Giorno: 13 Febbraio 2013

L’Italia giusta, l’Italia pubblica al servizio dei cittadini

1. Modernizzare le istituzioni, innovare il sistema pubblico: una strategia per la prossima legislatura. Circa 20 giorni all’anno sottratti al lavoro. È questo il tempo medio che i cittadini italiani trascorrono ogni anno all’interno degli uffici pubblici per “adempimenti burocratici”. I ritardi dell’amministrazione sono drammatici. Per un imprenditore si calcolano 76 giorni all’anno dedicati esclusivamente a pratiche amministrative. Complessivamente l’onere burocratico per le imprese ammonta a 26 miliardi l’anno. Diritti fondamentali come l’accesso a servizi sanitari, previdenziali, scolastici, tributari, della giustizia, sono vanificati o resi difficili da richieste di documenti che sono già in possesso delle amministrazioni, rimpallo di responsabilità, corruzione. Vogliamo una Pubblica Amministrazione con cui il Paese possa tornare a crescere e ad essere competitivo, perché buone politiche pubbliche e buone istituzioni sono fondamentali per lo sviluppo, così come per la garanzia dei diritti e dei beni comuni. Va riacquisita pienamente la consapevolezza che l’amministrazione è l’ossatura del Paese, l’infrastruttura portante del sistema economico e sociale e che è stato dannoso pensare che invece di curarla fosse opportuno colpirla, offenderla, metterla nell’angolo. Perciò …

Bersani: "azzoppando il Sud non si governa", di Simone Collini

Vincere, anche per ricominciare a parlare di Mezzogiorno dopo che Berlusconi e Lega l’hanno cancellato dall’agenda politica. Dopo la Lombardia, Bersani fa tappa nell’altra regione chiave per ottenere la maggioranza al Senato, la Sicilia. Il 61 a 0 a favore del centrodestra è ormai un ricordo lontano, soprattutto dopo il successo di Crocetta alle regionali dello scorso ottobre, ma il centrosinistra non può certo star tranquillo e l’appello al voto utile qui è d’obbligo. Non a caso, muovendosi tra Priolo, Catania e Messina, Bersani attacca Berlusconi non solo per il modo «malato» in cui vede le donne, ma per aver teorizzato insieme alla Lega, in tutti gli anni in cui è stato al governo, che una separazione del Paese tra Nord e Sud facesse bene alla nostra economia. «La Sicilia e il Mezzogiorno sono da dieci anni fuori dal dibattito politico», denuncia il leader del Pd parlando in un’affollata sala del complesso fieristico “Le ciminiere”. «Io ovunque vada, sia al Sud che al Nord, dico sempre questa cosa che siamo un’Italia sola. Questo è l’oggetto …

"L’Internazionale del ballo per difendere le donne", di Adriano Sofri

Dunque domani donne e uomini di tutto il mondo – “un miliardo” – balleranno nelle strade e nelle piazze per dire no alla violenza contro le donne. Mettiamo insieme qualche notizia recente. In India, dopo l’episodio atroce dello stupro di branco della studentessa “Amanat”, morta dopo tredici giorni di agonia, le donne che chiedono il porto d’armi per difesa personale si sono moltiplicate bruscamente. È entrato in funzione il primo tribunale composto di sole donne per giudicare crimini contro le donne. In Italia, dove le uccisioni di donne sono pressoché quotidiane, le cronache hanno registrato due omicidi compiuti da donne, sul marito e sull’amante; nel secondo caso dopo anni di angherie. La cronista che ne ha riferito ha scritto, senza virgolette, “maschicidio”, a ragione (si può prevedere che il termine solo apparentemente neutro di “omicidio”, per non dire di “uxoricidio”, sia destinato a uscire dal lessico comune, e forse anche da quello giudiziario, quando si tratti di un uomo che uccide una donna o viceversa). Ancora, secondo le cronache, un uomo che ha tentato efferatamente …

