Mese: aprile 2008

Violenza alle donne, immigrazione, sicurezza: le opinioni di Miriam Mafai e Lidia Ravera

COSA VOGLIONO LE DONNE, di Miriam Mafai Le statistiche servono a poco. Può darsi che Roma o Milano siano città più sicure di New York o di Londra, ma chi vive a Roma o a Milano non trae conforto o rassicurazione dalle cifre. E, specie quando si tratti di una donna, ha paura quando, a tarda ora, deve rientrare, sola, a casa. Una giovane donna violentata, pochi giorni fa a Milano, in una zona centrale della città. Un’ altra giovane donna aggredita e violentata all’ uscita di una stazione della metropolitana, a Roma. Sono episodi che ci parlano con la forza dei fatti. E i fatti sono più forti, più convincenti delle statistiche. Abbiamo bisogno di sicurezza. La domanda di sicurezza è emersa nel corso della campagna elettorale come una domanda centrale, ineludibile, a Roma come a Milano come a Napoli. E le risposte che sono state date, da destra come da sinistra, non sono apparse convincenti. Troppi i ritardi e le incertezze nel centrosinistra nella definizione e approvazione del cosiddetto «pacchetto Amato» messo a …

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Le priorità della destra al potere: «Negare la festa del 25 aprile»

Eduardo Di Blasi – Unità Titolo: «Il 25 aprile che divide». Primo svolgimento, a cura di Giordano Bruno Guerri: «Un italiano su due non la considera una festa nazionale» (articolo a commento di un sondaggio somministrato a mille persone). Seguono intervista al sindaco di Alghero «che ha vietato Bella Ciao», e non da ora (e per questo si appunta una medaglia sul petto), un altro pezzo sul sindaco di Milano che quest’anno diserta il corteo («e anche il primo maggio» perché non sarà in città, ma, assicura, ci sarà una rappresentanza della giunta), e due articoli contro l’Anpi, l’associazione dei partigiani. Nel primo l’attacco è al manifesto unitario delle associazioni combattentistiche e partigiane, reo di contenere l’appello: «A sessant’anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento. Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i “repubblichini”, sostenitori …

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Il mondo per la Terra

“Sono passati quasi quarant’anni dalla prima edizione. Quattro decenni in cui è cambiato tutto. La questione ambientale oggi è al centro, serve una svolta politica che affronti i problemi e trovi le soluzioni”. Roberto Della Seta In Italia, come a New York, Barcellona, Caracas e in tutto il resto del mondo oggi si clebra l’Earth Day, l’evento nato negli USA per promuovere la conservazione dell’ambiente e la sostenibilità delle politiche di sviluppo. Nato nel 1970 come movimento universitario in seguito all’appello del senatore statunitense Gaylord Neslson, scosso dal disastro petrolifero di Santa Barbara, ha mobilitato, nella sua prima celebrazione ufficiale, oltre venti milioni di americani e ha portato alla creazione di organismi quali l’Environmental Protection Agency (EPA) e di numerosi movimenti ambientalisti, tra cui Greenpeace. “Stop and think!” è il motto di questo strumento educativo multiscalare e multitarget il cui obiettivo principale consiste nel sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un cambiamento nei comportamenti quotidiani dei singoli individui per renderli ogni giorno più consapevoli della propria impronta ecologica e del proprio ruolo attivo nella protezione dell’ambiente. …

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Ripartiamo dal territorio

Un grande partito, unito, strutturato sul territorio, pronto a fare un’opposizione inflessibile ma responsabile e a dialogare con le altre forze, sia quelle rappresentate, sia quelle non rappresentate in Parlamento. E’ questa la rinnovata fisionomia del Partito Democratico che esce dalla riunione tenutasi a Milano, tra il gruppo dirigente e tutti i segretari regionali, a cui ha preso parte anche Walter Veltroni. E’ lo stesso leader del PD a prendere parola davanti ai giornalisti presso la sala consigliare del Pirellone, sede della Regione Lombardia. Nessuno spezzettamento in vista nel partito, sulla base di macro Regioni, ma un coordinamento tra segretari regionali, sindaci, presidenti di Provincia e di Regione per promuovere maggiore strutturazione, radicamento, coinvolgimento e partecipazione. “Dobbiamo strutturare meglio la nostra organizzazione. Non ci saranno spezzettamenti, ma delle sedi per la promozione delle iniziative che tengano insieme il partito. Al nord come al Sud. Ci sarà un coordinamento che promuoverà iniziative e riflessioni su temi ritenuti più utili e importanti. Penso sia la strada giusta per un partito a base federale come da Statuto”. A …

