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Scuola, On. Ghizzoni: “governo illogico, i tagli non tengono conto della realtà del Paese”

Serve una modifica radicale del piano programmatico

“I dati presentati oggi dall’Istat confermano l’illogicità dei tagli all’istruzione praticati dal Governo attraverso la riforma Gelmini e la manovra finanziaria”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge: “si tratta di due provvedimenti contrari al dato di realtà della società italiana che presenta, al contrario, una crescente richiesta di istruzione e formazione”.

“Il Governo – sottolinea Ghizzoni – può ancora ripensarci e lo può fare agendo sul piano programmatico proposto dal Governo per intervenire sulla scuola, che è lo strumento che definisce come e dove praticare i tagli e che è al momento in discussione nelle commissioni Cultura di Camera e Senato. Il Pd – continua –  nel ribadire la propria netta contrarietà sull’operato del governo in materia scolastica, chiede una rivisitazione radicale del piano al fine di potenziare le risorse destinate alla scuola e qualificare l’offerta formativa. I dati dell’Istat – conclude – non possono essere sottovalutati, il ministro Gelmini dovrebbe farsi un esame di coscienza e comprendere l’impraticabilità delle proprie proposte politiche”.

 

1 Commento

  1. La redazione dice

    Segnaliamo sull’argomento l’articolo pubblicato su Corriere.it

    “Italiani con le tasche vuote”
    Ma è boom di auto e cellulari

    Italiani con le tasche vuote e sempre più insoddisfatti della propria condizione economica. Il Nord più «ricco» e il sud più povero. L’Istat fotografa il Belpaese nell’Annuario statistico 2008. Già prima che esplodesse la bolla dei mercati finanziari, prima del crollo delle Borse e del crac di colossi dell’industria internazionale, le famiglie italiane, secondo l’Istituto di statistica, avvertivano le prime difficoltà economiche, e nel 2007 ben il 53,7% (con una punta del 64,2% al Mezzogiorno) si dichiarava insoddisfatto della propria situazione economica.

    AUTO, FIGLI, FAMIGLIA TELEFONINI – I mille volti dell’Italia nell’Annuario, dal costume alla giustizia, dal lavoro all’ambiente. Più bimbi ma anche più over 80, più auto e telefonini, più divorzi e più suicidi, sono alcuni dei dati rilevati dall’Istituto. Che segnala anche la centralità dei rapporti familiari (di cui peraltro gli italiani sono soddisfatti al 90%), e la difficile situazione dell’istruzione, con un italiano su quattro che ha solo la licenza elementare.

    POPOLAZIONE E INVECCHIAMENTO – Gli italiani vanno verso quota 60 milioni, ma l’incremento è dovuto in larga parte all’aumento degli immigrati. La fecondità delle donne italiane nel 2007 è salita a 1,37 figli (da 1,35 nel 2006), livello più alto degli ultimi anni. Ma a fronte di ciò cresce anche l’invecchiamento: un italiano su cinque ha più di 65 anni e i «grandi vecchi» (da ottanta anni in su) sono il 5,3% della popolazione. In lieve ripresa i matrimoni, in aumento i divorzi, anche se calano le separazioni. Gli italiani al 90,1% sono soddisfatti dei loro rapporti familiari e all’82,5 delle loro amicizie. Per quanto riguarda il tempo libero, il 62,9% della popolazione si dice molto o abbastanza soddisfatta, meno al Sud che al Nord.

    LAVORO E ISTRUZIONE – Cresce l’occupazione (+1%), e cala il numero di chi è in cerca di occupazione (-10%). Ma il livello di soddisfazione economica degli italiani cala al 43,7% dal 51,2% del 2006 (era 64,1% nel 2001). Nel Sud la quota di insoddisfatti arriva al 64,2%. Per quanto riguarda l’istruzione una persona su quattro (ma al 70% con più di 65 anni) ha al massimo la licenza elementare; il 32,4% ha il diploma di scuola superiore, il 10,2% un titolo universitario.

    AUTO E CELLULARI – A fronte dello stato di insoddisfazione nel nostro Paese è sempre boom di auto e telefonini: più di 35 milioni di autovetture in circolazione secondo l’Annunario Istat e 81,6 milioni (su quasi sessanta milioni di abitanti) le linee di telefonia mobile. Negli ultimi dieci anni – si legge nel rapporto – la mobilità è cresciuta in misura maggiore di quanto non sia accaduto in passato, e la quota di trasporto continua a indirizzarsi su strada, dove lo scorso anno il parco autoveicoli ha sfiorato i 40 milioni. Tra i mezzi di trasporto privato il più utilizzato è l’auto (usata per recarsi al lavoro dal 69,7%), mentre poco meno di un quarto della popolazione usa i mezzi pubblici urbani, e il 16,8% quelli extra-urbani. Per quanto riguarda la telefonia, invece, i dati di fine 2006 registrano 7,4 milioni di abbonati alla rete fissa, 81,8 milioni di linee mobili (erano 71,9 all’inizio del 2006), e 73,7 milioni di carte prepagate (65,3 milioni dodici mesi prima). Circa 11,6 milioni invece le utenze Internet, diffuse maggiormente nel nord-ovest (3,5 milioni) e nel Mezzogiorno (3,2 milioni).

    Corriere.it, 12 novembre 2008

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