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“Per guardare al futuro”

“Questo è un voto per decidere se guardare al futuro o no”. È questo il messaggio di Dario Franceschini agli elettori. Dagli studi di Matrix il segretario del Partito Democratico ha ribadito l’“imbroglio” perpetrato da Berlusconi, Di Pietro e Bossi ai danni degli italiani. “C’e’ chi mi ha detto che io non mi sono candidato per paura ma io Berlusconi lo voglio sfidare sulla serietà e non sull’imbroglio”.

Una minestra vecchia 15 anni. La campagna elettorale del premier quella “classica”. Salta da una televisione all’altra, monopolizza le pagine di gran parte dei giornali, fa proclami da sogno. E come al solito per lui le regole della par condicio sono un’optional. Ospite di Mattino Cinque, il patron di Mediaset ha letteralmente rubato 47 minuti di intervista-monologo, a dispetto dei 10 minuti concessi ieri a Dario Franceschini. Di cosa ci si stupisce? “Berlusconi – dice Franceschini – e’ la solita minestra riscaldata, ormai lo conosciamo fa la stessa campagna elettorale dal ’94 e oggi vota chi allora aveva tre anni. E’ ora di cambiare pagina, di investire sul futuro e di guardare avanti”. E a chi gli chiede quale sia la più grande menzongna di berlusconi risponde: “Per dirle tutte dovrei stare qui 15 anni”.

Voli di Stato, una questione di serietà. Dopo l’iscrizione di Silvio Berlusconi nel registro degli indagati, Franceschini ha definito la ricerca della verità ”un atto dovuto. Spetta alla magistratura accertare eventuali reati e non alla politica ma poi c’e’ un problema di serietà e di moralità della politica. Se un’indagine di questo tipo rafforzi o meno a livello politico il premier e’ un tema che può appassionare politologi o sondaggisti. Ma a me non interessa. Al di là dell’indagine che spetta alla magistratura, c’e’ un altro problema: i voli di Stato sono pagati con i soldi dei contribuenti e in un momento di crisi abusarne vuol dire andare contro quell’obbligo di serietà che la politica deve prendere per non sprecare i soldi dei cittadini in un momento di difficoltà. I voli di Stato vanno usati solo dove non arrivano trasporti di linea e solo da cariche politiche senza amici e conoscenti. E’ un problema di serietà e moralità della politica. In Inghilterra un ministro si è dimesso perché il marito aveva comprato in albergo un filmino che non si sa se era porno. Pensiamo alla differenza con noi qui in Italia per quanto riguarda i voli di Stato, che differenza in termini di moralità”

Gli straordinari poteri di Franceschini. Sulle accuse del premier, che lo vede il burattinaio che muove i fili di stampa estera e magistratura, Franceschini ironizza: “Siamo arrivati al ridicolo: si dice che dietro la stampa estera ci sono io che chiamo i direttori e poi chiamo anche i magistrati e dico ‘fate questa indagine, fate quest’altra’. E sì ho un potere straordinario. Berlusconi ha detto che io dico menzogne. Ho tanti difetti ma non dico menzogne. Questo e’ il paradosso dei paradossi”.

Povertà, la nascondono ma esiste. Dopo la valanga di no del governo alle proposte del PD, Franceschini torna sull’argomento povertà, rivolgendosi proprio al presidente del Consiglio: “A Berlusconi vorrei dire che i poveri non si vedono, non hanno voce, ma ci sono e sono tanti. In Italia c’e’ un problema di fame e il mio impegno e quello del PD è di dare voce ai poveri. L’Istat ha certificato che ci sono 980 mila famiglie sotto la soglia di povertà ed e’ per queste persone che noi avevamo proposto una ‘tassa’ sui ricchi, che avrebbe permesso di recuperare 500 milioni di euro per aiutare i poveri”.

