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Licio Gelli e la P2: «Il mio erede? È Berlusconi»

Adesso ha un programma tutto suo su Odeon tv e sfrutta la rinnovata ribalta per passare il testimone. Licio Gelli, capo della loggia massonica P2, non ha dubbi: per l’attuazione del Piano di Rinascita democratica della P2, «l’unico che può andare avanti è Berlusconi». L’investitura arriva durante la conferenza stampa di presentazione di Venerabile Italia, il programma che Gelli condurrà sull’emittente tv: «L’unico che può andare avanti è Berlusconi: non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora mostra un po’ di debolezza perché non si avvale della maggioranza parlamentare che ha».

Sembra una barzelletta. Invece è una vergogna. Soprattutto perché a Gelli viene regalata una tribuna tutta per sé. Il tema del programma sarà la storia d’Italia. Il capo della loggia massonica P2 racconterà la sua versione, magari sulla strage di Bologna, per cui è stato condannato per depistaggio. O sulla repubblica di Salò a cui aderì, o su Gladio, o su qualsiasi delle pagine grigie (se non nere) dalla storia del nostro paese a cui Gelli è legato.Il programma ha già degli ospiti, Anche questi poco fantasiosi: per la prima puntata Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Si parlerà di fascismo.

Forse, per chiarire il contesto, è utile ricordare la sua fedina penale. Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e Bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano è stato condannato a 12 anni). Se lui considera Berlusconi il suo erede più credibile non abbiamo troppo di che stare tranquilli. Anche perché, come se non bastasse quello che sta facendo, Gelli dà anche consigli al suo “figliol prodigo”: «Se uno ha la maggioranza deve usarla, senza interessarsi della minoranza. Non mi interessa la minoranza, che non deve scendere in piazza, non deve fare assenteismo, e non ci devono essere offese. Ci sono provvedimenti che non vengono presi perché sono impopolari, e invece andrebbero presi: bisogna affondare il bisturi o non si può guarire il malato».

da Unita.it, 1 novembre 2008

3 Commenti

  1. BRUTTA TV SE C’È GELLI, di Carlo Lucarelli
    Nella mia tv i canali sono organizzati per numero, sull’uno c’è Rai Uno, sul due c’è Rai Due e così via fino all’otto, dove c’è Mtv. Il resto è casuale, tivù locali, network nazionali, senza un ordine preciso. Quando faccio zapping oltre l’otto mi inoltro in un mondo variegato, pieno di sorprese. E infatti qualche giorno fa saltello fino a Odeon Tv e vedo un signore anziano, dall’accento aretino, che parla di storia italiana. È Licio Gelli, quello della Loggia P2, che fa un programma che si chiama, guarda un po’, Venerabile Italia. Parla in libertà. Offre il suo punto di vista e non in una vera e propria intervista, tipo “La notte della Repubblica”, e neppure – che sarebbe ancora più giusto – davanti ad un magistrato, in un processo, ma alla tv, in un programma più o meno suo, dove dice quello che gli pare a lui, come vuole lui. A me ha fatto una strana impressione. Come se avessero chiamato Donato Bilancia a fare un programma sui serial killer al posto di Massimo Picozzi. Oppure Giusva Fioravanti a condurre Mixer al posto di Minoli. O Mario Moretti a “La notte della Repubblica”, appunto, invece di Zavoli. Toh, mi autocito: Totò Riina tra le sagome di Blu Notte al posto mio. Ora, il dibattito sulla possibilità data ai protagonisti negativi di stagioni oscure del nostro passato – e Gelli è uno di questi come tutti i personaggi citati- di parlare e di esprimersi è una cosa seria e complessa, va bene. Secondo me, però, bisogna partire da un punto preciso. Loro sono testimoni, non interpreti, del loro tempo. E qualcuno, come Licio Gelli, condannato per depistaggio sulla strage alla Stazione di Bologna -una delle cose più schifose che riesco ad immaginare, sia la strage che il depistaggio- è anche un testimone mendace. Forse Odeon TV dovrebbe trasmette Venerabile Italia con il bollino rosso dei film per adulti. Magari anche con la scritta telepromozione, da qualche parte.
    l’Unità, 9 novembre 2008

  2. redazione dice

    Sempre sull’incredibile vicenda del ritorno in Tv di Licio Gelli il comunicato stampa di Anna Finocchiaro:

    GELLI: FINOCCHIARO, “MA BERLUSCONI NON SENTE NESSUN IMBARAZZO?”
    “Sconcertante che il capo della P2 sia il protagonista di una trasmissione tv”.

