Mese: febbraio 2012

"La xenofobia è figlia di percezioni sbagliate", di Giuseppe A. Veltri

La società italiana deve ancora trovare un modo stabile per accettare il fenomeno dell’immigrazione che ha coinvolto il nostro paese su una scala in precedenza ignota. Esistono migliaia di comunità di nuovi italiani che vivono pacificamente e che hanno trovato un equilibrio con le comunità locali, ma tanto rimane da fare.
Una chiara informazione da parte di media e autorità politiche aiuterebbe tanto la situazione generale, come viene mostrato da uno studio di Zan Strabac recentemente pubblicato su «European Societies». In sintesi, lo studio paragona la grandezza percepita dai cittadini di vari paesi europei delle popolazioni di immigrati e la loro effettiva grandezza. In aggiunta, la ricerca si sofferma sull’impatto che ha questa differenza sulla formazione di atteggiamenti ostili e xenofobi verso gli immigrati. In otto Paesi europei su diciassette, i cittadini ritengono la grandezza delle popolazioni di immigrati più di due volte maggiore della loro reale grandezza. I paesi in cui si registra la maggior discrepanza tra grandezza percepita e quella reale sono Italia, Portogallo e Spagna. In particolare, i cittadini italiani valutano la grandezza …

"Via libera alla norma sul rating di legalità per le imprese", di Marco Ventimiglia

Un mese, tanto è servito perché la proposta pubblicata su un giornale, il nostro giornale, si trasformasse in una norma di legge. Ed allora, il rapido excursus del rating sulla legalità, diventa un po’ il simbolo del particolare momento di un Paese alle prese con problemi enormi, ma nel quale si cominciano a superare ostacoli ritenuti fin qui insormontabili. IL RUOLO DELL’ANTITRUST «La commissione Industria del Senato – si legge in una nota -ha approvato l’emendamento al decreto liberalizzazioni a firma Casellati, Asciutti (parlamentari del Pdl, ndr) che introduce un rating di legalità per le imprese operanti nel territorio nazionale». Del rating attribuito, viene spiegato «si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti pubblici da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario». A stabilirlo sarà l’Antitrust in raccordo «con i Ministeridella Giustizia e dell’Interno». E non a caso, pochi giorni fa, proprio il ministro della Giustizia, Paola Severino, si era soffermata sull’argomento. «L’idea di introdurre un rating sulla legalità – aveva detto – è una proposta estremamente seria che …

“Via libera alla norma sul rating di legalità per le imprese”, di Marco Ventimiglia

Un mese, tanto è servito perché la proposta pubblicata su un giornale, il nostro giornale, si trasformasse in una norma di legge. Ed allora, il rapido excursus del rating sulla legalità, diventa un po’ il simbolo del particolare momento di un Paese alle prese con problemi enormi, ma nel quale si cominciano a superare ostacoli ritenuti fin qui insormontabili. IL RUOLO DELL’ANTITRUST «La commissione Industria del Senato – si legge in una nota -ha approvato l’emendamento al decreto liberalizzazioni a firma Casellati, Asciutti (parlamentari del Pdl, ndr) che introduce un rating di legalità per le imprese operanti nel territorio nazionale». Del rating attribuito, viene spiegato «si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti pubblici da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario». A stabilirlo sarà l’Antitrust in raccordo «con i Ministeridella Giustizia e dell’Interno». E non a caso, pochi giorni fa, proprio il ministro della Giustizia, Paola Severino, si era soffermata sull’argomento. «L’idea di introdurre un rating sulla legalità – aveva detto – è una proposta estremamente seria che …

"Il welfare da salvare", di Barbara Spinelli

Parlando dell´austerità che si impone a Atene, e delle riforme strutturali necessarie al ritorno della crescita, il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi è ricorso a un´immagine forte. In un´intervista al Wall Street Journal, il 23 febbraio, ha detto che quel che si profila in Grecia è un Nuovo Mondo. L´immagine è forte, e singolare, perché di Nuovi Mondi nessuno osa più molto parlare: tanti ne sono stati promessi, e le cose non sono andate bene. Generalmente quando si annunciano Nuovi Mondi se ne seppelliscono di vecchi, o perché falliti o perché malgovernati. Goethe, ad esempio, era convinto che la Rivoluzione francese non avrebbe spazzato via i monarchi come «vecchie scope», se questi fossero stati veri monarchi. Lo stesso si può dire oggi dell´Europa, che versa in condizioni ancora peggiori di quei re: la corona non l´ha persa; non l´ha mai pienamente avuta. Non esiste un impero europeo che governi il caos. Non esistono partiti europeisti che si battano contro l´impotente potenza dei nazionalismi, letale per l´Unione. Proviamo dunque a vederlo e pensarlo, il …

