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Bersani: «Un piano per scuole e ospedali», di Simone Collini

Un piano di riqualificazione per scuole e ospedali da finanziare con i fondi strutturali europei e con quanto recuperato da una riduzione delle spese militari. Pier Luigi Bersani evita di inseguire Silvio Berlusconi limitandosi a dire «con noi mai più condoni», e invece mette sul piatto un’operazione che se attuata avrebbe un impatto immediato dal punto di vista economico, sociale, ambientale, occupazionale. Il leader del Pd ha fatto mettere a punto dai diversi dipartimenti del partito un piano di riqualificazione per gli ospedali e le 10.761 scuole statali dove studiano e lavorano 9 milioni di persone.
Secondo i calcoli effettuati al quartier generale del Pd, le operazioni per la messa in sicurezza, l’efficienza energetica, la manutenzione e la bonifica da amianto dovrebbero ammontare a 7 miliardi e mezzo da investire nell’arco di tre anni. Per la copertura di questa spesa, il Pd ha lavorato su una diminuzione delle spese militari, che sono state di 19,96 miliardi di euro, pari all’1,2% del Pil, nel 2012, e che in prospettiva dovrebbero aumentare a 20,93 miliardi di euro per il 2013. Bersani ritiene queste cifre insostenibili e ingiustificate, e intende rivedere, in caso di vittoria alle elezioni, il bilancio del ministero della Difesa. «Bisogna assolutamente rivedere il nostro impegno per gli F-35, la nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro», aveva detto non a caso Bersani una decina di giorni fa.
È però chiaro che le risorse ottenute grazie al taglio della spesa del ministero della Difesa non basteranno a coprire i 7 miliardi e mezzo necessari per il piano di riqualificazione di scuole e ospedali. E infatti il dipartimento Economia del Pd ha individuato le altre fonti di copertura in un allentamento del Patto di stabilità per i Comuni e nei fondi strutturali europei (siamo alla vigilia del nuovo settennato 2014-2020).
Oltre ai vantaggi per chi vive in quei luoghi, l’operazione solo dal punto di vista della riqualificazione degli istituti scolastici porterebbe a risparmi per quasi due milioni in bolletta energetica, a 500 milioni di gettito fiscale aggiuntivo, a oltre 3 miliardi di incremento potenziale del reddito immobiliare e a un sostegno al tessuto produttivo e all’occupazione (è stato calcolato che nel piano saranno coinvolti oltre 17 mila nuovi occupati soltanto nelle zone del centro e del sud Italia). È questa la proposta che Bersani lancia mentre Berlusconi promette la restituzione dell’Imu e parla di condono tombale. Il leader del Pd sa che nel tentativo di recuperare altri punti nei sondaggi, l’ex premier ogni giorno «sparerà fuochi artificiali» inverosimili. Magari una volta attaccando Angela Merkel e una volta evocando l’uscita dell’Italia dall’euro.
È proprio ciò che non possiamo permetterci, secondo Bersani. Che oggi volerà a Berlino per incontrare il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble. «Litigare con la Germania è un non senso», dice il leader del Pd alla vigilia del viaggio. «È necessario invece discutere seriamente. Bisogna prendere impegni sulla stabilità e convincere dell’urgenza di dare spazio alla crescita. Bisogna stringere collaborazioni tra i nostri Paesi nel vastissimo campo dell’economia reale, degli investimenti e del lavoro. Nel corso degli incontri, a proposito di tutto questo, porteremo la nostra idea».
Non sarà questo l’unico appuntamento fissato sotto la voce agenda europea. Venerdì e sabato arriveranno a Torino da ogni angolo dell’Unione leader politici, capi di Stato e di governo, ministri delle principali forze progressiste europee. Spiega Massimo D’Alema, che come presidente della Fondazione per gli studi progressisti europei ha organizzato questa iniziativa, così come quella che si è svolta a Parigi nel marzo scorso. «La Conferenza è la seconda tappa di un percorso, che abbiamo avviato da circa un anno e mezzo, “Renaissance for Europe”, con l’idea di accompagnare il momento elettorale con uno sforzo di programma e proposta sui temi europei. Dopo l’appuntamento di Parigi, durante le presidenziali di Francia, la Conferenza di Torino sarà dedicata ai temi dell’unione politica e della questione della democrazia in Europa». Ci sarà però anche un’altra tappa, dopo quella al Cirque D’Hiver del marzo scorso e questa al Teatro Regio di Torino. Sarà a Lipsia, a maggio, cioè alla vigilia delle elezioni in Germania.
Bersani interverrà sabato mattina. Poi, la sera, andrà allo Juventus Stadium a vedere la partita. Gioca la Juventus, squadra del cuore del leader Pd, contro la Fiorentina. E insieme a chi andrà allo stadio Bersani? A Matteo Renzi, gran tifoso viola. Sarà il bis della bella serata di venedì a Firenze? Dipenderà dal risultato, scherzano da ambo le parti i membri degli staff. Ma al di là delle battute, la nuova uscita a due degli ex sfidanti delle primarie è un altro colpo mediatico messo a segno dal Pd.
da unita.it

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