Giorno: 28 Maggio 2010

Sulla chiusura ISAE e trasferimento di “funzioni” e personale al MEF, di Fernando Di Nicola*

La manovra varata dal Governo per contenere la spesa pubblica e correggere i saldi di finanza pubblica prevede, “Al fine di razionalizzare e semplificare le funzioni di analisi e studio in materia di politica economica”, la chiusura dell’ISAE (Istituto di studi ed analisi economica1), con trasferimento delle “funzioni” e del personale al Ministero dell’economia e delle finanze. Successivi decreti di natura non regolamentare (non soggetti ad ulteriore valutazione da parte del Parlamento) fisserebbero le “risorse umane, strumentali e finanziarie riallocate presso il Ministero nonché, limitatamente ai ricercatori e ai tecnologi, anche presso gli enti e le istituzioni di ricerca”. Gli stessi decreti fisserebbero una “tabella di corrispondenza” tra le qualifiche di provenienza (tra le quali spiccano quelle di ricercatore nei vari livelli) e quelle di destinazione (Ministero). Conviene innanzitutto interrogarsi sull’utilità, per il Governo come per la collettività, dell’esistenza di valutazioni e previsioni indipendenti e di natura scientifica nel campo della politica economica. Audizioni parlamentari e valutazioni su specifici argomenti o su provvedimenti governativi, previsioni macro e microeconomiche, progettazione di interventi di politica economica e …

Berlusconi: "Io senza poteri, come il duce"

E’ ultima sparata del premier davanti alla platea internazionale dell’Ocse. Bindi: “Premier sempre più surreale”. Ma la destra non si ferma qui: ecco l’elenco completo degli sfregi alla memoria. Sono due incompresi, accomunati dalla smanie democratiche di un popolo che insiste nel volere manifestare il proprio pensiero, magari anche il proprio dissenso. Benito e Silvio sono due treni partiti dalla stessa stazione, a decenni di distanza è vero, ma inesorabilmente orientati nella stessa direzione. Questa volta non l’hanno detto i comunisti, la stampa faziosa o qualche facinoroso di passaggio. Questa volta è Berlusconi in persona ad evidenziare, quasi con orgoglio, tutte le analogie del caso: “Ho letto recentemente i diari del duce – afferma il premier davanti alla platea dell’Ocse – Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore: dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l’hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient’altro. Lo stesso succede a me, tanto …

Prodi: «La Tobin tax è un'idea giusta. Ma va applicata su scala planetaria», di Vittorio Carlini

Da un lato i mercati finanziari sono di fatto globalizzati; dall’altro gli strumenti per regolarli hanno ancora una dimensione locale, nazionale. E’ questa la contraddizione che ci ha portato alla crisi». Romano Prodi, raggiunto al telefono nella sua casa di Bologna, non fa troppi sconti. Il Professore non nasconde le sue preoccupazioni: il futuro, perlomeno nell’immediato, non è roseo. «Questa dicotomia – dice – non sarà risolta in tempi brevi. Non vedo uno slancio, uno scatto in avanti in favore di una regolamentazione a livello mondiale». Il problema della finanza è una conseguenza del più ampio fenomeno della globalizzazione… La globalizzazione, in generale, sta provocando il cambiamento della sovranità nazionale. I mercati finanziari sono una parte del discorso. Lo stato westfaliano, come noi lo conosciamo, è oggetto di profondi mutamenti: è perforato da continui vasi comunicanti, essenzialmente per una duplice causa. Vale a dire? In primis, c’è il forte aumento del peso di istituzioni sovranazionali, quali per esempio l’Unione europea. Poi ci sono strumenti non istituzionali, come appunto le Borse e i mercati finanziari. Questi …

Il giudice: «Ruffini torni al suo posto, la Rai agì per discriminazione»