Violenza sulle Donne Diciamo «Mai Più», di Gian Antonio Stella

«Le mogli leccano il pavimento della chiesa per dimostrare di non aver perduto l’onore». È passato quasi mezzo secolo da quel titolone su «Amica» che lanciava un reportage di Vittorio Lojacono sul tema: «Gli uomini continuano a considerare le donne esseri inferiori». Mezzo secolo. Eppure, pezzi di quell’Italia ancora immersa nel passato, e peggio ancora compiaciuta di esserlo, ce li siamo tirati dietro. Lo capisci leggendo «Questo non è amore. Venti storie raccontano la violenza domestica sulle donne», 269 pagine, 16,50 euro, pubblicato da Marsilio. Un’opera collettiva messa insieme da giornaliste, giudici, psicologhe, docenti universitarie che ruotano intorno a «La 27ª ora», lo spazio di Corriere.it che prende il nome da una ricerca della Camera di commercio di Milano da cui emerse che, con la sovrapposizione di più ruoli e mestieri, «la giornata delle donne sembra durare 27 ore». Non è una collezione di poverette assassinate, la trama del libro. Tranne quella di Veronica, uccisa con una pallottola alla nuca («o mia o di nessuno») dal suo ex fidanzato e ricordata dalla mamma Clementina Iannello …

"Diritto allo studio, tagliato il 90 per cento dei fondi", di Mario Castagna

Un taglio del 90%. Non proprio la risposta che gli studenti si aspettavano dal ministro Profumo durante il negoziato che stanno portando avanti in questi giorni sul nuovo decreto sul diritto allo studio. A denunciarlo è Luca Spadon, portavoce del sindacato studentesco Link, durante l’assemblea che ieri Left ha organizzato per porre alla coalizione di centrosinistra alcune questioni cruciali per salvare la ricerca e l’università italiana. E Spadon, per dimostrare che l’apertura del ministro rischia di essere solo un bluff, ha portato le tabelle ministeriali con gli impegni di bilancio per gli anni 2013/2015. E i dati parlano chiaro. Per il 2013 sono a disposizione sul bilancio Miur, per il pagamento delle borse di studio, quasi 103 milioni di euro. Per il 2014 ed il 2015 invece i milioni diventano poco meno di 13. Un taglio del 90%, una doccia fredda per gli studenti che solo ieri hanno incontrato il ministro per discutere del contestato decreto. Se i soldi rimanessero così pochi, il crollo delle iscrizioni denunciato pochi giorni fa dal Cun sarebbe destinato ad …

"Il miracolo del nulla alle spalle", di Barbara Spinelli

Nessuno può escludere che anche il Conclave da cui uscirà il nuovo Papa ci stupirà. Ma sorprese come quella di lunedì difficilmente si ripetono. Il gesto di Benedetto XVI ha la potenza e la debolezza di un atto solitario, non del tutto consequenziale, comunque extra- ordinario. Alcuni l’hanno chiamato rivoluzionario, ma le rivoluzioni rovesciano ordini esistenti, politici o ecclesiastici, e neanche loro hanno la virtù della stabilità: sempre secernono controrivoluzioni, Termidori, perfino restaurazioni. Tuttavia hanno un’immediata vocazione a divenire l’anno-zero di una Storia in mutazione: nascono nuove istituzioni, nuovi sovrani, che della rivoluzione sono figli anche quando la disconoscono. Convocare il Concilio Vaticano II fu una rivoluzione, non meno contrastata di altre. Non così le dimissioni del Papa. Ogni parola della sua dichiarazione ha un peso particolarissimo: è piombo e insieme calamita, preme e magnetizza, è forte della propria debolezza. Non perché dia inizio a mutazioni subito visibili dell’istituzione Chiesa: la svolta c’è ma è tettonica, avviene sotto la crosta terrestre, chi l’imprime non necessariamente l’ha voluta e la vuole. È quello che la rende …