Mese: marzo 2012

“La mossa di Casini è abile, ma i costi della politica sono altri”, di Stefano Folli

Come spesso accade, Pier Ferdinando Casini è un politico svelto di riflessi. La sua rinuncia ai privilegi spettanti agli ex presidenti della Camera vuole essere una «mossa del cavallo», come dicono gli scacchisti: un gesto imprevisto che coglie impreparati gli avversari e li spiazza. In questo caso non ci sono avversari, bensì una consuetudine felpata che data da tempo immemorabile, in base alla quale le regole che riguardano il funzionamento della Camera, comprese le guarentigie a cui hanno diritto i presidenti emeriti, sono affare interno di Montecitorio e dei suoi organismi. Che decidono senza clamori e di solito senza pubblicità. Un mondo chiuso, almeno fino a ieri. Stavolta invece, sotto la pressione degli istinti anti-casta serpeggianti nel paese, la Camera ha fatto conoscere i suoi orientamenti per ridurre i privilegi degli «ex» (segreteria, autista con macchina di servizio, scorta eccetera). Ma si è trattato di un deliberato piuttosto complesso e controverso. I due «ex» che perderanno i loro attuali diritti al termine della legislatura sono Irene Pivetti e Pietro Ingrao, del quale ieri ricorreva il …

"La mossa di Casini è abile, ma i costi della politica sono altri", di Stefano Folli

Come spesso accade, Pier Ferdinando Casini è un politico svelto di riflessi. La sua rinuncia ai privilegi spettanti agli ex presidenti della Camera vuole essere una «mossa del cavallo», come dicono gli scacchisti: un gesto imprevisto che coglie impreparati gli avversari e li spiazza. In questo caso non ci sono avversari, bensì una consuetudine felpata che data da tempo immemorabile, in base alla quale le regole che riguardano il funzionamento della Camera, comprese le guarentigie a cui hanno diritto i presidenti emeriti, sono affare interno di Montecitorio e dei suoi organismi. Che decidono senza clamori e di solito senza pubblicità. Un mondo chiuso, almeno fino a ieri. Stavolta invece, sotto la pressione degli istinti anti-casta serpeggianti nel paese, la Camera ha fatto conoscere i suoi orientamenti per ridurre i privilegi degli «ex» (segreteria, autista con macchina di servizio, scorta eccetera). Ma si è trattato di un deliberato piuttosto complesso e controverso. I due «ex» che perderanno i loro attuali diritti al termine della legislatura sono Irene Pivetti e Pietro Ingrao, del quale ieri ricorreva il …

Bersani: «Sul lavoro basta con le ipotesi Adesso giù le carte», di Simone Collini

«Adesso basta discutere di ipotesi, bisogna vedere il testo della riforma del lavoro». Pier Luigi Bersani definisce «positiva» la lettera con cui Mario Monti riconosce l’apporto dato dai partiti in questa fase di emergenza, anche se assicura che non ne sentiva «particolare bisogno»: «Su questo punto sono sereno, noi siamo stati leali, generosi, se avessimo voluto andare a votare ne avremmo avuto l’occasione. Ora siamo impegnati sulle riforme, e le faremo, dicendo la nostra». Ma soprattutto, il leader del Pd lancia al governo un preciso messaggio sulla riforma del lavoro, perché lo stillicidio di indiscrezioni che va avanti da giorni non fa bene a nessuno. Bersani è a un convegno organizzato dal suo partito sulla giustizia, e a chi lo avvicina spiega che sulle modifiche all’articolo 18 non ci sarà «persuasione» che tenga: «Noi siamo flessibili ma su certi punti, sui diritti dei lavoratori, non ci spezziamo». NESSUNO SCAMBIO Il convegno sulla giustizia è l’occasione per mettere in chiaro che non ci sarà uno scambio tra Pd e Pdl sui temi di questo settore – …

