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Rivoli, crolla il soffitto di una scuola Un morto e tre feriti gravi.

Tragedia questa mattina in una scuola della cintura Torinese. Per cause ancora da accertare è crollato il soffitto dell’aula della 4a D liceo scientifico Darwin. La vittima, un ragazzo di 17 anni, si chiama Vito Scafidi. Ci sono tre feriti gravi. Sul posto i soccorritori e il Pm Guariniello.

Il crollo del soffitto della scuola di Rivoli è accaduto durante la ricreazione. Da prima si è pensato che la causa della tragedia fosse stato il forte vento, ma i vigili del fuoco non hanno fatto dichiarazioni in tal senso. Sul tetto della scuola erano infatti accatastate delle masserizie che potrebbero aver causato il cedimento del controsoffitto. In questo momento sulla zona soffia comunque ancora un forte vento che dura da molte ore e che nella notte ha già causato la caduta nel giardino della scuola di un grosso albero ad alto fusto.
Sarebbero tre i feriti gravi, oltre il morto, per il crollo del soffitto di un’aula del liceo scientifico Darwin di Rivoli, nel torinese. I tre ragazzi sono sono stati portati al Cto, catalogati come codici gialli. Gli altri feriti sarebbero tutti lievi: alcuni sono stati portati all’ospedale San Luigi di Orbassano, altri all’ospedale di Rivoli. Ci sono comunque ancora dei ragazzi in valutazione nel punto di soccorso allestito dal 118 presso la scuola.
Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e il sostituto procuratore Cesare Parodi sono arrivati al liceo scientifico statale Darwin di Rivoli, nel torinese, dove il crollo del controsoffitto ha travolto un’intera classe, uccidendo uno studente, ferendone altri. L’obiettivo è capire le cause della tragedia. tra le autorità presenti anche il questore di Torino Aldoa Faraoni.
Il Sindaco di Rivoli: “La tragedia di oggi è una morte bianca”: è il primo commento a caldo del sindaco di Rivoli, Guido Tallone, che si trova sul luogo dell’incidente avvenuto questa mattina all’interno del liceo scientifico statale Darwin. “Non si risparmia sulla sicurezza nelle scuole – aggiunge – bisogna mettere da parte le tante inutili parole che sono state fatte ultimamente sulla scuola”.
La zia della vittima: “Fate vedere che le scuole italiane fanno schifo”. Sul posto della tragedia ci sono anche i parenti della cittima. Tra questi una sua zia che, in tuta da casa, ha raggiunto subito con i genitori di Vito il luogo della tragedia. Rivolta ai giornalisti e ai fotografi ha detto: “fotografate cosa è successo, fate vedere che le scuole italiane fanno schifo anche al Nord. E che si può morire a 18 anni, andando a lezione a scuola”.
Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si recherà a Rivoli per un sopralluogo nella scuola dove è morto un ragzzo a causa del crollo di un controsoffitto. Lo ha detto il collega di Governo, Altero Matteoli, a margine di un incontro che si è svolto oggi in Prefettura con i sindaci della Bassa e Alta Valle Susa, della Val Sangone e dell’area metropolitana di Torino sulla Tav.

8 Commenti

  1. da http://www.scuolanewsforminform.it
    La Gelmini si presenta doverosamente a Rivoli e dice alla madre del giovane Vito Scafidi ucciso nel crollo di Rivoli ”le garantisco che sarà mio impegno di ministro evitare che si verifichino altre tragedie come questa”.
    La Finanziaria 2009 attende un suo intervento al Senato!
    Nessun giornale(tranne Italia Oggi del 18 novembre, pag.26) ha ricordato che nella Finanziaria 2009,(ancora in Parlamento e quindi la Gelmini deve essere gentilmente invitata a provvedere) questo governo ha tagliato, sul 2009, proprio all’edilizia scolastica ben 22,8 milioni di euro bloccando di fatto la programmazione regionale sui piani finanziati nel 2007 dal Governo Prodi.
    Il taglio riguarda la Missione Istruzione.
    Nel programma Programmazione e coordinamento dell’istruzione, nel macroaggregato Investimenti, si realizza una riduzione di 22,8 milioni di euro sul Cap. 7180 relativo ad investimenti per i piani di edilizia scolastica. Si tratta di una scelta che ha del clamoroso perché tali fondi fanno parte dello stanziamento di 100 milioni di euro, previsto dalla Finanziaria 2007( Comma 625 art.1) per il 2009, con cui si finanziavano i piani regionali. Poiché i 250 milioni statali, per il triennio 2007-2008-2009, dovevano essere compartecipati in uguale misura dalle Regioni e dagli enti titolari delle costruzioni, Comuni o Province, la loro assegnazione era stata preannunciata per tutto il triennio in questione. Cosa succede ora se il governo provvede a tagliare una quota di questo cofinanziamento? Cosa succede ai piani in via di definizione e di realizzazione? Si dovranno riprogrammare. Accadrà qualche cosa di grottesco e tragico dopo gli ultimi avvenimenti: il MIUR dovrà distribuire regionalmente i 22,8 milioni di tagli!

  2. redazione dice

    Ecco i dati sconcertanti sulle scuole italiane e la verità sui 300 milioni per l’edilizia scolastica evocati dalla Gelmini….