    “Trovo sconcertante che un personaggio come Licio Gelli diventi una sorta di star televisiva e che una rete privata presenti in pompa magna un tal avvenimento.

    Non si tratta di volonta’ di censura ma di difesa della legalita’ e della democrazia italiana”. Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.

    “Detto questo – continua Anna Finocchiaro – trovo altrettanto sconcertante che dal Popolo delle Liberta’ non giunga una parola a commento delle dichiarazioni di Gelli che, tra le tante cose gravi dette, indica nell’attuale Capo del Governo l’unico erede del ‘Piano di rinascita democratica’.

    E’ gravissimo che un personaggio come Gelli possa nuovamente parlare in pubblico di questioni cosi’ importanti per la vita del nostro Paese.
    Ma e’ altrettanto grave che dal Popolo delle Liberta’ non giunga un commento o una voce a prender le distanze.

    Ma possibile che Berlusconi non senta nessun imbarazzo? Viene quasi il sospetto che questo silenzio sia una sorta di assenso alle farneticanti teorizzazioni del capo della P2.

    Mi auguro che arrivi al piu’ presto una presa di distanza da parte del Cavaliere e dei suoi portavoce. L’Italia – conclude Finocchiaro – ha bisogno di trasparenza, legalita’e rispetto della democrazia e non certo di nuovi veleni”.
    indice Comunicato stampa

    wwww.partitodemocratico.it

  3. redazione dice

    Pubblichiamo un interessante commento di Furio Colombo:

    Il venerabile premier
    Non sono d’accordo con Beppe Giulietti quando dice: “la P2 non va in onda”. Si riferisce all’iniziativa di Odeon Tv di affidare al “Venerabile” Licio Gelli la conduzione di un programma sulla storia italiana contemporanea. Perché privare il pubblico italiano di alcune ovvie verità che, però, quando sono dette da Travaglio o da me o da Giulietti stesso o da Pancho Pardi o da Paolo Flores D’Arcais vengono definite “Rigurgiti di antiberlusconismo viscerale” o “demonizzazione dell’avversario”?
    Quello che è accaduto è che Odeon ha mandato in onda un “Promo” o “Trailer” come si fa per il lancio di grandi spettacoli. E si è capito che sta facendo la cosa giusta.
    Finalmente, da fonte autentica e autorizzata (l’autore), possiamo sentir parlare del piano della Loggia Massonica P2 “per il rilancio del Paese”.
    Sarebbe già abbastanza interessante constatare che quel piano, destinato a trasformare l’Italia nel Cile di Pinochet (o nella meticolosa repressione e persecuzione tentata e in parte realizzata nel G8 di Genova) corrisponde obiettivamente, punto per punto, alla “cultura del fare” attuata giorno per giorno da Silvio Berlusconi e dai suoi gerarchi.
    Ma è ancora più interessante che la sola fonte autorizzata, Licio Gelli in persona, ci dica che Silvio Berlusconi è il vero e unico erede della Loggia P2 e il solo in grado di realizzare il piano golpista di quella loggia massonica.
    Non doveva essere uno scherzo o una goliardata quel piano, se, al momento della scoperta, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini ci ha avvertiti, in tempo reale, che non avrebbe mai ricevuto al Quirinale o stretto la mano a iscritti o ex iscritti della P2, indagati o non indagati.
    Ma adesso, mentre il Venerabile Licio Gelli ripassa pubblicamente in televisione i punti fondamentali del suo programma eversivo e constata la coincidenza, punto per punto, con l’alacre lavoro distruttivo di Silvio Berlusconi e dei suoi (con una sola doglianza: a differenza di deputati e giornalisti, i magistrati sono ancora liberi) Licio Gelli proclama il suo successore.
    E’ bene che gli italiani lo sappiano, perché, come la mafia, la loggia massonica non scherza e non parla a vanvera.
    Il successore ed erede è l’attuale Primo Ministro italiano. Il Venerabile Silvio Berlusconi.
    Ora sappiamo che P2 non è una accusa. E’ un titolo necessario per governare.

    Furio Colombo

    MICROMEGA, 1 nOVEMBRE 2008

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