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“Parto indolore solo a pagamento. Fondi tagliati, addio rimborsi”, di Michele Bocci

L’ epidurale per il parto indolore e la vaccinazione per le ragazzine tra gli 11 e i 12 anni contro il papilloma virus, responsabile del tumore all’ utero, non saranno più gratuite. Insieme ad altre decine di prestazioni sanitarie sono state tolte dai Livelli essenziali di assistenza (i Lea) cioè quelle attività che le Regioni sono obbligate ad erogare ai cittadini senza farli pagare. Al governo mancano i soldi per rimborsarle: le amministrazioni locali sono libere di assicurarle comunque, ma a proprie spese. In poche ce la faranno. «Non c’ è copertura finanziaria per i nuovi Lea, siamo scoperti di 800 milioni e abbiamo dovuto ritirarli», dice il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio commentando la revoca del decreto del presidente del consiglio con cui il 23 aprile il governo Prodi aveva appunto ampliato i Lea. «Il Governo ci dirà cosa intende fare – attacca Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni – rispetto ad alcune scelte attese e fortemente innovative contenute nel provvedimento revocato, quali ad esempio: il vaccino contro il papilloma, il parto indolore, le cure odontoiatriche agli indigenti, il riconoscimento di altre 109 malattie rare, l’ ampliamento dell’ assistenza protesica con l’ introduzione di nuovi ausili informatici e di comunicazione, il rafforzamento dell’ assistenza domiciliare». Errani vede un futuro nero per la sanità: «Che per i nuovi Lea andasse verificata la compatibilità finanziaria lo avevamo detto anche noi, in sede di approvazione. La recente scelta del governo di revocare il decreto del presidente del Consiglio che li ampliava e la contemporanea proposta di drastica riduzione unilaterale del Fondo sanitario nazionale a partire dal 2010 rende ora alquanto preoccupante la situazione». Fazio assicura che entro la fine dell’ estate verrà preparata una nuova versione dei Lea, più leggera e dunque economicamente meno impegnativa. «Abbiamo dovuto ritirare il provvedimento – dice – perché non c’ era la bollinatura della Corte dei Conti, visto che mancavano 800 milioni per finanziarlo». Si sta lavorando per decidere cosa salvare, dovrebbero restare gratuiti i comunicatori vocali per i disabili e l’ assistenza per le malattie rare. «Si assumano la responsabilità di ciò che tolgono ai cittadini», commenta l’ ex ministro della Salute Livia Turco che aveva firmato il provvedimento ora annullato: «la revoca è gravissima e c’ è una sola spiegazione. Sta nei tagli a partire dal 2010. Infatti quei Lea richiedono risorse che il Governo non solo non aggiunge, ma taglia».

24 luglio 2008 La Repubblica

6 Commenti

  1. Annamaria dice

    Sono dispiaciuta di avete portato un po’ fuori strada l’argomento, che correttamente Daniela ha rimesso a posto.
    All’interno dei tagli alla sanità trovo che la scelta dell’epidurale sia devastante: bene e indicativo è stato riprendere, anche se in forma umoristica, il passo biblico, così esplicito e tranchant.
    Sono preoccupata per “l’andazzo” di questo governo, che colpisce i sofferenti; il prossimo passo verrà attivato nei confronti delle cure palliative, nell’assistenza agli anziani ed agli invalidi?
    Scordiamoci poi il Testamento biologico…

    Tuttavia credo si debba rilevare con attenzione quanto scritto da Manuela sull’atteggiamento della stampa, sul suo silenzio, che è ben peggio di una presa di posizione.
    Sembriamo immersi in una melassa in cui si dibattono giornalisti messi apposta sotto la canicola davanti ai Palazzi romani mentre i telespettatori vengono distratti da quei lieti passanti che chiamano a casa per farsi vedere dietro a Frittella.
    Si tratta di un atteggiamento già utilizzato con Grillo e Travaglio e adesso applicato a chi, nella politica, vorrebbe RINNOVARE qualcosa.
    Forse proprio quello a cui si riferiva Deanna.
    Ma questo non sarà il segnale che ormai siamo un paese senza speranza?
    Resistere, resistere, resistere.

  2. Daniela dice

    A proposito del parto indolore

    E’ da tempo che mi interesso al parto indolore e in gennaio 2008, su sollecitazione di alcune donne che hanno partorito a Carpi nel nostro ospedale, e dopo aver cercato informazioni sulle prassi degli ospedali in provincia e in regione rispetto a questo tema, ho presentato un ordine del giorno in Consiglio Comunale che potete leggere cliccando qui sotto
    http://www.carpidiem.it/html/attach/82/82834.partoindolore.pdf
    l’0rdine del giorno è stato votato da tutti i consiglieri tranne l’astensione della COnsigliera Leda Tirelli di AN.
    Proprio in questi giorni ho chiesto presso il reparto di Ostetricia e ginecologia del nostro ospedale se ci sono notizie rispetto al dispositivo dell’ODG.
    Nessuna novità, si sta ancora aspettando che vengano destinati anestesisti affinchè si possa procedere alla copertura sulle 24 ore (sempre a pagamento comunque) e l’unica nota positiva riguarda una assicurazione verbale da parte dell’Azienda che si impegnerà entro fine 2008 a prendere una decisione in merito.
    Mi viene a mento uno slogan letto chissà dove tempo fa…..donna partorirai senza dolore a condizione che il bilancio lo consenta…..

