Giorno: 5 febbraio 2013

Fitoussi: “Si riapre la voragine debito pubblico così fate un favore agli speculatori”, di Eugenio Occorsio

«I mercati sono spaventati perché colgono che Berlusconi è in pista ed è l’uomo identificato come la causa di tanti problemi. Ma ancor più sono terrorizzati all’idea che, di qualsiasi contendente si parli, vengano buttate lì delle proposte isolate, che non rispondono a nessun programma organico di crescita compatibile con le esigenze di razionalità della finanza pubblica. E che hanno l’aggravante, imperdonabile per i governi europei, di riaprire la voragine del debito pubblico. L’Italia che riparte sulla via del debito è una benedizione per la speculazione». Jean-Paul Fitoussi, il prestigioso economista di SciencesPo, sta per pubblicare in Francia il libro Theoreme du Lampadaire: «Un uomo sta cercando qualcosa sotto un lampione, un altro gli si avvicina e gli chiede: cosa cerca? Le chiavi, ma non le ho perse qui. E allora? Vede, questo è l’unico posto della strada dove c’è la luce. I politici si comportano spesso nello stesso modo». Berlusconi è l’uomo del lampione, non sapendo cosa proporre lancia l’unica idea ad effetto che gli viene in mente? «Forse, anche se bisogna aspettare il …

I condoni, di Roberto Petrini

La strizzatina d’occhio c’era stata nell’estate del 2011, quando il governo Berlusconi ancora in carica cominciava a navigare nella tempesta della crisi finanziaria che avrebbe portato il paese sull’orlo del baratro. Un manipolo di quaranta deputati guidati dall’azzurro Amedeo Laboccetta firmò una lettera a favore di un condono fiscale tombale. In autunno Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera disse che si doveva discutere dell’argomento «senza tabù». Arrivò anche Scilipoti che affermò senza pudore: «Milioni di italiani ci chiedono il condono ». Il governo cadde nelle settimane successive e non se ne fece nulla ma il meccanismo che si era messo in moto era assai simile a quello del dicembre del 2001 quando, durante la discussione della Finanziaria, l’azzurro Gianfranco Conte lanciò l’idea del «condono di Natale»: in prima battuta l’operazione fu bloccata ma sei mesi dopo le truppe d’assalto, da Daniela Santanché allo stesso Cicchitto, tornarono a chiedere a viva voce la sanatoria, che Berlusconi annunciò a settembre, a Bari, alla Fiera del Levante. Fu una carneficina: forse il più grande condono della storia …

Bersani: «Un piano per scuole e ospedali», di Simone Collini

Un piano di riqualificazione per scuole e ospedali da finanziare con i fondi strutturali europei e con quanto recuperato da una riduzione delle spese militari. Pier Luigi Bersani evita di inseguire Silvio Berlusconi limitandosi a dire «con noi mai più condoni», e invece mette sul piatto un’operazione che se attuata avrebbe un impatto immediato dal punto di vista economico, sociale, ambientale, occupazionale. Il leader del Pd ha fatto mettere a punto dai diversi dipartimenti del partito un piano di riqualificazione per gli ospedali e le 10.761 scuole statali dove studiano e lavorano 9 milioni di persone. Secondo i calcoli effettuati al quartier generale del Pd, le operazioni per la messa in sicurezza, l’efficienza energetica, la manutenzione e la bonifica da amianto dovrebbero ammontare a 7 miliardi e mezzo da investire nell’arco di tre anni. Per la copertura di questa spesa, il Pd ha lavorato su una diminuzione delle spese militari, che sono state di 19,96 miliardi di euro, pari all’1,2% del Pil, nel 2012, e che in prospettiva dovrebbero aumentare a 20,93 miliardi di euro …

Non chiedete al Pd di inseguirlo, di Stefano Menichini

Neanche il tempo per Berlusconi di completare l’esternazione sulle sue “proposte shock”, e subito tutti girano lo sguardo verso il Pd con l’interrogativo espresso o inespresso: «E ora come rispondete?». Domanda alla quale fa di solito seguito una serie fitta di critiche, in genere contraddittorie fra loro: non dovete dare corda alle sparate di quell’uomo; siete troppo mosci; sbagliate a demonizzarlo; gli avete lasciato il centro della scena; non fate proposte altrettanto forti; dovete distinguervi per serietà; non inseguitelo; inseguitelo. Premere sui democratici perché in questa campagna elettorale facciano di più e meglio è giusto. Qualche segnale interessante da questo punto di vista c’è, come conferma la notizia data ieri in rete da Europa sui prossimi appuntamenti comuni di Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. Pretendere che essi regolino la propria marcia sulle uscite di Berlusconi è invece un grossolano errore, dovuto alla solita ansia tipica dell’elettorato progressista di cui abbiamo già scritto (senza alcuna speranza di placarla). Oltre tutto, come s’è visto ieri sul “condono tombale”, non fai in tempo a contestare una sparata …

Franceschini: “Silvio ha perso ogni credibilità ma chi non vota per noi favorisce lui”, di Giovanna Casadio

Franceschini, dopo la restituzione dell’Imu, ora è la volta del condono tombale. Berlusconi lancia proposte appetitose per l’elettorato e che mandano in tilt i mercati? «È un copione che abbiamo già visto 6 volte in vent’anni, sempre uguale. Diciamo che normalmente un uomo politico ha un confine rispetto alle cose che può dire. Pensa alla propria credibilità, alla faccia. Berlusconi ha superato ogni limite. Avendo perso faccia e credibilità dappertutto, sente di potere dire e fare qualsiasi cosa, dalla restituzione dell’Imu al condono tombale. Non ha più confini ». Però interpreta il malcontento degli elettori? «Non ha nessuna possibilità di conquistare elettori nuovi. E quindi cerca solo di riprendersi i suoi elettori che hanno scelto l’astensionismo o Grillo. Anche questo fatto prova il danno culturale e diseducativo di questi anni: in qualsiasi altro paese un elettore che ha votato partito conservatore, e che è deluso, vota progressista e viceversa. Qui da noi, i delusi di Berlusconi votano Grillo, passando da un populismo ad un altro che sembra opposto ma è confinante: Berlusconi fa la battuta …

Prima apertura nella Chiesa “Diritti alle coppie gay”, di Vito Mancuso

In carica dalla fine di giugno, il nuovo presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia è laureato, oltre che in teologia e filosofia, anche in pedagogia, e si vede. Nella sua prima conferenza stampa da responsabile vaticano per la famiglia monsignor Vincenzo Paglia ha infatti pronunciato parole che, in Vaticano, sull’argomento spinosissimo dei diritti civili delle coppie gay, io non ricordo siano mai state pronunciate. Naturalmente, nelle sue parole al primo posto non poteva non esserci la difesa del primato della famiglia tradizionale, come è giusto che sia nell’impostazione cattolica e non solo cattolica, visto che il primato della famiglia tradizionale è un’impostazione condivisa da tutte le grandi tradizioni spirituali dell’umanità, sia religiose sia filosofiche, che non hanno mai conosciuto un matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma non può non sorprendere il fatto che monsignor Paglia abbia parlato di un necessario riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto, includendo esplicitamente tra queste, oltre alle coppie eterosessuali, anche quelle omosessuali. «I diritti individuali vanno garantiti », ha detto, aggiungendo che vanno trovate «soluzioni di …

Diritto allo studio, i ragazzi contro il decreto

Era un atto dovuto, richiesto dalla legge Gelmini, ma il decreto sul diritto allo studio proposto dal ministro Profumo non ha avuto l’accoglienza riservata alle grandi riforme. «Siamo convinti che non si possa in nessun modo approvare un decreto del genere così frettolosamente e prima della fine della legislatura dichiara il sindacato studentesco Link -, non si può fare finta che non esista un problema d’accesso e diritto allo studio in Italia che di certo non si risolve, ma si aggraverebbe ancora di più con l’emanazione di questo decreto». Ieri gli studenti si sono ritrovati a Roma per la seduta del Consiglio nazionale degli studenti universitari che avrebbe dovuto varare il proprio parere. Gli studenti delle liste di sinistra, che sono il gruppo più numeroso, hanno scelto però di non partecipare alla seduta e di richiedere al ministro Profumo una pausa di riflessione. «Chiediamo al ministro di ritirare questo decreto. Pensiamo sia meglio che a occuparsi di questa materia sia il prossimo governo e non un ministro in scadenza», spiega Enrico Lippo, capogruppo degli studenti …