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On. Ghizzoni: “Governo insoddisfacente sui precari”

(ANSA) – ROMA, 2 LUG – ‘La risposta del Governo sull’immissione in ruolo dei precari della scuola e’ stata totalmente insufficiente’: lo afferma il capogruppo del Pd alla Commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, in seguito all’intervento del sottosegretario alla pubblica istruzione, Giuseppe Pizza.
‘Pizza e’ andato fuori tema: interpellato sul rispetto della copertura dei posti vacanti prevista dalla Finanziaria 2006, si e’ trincerato dietro alla elencazione delle norme, senza esprimere alcuna valutazione politica. Non ha quindi spiegato perche’ a fronte di 51.000 cattedre vacanti, si sia deciso di coprirne solo la meta’. Silenzio assoluto poi sulla scelta, ancora piu’ ingiustificata, di assumere solo 7.000 Ata a fronte di oltre 70.000 posti disponibili’.
Secondo Ghizzoni e’ ‘nuovamente’ Tremonti a decidere in merito alla scuola e a ‘far prevalere le ragioni di cassa rispetto alla continuita’ didattica e alla legittima aspettativa di essere stabilizzati dopo anni di precariato’. ‘La cosiddetta ‘cura da cavallo’ rischia di uccidere il malato. Si potrebbe parlare di tentativo di compromettere la tenuta del sistema: solo in questo modo si spiega un taglio che nel triennio si aggira sugli 8 miliardi di euro. Una scelta insopportabile per la scuola – conclude – profondamente iniqua e sbagliata, che contrasteremo con fermezza’.(ANSA).

12 Commenti

  1. M.S. dice

    BASTA CON GLI ATTACCHI AGLI INSEGNANTI

    I docenti delle scuole statali (precari e di ruolo) si ribellano e dicono BASTA ai continui attacchi, insulsi e poco decorosi, da parte di alcune componenti politiche che poco conoscono le vere esigenze della scuola e degli attori che in essa operano.

    Siamo veramente indignati. Non possiamo più accettare le gravi affermazioni della signora Ministra: “anziani, meno istruiti, e ancora fannulloni”, termini che offendono la dignità e la professionalità di persone serie che hanno scelto di ESSERE DOCENTI, pur conoscendone il percorso tortuoso, impegnandosi in una vera corsa ad ostacoli.
    La nostra ANZIANITA’ non è biologica. Si tratta invero di ANZIANITA’ DI SERVIZIO, dal momento che il nostro operato nelle scuole statali ha una lunga storia; un’anzianità costruita sull’ operosità, sulla serietà professionale e sul continuo autoaggiornamento. Un’anzianità non riconosciuta nelle sue sfaccettature e tanto meno dal punto di vista economico. Infatti i docenti precari, pur lavorando da un numero consistente di anni, non hanno usufruito dello stesso trattamento economico dei docenti di ruolo (vedi, ad esempio, gli scatti d’anzianità). Inoltre vorremmo RICORDARLE che, quando la SV si riferisce ai PRECARI della SCUOLA, parla di persone che hanno superato più concorsi e pertanto PLURIABILITATE attraverso percorsi diversi: concorso ordinario, corso-concorso, Siss.

    Vorremmo sottolineare, anche, che la nostra NON PIU’ GIOVANE ETA’ e la PERSISTENZA nel mondo del PRECARIATO sono l’EFFETTO di scelte politiche, ma non solo, anche di scelte sindacali inappropriate.
    Nelle scuole meridionali e settentrionali spesso ci sono docenti di ruolo molto più giovani di noi che hanno adottato la SCORCIATOIA dell’immissione in ruolo al NORD per chiedere successivamente ASSEGNAZIONE PROVVISORIA AL SUD ed in seguito il TRASFERIMENTO.

    A noi, Signor Ministro, non manca Amore verso gli alunni, né RISPETTO per il ruolo che ricopriamo.
    Ora ci si accusa anche della mancata continuità didattica, del cattivo rendimento e disaffezione degli alunni per la scuola. In verità ancora una volta ci tocca sottolineare che lo sfacelo della scuola avviene proprio a causa delle continue scelte irresponsabili dei vari governi. Nelle scuole statali ci sono oltre 50 mila posti vacanti su cui ogni anno ruotano i docenti precari, rotazione dovuta al fatto che, quando ad agosto si ottiene l’incarico, non sempre si riesce a trovare posto nella scuola in cui si è prestato servizio l’anno precedente.

