Giorno: 1 marzo 2012

No Tav nella sede del PD

Bersani : “Sono molto preoccupato è una fase delicatissima, io sono disposto giorno e notte a parlare con i giovani e con chiunque ma serve una netta presa di distanza dalla violenza”. Oggi un gruppo di No Tav ha occupato l’ingresso della sede del Partito Democratico. L’obiettivo era quello di protestare contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa e per chiedere la liberazione dei manifestanti arrestati. Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Partito ha aperto con loro un confronto.Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha proposto di far salire nella sede una rappresentanza dei manifestanti per ascoltare le loro ragioni. La proposta è stata respinta. I No Tav hanno chiesto di pubblicare un loro volantino sul sito web del partito e il PD ha dato la propria disponibilità a patto che al primo punto del comunicato venisse aggiunto che “i No Tav si impegnano a condurre la loro protesta senza alcun ricorso alla violenza”. “Sono molto preoccupato è una fase delicatissima, io sono disposto giorno e notte a parlare …

Gas Rivara, i parlamentari Pd portano il caso sul tavolo dei ministri

Interrogazione urgente al Senato e risposta al “question time” del 7 marzo alla Camera. In concomitanza con la nuova manifestazione di protesta degli enti locali e dei cittadini dei territori interessati fissata per venerdì 2 marzo al Teatro Comunale di San Felice, i parlamentari modenesi del Pd Barbolini, Bastico, Ghizzoni e Miglioli hanno approntato un’azione comune, sebbene separata nei due rami del Parlamento, per ottenere risposte sul progetto dello stoccaggio sotterraneo di gas dai ministri del Governo Monti. Il caso Rivara approda sui tavoli dei ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. I parlamentari modenesi del Pd Giuliano Barbolini, Mariangela Bastico, Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli stanno portando avanti un’azione comune, sebbene separata per modalità nei due rami del Parlamento, per fare in modo che la voce di protesta del territorio e della Regione nei confronti del progetto del deposito interrato di stoccaggio di gas a Rivara possa essere ascoltata a livello ministeriale. I deputati Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli hanno interessato il gruppo Pd in Commissione ambiente e l’interrogazione presentata in proposito avrà già mercoledì …

"Perché colpiscono l’Unità e il sindacato", di Paolo Nerozzi

Negli ultimi giorni si sono verificati due eventi su cui credo sia opportuno riflettere: la recente intervista dell’Ad di Fiat Sergio Marchionne sullo stato produttivo dell’azienda e la «sbullonatura» della bacheca dell’Unità alla Magneti Marelli. Due fatti apparentemente diversi, ma non del tutto dissimili.
Marchionne con la sua intervista al Corriere di fatto smentisce ed archivia il progetto di «Fabbrica Italia»: l’Ad di Fiat sostiene che «… abbiamo deciso di non parlare più di fabbrica Italia. Siamo l’unica azienda al mondo da cui si pretendono informazioni così di dettaglio… », rivendicando così la cacciata della Fiom dalla Fiat e non escludendo la chiusura di alcuni stabilimenti. E tutto ciò senza che i sindacati firmatari dell’accordo, che aveva quale premessa gli investimenti, trovino il modo di far sentire la loro voce e senza una presa di posizione netta da parte del Governo che vede mettere in discussione una parte fondamentale della produzione industriale del nostro Paese. Né un accenno sulla politica industriale di questo Paese, né un richiamo all’esigibilità degli accordi (per dirla come Marchionne) o alla …

“Perché colpiscono l’Unità e il sindacato”, di Paolo Nerozzi

Negli ultimi giorni si sono verificati due eventi su cui credo sia opportuno riflettere: la recente intervista dell’Ad di Fiat Sergio Marchionne sullo stato produttivo dell’azienda e la «sbullonatura» della bacheca dell’Unità alla Magneti Marelli. Due fatti apparentemente diversi, ma non del tutto dissimili.
Marchionne con la sua intervista al Corriere di fatto smentisce ed archivia il progetto di «Fabbrica Italia»: l’Ad di Fiat sostiene che «… abbiamo deciso di non parlare più di fabbrica Italia. Siamo l’unica azienda al mondo da cui si pretendono informazioni così di dettaglio… », rivendicando così la cacciata della Fiom dalla Fiat e non escludendo la chiusura di alcuni stabilimenti. E tutto ciò senza che i sindacati firmatari dell’accordo, che aveva quale premessa gli investimenti, trovino il modo di far sentire la loro voce e senza una presa di posizione netta da parte del Governo che vede mettere in discussione una parte fondamentale della produzione industriale del nostro Paese. Né un accenno sulla politica industriale di questo Paese, né un richiamo all’esigibilità degli accordi (per dirla come Marchionne) o alla …

