Giorno: 8 settembre 2010

«Se la scuola cade a pezzi», di Tito Boeri e Fausto Panunzi

Il Ministro Gelmini è stata molto presente nel dibattito pubblico estivo, intervenendo ad esempio sui contrasti tra il Premier Berlusconi e il Presidente della Camera Fini, sui licenziamenti della Fiat o semplicemente parlando della sua vita privata. Non ha neanche trascurato i suoi doveri di Ministro dell’Istruzione, rassicurando le scuole paritarie che i fondi a loro destinati non sarebbero stati toccati. Ma nulla ha detto e, soprattutto, fatto per l’edilizia scolastica. Nessun piano per migliorare gli edifici scolastici in cui le famiglie italiane manderanno tra pochi giorni i loro figli. Secondo i dati disponibili, due edifici su tre hanno più di 30 anni. Di questi solo il 22% è stato ristrutturato. Certo, c’è la crisi. Certo, è importante che i conti pubblici restino in equilibrio. Ma gli investimenti nella scuola e nell’università sono irrinunciabili per un Paese che non voglia perdere terreno nella competizione internazionale. C’è sempre chi dice che i problemi della scuola sono ben altri, ma crediamo che tutti siano disposti a riconoscere che è difficile lavorare bene in scuole con aule a …

"La sinistra non c’entra, i precari sono aumentati con Craxi e la Dc", di Fabio Luppino

Gelmini contando sulla scarsa memoria di politici e commentatori lancia slogan che non hanno alcun fondamento storico e anche politico. L’ultimo è il seguente: l’abnorme numero di precari è colpa della sinistra. Proviamo a spiegare quanto questa affermazione faccia a botte con la realtà delle cose. I precari della scuola hanno seguito lo stesso percorso del debito pubblico. Il rigonfiamento senza ritorno si ebbe nel decennio 1980-1990 che mai vide alla guida del governo un uomo di sinistra. Erano gli anni del pentapartito di Craxi, degli sfondamenti, dell’onda lunga, della magnifica epoca in cui si dilapidava il patrimonio pubblico e si fece raddoppiare il debito con pratiche che l’inchiesta Tangentopoli svelò nelle più trite degenerazioni. E a fare i ministri della Pubblica Istruzione si succedettero nell’ordine Valitutti (Pli), Bodrato-Falcucci- Galloni-Mattarella-Bianco-Misasi (tutti Dc). Erano anche gli anni in cui si bandivano concorsi (quello alle Poste divenne leggendario) per cinquemila posti che, per motivi elettorali, vista la breve durata di alcuni esecutivi, venivano artatamente elevati a quindici-ventimila, anche se non servivano. Nella scuola, che ancora viveva della …

"Il vicolo cieco dello scontro", di Cesare Damiano

È giusta la richiesta, avanzata da Confindustria, di una convocazione straordinaria da parte del governo delle forze sociali per mobilitare tutte le energie disponibili per la crescita economica. Ma è un errore la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici del 2008 decisa ieri da Federmeccanica. In questo modo non si favorisce la via della ripresa del dialogo. Proprio perché è giunto il momento di ricercare le condizioni per nuove relazioni sindacali e per la definizione di un quadro normativo per la categoria che sia condiviso da tutte le organizzazioni sindacali. Uno sforzo necessario se si vuole affrontare al giusto livello la sfida della competitività nella globalizzazione. Sfida che richiede come ingrediente fondamentale un alto senso di responsabilità e di coesione. Anche se, come assicura il ministro Tremonti, non ci dovesse essere alcun crollo, l’autunno che sta iniziando ci prospetta una situazione produttiva e occupazionale da brividi, con migliaia di aziende in difficoltà – è emblematico il caso Fiat – e 600mila posti di lavoro a rischio tra pubblico e privato. Se mai ce ne fosse …

