Giorno: 6 Marzo 2013

"Crollo degli iscritti nelle università italiane: mai così bassi da 25 anni. E cala la qualità", di Salvo Intravaia

I dati diffusi dal Cineca: solo 267.076 nuove immatricolazioni, settantamila in meno di dieci anni fa. L’ultima volta che gli iscritti hanno toccato questo livello era il 1988. Tengono le facoltà scientifiche, dimezzato l’afflusso a quelle sociali. E gli atenei italiani toccano il fondo nelle classifiche mondiali. ANCORA giù le immatricolazioni all’università e gli atenei italiani precipitano in basso nelle classifiche internazionali. I dati relativi all’anno accademico in corso, forniti dal Cineca – il consorzio interunivesitario che gestisce l’anagrafe degli studenti universitari italiani – confermano il grido d’allarme lanciato qualche settimana fa dal Consiglio universitario nazionale (Cun) e se possibile lo aggravano ancora. In appena tre anni, si sono persi 30.000 nuovi iscritti negli atenei italiani e in meno di 10 anni, nove per la precisione, addirittura più di 70.000. Era da 25 anni che in Italia non si registrava un numero di matricole così basso: nel 1988/1989 gli immatricolati erano 276.249. Quest’anno appena 267.076. Il calo maggiore lo hanno subito i corsi triennali, che in meno di un decennio hanno perso quasi un terzo …

"Solo se è unito, sarà utile all’Italia", di Claudio Sardo

E’ una crisi politica difficile, forse la più difficile dal dopoguerra. Perché sullo sfondo c’è una sofferenza sociale diffusa, c’è incertezza sul destino dell’Europa e dunque sulla tenuta del nostro Paese, c’è una domanda di cambiamento a cui le istituzioni da anni non riescono a rispondere. Camminiamo su un crinale pericoloso, ma quella domanda di cambiamento è emersa con forza e ad essa occorre rispondere come finora non è stato fatto. C’è il rischio, drammatico, di cadere nella spirale dell’impoverimento, dell’impotenza politica, della rottura nazionale. Ma c’è anche l’opportunità di risalire la china, di ritrovare una speranza condivisa, pur in un quadro nel quale oggi sembra prevalere solo l’instabilità. Per il Pd è la prova della verità. Si è discusso per anni di partito liquido e solido, si è discusso della difficile amalgama tra idee socialiste e cultura cattolica, si è discusso del potere degli iscritti e di quello degli elettori. Ma è adesso che il Pd deve dimostrare di essere un partito. E lo deve dimostrare al Paese prima ancora che ai suoi militanti. …

Gas, Ghizzoni e Vaccari “Una buona notizia, ma rimarremo vigili”

L’Independent ha confermato l’abbandono del progetto del sito per lo stoccaggio di gas. Con una nota destinata ai mercati, nella giornata di martedì 5 marzo, l’Independent ha annunciato di aver rinunciato definitivamente al progetto dello stoccaggio interrato del gas a Rivara e che Grayson Nash, l’uomo che incarnava il progetto stesso, non è più al vertice dell’impresa. “Cauto ottimismo” viene oggi espresso dai parlamentari Pd Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari: si tratta di una buona notizia, ma, ora più che mai, deve essere seguita da un atto legislativo che dichiari, anche da un punto di vista giuridico, l’impossibilità di proseguire su quella strada. Grayson Nash non è più Ceo dell’Independent Gas Mananagement e la stessa pubblic company inglese annuncia di aver definitivamente rinunciato al progetto dello stoccaggio di gas interrato a Rivara per “cause di forza maggiore”, leggasi sisma del maggio 2012. Con una nota destinata ai mercati, resa pubblica nella giornata di martedì 5 marzo, che sembra annunciare soprattutto il cambio al vertice, la stessa impresa che lo aveva fortissimamente voluto mette una pietra …

