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Intercettazioni, Pd: ddl acceca ‘occhi elettronici’

L’ On. Ferranti: il Governo spunta le armi dello Stato nella lotta alla criminalità. “Il ddl intercettazione acceca i cosiddetti ‘occhi elettronici’ e mette a serio rischio la sicurezza dei cittadini perché limita in modo sconsiderato la possibilità di usare le intercettazioni nel corso delle indagini”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta l’equiparazione delle riprese visive e audio visive alle intercettazioni telefoniche contenute nel ddl Alfano. “Lo scontro politico ‘Ghedini-Maroni’ ha prodotto un mostro giuridico che non tiene conto neanche delle perplessità del procuratore Antimafia, Pietro Grasso che avevano portato il comitato dei nove a votare la scorsa settimana una modifica per superare i problemi derivanti dalla equiparazione delle intercettazioni alle mere riprese visive. Nella redazione del maxiemendamento il governo non ne ha però tenuto conto per cui tutto ciò che sarà video ripreso senza l’autorizzazione preventiva – spiega Ferranti – sarà inutilizzabile ai fini processuali. E così grazie al Governo anche in presenza di un filmato che riprende una rapina o uno stupro quella prova non potrà essere usata nei confronti dei malfattori. Siamo all’assurdo! Inoltre, dall’equiparazione delle videoriprese alle intercettazioni anche la polizia non potrà più predisporre un apparato di ripresa se non in presenza di ‘evidenti indizi di colpevolezza’ e di un’autorizzazione del Tribunale. Ovvero con molto ritardo rispetto al momento in cui si compie un reato. Insomma – conclude – con questo provvedimento il governo spunta le armi dello Stato nella lotta alla criminalità e vanifica lo sforzo degli amministratori locali e delle forze di polizia per sorvegliare i propri territori e per prevenire e reprimere i reati”.

1 Commento

  1. Adduso dice

    Per come la vedo io dal mio relativo quanto modesto pensiero.

    A volte bisogna però pure chiedersi come mai si è arrivati a questo punto ?

    E’ solo colpa degli altri ?

    E’ solo colpa di noi popolo italiota che ormai siamo come inebetiti?

    Ma se con un po’ di umiltà, che sembra essere sparita negli ultimi anni dalla nostra generale cultura, immaginassimo che forse c’è qualcosa di sbagliato anche nelle nostre personali o collettive azioni ?

    Più nello specifico, ma non è che l’opposizione non si sa fare capire oppure non sa comunicare o ancora quando rappresenta al popolo italiano che le scelte di questo centro destra si riveleranno un boomerang, come già si nota in altri campi, vedi sanità, scuola, lavoro, economia, ecc., ha preso la singolare usanza (peraltro sintomatica di una possibile insicurezza), di mettere sempre avanti ai carri i magistrati, gli economisti, le istituzioni, la costituzione, e praticamente mai la gente comune.

    La gente comune, anche se relativamente informata, istruita, ecc., sa bene che nello Stato, i magistrati, gli alti istituzionali, gli economisti, la stessa costituzione fatta da uomini (Sicilia, luglio 1943, “… questo essere vostro padrone”), insomma i blasonati intelletti prepagati o anche pagati per l’occasione, non sono e non possono essere naturalmente e pure per incompatibilità con la nostra religione cattolica, gli inviati o le tavole di dio, come invece palesemente insiste (per opportunismo o anche forse per essere un possibile “avamposto”) ad esempio in generale il centro sinistra e soprattutto una parte di esso (idv).

    Quindi, sempre a mio modesto avviso, in questo specifico caso della castrazione delle intercettazioni, il centro sinistra doveva scendere in strada (si sa da mesi che le avrebbero frenato)e chiamare il popolo per spiegare alla gente comune che questa vicenda delle intercettazioni si ritorcerà contro i cittadini, e a vantaggio delle “caste”, della mafiosità, della criminalità, ecc., esponendo il tutto in maniera semplice.

    Ad esempio, io credo di averla compresa (e poi riportata nel mio post su cuntrablog) dopo avere ascoltato in una tv locale le semplici quanto chiare parole di un noto magistrato reggino in prima fila contro la ndrangheta (lo “stile” di questo magistrato mi pare, per quello che posso avere appreso nel mio piccolo, alla “Falcone”, seppure poi in 10+16 anni di esperienza in trincea, questo “stile” non l’ho quasi mai riscontrato in altre istituzioni).

    Insomma l’opposizione e soprattutto il centro sinistra, doveva e deve rivolgersi al popolo con la semplicità e chiarezza di quei genitori coscienziosi e maturi che parlano con serenità ai propri figli, senza invece, come sempre e come al solito, anteporre e sfoggiare la pomposità timorosa delle istituzioni come fossero dei totem da adorare e servire senza se e senza ma, perchè poi la gente comune e soprattutto i giovani (che non a caso poi votano pure paradossalmente lega) hanno tra l’altro e notoriamente imparato (a cominciare dagli anni di scuola) che per naturale necessità di sopravvivenza, davanti a lamafiadellostato bisogna assecondare e annuire, ma poi, ad esempio nelle urne, si può pure reagire, combinando però a mio mero avviso, dei paradossi come quelli delle elezioni recenti.

    Il centro sinistra, farebbe bene a considerare che la “ombra” collettiva dei despota, che al tempo del fascismo rappresentavano nella quotidianità locale le Istituzioni, si è palpabilmente rinnovata nei meandri mentali della gente, e tanto è vero questo, che nel centro destra, guarda caso, evitano visibilmente da alcuni anni (quanto meno formalmente, perché probabilmente hanno i professionisti del cervello che gli danno queste indicazioni) di materializzarla.

    Il centro sinistra riacquisti personalità, dignità, indipendenza, orgoglio, invece di continuare a fare il maggiordomo delle istituzioni, quelle stesse che negli anni ’70, a sinistra si chiamavano “boiardi”.

    Rimetta i cittadini italiani al centro del campo, il resto dovrebbero essere solo i servitori del popolo e non, come praticamente e notoriamente oggi, i loro padroni auto referenziati insieme alla politica.

    Se il centro sinistra (sempre il tutto a mio modestissimo pensare), non effettua un’autoanalisi dei propri errori, non può combattere contro quelli degli altri.

    Basterebbe solo un po’ di sana umiltà, invece che questa generale ostentata boria politico-istituzionale, che solo a starle vicino si rischia quanto meno l’influenza.

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