cultura, politica italiana

"Se la corruzione svuota la democrazia", di Nadia Urbinati

Mentre la marea della corruzione monta come un oceano in tempesta, il presidente del Consiglio promette che i singoli responsabili pagheranno per gli errori, che le mele marce verranno selezionate e scartate. E così tutto potrà continuare come prima. Ma si tratta di una rassicurazione che non rassicura poiché più i giorni passano più appare chiaro che qui non si tratta di casi individuali ma di una rete nazionale di illecito, di un vero e proprio sistema di arricchimento alimentato e coperto anche da norme specifiche, come quella sulla Protezione Civile.
In aggiunta c´è che questo è un tempo di crisi economica grave, e la corruzione, il furto delle risorse pubbliche, sono un delitto se possibile ancora più grave.
Non ci sono ancora dati statistici capaci di confermare la relazione diretta tra regime democratico e sviluppo economico; quella stabilita dagli studiosi è solo una relazione indiretta. Ci sono invece dati certi sulla relazione, diretta, tra corruzione e sviluppo economico o benessere generale. La triangolazione di questi tre fattori – democrazia, sana politica, sviluppo economico – è uno dei temi più studiati e anche quello che ci offre molti interessanti argomenti per contestare la favola delle mele marce. Detto a rovescio, è provato che indirettamente la democrazia serve a mitigare gli effetti economici negativi della corruzione. La prima e fondamentale ragione di questa “utilità” della democrazia sta nel fatto che il meccanismo elettorale consente ai cittadini di mandare a casa i politici corrotti (se un paese dovesse affidarsi solo ai tribunali, non avrebbe una società civile efficiente e libera). In buona sostanza, è l´effetto di deterrenza delle elezioni che dovrebbe riuscire a tenere sotto controllo i politici, ed è la sconfitta elettorale la punizione più efficace (proprio perché, come si vede, gli uomini di potere tendono a non volersene andare spontaneamente). Molto più chiara è la relazione tra salute politica e sviluppo economico. Detto a rovescio, la corruzione politica ha effetti diretti di impoverimento della società.
Perché corruzione e impoverimento vanno insieme? La risposta ci viene dalla natura stessa della corruzione. La corruzione è “l´abuso dei pubblici uffici o delle funzioni pubbliche per scopo di arricchimento” di privati o/e di gruppi. L´obolo offerto in vista di un calcolato guadagno dagli uomini d´affari ai politici può andare sia nelle tasche di un singolo ministro sia in quelle di un partito. La corruzione per il partito (che comunque non riguarda questo nuovo sistema di illecito) è corruzione. La natura del fatto non cambia con l´identità dell´«utilizzatore finale». La necessità che ha di celarsi alla legge e all´informazione qualifica la corruzione come una gravissima violazione di tutti principi, non solo quelli morali, etici, giuridici e politici, ma anche quelli economici. E veniamo così alla relazione diretta tra corruzione e impoverimento.
Lo scambio di favori – sul quale si raccontano casi tra i più bizzarri in questi giorni – agevola privati che operano nell´impresa, in quella delle costruzioni o industriale, commerciale o dei servizi. L´impresa del signor Anemone ha fatto grandi affari con i politici italiani in barba alle regole della libera competizione. Come un baro, il corruttore trucca il gioco e si arricchisce con e a spese di tre cose: il denaro dei contribuenti, le leggi e le norme, i potenziali competitori. Prestando attenzione a questa terna (fatale in tutti casi di corruzione) si intuiscono gli effetti devastanti che la corruzione ha sull´economia di un paese. E siccome nel caso della corruzione il danno è sempre fatto a tutte e tre insieme le vittime (le finanze dello stato, le leggi, il mercato) risulta evidente che davvero la corruzione deturpa la società democratica impoverendo l´intera società.