    Una cosa è vera, signor ministro: negli ultimi anni spesso ci sentiamo sfiduciati (basso stipendio, anni interminabili di precariato, e soprattutto le offese quotidiane Vostre e dei mass media).
    Ma tutto passa quando entriamo in classe e sentiamo quel festoso Ciao maè, o Buongiorno professore, a secondo del grado.
    La nostra è una missione, come dice Baden Powell, un voler “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”. O, parafrasando Steiner, la pedagogia è un’arte ed il maestro vi deve essere portato ed avere una sorta di vocazione. Solo questo ci fa andare avanti!

    E ricordi, signor Ministro, non si può pretendere di cambiare i comportamenti errati dei ragazzi con metodi autoritari. E’ attraverso l’autorevolezza della Scuola e degli insegnanti, smontata giorno dopo giorno ad arte, che possiamo aiutare i ragazzi a crescere bene. Il terrorismo mediatico si rivela un’arma a doppio taglio.
    Non si cerchi, inoltre, di giustificare gli zero investimenti nella scuola affermando che manchiamo di preparazione, e poi pretendendo ragazzi migliori con sistemi di mussoliniana memoria.
    Continuare a far leva sull’opinione pubblica presentando notizie, statistiche, studi fatti dagli enti più disparati (il prossimo da chi sarà condotto? dalla Coldiretti o dal Circolo Italiano Scacchi?) porta solo gli insegnanti ad avere “paura” dei ragazzi e quindi a non lavorare serenamente.

    A lei che ama tanto le statistiche e i sondaggi, ed ha affermato che “chi non rende vada a casa”, e che insiste tanto sul merito, ricordiamo il sondaggio, commissionato dalla Repubblica.it, che la vede all’ultimo posto tra i ministri, nella fiducia degli italiani.
    Gradiremmo, quindi, che i suoi comportamenti fossero coerenti con quanto ha affermato, evitando la cosiddetta “politica del prete”, cioè “fate quello che dico io non fate quello che faccio io!”
    Le chiediamo inoltre di informarsi sul mondo della scuola e sulla storia del precariato scolastico e su come ogni anno, ormai da troppo tempo, consentiamo l’avvio dell’anno scolastico non solamente nel MERIDIONE.

    E soprattutto la invitiamo ad avere, e a trasmettere, RISPETTO per gli insegnanti, perché hanno scelto questo lavoro per passione. Lei svolgerebbe un lavoro così faticoso, e oggi spinoso, come il nostro per 1090,00 euro al mese?. Noi, però, ci crediamo e lotteremo per esso.

    Per questo non accetteremo più chiacchiere inutili ed inconcludenti.
    E’ giunta l’ora di passare dalle parole ai FATTI per sanare la nostra posizione di docenti precari sfruttati da ogni governo.
    Noi diciamo BASTA ad anni di silenzio e sottomissione. Se ci sarà da lottare, lotteremo, con o senza appoggio politico, con o senza appoggio dei sindacati.
    La nostra dignità non é in vendita!

    FORUM PRECARISCUOLA ( http://www.precariscuola.135.it )

  2. Davide Pasqualetto dice

    Credo che lo stato italiano, come sempre, manchi di visione strategica. Come nel passato ha permesso l’ingrossarsi del debito pubblico con elargizioni a non finire, negli ultimi anni ha permesso l’aumento spropositato dei precari nella scuola.
    Ora il ministro, o chi per lei, vorrebbe addirittura eliminare le Graduatorie. Ma non era stato lo stesso governo Berlusconi, nel 2005, ad indire i cosiddetti corso abilitanti, ossia una specie di sanatoria per chi non era entrato nelle SSIS e che così poteva essere immesso nelle Graduatorie ad Esaurimento?

    C’è coerenza?

    Al di là di questo, credo che il prossimo sistema di reclutamento sia ben lungi dall’essere attuato: serviranno almeno 5 anni (nella migliore delle ipotesi) per avere i primi abilitati con le nuove lauree.

