Giorno: 14 Maggio 2010

"Il problema non è più Berlusconi: è come aiutare il Paese", di Alessandro Maran

Ha ragione Reichlin, la crisi finanziaria europea si è incaricata di dimostrare che è la mancata modernizzazione, il principale problema dell’Italia. Con la crescita di paesi come la Cina, l’India, il Brasile, il Sudafrica, il Kenya e moltissimi altri (la più grande uscita di massa dalla povertà nella storia del mondo), l’Europa non è più il centro della storia mondiale. C’è bisogno di più Europa, ma dobbiamo chiudere la forbice tra l’adesione ideale, puramente politica, e la necessità che il nostro Paese diventi europeo anche nei fatti. Converrà perciò abbandonare l’illusione che, tolto di mezzo Berlusconi, tornerà l’età dell’oro. Quello che è avvenuto in questo ventennio non è una parentesi antistorica, un’invasione degli Hyksos. Oggi il punto di vista della Lega (il peso insopportabile di un Mezzogiorno parassita, improduttivo e preda dell’illegalità criminale) è diventato senso comune. Anche in conseguenza del fallimento nel Sud del compito riformatore che si era assegnato il centrosinistra. Ormai un pezzo del Nord vuole separare il suo destino dal Mezzogiorno e il pezzo che rimane non è comunque disposto a …

Due anni buttati via. Governo al fallimento

“Trentaquattro fiducie, una e mezza al mese. Tutto questo cosa ha portato per le prospettive del Paese? Credo niente, sono stati due anni buttati via”. E’ questo il giudizio del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani a 24 mesi esatti dalla fiducia votata il 14 e 15 maggio 2008 da Camera e Senato al governo Berlusconi. “Due anni – ha dichiarato il leader del Pd ai microfoni di YouDem Tv – nei quali abbiamo avuto il picco più profondo di crisi economica rispetto alla media europea, due anni persi dal punto di vista delle riforme, nessuna riforma vera e anzi alcune controriforme”. Dal punto di vista economico, ha insistito Bersani, “sono stati creati più problemi che soluzioni, non è stato messo nessun elemento di crescita e nel controllo della finanza pubblica”. Guardando alla situazione generale, “questi due anni fanno parte di un ciclo, la destra ha governato per 7 degli ultimi 9 anni”. Il bilancio è chiaro: “Questa curvatura plebiscitaria della nostra democrazia, l’idea che dando più potere a uno solo potessimo risolvere i …

"Un premio troppo piccolo per il merito", di Luigi Oliveri

Almeno negli enti locali, la riforma Brunetta rischia di fallire proprio nel suo punto di forza, il rilancio della meritocrazia. In media ai dipendenti pubblici meritevoli sarà riconosciuto un premio appena superiore ai 400 euro. Troppo poco per indurre i più passivi e improduttivi a mutare atteggiamento. Intanto, però, il nuovo sistema di valutazione determinato dalla riforma è assai complesso e richiede notevoli sforzi organizzativi. Con il rischio che a crescere sia la spesa per le consulenze necessarie per comprendere e applicare il sistema. Molto rumore per nulla. La “riforma Brunetta”, almeno per il comparto degli enti locali, rischia di fallire proprio lì dove aveva puntato decisamente, cioè il rilancio della meritocrazia.Troppo poche, infatti, sono le risorse distribuibili per incentivare i più meritevoli, rispetto agli sforzi organizzativi richiesti dalla riforma. UN INCENTIVO MOLTO POVERO Il censimento del personale locale relativo al 2008, effettuato dal ministero dell’Interno in base al Conto del personale elaborato dal ministero dell’Economia, rileva che “le risorse complessivamente destinate alla produttività individuale nell’anno 2008 ammontano a euro 191.610.983 e hanno riguardato in …

Università: riforma finta e tagli veri

Il DDL Gelmini è una controriforma a base di 1,3 miliardi di tagli. Finocchiaro: “Hanno bocciato ogni emendamento in Commissione, la battaglia parlamentare continuerà anche nell’aula del Senato”. Meloni denuncia: “Dal passaggio in Commissione emerge come nel 2011 gli atenei non potranno pagare gli stipendi”. Il DDL Gelmini sulla riforma dell’Università continua a rimanere una controriforma a base di 1,3 miliardi di tagli, perciò la battaglia parlamentare del PD per cambiarlo terminato l’esame in commissione continuerà anche nell’aula del Senato. L’annuncio arriva direttamente dalla Presidente dei Senatori Pd, Anna Finocchiaro, durante una conferenza stampa indetta con Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca della Segreteria nazionale del PD ed il capogruppo della Commissione Istruzione di Palazzo Madama, Antonio Rusconi. Conferenza che serve a lanciare un allarme preciso: “Nel 2011 molti atenei che già sono in difficoltà non potranno pagare gli stipendi ai dipendenti e saranno costretti a chiudere. La riforma è finta, mentre i tagli sono veri e drammatici – denuncia il responsabile Università e Ricerca della segreteria nazionale del Pd, Marco Meloni – diciamo chiaramente …

"La Lega e il sacco dei beni pubblici", di Vittorio Emiliani

Confesso di aver capito poco o nulla dell’utilità pratica (e dell’equità) del federalismo demaniale e di quello fiscale spiegate a «Ballarò» dal governatore del Piemonte Roberto Cota (Lega Nord). Ne sono uscito più allarmato che mai. L’Italia unita rischia di impiccarsi alla data-capestro del 21 maggio entro cui il primo va approvato in forza della legge-delega n. 42 del 2009. Sappiamo da ieri che Bossi, dismesso l’elmo celtico e vestito non so se da Urbano II, papa francese, promotore della Militia Christi e della Prima Crociata, o da Godefroy de Bouillon (Goffredo di Buglione), muoverà da Piacenza verso sud con una “crociata” leghista. Non sappiamo invece quanto costerà il federalismo fiscale. Noi ridiamo, però c’è chi ci crede e la Lega, il più fedele alleato di Berlusconi, va avanti: il Pdl marcerà compatto sul il federalismo demaniale, prima tappa di quello fiscale? Il solo a levare moniti severi sull’Unità d’Italia è il presidente Napolitano. Le opposizioni non alzano barricate (forse per non dispiacere i propri sindaci e governatori). L’italico “spezzatino” può anticipare la secessione del …