attualità, politica italiana

"Bonsai", di Sebastiano Messina

Finisce sugli scogli appuntiti della Sardegna la favoletta grillina della democrazia spontanea, pura e miracolosa, dove i cittadini discutono in un “meetup” sotto casa il ripianamento del debito pubblico e risolvono qualunque dilemma votando sul blog della ditta Grillo&Casaleggio, felici e appagati del riconquistato potere di cittadini. Poi un giorno si scopre che il movimento che si candida a guidare il Paese non riesce neanche a presentare una lista alle elezioni regionali sarde. Non perché manchino i candidati, ma perché ce ne sono troppi. E litigano. E si detestano a vicenda. «C’è troppo livore, troppa incoscienza, troppo protagonismo» annuncia la deputata Emanuela Corda. Ma pensa: proprio come negli altri partiti. Così niente lista, ha deciso Grillo. Magari un’altra volta: se impareranno la favoletta.

La Repubblica 08.01.14

1 Commento

  1. “Egregio signor Messina, lei sicuramente sa che che in Italia c’è in atto una falsa democrazia che serve a mascherare la violenta dittatura della politica asservita ai padroni, la dittatura delle banche e delle multinazionali, la dittatura della delinquenza organizzata, la dittatura degli evasori fiscali, la dittatura degli Stati forti dell’Europa Unita che prosperano affossando l’economia degli Stati più deboli. Questa multiforme dittatura si combatte con una vera democrazia, con l’onestà, con la solidarietà, con la giustizia sociale; questa dittatura si combatte eliminando lo strapotere delle caste dei privilegiati; questa dittatura si combatte difendendo gli interessi dei cittadini lavoratori e impegnandosi a fare in modo che sia garantita a tutti la possibilità di vivere una vita dignitosa e decente. Un Uomo sulla croce ha detto una volta “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. Ecco, signor Messina, lei appartiene a quelli che sanno quello che fanno. E allora, signor Messina, la smetta di scrivere questi articoletti pieni di ingiusto livore contro Beppe Grillo. Lei riporta, con la furbizia e la malafede che caratterizza l’esercito dei “giornalisti” mercenari della stampa di regime italiana, solo quelle cose che le interessano per gettare fango e discredito sul MoVimento Cinque Stelle. Ma il cammino per far sì che l’onestà, la verità e la giustizia sociale prevalgano contro la cattiveria, la menzogna e i privilegi delle caste continuerà fino il raggiungimento della meta, nonostante gli ostacoli creati ad arte da lei e dai pennivendoli suoi simili.

I commenti sono chiusi.