato il Presidente del Consiglio qualche giorno fa, sapendo, al contrario, che vi sono tagli nell’ordine di miliardi di euro; ciò diventa persino offensivo. L’appello che vorrei rivolgere nel sostenere il mio ordine del giorno è allora quello di dare un segno immediato di ripensamento.

La nostra attenzione sarà ancora nei prossimi mesi, in occasione della legge finanziaria, esattamente rivolta a ciò, visto che non abbiamo nessun atteggiamento ideologico; anzi, ci sentiamo di affermare che, se sono stati compiuti degli errori nel passato, essi non devono essere ripetuti. Ci sentiamo solidalmente impegnati per sostenere l’impegno delle forze dell’ordine sul territorio a tutela della sicurezza e della legalità del nostro Paese. Alle forze dell’ordine e alle Forze armate dobbiamo consentire di non essere, per usare le parole del Capo di Stato maggiore della difesa, «al limite delle loro possibilità», perché devono operare nella pienezza delle loro possibilità.

 

Ordine del giorno n. 9/1386/273 a firma dei deputati Veltroni, Soro, Franceschini, Minniti, Sereni, Bressa, Amici.

 

La Camera,

premesso che:

il decreto in esame opera ingenti tagli al bilancio del Ministero dell’interno dei prossimi tre anni; i tagli sono aumentati, rispetto al testo originario, dopo l’esame nelle Commissioni competenti: il bilancio del Ministero dell’interno ha una riduzione di 413.727 migliaia di euro nel 2009, 462.231 migliaia nel 2010 e 798.914 migliaia nel 2011. Alla missione «ordine pubblico e sicurezza» si opera un taglio che ammonta a più di un miliardo così suddiviso: 263.497.000 euro nel 2009, 283.089.000 euro nel 2010 e 492.726.000 euro nel 2011;

anche per il Ministero della difesa sono previste riduzioni di 503.735.000 euro nel 2009, 478.099.000 euro nel 2010 e 834.508.000 euro nel 2011. Di un miliardo di euro è il taglio che si registra in tre anni alla missione «difesa e sicurezza del territorio»;

la missione «ordine pubblico e sicurezza» subisce radicali riduzioni di risorse anche nei Ministeri dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole alimentari e forestali;

di conseguenza, la sicurezza dei cittadini subisce inevitabili contraccolpi e ciò appare più grave se si pensa che la sicurezza era tra le priorità del programma di Governo;

questi tagli colpiscono tutto il personale del Comparto sicurezza e difesa in modo grave,

 

impegna il Governo

 

ad adottare ulteriori iniziative, già in occasione della predisposizione della prossima legge finanziaria, volte a ripristinare le risorse che assicurino le condizioni minime sul piano finanziario e organizzativo per il necessario esercizio delle funzioni istituzionali proprie dei Corpi di polizia.

 

1 Commento

  1. Redazione dice

    Alleghiamo un articolo tratto da LaStampa.it

    22/7/2008
    L’ira della Polizia: traditi dal governo
    “Il 61% vive con meno di 1.200 euro”

    L’Ugl: siamo noi i nuovi poveri
    ROMA
    Le forze di polizia sono vittime dei bassi salari e di un eccessivo ricorso al credito al consumo, così come tanti altri lavoratori che soffrono della crisi economica in atto. Il 61% dei dipendenti che si occupano della sicurezza dello stato vive infatti con meno di 1.200 euro al mese e l’81% di loro ha impegnato parte dello stipendio per comprare beni e servizi a rate. Il 51%, invece, ha avviato procedure per il consolidamento del debito.

    Sono questi alcuni dei dati emersi dal Rapporto sulle condizioni socio-economiche delle forze di polizia elaborato dal Coordinamento per le politiche per la sicurezza dell’Ugl. Novemila gli intervistati (il 92% proviene dal centro-sud) tra Polizia di stato, Corpo forestale, Polizia penitenziaria e corpo dei Vigili del fuoco. Il dato è allarmante: «In questa situazione è in pericolo anche l’integrità morale dei nostri lavoratori, a cui è vietato fare un secondo lavoro», ha evidenziato Renata Polverini, segretario dell’Ugl, nel corso della presentazione dei dati. L’82% degli intervistati non è soddisfatto del proprio stipendio, «inferiore del 50% rispetto a quello percepito da un agente francese».

    Un altro dato preoccupante è l’invecchiamento delle forze dell’ordine: l’età media, infatti, si aggira attorno ai 40 anni. Ancora, i problemi che riguardano la mobilità: gli agenti sono spesso costretti a vivere lontani dalle famiglie, perchè lo spostamento non è sempre assistito con strutture messe a disposizione e lo stipendio è troppo basso per affittare una casa. Il 64% non è, infatti, proprietario della casa in cui vive, ma il 93% ha acceso un mutuo e per il 91% degli intervistati questo incide di oltre la metà sul reddito. Anche per questo motivo l’82% dichiara che il lavoro, con i suoi ritmi, le sue esclusioni dalla vita sociale, è la causa principale del proprio disastro familiare e l’81% farebbe più figli se avesse la possibilità di avere maggiori infrastrutture su cui poter contare.

    «Abbiamo creduto in un programma elettorale, ma i provvedimenti finora intrapresi dimostrano che gli investimenti in questo campo non sono quelli preventivati, come la mancata defiscalizzazione degli straordinari – ha aggiunto la Polverini – e vengono effettuati dei tagli dallo Stato proprio in un momento in cui è scarsa la sicurezza soprattutto nelle grandi città e nelle aree del nord del paese, a causa dei flussi migratori non controllati».

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