  3. Laura Caroniti dice

    Dietro la targhetta “docenti precari” si celano plurirealtà, cui lo Stato deve tenere in considerazioni: ci sono insegnanti abilitati secondo diversi canali,ma tutti in ugual modo percorsi predefiniti di volta in volta dallo Stato stesso per definire la formazione dei docenti. Percorsi disattesi e cambiamenti in corso d’opera sono invece le novità cui deve scontrarsi chi nella scuola opera. Le Ssis sono nate con l’intento di specializzare docenti e offrire figure plasmate con un’alta formazione specifica,derivata da un percorso teorico di matrice universitaria con innesti pedo-psicologici e un tirocinio diretto nelle scuole;alla fine del percorso si presupponeva di poter entrare a pieno titolo nelle scuole, a seconda del contingente per le varie classi di concorso certo, ma non di ingrossare maggiormente le fila del precariato. Io ho ottenuto l’abilitazione nel 2006,con il VI ciclo sissis, e lo Stato mi ha permesso un inserimento nelle attuali GE solo lo scorso anno,nel 2007, costringendomi ad un anno di limbo. Quest’anno,invece, chi scioglierà la riserva dei corsi abilitanti o dell’VIII ciclo ssis si inserirà con pungeggio integrale,senza attendere l’aggiornamento l’anno venturo come gli altri iscritti, con il conseguente balletto delle graduatorie stesse. Attualmente è stato siglato l’accordo per il X ciclo: come si può ridurre il precariato se le Università continuano a sfornare docenti abilitati, quando in graduatoria c’è chi vi è in una condizione di stallo da 5,10,15 anni? Perchè non bloccare il bando stesso,prima che vengano preposte le selezioni e, poi, i corsi, che comportano sacrifici economici e personali non indifferenti? Se provvedimenti drastici siano (o cure di cavallo per dirla col ministro Gelmini) che si stronchino sul nascere situazioni paradossali e non si tocchino invece i diritti già acquisiti di chi in graduatoria AD ESAURIMENTO vi è e non deve essere ulteriormente leso. Cordialità,Laura Caroniti

  4. Davide Tognato dice

    Vorrei rispondere a quanto scrive la collega Annamaria a proposito della formazione e del reclutamento degli insegnanti. Pienamente d’accordo sul fatto che questi dovrebbero essere più preparati e premiati in base al loro impegno e alla loro professionalità. Il problema è come valutarli.
    Mi spiego meglio: G.A. Stella, che peraltro stimo, scrive che la maggior parte dei docenti di ruolo e in graduatoria non ha mai superato una prova concorsuale. Non so se in questa categoria rientrino anche gli abilitati SSIS che hanno sostenuto un percorso con prova di preselezione, due anni di frequenza obbligatoria e tirocinio decisamente impegnativi (oltre che onerosi) ed esame di stato, che si diceva espressamente avesse valore di “prova concorsuale”. Non so se questi abilitati abbiano imparato di più o di meno di chi ha superato il tradizionale corcorso, ma francamente non penso abbiano faticato meno. Naturalmente molte cose si potrebbero cambiare e fare meglio, ma buttare tutto per ricominciare da zero mi sembra controproducente, anche perchè non capisco come un nuovo percorso di un solo anno (più uno di tirocinio, almeno così sembra) possa garantire una preparazione maggiore; tanto più che a questo percorso si accederà, anzichè con la laurea quadriennale o specialistica, con la semplice laurea triennale, che come tutti sanno ha un valore culturale di molto inferiore. In ogni caso, non è colpa nostra se da quando ci siamo laureati non sono più stati banditi concorsi, ma l’unica strada indicata è stata quella delle SSIS; così come non sarà colpa dei futuri laureati se troveranno solo la laurea specialistica. Noi facciamo quello che lo stato ci propone/impone; poi non è onesto, dopo qualche anno e qualche cambio di governo e maggioranza, che ci si dica che le regole sono cambiate e che i nostri titoli non valgono più nulla.
    Anche l’aggiornamento è una cosa lodevole, purchè non sia costituito da corsi e corsetti da 1000 euro l’uno, che non insegnano nulla, ma danno diritto ai punti per salire in graduatoria (e superare i colleghi che non hanno voglia di lavorare un mese gratis per mantenere questo sistema): in pratica una compravendita di punti e posti di lavoro. Ecco un settore in cui il MIUR potrebbe fare molti fruttuosi controlli.
    Quanto al numero di promozioni inversamente proporzionale alla preparazione effettivamente fornita, a mio giudizio più che dal valore dei docenti dipende dalle continue pressioni che si ricevono da genitori, presidi e in generale da un sistema per cui la scuola migliore (e i professori migliori) sono quelli che promuovono di più, a prescindere dalle conoscenze e dalle competenze trasmesse.
    Temo che, al di là delle belle parole, il sistema stia andando sempre più in questa direzione, soprattutto se gli insegnanti verranno premiati e faranno carriera in base a questi parametri (percentuale dei promossi e dei sospesi) o tenendo conto della soddisfazione dei clienti (alunni e genitori).
    Il colpo di grazia verrebbe dato poi dalle proposte di assunzione diretta da parte dei dirigenti o del consiglio di amministrazione delle scuole (proposta che è stata recentemente rilanciata dall’on. Aprea), che oltre ad immettere un numero prevedibilmente alto di raccomandati (alla faccia della preparazione) aumenterebbe a dismisura il potere di ricatto di famiglie e dirigenti nei confronti della classe docente.
    In conclusione, concordo che la progressione per anzianità non sia certo il sistema migliore per garantire preparazione e professionalità del corpo docente, ma attenzione a non creare sistemi ancora più perversi e dannosi, prima che per noi, per la formazione delle nuove generazioni.