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“L’intreccio virtuoso tra scuola, cultura scientifica ed economia”, di Luigi Berlinguer

Si svolge oggi a Venezia, per iniziativa della confindustria veneta, un convegno sull’importanza degli istituti tecnici e professionali per lo sviluppo dell’economia italiana e sull’intreccio che questa questione rappresenta rispetto alla diffusione della cultura scientifica e all’economia in genere. Confindustria da tempo getta un grido d’allarme e parla di emergenza tecnico-scientifica del paese. Insiste inoltre su un’idea intelligente di Gianfelice Rocca a proposito del peso internazionale dell’economia italiana nel campo del middle tech, non volendo con questo sottovalutare la necessità di competere con imprese hi tech sul mercato mondiale, ma guardando anche all’ambito dell’innovazione tecnologica su un fronte più diffuso, meno di punta e tuttavia indispensabile e di grosso impatto economico. L’impresa italiana e lo stesso paese hanno un ruolo internazionale in questo campo, ma rischiano di vederlo ridursi se si sottovaluta, appunto, sia il valore di una cultura scientifica diffusa, sia l’apporto che può dare una preparazione scolastica come quella degli istituti tecnici e professionali. L’allarme è fondato su due elementi: sulla riduzione preoccupante di studenti e negli istituti tecnici e nei corsi di …

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La battaglia del federalismo, di Stefano Fassina

Il tema è rilevante innanzitutto perché l’attuale assetto federale come disposto dal Titolo V della Costituzione, approvato in fretta ed in chiave elettorale dal centrosinistra nel 2001, non funziona e va rivisto: la confusione generata dalle “materie di legislazione concorrente” nel migliore dei casi complica, ma molto spesso paralizza, l’intervento pubblico in ambiti fondamentali per i diritti dei cittadini e decisivi per le performance delle imprese (si pensi, solo per fare qualche esempio dell’assurda estensione della concorrenza legislativa, alle politiche di previdenza complementare, alle politiche per le infrastrutture, alle politiche energetiche, ecc). In secondo luogo, il tema del federalismo finanziario è rilevante in quanto, opportunamente declinato, è condizione per rafforzare la partecipazione democratica dei cittadini secondo il principio della sussidiarietà e per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle amministrazioni pubbliche secondo il principio autonomia-responsabilità politica. Non a caso, il Governo Prodi a metà 2007 approvò, dopo una lunga e faticosa discussione con la Conferenza Unificata Stato-autonomie territoriali, un Disegno di Legge Delega, poi bloccato, come tanti altri provvedimenti innovativi seri, dalle contraddizioni e dalla fragilità dell’allora …

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La dura legge dell’Ici, di Enzo Costa

Mentre scrivo queste righe non so su quale rete e trasmissione il Cavaliere neo-Trisunto del Signore stia ri-annunciando al telefono l’abolizione dell’Ici. Il mio computo per difetto da zapping distratto è fermo a Uno Mattina e Porta a Porta con i rilanci replicati di quasi tutti i tiggì pubblici e privati, ma potrei aver colpevolmente mancato una sua chiamata in viva voce al Processo di Biscardi su 7 Gold, un suo intervento via cellulare in un’edizione straordinaria del martedì di Buona Domenica ed una raffica di suoi sbarazzini mms transitanti per tutti i palinsesti pomeridiani prima e dopo i break pubblicitari. E magari proprio ora mi sto perdendo la sua telefonata a Meteo2, ma è solo perché ritengo utile formulare per iscritto quella che denominerei la “dura legge dell’Ici”. Che recita così: “Se un governo di centrosinistra nell’ultima sua Finanziaria abroga l’Ici per il 40% degli italiani, preservandola solo per i ceti più abbienti, nessuno lo sa: il governo non lo comunica adeguatamente, gli esponenti della maggioranza non lo dicono o ripetono a sufficienza nei …

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