Otto punti per un governo di cambiamento

Proposta del segretario Pier Luigi Bersani alla Direzione del Partito Democratico per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento. 1. Fuori dalla gabbia dell’austerità. Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell’eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L’avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L’aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L’immediata emergenza sta nell’economia reale e nell’occupazione. 2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro – Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa. – Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano …

"La politica che dimentica l’economia", di Mario Deaglio

Da circa una settimana, ossia da quando sono stati resi noti i risultati elettorali, tutte le forze politiche si comportano come se l’economia non esistesse: l’attenzione è pressoché totalmente indirizzata a uscire dal vicolo cieco in cui la politica stessa si è cacciata, senza alcuna vera attenzione né per la crisi economica né per le regole e i vincoli di un’economia che, come le altre dell’Unione Europea, non può più dirsi totalmente sovrana, risultando vincolata da regole che non è possibile trasgredire disinvoltamente. Un atteggiamento del genere rischia di distruggere in poche settimane il risultato di un anno e più di sacrifici: l’Italia ha riacquistato credibilità ma deve prendere a prestito quasi un miliardo di euro al giorno solo per rifinanziare il debito in scadenza, un’operazione che già è ridiventata sensibilmente più cara. In queste condizioni il dialogo con l’Europa non può essere condotto burocraticamente; al tavolo devono sedere un presidente del Consiglio e un ministro dell’Economia pienamente legittimati, ossia in grado di impegnarsi sulla base di un sostegno generale espresso dal Parlamento con un …

"Che cosa è bruciato nel rogo di Napoli", di Roberto Saviano

Napoli oggi è di cenere. Un incendio durato più di tredici ore ha quasi totalmente raso al suolo Città della scienza, polo scientifico inaugurato nel 2001 e anima della sua rinascita dopo gli anni del potere doroteo. O così avrebbe dovuto essere. I 160 dipendenti che da undici mesi non percepivano lo stipendio oggi non sanno più nemmeno se e quando ricominceranno a lavorare. Di quel gioiello culturale della periferia occidentale di Napoli, oggi resta poco. Uno scheletro sul mare. Completamente distrutto lo Science center, il planetario, sei capannoni per dodicimila metri quadri e danni per oltre venti milioni di euro. Nulla sembra sopravvivere a Napoli. Mi ostino però a non credere a questa percezione. Resta il teatro, da lì bisognerà ripartire, e Corporea, cantiere fermo da tempo, l’ultima parte di museo che doveva rappresentare il corpo umano. Chi non c’è stato, non può immaginare la bellezza di questo luogo: per descriverla bisognerebbe saccheggiare Virgilio, che di questa baia è il nume tutelare. BAGNOLI è ai piedi della collina di Posillipo, sente l’alito della meravigliosa …

"La lunga marcia nelle istituzioni", di Barbara Spinelli

Nessuno può dire di cosa parleranno Bersani e Grillo, se mai si parleranno. Tante voci, tante forze impaurite sono coalizzate contro questo tentativo – del tutto inedito, sgradito a chi resta appeso alle proprie abitudini – di immaginare non solo un’Italia ma un’Europa diversa, dove trovino spazio iniziative cittadine, proposte che circolano da anni nella società. Ad esempio, reddito di cittadinanza, leggi anti-corruzione, nuove definizioni del prodotto interno lordo, diritti civili non negoziati con la Chiesa. Sono le idee che un quarto degli italiani ha cercato in 5 Stelle. Non sappiamo se Bersani saprà udirle – e quanto sarà condizionato dalle riluttanze dentro il Pd – ma neppure sappiamo se Grillo e Casaleggio desiderino davvero farsi udire. Quel che è certo, è che in queste ore comincia per il movimento di Grillo qualcosa che lui stesso non aveva previsto: comincia quella lunga marcia attraverso le istituzioni, che per forza porterà il M5S – forte ancor ieri della sua natura extraparlamentare – ad assumersi responsabilità nella Repubblica. Di Lunga marcia attraverso le istituzioni parlò nel 1967 …