“Il welfare da salvare”, di Barbara Spinelli

Parlando dell´austerità che si impone a Atene, e delle riforme strutturali necessarie al ritorno della crescita, il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi è ricorso a un´immagine forte. In un´intervista al Wall Street Journal, il 23 febbraio, ha detto che quel che si profila in Grecia è un Nuovo Mondo. L´immagine è forte, e singolare, perché di Nuovi Mondi nessuno osa più molto parlare: tanti ne sono stati promessi, e le cose non sono andate bene. Generalmente quando si annunciano Nuovi Mondi se ne seppelliscono di vecchi, o perché falliti o perché malgovernati. Goethe, ad esempio, era convinto che la Rivoluzione francese non avrebbe spazzato via i monarchi come «vecchie scope», se questi fossero stati veri monarchi. Lo stesso si può dire oggi dell´Europa, che versa in condizioni ancora peggiori di quei re: la corona non l´ha persa; non l´ha mai pienamente avuta. Non esiste un impero europeo che governi il caos. Non esistono partiti europeisti che si battano contro l´impotente potenza dei nazionalismi, letale per l´Unione. Proviamo dunque a vederlo e pensarlo, il …

“Un aiuto per inasprire le pene”, di Carlo Federico Grosso

Il ministro Passera, nel corso di un’audizione in commissione Trasporti della Camera, ha affrontato ieri il tema dell’introduzione in Italia del delitto di «omicidio stradale» (un reato destinato a reprimere duramente chi commette omicidio mettendosi alla guida di un automezzo in condizione di ubriachezza od avendo ingerito sostanze stupefacenti o psicotrope). Di fronte a un testo di legge-delega di riforma del Codice della strada che intenderebbe introdurre sanzioni pesanti nei confronti di chi uccide guidando in condizione di ebbrezza o avendo ingerito droghe (reclusione non inferiore nel minimo ad otto anni e nel massimo a diciotto anni, possibilità di arresto in fragranza, revoca definitiva della patente), il ministro ha espresso apprezzamento, ma, nel contempo, ha manifestato cautela. L’iniziativa è seria, ha detto, e merita riflessione. Occorre tuttavia fare attenzione a rispettare i parametri europei, evitare di introdurre divieti radicali che costituirebbero un «unicum» in Europa e rischierebbero di risolversi in un pregiudizio per la circolazione (ritiro perpetuo della patente), rispettare il criterio della «delega» che fa riferimento al «principio di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione …

"Un aiuto per inasprire le pene", di Carlo Federico Grosso

Il ministro Passera, nel corso di un’audizione in commissione Trasporti della Camera, ha affrontato ieri il tema dell’introduzione in Italia del delitto di «omicidio stradale» (un reato destinato a reprimere duramente chi commette omicidio mettendosi alla guida di un automezzo in condizione di ubriachezza od avendo ingerito sostanze stupefacenti o psicotrope). Di fronte a un testo di legge-delega di riforma del Codice della strada che intenderebbe introdurre sanzioni pesanti nei confronti di chi uccide guidando in condizione di ebbrezza o avendo ingerito droghe (reclusione non inferiore nel minimo ad otto anni e nel massimo a diciotto anni, possibilità di arresto in fragranza, revoca definitiva della patente), il ministro ha espresso apprezzamento, ma, nel contempo, ha manifestato cautela. L’iniziativa è seria, ha detto, e merita riflessione. Occorre tuttavia fare attenzione a rispettare i parametri europei, evitare di introdurre divieti radicali che costituirebbero un «unicum» in Europa e rischierebbero di risolversi in un pregiudizio per la circolazione (ritiro perpetuo della patente), rispettare il criterio della «delega» che fa riferimento al «principio di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione …