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Scuola, Pd On. Ghizzoni: “fiducia svilisce il parlamento”

Governo e maggioranza non vogliono dialogare con paese
“Come ampiamente previsto, il governo ricorrerà al voto di fiducia per approvare il decreto Gelmini. E’ un fatto molto grave, che svilisce il ruolo del parlamento e che conferma quanto il governo e la maggioranza non abbiano alcuna intenzione di dialogare con il paese su un tema così importante e
strategico”.  Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commentando l’imminente richiesta della fiducia del governo sul decreto Gelmini. “Il Pd – prosegue Ghizzoni – si è presentato a tutte le sedute della commissione e dell’aula con spirito
costruttivo. Abbiamo illustrato le nostre proposte modificative e migliorative del decreto, ma abbiamo registrato sempre una chiusura a riccio dell’esecutivo. Un irrigidimento del tutto ingiustificato se non per il fatto che questo testo, che tutti si ostinano a chiamare ‘testo Gelmini’, in realtà è stato scritto dal ministro dell’economia che, si presume, non ha autorizzato il ministro Gelmini a modificarne una virgola”.
“Il Pd – conclude – ha un giudizio molto severo su un provvedimento che giudica privo di qualsiasi progetto culturale e pedagogico e che mira a fare cassa sulle spalle degli alunni e quindi sul futuro dell’Italia “.

2 Commenti

  1. Annamaria dice

    Sono molto depressa. Ma anche molto arrabbiata.

    Ma dove siamo arrivati?
    E perchè? Quando?

    E com’è che non sento in giro lo sdegno, lo stupore, la disapprovazione?
    Quanto siamo anestetizzati, ormai?
    Apprezzo le parole del Presidente Napolitano che “veglierà” sull’uso della decretazione.
    Ma sarà davvero vero vero?
    E intanto?

    Intanto ci “rassereniamo” perchè tremonti ci dice che la nostra economia è fatta da scarpe, tondini e cose concrete. Se lo dice lui, mi preoccupo ancor di più.
    Ci “rilassiamo” con l’isola dei famosi, con balli delle debuttanti, telefilm sanguinari e talk show dove il conduttore non fa mai la seconda domanda, quando non è servo o impegnato nella promozione dell’ennesimo libro.
    Ci “trastulliamo” con tg in cui le notizie sono minimizzate dai saluti e dai cellulari di chi si trova sullo sfondo, seguite da qualche intervista molto interessante su argomenti di varia umanità.

    Eppure io non riesco a rasserenarmi, a rilassarmi, a trastullarmi: ho appena visto l’annuncio per domenica di Report e mi preparo con una damigliana di ansiolitico, mentre cicchitto e gasparri mi sembrano ormai il rumore di sottofondo dell’Universo.

    Un governo fondato sulla fiducia, che opera per decreto: un’investitura divina, più che elettorale.
    Essere depressa ed arrabbiata mi sembra una dotazione di default. :o(

  2. Redazione dice

    Dei tanti comunicati stampa di oggi, si riportano quelli di Marina Sereni e di Antonello Soro

    SCUOLA: SERENI, “Voto di fiducia per tagliare 8 miliardi all’istruzione”
    “Il governo non prova un po’ di vergogna o almeno un po’ di imbarazzo nel chiedere il voto di fiducia su un provvedimento il cui unico fine certo è quello di tagliare otto miliardi di euro alla scuola italiana?”.
    Così Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD dopo l’annuncio della fiducia sul decreto Gelmini.
    “Parlano di opposizione sfascista e, mentre affollano i talk show, sfuggono il dibattito in Parlamento. Se, anche parzialmente, avessero ascoltato i nostri argomenti, avrebbero capito che il Partito Democratico vuole una scuola più moderna, più efficiente, più utile alla crescita del Paese, in grado di preparare meglio i nostri ragazzi. Ma, evidentemente, dietro la scelta della fiducia – conclude – non c’è soltanto il disprezzo per le regole, ma anche una sostanziale diffidenza del governo nella propria maggioranza, che, pur protetta dalla forza dei numeri, ha paura di non reggere il confronto parlamentare e andare sotto nel voto sui nostri emendamenti”.

    SCUOLA. SORO: ANCORA FIDUCIA E L’OPPOSIZIONE SAREBBE SFASCISTA?
    “Un altro voto di fiducia, l’ennesimo rifiuto da parte del governo di confrontarsi con l’opposizione. Un atto esplicito, sfrontato e irresponsabile esproprio del Parlamento da un qualunque ruolo nella
    formazione delle leggi. Il combinato del ricorso alla decretazione d’urgenza con il voto di fiducia trasforma la Camera in un organo di mera ratifica e
    configura una oggettiva violenza alla Costituzione repubblicana vigente. In queste condizioni occorre una gigantesca sfrontatezza per attribuire all’
    opposizione il titolo di sfascista. La scuola pubblica non si riforma per decreto e con voto di fiducia, come sanno bene gli studenti, gli insegnanti,
    il personale della scuola e i genitori che in modo del tutto autonomo e spontaneo manifestano dall’inizio dell’anno scolastico. E che Berlusconi e
    Gelmini farebbero bene ad ascoltare, invece di “schedare”. Non è reintroducendo il voto in condotta, il maestro unico, e riducendo l’orario
    nella scuola primaria che si danno risposte alle esigenze didattiche di scolari e studenti e alle esigenze sociali delle famiglie. La scuola si
    riforma introducendo merito e pari opportunità, valorizzando la professionalità degli insegnanti, adeguando i loro stipendi in base al merito, tutti criteri lontanissimi dalla concezione del ministro Gelmini.
    Siamo fortemente preoccupati perché con questo decreto si attuano i tagli indiscriminati decisi dalla finanziaria a danno del futuro formativo dei
    nostri figli. Tagli insostenibili, pari a 8 miliardi di euro. Una riforma che prevede la riduzione di 4 ore settimanali nella scuola elementare, la
    riduzione drastica del tempo pieno e del tempo prolungato, il rischio di chiusura di migliaia di scuole, soprattutto nei piccoli comuni, e la
    riduzione degli insegnanti e del personale scolastico non è una riforma della scuola: è l’uccisione della scuola pubblica.”

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