Impoverisce per l´ovvia ragione che si alimenta con i soldi che sono di tutti e che violando la trasparenza delle regole (per esempio quelle per l´attribuzione di appalti nelle Grandi opere o nei lavori pubblici ordinari) fa saltare il principio che presiede al contenimento dei costi: competenza su un piede di parità. La corruzione è un caso vero e proprio di attentato monopolistico all´economica di mercato. E una delle conseguenze perverse di questa turbativa delle buone pratiche è che gli imprenditori, sapendolo, si premuniscono in anticipo e si preparano a fare quello che fan tutti. Ecco spiegata la ragione per la quale la storia delle “mele marce” è una favola: la corruzione deve farsi sistema per avere successo; deve essere messa in conto da tutte le imprese che vogliono lavorare per il pubblico.
L´effetto escalation della corruzione – e la prova che la storia delle mele marce è una favola per gli stupidi – è molto ben descritto da queste parole usate da due studiosi (Shleifer e Vishny) a proposito del paese governato da Vladimir Putin: «Per investire in una compagnia russa, uno straniero deve corrompere ogni agenzia coinvolta nella transazione, inclusi il ministero degli esteri, quello dell´industria e dello sviluppo economico, quello delle finanze, il governo locale dell´area dove avverrà l´investimento, la banca centrale, l´ufficio centrale delle opere pubbliche e così via. L´ovvio risultato è che gli stranieri non investono in Russia». E qui siamo nella perfetta condizione di impoverimento generale a causa dell´arricchimento di pochi o pochissimi per vie illecite. Gli impoveriti non fanno notizia. Ne farebbero, e farebbero un gran rumore, se la democrazia funzionasse. E qui veniamo al punto: la democrazia ha le regole adatte per disincentivare la corruzione mandando a casa i politici corrotti. C´è da pensare, proprio perché questo teorema è noto a chiunque, che chi vive di corruzione non ami la democrazia e voglia fare di tutto per imbavagliarne la voce libera e pubblica. Questa è una storia di casa nostra.

La Repubblica 16.05.10

3 Commenti

  1. giulio mancabelli dice

    SEMIALTERNO the how to play democracy tomorrow!?
    Senza farci prendere in giro… dalla casta che sempre più c’incastra!
    Urgono inedite soluzioni e non palliativi
    Col referendum Proposition 14, la California sta rivoluzionando le primarie introducendo il meccanismo del “top two” così come la Gran Bretagna col varo del Governo Cameron dato da una coalizione (Tory LibDem) ha recentemente inaugurato una nuova epocale stagione propedeutica ad acquisire in Gran Bretagna il Proporzionale ed abbandonare il Maggioritario all’uninominale, sostanzialmente sta effettuando in senso contrario (Bozza Vinante?!) il percorso che stiamo intraprendendo noi in Italia… Pertanto da tutti questi segni si dovrebbe evincere l’effettiva esistenza di un latente sottotraccia sistema elettorale che potremmo chiamare SEMIALTERNO!?
    Proprio perché non possono esistere verità assolute e paradigmi eternamente validi specialmente quando questi riproducono effetti contradditori per l’insita anacronistica rigidità e staticità che enucleano. Questo è quanto si dimostrano essere gli attuali modelli in dotazione ad ogni latitudine, rispondenti ancora a statuizioni formalmente corrette rilevato ancora da M. Weber quando il tempo reclama di cambiare il passo adottando sistemi più completi che risultino nella loro articolazione strutturalmente ad assetto dinamico variabile quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propone e propugna quale inedito e più completo modello per sbloccare il nostro paese ed iniziare a renderlo strutturalmente competitivo sin dalle front line. Passaggio essenziale per poter meglio rispondere a vecchie e sempre nuove istanze che una siffatta cangianti realtà esprime data l’accelerazione che le nuove tecnologie ed internet imprimono.
    Essendo democrazie mercato facce della stessa medaglia!? Attualmente assistiamo all’esplosione delle bolle finanziarie che contemporaneamente stanno sempre più facendo esplodere le contraddizioni insite nei meccanismi elettorali a riprova della loro strutturale incompletezza pertanto urgono acquisire più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni ad implementazione ricorsiva attraverso inediti adeguamenti aperti su tutte “le front line” giacché entrambi i piani reclamano regole chiare e trasparenti ad incrementale reciproco adeguamento per ripristinare e/o mantenere un mutuo equilibrato dinamico sinergico rapporto attraverso l’acquisizione di effettivi “check & balance & feed back criteri” da permettere monitorati resilienti opportuni controlli! Pertanto, urgono soluzioni a bipolarismo aperto a sempre maggiore “crowdopensoursing” concorrenziali sinceri apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento che possano sottendere profittevoli speculativi propositi tesi a mantenere a regime inalterate deterrenze o comode partigiane autoreferenzialità di casta!