"Istruzione, la linea suicida della Gelmini", di Vittorio Emiliani

Da anni l’Italia spende poco e male per l’istruzione. Ma con questo governo spende sempre meno e sprofonda al penultimo gradino fra i 33 Paesi dell’Ocse, lontanissima da Scandinavia, Usa, Regno Unito, o Francia, lontana da Austria e Portogallo. Dal 5%circa di PIL del governo Prodi al 4,7 % indicato dall’Ocse prima dell’ultima sciagurata manovra. Il ministro Gelmini prende lo spunto per gloriarsi dei suoi tagli sulla pelle dei precari sostenendo che il rapporto “spinge ad andare avanti con le riforme”. Quali, se per ora l’intero comparto – dalle materne all’Università – viene sottoposto ad una dieta delle più debilitanti? Avremmo capito se avesse mantenuto inalterata la spesa e destinato una quota maggiore ad investimenti in strutture, edifici, laboratori, servizi di supporto, e ad incentivi al merito. No, siamo di fronte ad un governo che sa solo calare la scure su istruzione, cultura e ricerca, cioè sul futuro del Paese. Una linea suicida. Tanto più che l’Italia detiene già la “maglia nera” dei laureati. Stiamo infatti andando (ma con le discusse lauree brevi) verso il …

"Una scelta sbagliata", di Sergio Romano

Se gli incontri del presidente del Consiglio con il capo dello Stato fossero frequenti e regolari (persino sotto il fascismo Mussolini veniva ricevuto dal re una volta alla settimana), quello preannunciato ieri non avrebbe suscitato un particolare interesse. Ma il prossimo accadrà dopo una fase durante la quale gli incontri sono stati rari, e al presidente della Repubblica, per di più, verrà chiesto di ricevere non soltanto il presidente del Consiglio, ma una specie di delegazione composta da Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. I temi della discussione, a giudicare dalle dichiarazioni del leader della Lega, saranno verosimilmente la sostituzione di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera dei deputati e, in prospettiva, la possibilità di elezioni anticipate. Sembra quindi che i leader dei due partiti della maggioranza abbiano deciso di alzare il livello della crisi, di renderla istituzionale e di appellarsi per la sua soluzione al capo dello Stato. A me sembra che sull’opportunità di questa iniziativa possano farsi alcune osservazioni amare. In primo luogo non ha molto senso deplorare gli interventi del capo dello Stato …

"Scuola e famiglia, il patto saltato. La vera riforma è ripartire da qui", di Marco Rossi-Doria

Il tema della scuola è il tema decisivo per chi vuole costruire un’alternativa in questo Paese. Perché ci interroga – tutti – su cosa vogliamo per le future generazioni. Riguarda certamente cosa e soprattutto come si apprende oggi. Che è cosa diversa da ieri e diversa da quel che c’è. Dobbiamo e possiamo proporre una riflessione su questo. Ma ancor prima c’è un altro tema. Che chiama al dibattito. Sono cambiati per sempre i fondamenti sui quali si è a lungo basata la scuola. Infatti è saltato il patto implicito tra scuola e famiglia. Manca, più in generale, il patto tra adulti. Che sta alla base del rivolgersi alle nuove generazioni con vero rispetto e autorevolezza. I docenti di oggi non possono più dare per scontato l’accordo con i genitori dei propri alunni com’è stato per decenni. Né possono farlo gli allenatori sportivi, i capi scout, gli animatori delle parrocchie, ecc. Questa rottura del patto tra adulti ha molte cause. Che riguardano il nostro comune paesaggio antropologico e vanno ben oltre l’essere di destra e …

"Il pugno di ferro degli industriali", di Luciano Gallino

Il contratto nazionale di lavoro dovrebbe svolgere due funzioni fondamentali: perseguire na distribuzione del Pil passabilmente equa tra il lavoro e le imprese, e stabilire quali sono i diritti e i doveri specifici dei lavoratori e dei datori.Diritti e doveri al di là di quelli sanciti in generale dalla legislazione in vigore. La disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici da parte di Federmeccanica compromette ambedue le funzioni, a scapito soprattutto dei lavoratori. Caso mai ve ne fosse bisogno. I redditi da lavoro hanno infatti perso negli ultimi venticinque anni almeno 7-8 punti sul Pil a favore dei redditi da capitale (dati Ocse). Perdere 1 punto di Pil, va notato, significa che ogni anno 16 miliardi vanno ai secondi invece che ai primi. Questa redistribuzione del reddito dal basso verso l´alto ha impoverito i lavoratori, contribuito alla stagnazione della domanda interna, ed è uno dei maggiori fattori alla base della crisi economica in corso. Quanto ai diritti, sono sotto attacco sin dai primi anni ´90 e la loro erosione ha preso forma della proliferazione dei contratti …