  3. Ho votato a favore degli Ordini del Giorni della collega Bernardini, perchè il loro contenuto marca la differenza tra chi vuole perpetuare i propri privilegi e chi no. Purtroppo, è ancora “minoritario” il fronte che alla Camera ritiene che render conto delle proprie spese sia giusto.
    Ma ci avete fatto caso che dalla vittoria del centro-destra, sulla stampa non si parla più della Casta rappresentata dai politici?
    In campagna elettorale ho risposto a tante domande e ricevuto tante mail (spesso zeppe di luoghi comuni e falsità, quali, ad esempio, che non paghiamo pasti e consumazioni al bar) sul mio stipendio e sulla pensione dei parlamentari e certamente l’astensione al voto ha avuto come motivazione l’indignazione per una classe politica molto preoccupata del proprio interesse piuttosto che del Paese. Ebbene, a distanza di pochi mesi, dove è andata a finire questa indignazione? Pare infatti che il problema non esista più: non ricevo più mail e i giornali non ne parlano. Il voto sul bilancio 2008 della Camera (un bilancio di contenimento delle spese, predisposto durante la passata legislatura) poteva rappresentare una buona occasione, per la stampa, di dare giuste informazioni sul nostro trattamento economico e pensionistico. Quasi silenzio assoluto. Evidentemente i nuovi “padroni di casa” godono di migliore stampa dei precedenti “inquilini”. E per quanto riguarda l’indignazione “popolare”, viene quasi da pensare che monti un po’ a comando.
    Ciò non toglie che Annamaria abbia ASSOLUTAMENTE ragione nel chiedere un PD più esplicito su questi temi, coerentemente con quanto abbiamo sostenuto in campagna elettorale. Me ne farò carico personalmente.
    Sui tagli alla sanità, ieri Livia Turco ha scritto un bell’articolo, pubblicato sull’Unità di ieri, sabato 26 luglio. Non sono ruiscita a trovare l’articolo in formato digitale e quindi non posso pubblicrlo, ma ve ne consiglio comunque la lettura.

  4. deanna dice

    Sono pienamente daccordo con quanto afferma Annamaria:l’altro giorno, assistendo agli interventi alla Camera sulla Finanziaria, il sentimento predominante, di fronte ai tagli che venivano illustrati, era :nessuno chiede la parola per fare la proposta di farsi togliere il piu’ piccolo dei privilegi di cui godono? Capisco anch’io che vivere fuori casa costa e parecchio, ma non vivono fuori casa anche tutti i nostri giovani costretti ad allontanarsi pur di lavorare? Come tantissimi altri, anche a casa mia abbiamo avuto episodi dolorosi, di persone invalide al 100%, che richiedevano assistenza e presenza 24h su 24 e sappiamo bene cosa significhi dal punto di vista economico, nonostante gli aiuti che grazie al cielo, ti arrivavano. Pensare ora a questi tagli nell’ambito sanitario, che secondo me non mirano a colpire le inefficienze del sistema, ma colpiscono per colpire, senza risolvere i problemi fa male, soprattutto a chi ha lavorato nell’ambito della Sanita’ per 38 anni, guidato da principi ben diversi.
    Ma chi ci rappresenta sa veramente di cosa stiamo parlando?

  5. Annamaria dice

    Io sono GRATA alla Sanità Nazionale ed all’ASL di Carpi, come malata cronica e bisognosa di terapie e supporti. Sono quindi molto preoccupata per i tagli alla Sanità, che colpiscono i più deboli in un momento terribile della loro vita.
    Tuttavia non voglio sembrare off topic, ma una notizia su Repubblica di ieri mi ha “infastidita”, prolungando quella sensazione che la Casta esiste davvero…
    A pagina 9, col titolo “E anche la Camera si adegua al tetto di inflazione” leggo:
    sezione: ECONOMIA