    Servono innovazioni giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato (Monod) Pertanto occorre superare la palese obsolescenza in dotazione che viene in un siffatto limitato e limitante modo ad ogni latitudine, mantenuta tale dalla casta, in un siffatto militato, parziale e transitivo modo per ulteriormente mantenersi come casta comodamente sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Quando le prime avvisaglie della necessità di uno strutturale cambiamento si evincono dall’inaugurazione del governo Cameron di coalizione alle ultime elezioni del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna che e dall’esito referendario dell’8 giugno c.a. ed in California per la Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta per rendere le primarie aperte… col meccanismo elettorale detto Top Two, che vuole limitare la scheda elettorale delle elezioni di novembre a due soli candidati, scelti precedentemente con primarie cumulative aperte a tutti i partiti.
    Entrambi questi eventi il Britannico quanto il Californiana sono precorritrici d’un’epocale cambiamento e d’apertura verso una nuova era, quella del sistema SEMIALTERNO. Essendo questi due eventi le prime avvisaglie sull’incontrovertibile necessità d’abbandonare l’obsolescenza ad ogni latitudine mantenuta forzosamente a regime per passare ad acquisire sistemi elastico–flessibili più completi quanto l’idealtipo sistema SEMIALTERNO propugna! Giacché essendo nella compagine mondiale, varie e diverse le articolazioni dei meccanismi dei sistemi elettorali se ne evince l’intrinseco loro potenziale miglioramento!
    Entrambi i suddetti eventi sono indicativi che molte cose sono cambiate ed altrettante se ne devono cambiare giacché grazie alla sempre maggiore penetrazione del mercato e la pervasività dell’informatizzazione molteplici, sono le eccitazioni e sollecitazioni impresse, in altrettanto modo diventano le tensioni per effetto di dette iperboliche accelerazioni che le nuove e sempre più sofisticate tecnologie ed internet imprimono. Aspetti che si rendono sempre più pervasivi che rendono macro l’economia e la finanza globali ma, lasciando le regole delle realtà statuali relegate al proprio “miope” micro. Pertanto, così continuando non potranno che rendersi sempre più evanescenti, inefficienti ed inefficaci per incisività gli Stati nelle loro capacità di poter contrastare l’incombente in continua contraddizione. Da cui si evince l’esigenza di promuovere l’acquisizione di nuove “global legal rules” irrevocabilmente da adottarsi. Questo sembra quanto abbiano compreso finalmente anche i G20 sull’urgenza di addivenire a nuove regole affinché la loro applicazione diano per “check & balance & feed back” prossimamente?! Efficaci virtuosi monitorati opportuni resilienti controlli su entrambe quelle facce di quella stessa medaglia: democrazie mercato!? Anche l’Europa sempre da ultima finalmente sposa l’esigenza d’“istituire” proprie agenzie di rating per non restare esposta e subire passivamente la solita incombente speculazione monetaria e finanziaria dal downgrading d’oltreoceano e multilaterali agenzie d’indicizzazione!
