comunicati stampa

On. Ghizzoni: “Tagli pesanti e incomprensibili per Afam”

Il provvedimento per l’abolizione dell’ICI colpisce duramente le istituzioni artistiche.
“Oltre al pesante taglio al settore cinematografico, il Governo infligge un duro colpo al sistema della cultura azzerando i finanziamenti all’Afam, il sistema di Alta formazione e specializzazione artistica, musicale e coreutica. Un sistema che raccoglie le accademie nazionali di arte drammatica e di danza, le accademie di belle arti, gli istituti superiori per le industrie grafiche, i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati ossia gli istituti di proprietà comunale o provinciale, come l’istituto modenese Vecchi-Tonelli”.
Lo denuncia la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commentando i tagli del decreto fiscale.
“Non solo il decreto fiscale non assegna i necessari fondi aggiuntivi, ma azzera completamente le risorse previste dalla Finanziaria del 2008, in favore di queste istituzioni. Un taglio incomprensibile che colpisce duramente il sistema educativo, formativo e culturale italiano”.

4 Commenti

  1. giovanna de gregorio dice

    gentile onorevole,
    può starne certa, l’impegno serio dei musicisti è vivo, anche in forme diverse, ma sempre presente.
    giovanna de gregorio, conservatorio di palermo

  2. é un mio dovere sostenere il sistema dell’AFAM, attraverso il quale passa lo sviluppo della formazione artistica, della creatività e dei talenti di tanti giovani, nonché della cultura nazionale.
    Ma perchè si possa ottenere qualcosa da questo Governo, sordo e muto alle esigenze del sistema, dovremo essere in molti a scandire – a passo di danza, a chiare note e con tanti colori – le ragioni di accademie, istituti e conservatori. La politica – quella seria – non vi lascerà soli; voi non lasciate sola la politica.

  3. Mario Piatti dice

    In qualità di cittadino prima ancora che di docente di Pedagogia musicale al Conservatorio della Spezia faccio un plauso e un ringraziamento all’on. Ghizzoni per il suo intervento preciso e puntuale. E’ veramente assurdo che un ministro, nella sua relazione sul sistema universitario, ignori completamente il settore AFAM, e ancor più assurdo che un governo faccia tagli così pesanti a un settore formativo fondamentale per la cultura del nostro paese.
    Gentile On., penso di interpretare anche il sentimento di tanti miei colleghi e colleghe nel dirle il nostro grazie e nel chiederle di sostenere il sistema AFAM.

  4. Daniela dice

    Dell’on. Ghizzoni, di seguito, riportiamo l’ordine del Giorno (accolto dal Governo) e l’intervento in Aula concernente i tagli all’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), inseriti nel provvedimento sull’ICI:

    “”La Camera, premesso che:
    il sistema dell’Alta formazione e specializzazione artistica, musicale e coreutica, regolato dalla legge n. 508 del 1999, persegue la finalità della qualificazione dell’offerta formativa, valorizza la ricca tradizione che contraddistingue l’identità artistica e culturale nazionale, provvede alla promozione del processo di innovazione e di internazionalizzazione dell’ arte, valorizza le opportunità che arrivano dai mutamenti culturali;
    tra i tanti obiettivi, l’Afam deve provvedere: all’innalzamento della qualità e all’innovazione del sistema dell’alta formazione artistica e musicale nazionale; alla valorizzazione delle strutture esistenti e alla costituzione di nuove sedi, nuovi laboratori, anche multimediali, sale da concerto, archivi sonori, centri di produzione e di documentazione, collezioni, biblioteche e musei, tenuto conto anche dell’esigenza di rendere maggiormente fruibile il patrimonio artistico e culturale delle istituzioni medesime; alla promozione di iniziative per la ricerca e la produzione artistica; all’istituzione di nuove accademie, di conservatori, di istituti superiori per le industrie artistiche, di centri di alta specializzazione, tenuto conto degli ambiti territoriali dove tradizionalmente è presente una forte vocazione artistica e culturale, o di quelli privi di istituzioni artistiche e musicali; alla costituzione di poli territoriali di alta formazione artistica e musicale dotati di specifici profili e identità funzionali, fondati su alti livelli di integrazione e cooperazione tra le istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale e altri soggetti istituzionali nonché; tra esse ed eventuali soggetti privati di comprovata qualificazione;
    impegna il Governo
    l’opportunità di adottare ulteriori iniziative volte a potenziare, anche attraverso lo stanziamento di ulteriori fondi, il sistema dell’Alta formazione e specializzazione artistica, musicale e coreutica (Afam), che rappresenta una parte fondamentale dell’espressione artistica, culturale ed educativa del nostro Paese.
    9/1185/98. Ghizzoni, De Biasi, Sereni, Nicolais, Mazzarella, Bachelet, Coscia, De Pasquale, De Torre, Ginefra, Antonino Russo, Levi, Lolli, Pes, Picierno, Rossa, Siragusa, Misiani, Sanga””