    In classe come al fronte, 100 mila feriti ogni anno

    Hai un bel parlare di programmi, didattica, laboratori, quando la prima urgenza è scansare i pezzi di calcinacci che ti cadono addosso dal soffitto, le piastrelle sconnesse o i cavi elettrici scoperti. La scuola è a pezzi, nel senso che gli edifici si sgretolano, sono a rischio (tre su quattro per il Codacons), fuori norma, mancano dei certificati stabiliti dalle leggi e avrebbero bisogno di una raffica di manutenzioni non ordinarie, ma straordinarie, se solo ci fossero i soldi.

    La conseguenza è che in classe si muore. O ci si fa male: contusioni, lussazioni, fratture, addirittura amputazioni. Nel 2007, secondo i dati dell’Inail, oltre 90 mila studenti e 13 mila insegnanti hanno subìto un infortunio all’interno degli edifici. Sette anni prima la musica non era poi così diversa, ma i numeri erano inferiori, e non di poco: 82 mila studenti e 5 mila docenti. Significa che dal 2000 a oggi i casi sono cresciuti del 18 per cento.

    Di chi è la colpa? Probabilmente dell’incuria, se più della metà degli edifici è sprovvisto di un certificato di agibilità statica e il 36 per cento non ha gli impianti elettrici a norma. Mancano le norme di sicurezza di base: molte scuole, in tutto il paese, non dovrebbero nemmeno essere aperte. Mancano le agibilità sanitarie, i certificati di prevenzione degli incendi, le misure di evacuazione in caso di pericolo. E il personale non riceve istruzioni per fronteggiare l’emergenza. Fino a due anni fa si è andati avanti a suon di proroghe. L’ultima è scaduta nel 2006, ma il ritornello non è cambiato. Mancano i soldi: ci sono più di mille richieste di interventi nelle scuole; 500 sono state approvate, appena cento hanno ricevuto il finanziamento necessario.

    Forse è anche una questione di età. Le scuole sono vecchie: appena il cinque per cento degli edifici è stato costruito dopo il 1990, mentre il 45 per cento è datato prima del 1965. Vecchie e senza manutenzione: così è un progressivo deteriorarsi delle strutture. Un edificio su due, nell’ultimo quinquennio, ha subìto un lifting, manutenzione straordinaria; peccato che il 33 per cento sia ancora in attesa. E, indicano i dati del ministero, si tratta di un intervento «urgente». Non abbastanza, a quanto pare. E così, mentre i presidi aspettano un segnale, nel 20 per cento delle scuole si verificano crolli d’intonaco.

    Non è finita: una scuola su dieci è nata per essere tutt’altro, dalle caserme ai seminari. Gli studenti sono arrivati solo in un secondo momento e gli edifici sono stati riadattati. Ora, decenni di soluzioni improvvisate presentano il conto. «Quel che è successo a Rivoli potrebbe accadere in molte altre città italiane», racconta il segretario della Flc-Cgil Domenico Pantaleo. «Qualsiasi progetto di riforma deve partire dall’edilizia, perché una scuola di alta qualità dentro edifici che non sono a norma è un controsenso».

    Aggiuge Carlo Rienzi, presidente Codacons: «Si tratta di una tragedia annunciata: infatti il 75% degli istituti scolastici presenti sul nostro territorio non è sicuro poichè mancano diversi certificati previsti dalla legge.

    Peccato che negli ultimi anni i fondi per l’edilizia scolastica siano stati tagliati. Per il triennio 2007-2009 sono stati stanziati 250 milioni; 150 già erogati, gli ultimi 100 arriveranno nel 2009. Ieri il ministro Gelmini ha parlato di 300 milioni per la sicurezza scolastica che hanno ricevuto il via libera del governo. «Sono quelli del triennio 2007-2009, già previsti – ribatte Pantaleo -. Per ora a noi risultano solo i 20 milioni aggiunti nel decreto 137. Briciole».

    PATRIZIO ROMANO, La Stampa 23 Novembre 2008

  3. DONATELLA dice

    MI VIENE IL MAGONE AL PENSIERO DI MANDARE MIA FIGLIA A SCUOLA

  4. Anonimo dice

    SON0 INDIGNATA INVECE DI PENSARE AL GREMBIULE BIANCO BISOGNA PENSARE ALLA SICUREZZA NELLE SCUOLE

  5. Anonimo dice

    Salve, io sono di Rivoli e sono una studentessa…è davvero sconcertante questo fatto…comunque la Gelmini si potrebbe risparmiare il viaggio perchè da quello che ho sentito non sarà accolta affatto bene…

  6. Ora che la tragedia è avvenuta, posso chiedere ai colleghi del centrodestra per quale motivazione (se non compiacere Tremonti) hanno approvato una finanziaria che taglia 22 milioni di euro all’edilizia scolastica e respinto il mio ordine del giorno sullo stesso problema?
    vedi il post https://www.manuelaghizzoni.it/?p=1391
    Il ministro Gelmini può evitare l’annunciato viaggio sul luogo della tragedia: meglio farebbe a difendere il proprio bilancio dal ministro del Tesoro e ad elaborare una vera politica di sostegno e innovazione dell’istruzione pubblica.

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