    Urgono nuovi paradigmi in quanto l’american way of life e più che tramontata specialmente dopo aver irradiato mondialmente l’impellente crisi recessiva conseguente al suo enorme indebitamento attesta che quel modello ha esaurito ogni sua spinta propulsiva e che ora sta mettendo sempre più a nudo le sue strutturali magagne. Dimostrando la sua manifesta incapacità di non riuscire più a rispettare quei canonici criteri che la “triple botton line” contempla sotto i suoi basilari profili: economico, sociale, ecologico, ecc. una manifesta incoerenza che le cronache fanno sempre più risaltare!? L’attuale scarsa performance in governance sempre più lo evidenzia che negli USA s’è conclusa un’epoca e che per superare l’attuale empasse abbisognano di introdurre strutturali aggiornamenti. Innovazioni essenziali a potersi correggere e rigenerarsi appoggiandosi ad un diverso paradigma rispetto a quanto rigidamente li mantenga in un siffatto “anacronistico strutturato aristocratico e conservatore” autoreferenziale modo incapsulati!? E’ in questo momento recessivo (quindi, non più espansivo) che sempre più gli stesi cittadini Americani si stanno rendendo conto che l’un percento di loro possiede ricchezze e beni pari a sei volte la ricchezza finanziaria dell’80 per cento della popolazione! Elemento indicativo di quanto solo formalmente il loro sistema possa reputarsi libero ed aperto, quando nella pratica si dimostra essere sostanzialmente rigido e blindato se non volto a mantenere inalterato lo status quo e tale da dover rinforzarne la stessa casta. Contraddizioni che stanno sempre più emergendo e la California è la prima che le evidenzia e, con l’esito del referendum Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta! Pertanto la California determinerà un importante “rivoluzionario” passaggio che inaugurerà anche a quella latitudine l’esigenza d’iniettare nel sistema elettoral-istituzionale quel necessario “quid” concorrenziale indispensabile a poter rendere dinamico e capace di meglio autocorreggersi come sistema almeno come start up elettorale delle primarie. L’esito di quel referendum segnerà il passaggio, che in un certo qual modo inaugura l’apertura all’era del SEMIALTERNO giacché proprio in quel martedì 8 giugno si sono tenute le ultime primarie separatamente: quelle democratiche da quelle repubblicane per selezionare i rispettivi candidati dei due partiti, nell’ultima vecchia bipartisan reciproca blindata alterna maniera per l’assegnazione ai seggi di governatori, deputati e senatori, in vista delle elezioni di novembre medio termine! Ma, contemporaneamente nello stesso giorno gli stessi californiani hanno aperto una nuova epoca, adottando a maggioranza netta (54,2%) il referendum Proposition 14 che abolisce dal 2011 le primarie di partito distinte ed in solitaria! Con questo elementare criterio dimostrano di voler introdurre un importante elemento embrionale ma propedeutico a poter introdurre un prossimo più fisiologico bipolarismo aperto indispensabile per superare quel bipartitismo blindato che li mantiene in un anacronistico schiacciato bipartisan modello chiuso (tipico dei Maggioritari qaundo vengono applicati in modo perpetuo! Pertanto con questo voto referendario i Californiani dimostrano di aver abbattuto quella prima muraglia che ostruisce il passaggio all’adozione, in successive prossime battute a quel sottotraccia sistema SEMIALTERNO quale idealtipo sistema che per understatement risulta insito nella natura delle cose! In quanto inconcepibile ed anacronistico risulta intendere che la rappresentatività della fauna terrestre possa esprimersi soltanto attraverso l’emissione di soli barriti o ragli ovvero una ristretta rappresentatività rimessa a soli Repubblicani o Democratici! Questione che i nostrani italici politici non riescono minimamente ad elaborare giacché tutta la nostra classe politica sembra anacronisticamente incline e propensa a portarci verso quei stessi obsoleti modelli che gli Americani stanno abbandonando vuoi per il nuovo modo di concepire le primarie quanto per altro verso voler importare un modello elettorale Maggioritario all’uninominale quando gli stessi Britannici lo stanno abbandonando per scegliere il Proporzionale. Si badi bene quel Proporzionale che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica! E, questo lo chiamiamo sistema!