  5. Alessandra dice

    La ringrazio per ciò che ha espresso riguardo alla Scuola.
    La prego di appoggiare la nostra richiesta:che non vengano cancellati i diritti acquisiti con anni di sacrifici enormi e di tutti i generi(economici e di stress)a favore del buon funzionamento della scuola pubblica che questo governo vuole eliminare.
    Molti ancora non comprendono che il rilancio della Nazione sta proprio nella rimozione dell’ignoranza e della capacità critica che si acquisisce con un buon grado di cultura.

    Grazie per quanto farete.

  6. M.S. dice

    Scrivo per esprimere apprezzamento per il suo contributo sui precari della scuola. Dobbiamo continuare a lottare insieme per una scuola riqualificata e centrale nello sviluppo di questo paese!

    Grazie

  7. Gentilissima On. Ghizzoni, come docente precaria la ringrazio per l’interesse che ha mostrato sul delicato argomento scuola; delicato ma tanto sconosciuto dall’opinione pubblica.
    E’ incredibile, ma ciò sta accadendo: adducono motivazioni poco veritiere per giustificare le loro intenzioni di stravolgere il sisitema scolastico italiano, e con esso milioni di famiglie. Tagli, riduzione contingente immissione in ruolo, nuovi sistemi di reclutamento…..
    Ma chi vive la Scuola sa benissimo che: il numero di precari non è quello da loro “pubblicizzato”; le cattedre disponibili sono molte; personale altamente qualificato già esiste, sono TUTTI i precari che si trovano nelle Graduatorie.
    Concludo dicendole che questa volta noi precari scuola, docenti ed ATA, e spero le famiglie degli alunni, non staremo fermi a guardare; inoltre ci uniremo a quella classe politica che sosterrà i nostri diritti, come vedrete accadrà per la petizione nel momento in cui anche voi ci aiuterete.
    Grazie ancora

  8. Complimenti per la sua dichiarazione sui precari, ha messo in evidenza un problema molto grave della scuola italiana.
    Ho trovato molto interessanti anche le odierne dichiarazioni di Veltroni sui tagli agli organici.

    I precari sono molto interessati alla petizione del PD nella speranza che parli degli scandalosi tagli agli organici decisi dall’attuale governo che metteranno in ginocchio tutta la scuola italiana.
    La vorrei anche invitare a partecipare al forum di discussione dei precari della scuola all’indirizzo
    http://precariscuola.135.it/

  9. Paolo dice

    Onorevole Ghizzoni, sono un precario della classe A043 (Lettere scuola media) e grazie alla brillante idea di Tremonti e della Gelmini (che stanno pensando di tagliare fuori la A043 dal contingente),rischio di rimanere fuori dalle prossime immissioni in ruolo. La prego, faccia qualcosa, non siamo burattini, abbiamo dei diritti!

  10. Annamaria dice

    E’ senza ombra di dubbio lo “spiritosissimo” ed ormai onnipresente tvemonti l’inquilino primario di tutti i ministeri: essendo magnanimo, ha tuttavia il bon ton di lasciare alla gelmini la decisione (da ponderare comunque a lungo) se sia il caso di rendere obbligatorio il grembiule.
    “Farebbe superare la competitività dell’abbigliamento”, esterna la Ministra, come se i bambini non fossero i maggiori “clienti” della strategia pubblicitaria e quindi educativo-politica del Suo Capo.
    Omologheremo anche le scarpe? E gli astucci? Ma penso ci torneremo sopra, quindi rientro nel topic.

    La scarsissima attenzione alla Scuola è endemica nel nostro Paese: nel 1906 la Spagna spendeva il 4,4 del suo Pil, l’Austria il 4,7, la Prussia il 5,8, la Francia il 6,1, la Baviera il 7,5, la Gran Bretagna il 10,1 e l’Italia il 2,8!!!
    Oggi la situazione non è cambiata: Italia 4,6 e, se vogliamo farci male: Svezia 7.4, Norvegia 7.6 e Danimarca 8.4
    Continuando a NON investire sul futuro, resteremo sempre più ai margini dei Paesi industrializzati: come scrivono Boeri e Galasso “nei Paesi dove si studia in media 12 anni c’è un livello di reddito procapite 8 volte superiore a quello dei Paesi in cui mediamente si studia la metà”. Una scuola da rottamare (visti i dati Ocse e Pisa) è l’esito di un Paese allo sbando culturale.