"Giovani donne co.co.pro le meno pagate d'Italia", di Claudio Tucci

Poco più di 5mila euro tra gli uomini. Che salgono addirittura a 6.800 euro se si mettono a confronto le retribuzioni medie annue di una lavoratrice dipendente e di una collaboratrice a progetto. A tanto ammonta la differenza (media annua) tra la busta paga di un co.co.pro. e un collaboratore coordinato e continuativo e quella di un lavoratore dipendente. Una forbice, ha sottolineato l’Isfol, presentando ieri i primi risultati di un progetto di ricerca sul lavoro parasubordinato basato su dati Inps 2010, che penalizza soprattutto le donne e i più giovani. Nella fascia d’età sotto i 24 anni infatti il gap salariale tra un parasubordinato e un occupato dipendente tocca quota 8.221 euro (vale a dire la differenza tra gli 11.400 euro medi annui di un dipendente e i 3.179 euro di un co.co.pro. e un collaboratore coordinato e continuativo). «Una situazione che per le lavoratrici diventa paradossale», ha commentato il direttore generale dell’Isfol, Aviana Bulgarelli. «Le donne hanno in genere tassi di istruzione più elevati degli uomini. E invece sul fronte salariale continuano a …

“Giovani donne co.co.pro le meno pagate d’Italia”, di Claudio Tucci

Poco più di 5mila euro tra gli uomini. Che salgono addirittura a 6.800 euro se si mettono a confronto le retribuzioni medie annue di una lavoratrice dipendente e di una collaboratrice a progetto. A tanto ammonta la differenza (media annua) tra la busta paga di un co.co.pro. e un collaboratore coordinato e continuativo e quella di un lavoratore dipendente. Una forbice, ha sottolineato l’Isfol, presentando ieri i primi risultati di un progetto di ricerca sul lavoro parasubordinato basato su dati Inps 2010, che penalizza soprattutto le donne e i più giovani. Nella fascia d’età sotto i 24 anni infatti il gap salariale tra un parasubordinato e un occupato dipendente tocca quota 8.221 euro (vale a dire la differenza tra gli 11.400 euro medi annui di un dipendente e i 3.179 euro di un co.co.pro. e un collaboratore coordinato e continuativo). «Una situazione che per le lavoratrici diventa paradossale», ha commentato il direttore generale dell’Isfol, Aviana Bulgarelli. «Le donne hanno in genere tassi di istruzione più elevati degli uomini. E invece sul fronte salariale continuano a …

“Dal dialogo alla violenza le tante vie di chi sfida il potere”, di Carlo Galli

Con le proteste in Val di Susa contro i lavori della Tav si riapre la discussione sul confine tra le forme legittime di contestazione e le azioni inaccettabili. Attraverso lunghe lotte e aspri conflitti durante il Ventesimo secolo la democrazia è riuscita veramente a dare la voce a molti. La strategia non è rivoluzionaria, ma piuttosto fuga secessione resistenza passiva disobbedienza non collaborazione. L´antagonismo non è estremismo. Quest´ultimo, infatti, è concepibile solo all´interno di una concezione lineare della politica, appunto raffigurata, in via di metafora, come un segmento orizzontale, nella quale c´è un centro e ci sono gli estremi, oppure verticale, come la scala di un termometro, che ha temperature accettabili e altre, invece, polari o tropicali. L´estremismo è quindi un concetto statico, posizionale; e soprattutto è una posizione politica vista e interpretata dal potere, che fissa e stabilisce in piena autonomia limiti e gradazioni. Al contrario, c´è nella nozione di antagonismo una concezione agonale della politica; e c´è una idea di movimento – qualcuno, qualcosa, va contro il potere, che è sì protagonista, ma …