    Pertanto, ritornando in California con il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo sistema della primaria unica che segnerà il passaggio per poter iniettare già a livello di primarie quella auspica necessaria concorrenza che anche l’ambito elettoral-istituzionale non può eludere per potersi come sistema rigenerare essendo la concorrenza l’elemento “sine qua non”, indispensabile a poter implementare virtuosa democraticità – qualità aspetti indispensabili per qualificare quella stessa medaglia: Democrazie & Mercato! In California appunto, a quelle stesse prossime consultazioni primarie potranno partecipare candidati democratici, repubblicani, o anche indipendenti, o infine affiliati a mini-partiti ovvero quanto la fauna esprime! Coerentemente a quanto un vero mercato opzionale che una più matura Democrazia potrà permettersi ogniqualvolta esprimere. Quindi, solo dopo l’esito di queste nuove primarie i due candidati più votati alla primaria si sfideranno poi, come contendenti, nell´elezione generale, a prescindere dalla loro appartenenza. Pertanto, potranno esserci quindi duelli elettorali con solo due democratici in lizza, o due repubblicani quant’altra opzione. La nuova regola della primaria unica, non-partisan ed aperta a tutti, si applicherà a qualsiasi tipo di elezione, cariche locali o nazionali Pertanto, con questo criterio i Californiani intraprenderanno un percorso che permetterà loro di dar inizio a quel successivo inevitabile effetto domino prodromo ad abbattere quelle anacronistiche muraglie che tuttora li separa da quel sottotraccia ed insito nelle cose sistema elettorale più completo rappresentato dal SEMIALTERNO.
    Ovviamente con questi due eventi la realtà dei fatti ci dimostra il downgrading degli attuali modelli elettorali una dimostrazione che si renderà sempre più pervasivo e totalizzante ad ogni latitudine (e piazza) l’esigenza di un effettivo sistemico cambiamento giacché come precedentemente accaduto anche i Britannici questo l’hanno sancito col varo del loro governo Cameron (a coalizione di Tory & Libdem). Evento che inaugura anche a quella latitudine l’apertura di una nuova epoca quella del SEMIALTERNO giacché alle prossime elezioni si vedranno costretti (pur attraverso un prossimo referendum confermativo) di doler passare ad un modello elettorale Proporzionale dimostrandoci così che anche la soluzione britannica a perpetuo continuativo senso unico al Maggioritario all’uninominale risulta impercorribile. Appunto il varo del nuovo governo a Coalizione determina l’effettivo “downgrading” ed abbandono da parte dei Britannici di quella supposta eccellenza e “magnificenza” rilevato dall’italica casta, del modello elettorale Maggioritario all’uninominale. Quindi, per i Britannici, le prossime lezioni saranno sotto l’egida del Proporzionale questo indirettamente non potrà che celebrare l’inizio di una nuova oggettiva era anche a quella latitudine: quella del SEMIALTERNO!
    I Britannici pertanto, scelgono una soluzione oggettivante inversa a quella che da quindici anni stiamo in senso contrario percorrendo; essendo noi partiti dal Proporzionale della Prima Repubblica con l’intenzione di voler prossimamente dopo aver tentato inutilmente il Mattarellum ed momentaneamente accontentandoci con l’attuale Porcellum s’intende proseguire per prossimamente arrivare ad un Maggioritario all’uninominale! Questo, senza renderci minimamente conto che entrambi sia noi, come Italiani quanto loro, come Britannici stiamo in senso inverso calpestando e percorrendo uno stesso complementare processo insito nelle natura delle cose: che si chiama sistema SEMIALTERNO! Giacché, gli uni per un verso e noi per l’altro ma suo contrario tracciamo lo stesso percorso che ineludibilmente si completa nel SEMIALTERNO: in quanto contrai sunt complementa! Pertanto, da questo si dovrebbe evincere l’esistenza di un effettivo sottotraccia sistema che si articola a reciproca complementarietà concretizzandosi imprescindibilmente nel SEMIALTERNO aspetto questo che sempre più tende evidenziarsi grazie alle nuove tecnologie e ad internet che accelerandone iperbolicamente i processi ed i cicli, questi ne evidenziano sempre più la strutturale complementarietà di queste induzioni: centripetocentrifughe!
    Giacché quanto in corso conferma l’imprescindibile esistenza di un latente pragmatico SEMIALTERNO quale idealtipo, insito nelle cose, dispositivo per la libera determinazione delle rappresentanze politiche in modo più completo che urgerebbe raccogliere e mettere a punto per poter meglio imbrigliare entrambe quelle latenti ma sempre più palesi ancestrali – elleniche induzioni: centrifuga – rappresentata dal Proporzionale e centripeta – dal Maggioritaria. E, solo quando vengono appropriatamente articolate permettono meglio declinare una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà che pretende soluzioni sistemiche più complete ed aperte “resilienti, auto poietiche” ovvero, capaci di riprodurre un bipolarismo aperto! Ciò, irreversibilmente urge per poterci sintonizzare ed allineare a quanto le esigenze del terzo millennio reclamano; adeguamenti su entrambe quelle facce: democrazia e mercato. Aspetti indispensabili per poter sistematicamente massimizzare efficacia ed efficienza coniugate secondo quei suddetti profili tipici della “triple botton line” per in altrettanto contestualmente modo poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolver verso una responsabile incrementale sussidiarietà!
