Giorno: 6 novembre 2008

“Scuola, una maggioranza a passo di gambero”

L’on. Ghizzoni: “Il governo ha fatto un passo indietro sul ridimensionamento della rete scolastica, confermando i nostri allarmi sulle scuole di montagna e dei piccoli centri” L’on. Ghizzoni del Pd accusa il governo di finto decisionismo sul ridimensionamento della rete scolastica. Ecco il testo della sua dichiarazione “Il Governo ci accusava di gridare al lupo inutilmente, ma poi ha dovuto fare un passo indietro sul ridimensionamento della rete scolastica confermando i nostri allarmi sulle scuole di montagna e dei piccoli centri. Il finto decisionismo del governo si dimostra, giorno dopo giorno, dilettantesco e incapace di risolvere i crescenti problemi del paese. Si sono presentati come campioni di velocità, vantandosi di aver approvato una manovra in 9 minuti, ma poi i mesi successivi sono trascorsi per porre rimedio ai danni che avevano fatto e la maggioranza procede oggi più con il passo del gambero che con quello della gazzella. Resta aperto il problema della mancata copertura che la maggioranza aveva previsto con il taglio delle scuole e si tratta di ben 250 milioni di euro. Se torneranno …

“Università, la cancellazione dei tagli condizione per il confronto”

L’on. Ghizzoni: “Il Governo potrebbe intervenire già nel consiglio dei ministri di oggi” “Dopo i ripetuti appelli e dichiarazioni di ministri e autorevoli rappresentati della maggioranza non ci saremmo aspettati un ennesimo decreto”. Lo dichiara la capogruppo del Pd, Manuela Ghizzoni che aggiunge: “la decretazione d’urgenza è un ostacolo enorme per la ripresa del dialogo con il mondo universitario e con le opposizioni”. “Per il Pd – prosegue – ogni prossimo intervento sull’università deve essere anticipato da un profondo ripensamento del blocco del turnover e dei tagli contenuti nella legge 133 e riconfermati nella finanziaria”. “Se vi fosse la volontà, il Governo potrebbe intervenire in questa direzione già nel consiglio dei ministri di oggi. Sarebbe – conclude – un primo passo per la ripresa del confronto”.

“Gelmini, scuole di montagna altra retromarcia”

Altra marcia indietro del governo sulla scuola. La battaglia delle Regioni contro la Gelmini ha segnato un punto a favore alquanto importante. In un decreto che nulla centrava con la scuola (si parlava di riorganizzazione sanitaria) si prevedeva l’accorpamento delle scuole sotto i 50 studenti e il commissariamento delle Regioni che non avessero presentato entro novembre il piano di riorganizzazione. Il governo ha presentato un nuovo testo dell’articolo 3 del decreto legge 154, in discussione al Senato. Il nuovo testo prevede l’accorpamento della dirigenza scolastica per l’anno 2009-2010; dimensionamento della rete scolastica a decorrere dall’anno 2010-2011 mediante un’intesa in sede di Conferenza Unificata; e di conseguenza viene eliminata l’ipotesi del commissariamento delle regioni. Il nuovo testo è il risultato della riunione che si è tenuta questa mattina al ministero per i Rapporti con le Regioni tra i ministri Raffaele Fitto e dell’istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all’Economia Luigi Casero e Giuseppe Vegas, l’ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal Presidente Vasco Errani, i presidenti di Upi, Fabio Melilli e Anci, Leonardo Domenici. «Il percorso individuato …

“Otto miliardi a famiglie e piccole e medie imprese” il piano anti-recessione del PD, di Bianca Di Giovanni

«Ecco il nostro piano anticrisi». Comincia così Pier Luigi Bersani, presentando gli emendamenti del Pd ai decreti salva-banche, e le misure in favore di famiglie e imprese pensate dai Democratici. «Ci vuole reciprocità tra Stato, sistema del credito, famiglie e imprese», spiega ancora il ministro «ombra» dell’Economia. Tradotto vuol dire che, se lo Stato (cioè i cittadini) deve entrare nel capitale delle banche per sostenere il sistema complessivo, queste però dovranno impegnarsi ad erogare credito alle piccole imprese e a proporre tassi più leggeri alle famiglie mutuatarie. Solo con questo circolo virtuoso si esce dalla crisi. «Se la crisi è storica, è assurdo che non si dia una risposta coraggiosa – continua – La proposta del governo ancora non si vede, noi facciamo vedere la nostra». L’esecutivo non si accorge dell’economia reale, sottovaluta la catena di rallentati pagamenti, che finisce per mettere in difficoltà gli anelli più deboli e produce il calo drastico dei consumi. In questo contesto Giulio Tremonti continua a ripetere che «la Finanziaria non si tocca». Insomma, «il governo si è arreso …