    INTERVENTO IN AULA
    “Signora Presidente, l’oggetto dell’ordine del giorno è il sistema dell’Alta formazione e specializzazione artistica, musicale e coreutica, un sistema che raccoglie le accademie nazionali di arte drammatica e di danza, le accademie di belle arti statali e quelle legalmente riconosciute, gli istituti superiori per le industrie di arti grafiche, i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati.
    Signora Presidente, si tratta di un settore – non le sfuggirà – di altissima qualità formativa e di elevata potenzialità per la crescita artistica, culturale ed economica del Paese, nonché per lo sviluppo del nostro ruolo internazionale. Nel corso della passata legislatura, grazie anche all’impegno personale del sottosegretario Dalla Chiesa, le politiche in favore del settore hanno registrato un significativo cambio di passo. Sono state numerose, ad esempio, le iniziative intraprese per far uscire il sistema dalle tendenze localistiche, per conferirgli maggiore prestigio e notorietà, per diffondere nella società una nuova percezione degli studi di conservatorio ed offrire agli allievi concrete opportunità di far apprezzare i propri talenti.
    Sul versante normativo, il Ministero competente si è impegnato a dare esecuzione alla riforma prevista dalla legge n. 508 del 1999. Infatti, con il decreto ministeriale n. 483 del gennaio scorso sono stati definiti i nuovi ordinamenti didattici dei conservatori di musica, mentre lo schema di regolamento per il reclutamento dei docenti e per il piano di sviluppo e di programmazione del settore, cioè l’ultimo tassello per il completamento della riforma, ha ottenuto il parere del Consiglio nazionale dell’arte e della musica, ma non ha potuto completare l’iter di approvazione per la prematura fine della legislatura.
    In particolare, il piano di sviluppo previsto dal citato schema di regolamento muove dalla convinzione che le singole istituzioni debbano realizzare un proprio profilo artistico e culturale da valorizzare nella competizione nazionale e internazionale, grazie anche alla realizzazione di veri e propri poli di sinergia e vocazione. In esecuzione di tale indirizzo, ad esempio, nello scorso gennaio a Verona si è costituito il polo universitario artistico di eccellenza sul teatro musicale e coreutico, con il concorso di molte istituzioni formative appartenenti sia al sistema universitario sia alla produzione musicale e teatrale. La scelta di Verona e del veronese non è casuale e interpreta la vocazione artistica espressa dal territorio e testimoniata dalla presenza diffusa di istituzioni culturali, accademiche e teatrali. Infine, vale la pena ricordare che il sistema dell’Afam ha beneficiato di risorse aggiuntive già dalla legge finanziaria 2007, e per la prima volta sono stati stanziati fondi per gli istituti musicali pareggiati, cioè gli istituti di proprietà comunale e provinciale, che sono stati integrati nel disegno strategico nazionale relativo alla formazione dei poli previsti dal piano di sviluppo. In sintesi, nella passata legislatura l’attenzione politica al sistema dell’Afam è stata concreta e coerente, con un progetto di riassetto e di rilancio del settore. In questo avvio di legislatura, al contrario, siamo costretti a registrare con forte, fortissima preoccupazione un atteggiamento del Governo che oscilla tra la noncuranza e la vessazione.
    Infatti, signora Presidente, come interpretare, se non come un’inqualificabile disinteresse, il silenzio assoluto che il Ministro Gelmini ha riservato alle istituzioni dell’Afam nella sua relazione sulle linee programmatiche del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca? Che senso dare, poi, al sostanziale azzeramento, contenuto nel provvedimento in esame, delle risorse in favore di queste istituzioni, stanziate dalla legge finanziaria per il 2008, se non come il giudizio negativo espresso dal Governo su un settore ritenuto evidentemente dispendioso, improduttivo e inutile?
    Sono interrogativi ai quali forse il Governo avrebbe potuto rispondere, se invece di porre la questione di fiducia avesse permesso un confronto serio con l’opposizione. È comunque certo che, a fronte del silenzio del Ministro Gelmini, i tagli operati dal Governo sono invece assordanti, per le ricadute sul sistema, impossibilitato ad attuare i previsti interventi per il miglioramento dell’offerta formativa, per la formazione e l’aggiornamento del personale, per l’attivazione di contratti di collaborazione, per nuovi insegnamenti connessi alla riforma, vale a dire interventi di adeguamento del sistema Afam alle prescrizioni previste dalla legge n. 508 del 1999.
    In conclusione, signora Presidente, il presente ordine del giorno chiede al Governo un impegno preciso per il potenziamento, anche attraverso lo stanziamento di fondi aggiuntivi, del sistema dell’Afam.
    Nel caso l’ordine del giorno n. 9/1185/98 non venisse accolto, avremo la conferma che per questo Governo, oltre al cinema, anche la danza, la musica, il teatro e le arti figurative sono ritenuti inutili orpelli e, in tal caso, il Governo abbia il coraggio di ammetterlo a chiare lettere.”

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