“Un tempo si diceva: L’operaio vale come un cavallo”, di Michele Prospero

Le parole pronunciate da Marchionne alla Bocconi (dove se no?), contro i diritti e in difesa di una più agevolata libertà di licenziamento, sembrano ridare fiato ad un vecchio manuale di diritto commerciale. Il suo autore, G. Ferri, resisteva alla modernizzazione, che allora però aveva un altro segno: l’autonomia collettiva e la programmazione, e sosteneva che nell’impresa doveva sempre regnare una asimmetria di potere. La locatio hominis o contratto, non si distingueva dalla locatio bovis, ciò che contava era il pieno comando della proprietà sul lavoro. Già Locke del resto aveva identificato l’operaio e il cavallo, entrambi strumenti passivi a disposizione del padrone. L’essere dell’operaio, come persona coinvolta profondamente nel suo operare, è per il diritto una scoperta piuttosto recente. Da un ventennio ormai il diritto del lavoro classico, che riconosce il valore del corpo che lavora, scricchiola, eroso da una pioggia insistente di nuovi contratti, concepiti per lo più nel segno modernista della flessibilità e della precarizzazione. L’impatto economico che le infinite tipologie contrattuali hanno riversato sulla crescita e l’occupazione non è stato positivo. …

"Un tempo si diceva: L'operaio vale come un cavallo", di Michele Prospero

Le parole pronunciate da Marchionne alla Bocconi (dove se no?), contro i diritti e in difesa di una più agevolata libertà di licenziamento, sembrano ridare fiato ad un vecchio manuale di diritto commerciale. Il suo autore, G. Ferri, resisteva alla modernizzazione, che allora però aveva un altro segno: l’autonomia collettiva e la programmazione, e sosteneva che nell’impresa doveva sempre regnare una asimmetria di potere. La locatio hominis o contratto, non si distingueva dalla locatio bovis, ciò che contava era il pieno comando della proprietà sul lavoro. Già Locke del resto aveva identificato l’operaio e il cavallo, entrambi strumenti passivi a disposizione del padrone. L’essere dell’operaio, come persona coinvolta profondamente nel suo operare, è per il diritto una scoperta piuttosto recente. Da un ventennio ormai il diritto del lavoro classico, che riconosce il valore del corpo che lavora, scricchiola, eroso da una pioggia insistente di nuovi contratti, concepiti per lo più nel segno modernista della flessibilità e della precarizzazione. L’impatto economico che le infinite tipologie contrattuali hanno riversato sulla crescita e l’occupazione non è stato positivo. …

“Un tempo si diceva: L’operaio vale come un cavallo”, di Michele Prospero

Le parole pronunciate da Marchionne alla Bocconi (dove se no?), contro i diritti e in difesa di una più agevolata libertà di licenziamento, sembrano ridare fiato ad un vecchio manuale di diritto commerciale. Il suo autore, G. Ferri, resisteva alla modernizzazione, che allora però aveva un altro segno: l’autonomia collettiva e la programmazione, e sosteneva che nell’impresa doveva sempre regnare una asimmetria di potere. La locatio hominis o contratto, non si distingueva dalla locatio bovis, ciò che contava era il pieno comando della proprietà sul lavoro. Già Locke del resto aveva identificato l’operaio e il cavallo, entrambi strumenti passivi a disposizione del padrone. L’essere dell’operaio, come persona coinvolta profondamente nel suo operare, è per il diritto una scoperta piuttosto recente. Da un ventennio ormai il diritto del lavoro classico, che riconosce il valore del corpo che lavora, scricchiola, eroso da una pioggia insistente di nuovi contratti, concepiti per lo più nel segno modernista della flessibilità e della precarizzazione. L’impatto economico che le infinite tipologie contrattuali hanno riversato sulla crescita e l’occupazione non è stato positivo. …

"Pillola dei 5 giorni dopo. Da lunedì arriva in Italia nonostante le polemiche", di Mariagrazia Gerina

Arriva anche in Italia, da lunedì, la pillola dei cinque giorni dopo. Per acquistarla in farmacia servirà una ricetta non ripetibile. Il medico dovrà certificare che la paziente non è incinta attraverso l’apposito test. Ci sono voluti due anni per il via libera. Da lunedì, però, la pillola dei «cinque giorni dopo» EllaOne sarà in vendita in farmacia, anche in Italia. L’Organizzazione mondiale della Sanità la classifica «anticoncezionale d’emergenza». Come la pillola del «giorno dopo». Ma, diversamente da quella, può essere assunta fino a 120 ore dopo il rapporto a rischio. E, in generale, rispetto alla contraccezione d’emergenza utilizzata finora, a base di Levonorgestrel, è molto più efficace anche se utilizzata nelle prime ore: il doppio nelle prime 72 ore, fino a tre volte di più nelle prime 24 ore. Da noi, però, ci vorrà la ricetta per acquistarla. E il test di gravidanza per accertare che la donna a cui viene prescritta non sia incinta. Costerà 34,89 euro e, inserita tra i farmaci di categoria C, non rimborsabili, la spesa sarà tutta a carico …