«Reintegrare Paolo Ruffini alla direzione di Raitre». Lo ha disposto il giudice del lavoro di Roma, accogliendo il ricorso presentato da Ruffini dopo la sua sostituzione, alla fine dello scorso novembre, con Antonio Di Bella. «Indizi gravi, precisi e concordanti» collegano la sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Raitre all’aperta critica al contenuto di alcuni programmi della rete. Per cui la «delibera di sostituzione del vertice di Raitre non appare dettata da reali esigenze di riorganizzazione imprenditoriale presentando invece un chiaro connotato di motivazione discriminatoria e quindi illecita». Si è espresso così il giudice del lavoro del tribunale civile di Roma che con un’ordinanza ha ordinato alla Rai di adibire Ruffini «all’attività lavorativa come dirigente editoriale direttore di Raitre». Sulla vicenda, la Rai prende atto dell’ordinanza e proporrà immediato reclamo al Giudice superiore. Lo rende noto l’azienda con un comunicato stampa. «Rai sottolinea – prosegue la nota – che l’ordinanza peraltro non caduca la delibera di nomina del nuovo Direttore di Raitre che pertanto potrà continuare a svolgere regolarmente il proprio mandato». E Di …

Immissioni in ruolo? A quanto pare, sì: 20.000 in due anni. Di fatto dimezzate

Ieri abbiamo dato la notizia, riportando quanto affermato nel dossier della FLCGIL sulla manovra “salva-Italia”, di un blocco delle immissioni in ruolo previste per la scuola, ma in poche ore tutto è cambiato. Numerose dichiarazioni hanno smentito la notizia. Le immissioni in ruolo a quanto pare ci saranno, ma col contagocce. Ieri la CISL scuola, tramite il proprio segretario, ha dichiarato di aver ottenuto “la garanzia di 20.000 assunzioni a tempo indeterminato, sia pure suddivise in due anni, in un contesto che vede per il resto del impiego il blocco generalizzato del turn over” Una miseria, parliamoci chiaro, sarebbero 10 mila ogni anno. Tra l’altro, anche la FLCGIL aveva parlato sì di blocco, ma per quest’anno sarebbero stati garantiti 6000 posti per i docenti di sostegno. Ma queste non sono immissioni in ruolo, trattasi di carità. Soprattutto se è vero che le immissioni, come sottolineato dalla UIL, sono a costo zero. La notizia delle immissioni in ruolo è stata ribadita dallo stesso ministro, che in una intervista a Panorama ha affermato che ”Il primo obiettivo, …

«Manovra finanziaria: inghiottiti i risparmi derivanti dai tagli di organico», di R.P.

In attesa di leggere il testo ufficiale del decreto legge sulla manovra finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri del 25 maggio, qualche previsione su cosa capiterà nella scuola si può già fare. I punti noti, per ora, sono due. Il primo riguarda il taglio del 10% della spesa corrente di tutti i Ministeri, Istruzione compreso. Come è noto, le risorse finanziarie attualmente a disposizione del Miur riguardano ormai quasi esclusivamente le spese relative alle supplenze; ridurre del 10% le spese del Miur significherà dunque tagliare del 10% (o poco meno) i trasferimenti alle scuole, con quali conseguenze è facile immaginarlo. Quindi, almeno per ora, è da escludere che il Governo riesca a restituire alle scuole anche solo in parte i soldi dovuti per spese già sostenute negli anni passati (si parla, come si sa, di un miliardo di euro). Il secondo punto riguarda il blocco degli stipendi fino al 2013. Al momento non è chiaro se questo significherà che verranno bloccati anche gli scatti biennali o gli aumenti legati all’anzianità, ma quasi certamente non verranno …

Pagano sempre gli stessi. Una manovra di sacrifici

Finalmente Silvio Berlusconi scende dal piedistallo. Presenta la manovra economica con Tremonti e per la prima volta in due anni di governo pronuncia la parola “sacrifici”. A dire il vero ostenta ottimismo mentre è “costretto” a leggere che saranno necessari sacrifici. Della serie armiamoci e partite, chiede al Paese di resistere in apnea senza ricordarsi che in questo periodo lui solo e una cricca di affaristi, sono stati gli unici ad arricchirsi mentre l’Italia scivolava. Una nuova conferenza stampa solo per difendere ciò che ormai è indifendibile: l’operato di un governo scollato dai veri problemi del Paese. Stesso ottimismo di facciata (tanto a lui nessuna crisi lo tocca) e smentite sull’aumento delle tasse. Con un abile gioco delle tre carte ribadisce che gli italiani non avranno nessun rincaro delle imposte voluto dal governo. Ma è facile scoprire il trucco: si fanno tagli inauditi sugli enti locali che, strozzati e senza risorse per erogare servizi, sono costretti ad aumentare le tasse. Tutto chiaro? Non è stato il governo ad aumentare le tasse, sono stati i Comuni, …