    Il sistema SEMIALTERNO si struttura e si articola semplicemente come di seguito:
    1) Il SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo del determinare il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo dove queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come si struttura solo nei passaggi al proporzionale!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. e riprodurre più omogenee soluzioni.
    Proprio perché la tendenza dei sistemi economico-sociali attuali nei quali la democrazia liberale è inserita produce incessantemente tendenze oligarchiche sarebbe più opportuno addivenire alla necessità d’implementare meccanismi quali il SEMIALTERNO che permettano meglio dissiparle. Pertanto, urge iniettare maggiore concorrenza per rivitalizzarsi dall’attuale pervasiva crisi specialmente per invertire quel pericoloso trend indotto negativo.
    Specialmente quando come accade per la realtà americana che s’impernia su blindato bipartitismo che ingenera un anacronistico incapsulamento che blocca ogni potenziale miglioramento giacché drenando ogni concorrenza ancora a livello elettorale (salvo che in California) preclude ad ingenerare quei fisiologici incrementali, concorrenziali miglioramenti indispensabile a poter rendere la democrazia resiliente attiva e capace di fisiologicamente autorigenerarsi ed autocorreggersi e non per strutturale deficienza ritrovarsi in continuazione vittima di quelle soliti viziose autoreferenziali speculazioni! Giacché il compito di un completo sistema sarebbe quello di poter e dover dissipare monopoli od oligopoli quanto autoreferenziali deterrenza… foriere d’autoritarismo d’ogni genere e fatta!? Questo processo di viziosa autoreferenzialità purtroppo, risulta sempre più facilitato quando si resta incapsulato in un bipartisan bipartitismo modello effetto di un protratto Maggioritario il quale dopo aver drenata ogni effettiva concorrenzialità (verticale attraverso liste bloccate di nominati) tenderà ad ulteriormente blindarsi riproducendo semplicemente alternanze a meccanica rotazione neutralizzando qualsivoglia effettiva diversa libera e più fisiologica concorrenza rispetto a quella “duale istituita ed a regime”. I Californiani sembrano averlo capito ancora il giorno martedì 8 giungo 2010 quanti anni dovranno invece ancora passare per rendere cosciente una siffatta “narcotizzata” italica realtà priva di qualsivoglia memoria storica!?
    Giacché anche le bolle finanziarie al di là di taluni commentatori di razza, non possono considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si può facilmente ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica. “Sovrani” effetti d’essere stati in presenti uno strutturale inficiato bipartisan bipartitismo che istituzionalizzandosi sempre più non fatto altro che favorire questi facili autoreferenziali cartelli (orizzontale e/o di ceto di casta) innestando facili (over counter) riproduzioni di bolle speculative. Al di là di quanto qualcuno intenda giustificare il tutto come effetto di mere superficialità d’approccio, non avendo voluto far tesoro di quanto per le analoghe bolle accadde nel ’29 giacché taluni politici negli anni 90, si sono fatti dimenticati di quell’esperienza, consentendo la concessione di mutui a chi non poteva pagarli e lasciando briglia sciolta ad un mare di derivati senza garanzia da appioppare più o meno legalmente ai soliti Pantaloni glocali!? Quando la cosa sarebbe più semplicemente da ricondurre a quanto si riscontra sempre più nei fatti ovvero, la capacità da parte dei modelli Maggioritari d’ingenerare sempre più formali differenze ideologiche fra i due partiti a regime, es. democratici e repubblicani in USA (salvo l’avanguardia Californiana!?) a quella d’oltreoceano latitudine quanto ad ogni altra diversa per ingenerare opacità e così poter promuovere viziose potenziali speculazioni in favore della solita casta ma sempre più a sfavore di Pantalone che divenuto ormai globale, ne deve comunque pagare i debiti!?