    “ROMA – La Camera stringe la cinghia, risparmia. Spende meno per stampare i documenti, per le pulizie. Paga meno di telefonate. Sono scese del 40 per cento le spese postali, del 22 per cento quelle per l’ acquisto di beni e consumi. Si sta più attenti anche alla luce e al gas, allo smaltimento della spazzatura. Alla fine il bilancio per il 2008 presentato e approvato ieri prevede un aumento nella dotazione di spesa, soldi che vengono dal ministero dell’ Economia, dell’ 1,5 per cento. Meno dell’ inflazione programmata e meno del dato relativo al Senato. In termini reali si parla di 978 milioni di euro. E poteva andare molto meglio se non ci fossero state di mezzo le elezioni. La nuova legislatura ha infatti scaricato sul bilancio il costo delle liquidazioni e dei soldi da restituire a chi li ha versati per una pensione che non ha maturato. Un mezzo ciclone dal lato delle spese. Meno male che non ci sono i gruppi del 2006: sparizione che comporta un risparmio di 2 milioni e 290 mila euro. I deputati quindi vogliono dare il buon esempio, ci provano. Ma se qualcuno prova a rimettere in discussione alcuni “privilegi” votano contro e in aula scoppia la bagarre. Ieri, per esempio, la pattuglia radicale eletta nel Pd, prima ha protestato per il pochissimo tempo a disposizione per discutere del bilancio. E fin qui non è successo nulla. Ma quando Rita Bernardini ha proposto di cancellare agli ex deputati i viaggi gratis in treno e sulle autostrade e lo sconto sui biglietti aerei, la pax è saltata. Dai banchi della Lega si è cominciato a mugugnare. Peggio mi sento quando si sono sentiti proporre di rendere trasparente cosa fanno dei 4 mila euro che ricevono per i portaborse. Dalla zona della Lega si è sentito chiaramente il grido “Vai a spacciare”. «Il signore che ha urlato dovrebbe sapere che, personalmente, io ho fatto disobbedienze civili di cessione gratuita e non ho mai spacciato. E ho subito i processi mentre c’ è chi, invece, i processi li vuole evitare», replica la Bernardini. E propone di far pagare le tasse sul rimborso forfettario per lo spostamento da casa all’ aeroporto e di cancellarlo per chi ha un’ auto di servizio. La Lega insorge. Manuela Del Lago, intima: volete risparmiare? «Radio radicale non chieda più soldi allo Stato italiano per mantenersi». Al quel punto il deputato Antonio Borghesi, Idv, ricorda che anche La Padania prende i soldi dallo Stato, e che lui non avrebbe dubbi su chi lasciare a secco di denaro. Si apre un dibattito animato; si conclude con la “confessione” del leghista Gianluca Buonanno: sono stato io a gridare “vai a spacciare”. (si.bu.)

    Ecco: sono QUESTE le cose che “ci” infastidiscono, l’arroganza che va combattuta, questa volgarità ormai dilagante.
    E questa “resistenza” a mantenere privilegi senza mai renderne davvero conto: penso ad esempio ai 4.000 euro per portaborse da tanti parlamentari MAI assunti…

    Ricordo invece con piacere che, ad una assemblea a Migliarina, Manuela ha fatto “i conti della spesa” al suo stipendio, raccontando le singole voci e le scelte da lei fatte come appartenente al PD.

    Ecco: un PD più ESPLICITO nel differenziarsi, nel concreto, dalla “Grande Casta” (che pare sia trasversale e tenacissima) sarebbe più stimolante e farebbe anche da collante per chi, come me, subisce tagli. In questo post alla Sanità, ma ne troveremo tanti, ahimè…

  6. Redazione dice

    Pubblichiamo comunicato stampa sul tema del Vicepresidente dell’ANCI (Associazione Comuni Italiani) Graziano Delrio – Sindaco di Reggio Emilia

    SALUTE: DELRIO (ANCI), ATTENDIAMO RASSICURAZIONI SU LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA)
    Roma, 25 lug “Preoccupa molto i Comuni la scelta del
    Governo, annunciata dal sottosegretario Fazio, di revocare il DPCM con la nuova definizione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA), approvato dal precedente Governo nella scorsa primavera,
    perche’ secondo la Corte dei Conti, non e’ garantita la necessaria copertura finanziaria’. E’ quanto dichiara Graziano Delrio, Sindaco di Reggio Emilia e Vicepresidente dell’ANCI con delega al Welfare.
    “La preoccupazione – spiega Delrio – e’ determinata dalla circostanza che i livelli attuali garantiscono attivita’ di assistenza socio-sanitaria, erogata a livello domiciliare, semiresidenziale e residenziale, con percorsi assistenziali integrati tra area sanitaria ed area dei servizi sociali, indirizzata alle persone non autosufficienti e con disabilita’, alle persone nella fase terminale della vita, alle persone con disturbi mentali e con dipendenze
    patologiche, agli anziani. Parte importante dei costi di tale assistenza e’ a carico dei Comuni e degli utenti”.
    “Preso atto delle intenzioni del Governo di dar luogo ad un procedimento piu’ ‘leggero’ entro fine estate – aggiunge – l’eventuale abbassamento del livello di copertura assicurato dal Servizio Sanitario Nazionale per le tipologie di assistenza prima
    ricordate, significhera’ trasferire a carico dei servizi sociali dei Comuni spese di natura sanitaria, insostenibili in questa fase di ulteriori tagli alle risorse degli Enti locali, recati dalla manovra finanziaria in corso.
    “Il carico sui bilanci degli Enti locali, gia’ previsto dai LEA sanitari – conclude Delrio – ripropone semmai la necessita’, piu’ volte evidenziata dall’ANCI, di un coinvolgimento diretto anche dei Comuni nel processo di determinazione di tali livelli, ora limitato alla sola Conferenza Stato-Regioni”.

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