    Sono perfettamente d’accordo con l’On. Ghizzoni quando denuncia i tagli (sempre post-elezioni) del personale scolastico, ma mi permetto di aggiungere un elemento di ulteriore riflessione, che spero venga inteso come proposta e non come critica.

    L’immissione in ruolo senza concorso, ma per anzianità, è una delle caratteristiche del nostro Paese: per l’idea che ho io della Scuola è una specie di catastrofe.
    Dà l’idea di una specie di patto tacito fra lo Stato e gli assunti che più o meno suona così “Ti pago poco e ti chiedo poco”
    E che i docenti non vogliano nemmeno sentir parlare di “valutazione” è talmente chiaro che Luigi Berlinguer ci ha rimesso la carriera.
    (Ricordo bene certe riunioni infuocate… Io, invece, non ero contraria al cosiddetto “Concorsone”, anzi. Ma ero in stra-minoranza)

    Invece io credo che ci si debba cominciare a guardare dentro: è innegabile che la preparazione dei ragazzi italiani (valutati con altri Paesi del mondo) sia scadentissima, specialmente nel Mezzogiorno.

    Apro una breve parentesi: non si dovrebbe cominciare a vedere perchè alla maturità 2006 in Sicilia le bocciaure sono state l’1,3% su una media nazionale del 2,8%? Il dato è tanto più stridente se si confronta con i dati delle valutazioni Ocse: quegli stessi ragazzi si collocano al gradino più basso della scala valutativa (o addirittura al di sotto) per il 42%, superati anche dai serbi, dagli uruguagi, dai turchi…

    Potrebbe essere anche “responsabilità” di insegnanti poco preparati, entrati nella scuola attraverso le maxi-assunzioni? Lo pongo come quesito…

    “Secondo il rapporto di TreLLLe su dati ministeriali del 2003 – scrive G.A. Stella ne La deriva – il 57% degli insegnanti attualmente in ruolo NON HA MAI SUPERATO UN ESAME DI CONCORSO, come il 52% di coloro che oggi attendono il posto nelle graduatorie permanenti.”
    Io ho avuto colleghi straordinari entrati per anzianità, ma ho anche ben presenti colleghi “disastrosi” che non avrebbero superato alcuna prova scritta, ne sono certa.

    Difendo quindi il diritto sacrosanto dei precari della Scuola di vedere finalmente riconosciuto il proprio prezioso lavoro, permettendo alla Scuola stessa di lavorare con mezzi appropriati e consoni all’importanza del ruolo, ma auspico una qualche forma di selezione in ingresso.

    Il compito di questi docenti è di forgiare le nuove generazioni: i futuri chirurghi che ci opereranno, gli avvocati che ci difenderanno, i politici che ci governeranno, gli scrittori che ci arricchiranno spiritualmente, i commercialisti che ci aiuteranno nella gestione economica, la Classe Dirigente di Domani e non possiamo farli partire con il piede sbagliato.

    Esagero? (Sempre da Stella)
    Dopo la deflagrazione degli umilianti confronti internazionali del 2006, Panorama ha sottoposto 5 dei quiz del Pisa (Programme for International Student Assessment) a 100 professori di scienze delle medie e delle superiori (lo so che una rondine non fa primavera e che le statistiche sono interpretabili, ma a me ha fatto effetto!) e alla domanda:
    “Perchè la fermentazione fa lievitare la pasta?”
    a) La pasta lievita perchè funghi unicellulari si riproducono al suo interno
    b) La pasta lievita perchè si produce un gas, il biossido di carbonio
    c) La pasta lievita perchè la fermentazione trasforma l’acqua in vapore
    d) La pasta lievita perchè si produce alcool che si trasforma in gas.

    2 insegnanti di Scienze su 3 HANNO SBAGLIATO RISPOSTA.

    Niente da dire se non lo so io, che faccio tutt’altro, ma per un docente che insegna questa materia dovrebbe essere una domanda facile, visto che l’Organizzazione la propone agli studenti…

    Su tutto il sondaggio (sempre opinabile, lo so), 3 su 5 ha fatto una figuraccia.

    Non sarà il caso di cominciare a ragionare, per un futuro governo, almeno ad un reclutamento secondo criteri selettivi che vadano “oltre” l’immediatezza e l’urgenza?

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