    Una viziosa modalità – riproduttività di facile applicazione che resta sempre in facile agguato giacché prossimamente potrebbe venir applicata anche da noi dove, semplicemente con la scusa di rischiare di cadere in default come sistema paese si preannunciano prospettive d’ammucchiata politica! Quanto già ventilato anche da G. Sartori prospettive che potrebbero tradursi in un possibile: «governissimo», detto di solito governo di unità nazionale, un governo con tutti dentro. Oppure una grosse Koalition alla tedesca: un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari e urgenti. Oppure infine, la possibilità di sfruttare quel classico italico governo tecnico! Tutto queste soluzioni pur restando invise ad ogni criteri di concorrenza essendo contrarie a quando il tempo reclamerebbe adeguamenti competitivamente aperti, provvedimenti tesi ad agevolare efficienza, invece si preferiscono riprodurre queste solite soluzioni che pur essendo molto diverse tra loro sono legate da una logica comune quella di riservare completa autotutela alla CASTA!
    Quando, per non precipitare nei soliti retorici arcaici obsoleti e, cadere dalla padella del maggioritario, alla brace della nostalgica Prima Repubblica, servirebbe cambiar pagine adottando soluzioni inedite che diano concrete pragmatiche risposte. Soluzioni a semplice portata acquisendo un sistema elettorale completo quanto si propugna col SEMIALTERNO quale “idealtipo system” induttore di resiliente concorrenza. Il SEMIALTERNO rappresenta appunto, un più efficiente dispositivo per abbassare sempre più i gap che distanziano il livello “consuntivo” da quello “programmato” al livello elettorale solo così si potrebbe mantenere interattiva quella necessaria virtuosa osmosi concorrenziale nello spazio tempo lungo tutto quella sua asse di percorrenza dal pre elettorale sin su ad ogni consuntivo di fine legislatura post governativo”.
    Dove grazie alle comunicazioni orizzontali che internet innesta – “mass self-communication” permette svolgere un’agorà elettronica in continuativa espansione dando costituzione ad una sfida continua, su una grande varietà di temi, a coloro che detengono il potere di decisione nella sfera pubblica in virtù della democrazia elettorale. Giacché il problema di “conquistare le menti” resta cruciale, non solo nella circostanza più importante “le elezioni”, ma nel corso dell’intera legislatura, della durata in carica dei politici eletti. Cosicché tra un’elezione e l’altra il popolo non sarà muto od inattivo, o potrà anche non esserlo. Ma si potranno esercitare i “coutervailing powers” ovvero, forme di “contro-democrazia” possibili nel contesto istituzionale delle democrazie moderne utilizzando: i referendum specialmente quando questi istituiti saranno previsti in altrettanto equilibrato modo –balance criterio– Pertanto ci dovrà essere non soltanto il referendum del sempre solo togliere con l’abrogativo ma ci dovrà essere anche quello per complementarietà, del poter mettere e proporre varando per controbilanciamento anche i referendum propositivi!
    Istituti che si possano aggiungere ad altri istituibili processi per meglio poter reclamare “accountability” e, cioè poter: controllare, sorvegliare, denunciare, porre veti, impedire l’esecuzione di decisioni prese dai politici, chiamare questi ultimi in giudizio e per ultimo anche scendere in piazza!? E’ per l’appunto che urgono nuove regole su vari piani ed anche i meccanismi elettorali non possono sottrarsi. Quindi, si propone acquisire il sistema SEMIALTERNO dispositivo che enuclea quel virtuoso criterio indispensabile a poterci incarreggiare verso una piena democrazia propulsiva capace d’irradiare in modo sempre più pervasivo ed inclusivo un “asintote” incrementale qualità – democraticità in costante, resiliente concorrenza in ogni dove ed ambito per poterne riverberare virtuosi efficaci effetti in modo pervasivo per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Il SEMIALTERNO ne rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza che ci mantengono bloccati a quel compassato intriso d’statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaica all’intransitività d’autoreferenzialità permanente alla casta! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include l’interconnettività e pretende in ogni dove l’assunzione di nuovi pervasivi ed aperti logos, paradigmi (global ontology)!