La crisi è un problema psicologico? Lo dica ad un precario. Fra le categorie più indifese e da tutelare con più urgenza ci sono i precari. “Il governo – ha detto il leader PD -ha stabilito che sia dato il 20% della retribuzione mensile non in un mese ma in un anno ai precari che perdono il lavoro. Questo equivale a 35 euro al mese ed e’ una vergogna. Vogliamo intervenire? Qui non c’entra la destra e la sinistra, e li sfido ad andare da un precario che ha votato a destra e dire: ‘Ho bocciato la proposta del Pd di dare un assegno di disoccupazione a tutti i precari solo perché è una proposta dell’opposizione. Berlusconi ha detto che il diluvio è passato. Vada da un precario che ha perso il lavoro e gli dica: e’ un problema psicologico, con un po’ di ottimismo passa. Voglio vedere la reazione di queste persone”.

www.partitodemocratico.it, 5 giugno 2009

1 Commento

  1. Erika dice

    All’appello di Franceschini, vorrei aggiungere anche quello di Veltroni che ho trovato sul web

    Un voto contro l’egoismo e la paura

    Per questo nostro grande e sfortunato paese il Partito Democratico è la principale speranza. Non è solo il mondo a guardarci con preoccupazione e disagio. E’ la sensazione che vive ciascun italiano, chiunque ami davvero la sua Patria. E’ capitato molte volte nella storia di questo paese che a questa coscienza non si accompagnassero comportamenti elettorali conseguenti. E così si sono vissute stagioni politiche che, specie nelle loro fasi conclusive, hanno prodotto crisi profonde. Crisi sociali e crisi del modo di pensare. Spesso una eclisse di quei valori: Il senso di solidarietà, la rettitudine, il talento, l’operosità, la generosità individuale e collettiva che hanno accompagnato i momenti migliori della nostra storia nazionale, a cominciare dalla ricostruzione.
    Una società fondata sull’egoismo è una società violenta. La destra sta edificando un paese violento. Violenza reale, mai così diffusa. E violenza nei rapporti tra le persone. Il paese è tornato a vivere nell’odio e la frantumazione di ogni rete di relazione – tra giovani e anziani, tra italiani e immigrati, tra deboli e forti, tra Nord e Sud – spezza l’anima migliore della nostra Italia.
    Non so quanto tempo ci vorrà, ogni giorno che passa così è un giorno perduto per le nuove generazioni, ma il paese girerà pagina. E quando lo farà dovrà trovare il riformismo, ciò che ha conosciuto a sprazzi, ciò che è stato sempre interrotto da reazioni e conservatorismi. Il riformismo, come quello che mostra il suo volto, nel disegno di un mondo nuovo di Barack Obama.

    Il riformismo, l’unica soluzione perché questo paese ritrovi le virtù civili e il senso di giustizia che oggi appaiono sepolte. Ma il riformismo non è una etichetta falsificabile. Il riformismo è coerenza, è coraggio del cambiamento, è sfida ad un vecchio mondo. Ed è, soprattutto, una grande strategia. Un progetto politico che deve vivere nella società, che ha bisogno per affermarsi di essere coltivato con amore e disinteresse da parte di tutti.

    Il riformismo può e deve essere la speranza per un paese che acquisisca progressivamente consapevolezza della devastazione prodotta da un lungo ciclo della destra.

    Dopo quasi dieci anni di governo, più di Reagan e della Thatcher, senza aver conosciuto riforme importanti il paese avrebbe ora bisogno di una stagione di ripresa, di serenità, di legalità e di diritti. Avrebbe bisogno di un patto tra produttori per garantire la crescita e il lavoro. Avrebbe bisogno di politici capaci di mettere al primo posto gli interessi generali e, così, di riformare insieme le istituzioni e renderle ciò che oggi non riescono ad essere fino in fondo: moderne, efficienti, espressione della democrazia del nuovo secolo.

    Per questo il voto al Partito Democratico è essenziale. Nessuna demagogia porterà il paese fuori da questo tunnel. Solo il riformismo salverà l’Italia e la terrà saldamente agganciata all’ Europa. Un voto perso al PD rallenta questo possibile e urgente sbocco della crisi italiana.

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