  2. giulio mancabelli dice

    Il rigore in ogni dove si ottiene iniettando competizione per ingenerare merito e concorrenza quali elementi “sine qua non”, indispensabili per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità! Concorrenza indispensabile a poter riverberare più virtuosi efficaci effetti in tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity! Acquisendo appropriati sistemi su ogni fronte e livello anche quello elettorale! Il collante della coalizione governativa Tory Lib-Dem di Cameron nasce sul progetto d’abbandonare il modello elettorale Maggioritario (all’uninominale) per acquisire alle loro prossime elezioni il Proporzionale. Invece in Italia, per contro, da decenni dopo aver abbandonato il Proporzionale si tenta di arrivare al Maggioritario e si continua ad arrabattarsi nella solita mantenuta speculativa inconcludenza per continuare a restare in mezzo al guado per effetto delle continuative varianti di sistemi elettorali che la casta continua a propinarci rispetto ad un evidente più completo sistema insito nelle cose sempre più palesemente identificabile nel SEMIALTERNO. Ciononostante anziché provveder per il meglio ci si è inerpicati nelle solite speculative peripezie indotte dall’insufficienza riprodotta da insufficienti modelli elettorali propinati dalla solita casta dal precedente “Mattarellum all’attuale soggiogante “Porcellum” per continuare a non assolvere alla questione elettoral-istituzionale e quant’altro… quando gli eventi in corso esprimo sempre più l’esistenza sottotraccia di un latente sistema esprimibile appunto nel SEMIALTERNO. Termine che deriva semplicemente dall’indotta fisiologica necessità d’un automatico “alterno” compensativo passaggio da una modalità centripeta-maggioritaria a quella centrifuga-proporzionale e viceversa quale complementare richiamo di compensazione e d’equilibrio!
    Pertanto, dalla nostrana Odissea quanto da quella Britannica (attualmente in corso e conseguente alle loro ultime elezioni del 6 maggio c.a.) si dovrebbero evincere che entrambi i suddetti modelli: il Proporzionale – induttore centrifugo ed il Maggioritario per inverso induttore centripeto, non possono che essere delle semplici parti complementari di un più completo articolato idealtipo sistema che solo quando questo sistema esprimerà ed enucleerà nella sua intrinseca articolazione entrambe dette induzioni: centripetocentrifughe potrà arrogarsi la reputazione di sistema!?
    Tutto questo non può esser che la conseguenza deduttiva dall’essere approdati nell’era delle nuove tecnologie e della rete che avendo cambiato molti paradigmi iperbolicamente accelerandone i ritmi sempre più permette di rilevare tutti gli anacronismi e le contraddizioni in attuazione per così imporci inderogabili adeguamenti su molti piani e livelli!
    Pertanto anche per le questioni elettorali si reclama l’acquisizione d’inedite articolazioni negli stessi meccanismi che risultino più capaci per meglio declinare in modo fisiologico le esigenze dei nostri tempi, come quanto semplicemente esprime il sistema SEMIALTERNO quale imprescindibile necessità per poter meglio strutturalmente governare entrambe dette centripetocentrifughe induzioni e così iniettare quella necessaria concorrenza indispensabile a poter riverberarne più virtuosi efficaci effetti in tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity! Quindi, urge un appropriato “up to date” sistema quanto il SEMIALTERNO propone che strutturalmente si articoli come di seguito:
    1) il sistema SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto (come accade nei Presidenziali o Semipresidenziali) e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo resterà inibito dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminerà secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo dove determinandone il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che gli permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza, quale elemento “sine qua non”, indispensabile per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo chiuso (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo che tendono a sempre più involarsi – verticalizzarsi e blindarsi rispetto alla realtà contestuale a livello di base che dovrebbe venir rilevata anche nelle sue peculiarità strutturali nei passaggi al proporzionale: a prescindere!

  3. Goffredo dice

    Brava Nadia. Grande. Bella stoccata finale. Chi vive di corruzione non ama la democrazia … e la voce libera e pubblica.

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