Giorno: 3 settembre 2010

"Il diritto all’istruzione e la Costituzione. Genitori-cittadini, è l’ora della sveglia", di Marina Boscaino

Classi come nuovi ghetti e il più grande licenziamento del settore: ecco l’esito della “riforma”. Dico a voi, genitori, nonni, zii, ragazzi. Cittadini. Lo so, la lettera è “vetero”, come ci hanno fatto credere di idee, principi, valori su cui vorrei riflettere. Svenduti dall’aggressività neoliberista e dal macabro progetto culturale di chi ci governa: come la lettera, roba d’altri tempi. Comodo per plasmare menti e coscienze al pensiero unico: sbarazzare il campo da ogni ostacolo. E far pensare che alcune radici della Repubblica puzzinodi stantio. La Costituzione, ad esempio. Che va invece tutelata da retorico buonismo, inerzia e manipolazione, rivendicando, con orgoglio e passione, il mandato attribuito a noi insegnanti dalla Carta: formare cittadini consapevoli. È sempre più difficile, da questo non-luogo a cui hanno ridotto la scuola. Fuori dai cancelli, i ragazzi si trovano in un mondo che li sollecita esattamente nella direzione opposta: il re per una notte, il tronista, il famoso, lo spiato che ammicca alla telecamera. Maschere (tragiche) dell’ossessione collettiva, prese in prestito dalla videocrazia per sostanziare la realtà. La scuola …

Se ci tagliano l'informazione ci rubano la libertà

“La decisione più politica che possa esser presa è dove dirigere gli occhi della gente”* Si può riassumere con questa frase di Wim Wenders, la lezione di Michele Santoro sull’informazione, tenuta sia alla Festa Democratica nazionale di Torino. Conflitto d’interesse, dignità del lavoro e il compito dell’opposizione di disegnare un nuovo progetto per il paese. La riflessione di Santoro si snoda tra questi temi. “Bersani dice di sentire puzza di fogna. La puzza che sente è il conflitto d’interessi”. Ci si deve chiedere perché ci si preoccupa della “moglie di Cesare”, andando a scavare nelle vicende della coppia Fini-Tulliani ma, al tempo stesso, non ci si chiede come mai i circoli della libertà sono nati a Milano e Palermo “in palazzi e situazioni di persone contigue alla mafia?”, perché il Corriere si scandalizza se Dell’Utri viene contestato sul Lago di Como e non lo fa con la stessa forza e la stessa decisione la stessa persona, con 2 condanne alle spalle, per mafia, resta in Senato e dice “meglio essere definito mafioso che cornuto, con …

Grazie Presidente

Sentiamoci pronti a fare qualcosa per questa patria che ci chiede libertà, lavoro, giustizia e pace. Coraggio, ve lo dico io che ho passato da 2 anni i 90. Questa Costituzione chiede di essere amata, conosciuta e aggiornata bene. Non perdete la speranza. Auguri e tanta pazienza, tanta pazienza ma viva. Viva”. Oscar Luigi Scalfaro alla Festa Democratica in una splendida lezione di amore e orgoglio per l’Italia. Sono venuto qui volentieri. Sarà un antica tradizione, forse pensieri superati, ma non per una persona di 90 anni: chi è stato il Presidente del Consiglio non si sottrae mai dalla vita politica e a dare qualche consiglio”. Questo è solo uno stralcio dell’applaudito intervento del Presidente Oscar Luigi Scalfaro oggi alla Festa nazionale del Pd. Una vera lezione di politica e d’amore per l’Italia e per la sua Costituzione, conclusa con una vera ovazione da parte del pubblico quando il presidente ha salutato tutti con l’augurio che “questa Costituzione chiede di essere amata, conosciuta e aggiornata bene”. Intervistato da Guido Dell’Aquila, vice direttore di Rai3, Scalfaro …

"I numeri del Ministro Gelmini", di Manuela Ghizzoni

Nella conferenza stampa di avvio dell’anno scolastico (che consiglio vivamente di riproporre nelle prossime settimane affinché le affermazioni del Ministro non siano velocemente dimenticate), in una atmosfera di surreale estraneità rispetto alla drammatica situazione in cui è stata trascinata la nostra scuola pubblica, il Ministro Gelmini ha potuto propinare le “sue” verità sugli effetti dei provvedimenti assunti nel corso dei due anni trascorsi dal suo insediamento. La sceneggiata dell’arroganza del potere, sostenuta dalle menzogne, merita repliche puntuali e documentate che il Partito Democratico fornirà nel corso della mobilitazione delle prossime settimane scuola per scuola, come ha preannunciato il segretario Bersani. Oggi mi limito a commentare alcune fantastiche affermazioni del Ministro. Il tempo pieno Il tempo pieno (ma sarebbe più corretto chiamarlo tempo a 40 ore, poiché l’assenza delle compresenza ne ha mutato il modello didattico) è aumentato nel biennio 2009-11 in virtù dell’introduzione del maestro unico e dell’abolizione delle compresenze. Secondo le fonti ministeriali, l’aumento coinvolgerebbe il 29% delle classi (nel 2008-09 era il 26,9%) A maggio un comunicato ministeriale parlava di 37.275 classi a …

"Questione di classe", di Chiara Valerio

«Se si vuole far passare l’idea che 200mila precari sono frutto della Finanziaria e dell’azione del governo Berlusconi, allora non sono disponibile». Nessuna persona di vago senso comune, categoria alla quale io credo appartenga il Ministro Gelmini, può esserlo. Tuttavia, nessuna persona di vago senso comune può sostenere che i 200mila precari rappresentino o lo scarto spontaneo delle interazioni tra tentativi di riforma dell’istruzione pubblica, crisi economica e mercato del lavoro o marionette agitate da una forza politica forse trascendente, e di certo cospiratoria. I precari sono cittadini, sono elettori, hanno inclinazioni politiche, religiose e sessuali, hanno doveri e diritti, hanno condiviso, con il Ministro Gelmini e con i componenti dell’attuale Governo, l’esperienza di andare a scuola e dunque dell’accesso all’istruzione e alla conoscenza, e possono diventare protagonisti di un cambiamento sociale. La protesta dei precari, degli insegnanti di ruolo, del personale scolastico, degli studenti rende manifesto che il problema politico sotteso al problema economico sociale, è la gestione della conoscenza in quanto risorsa e ricchezza, in quanto bene collettivo potente e condizionante lo sviluppo …

Napolitano: «In Italia ci vuole una seria politica industriale», di Gerardo Pelosi

Dopo la standing ovation al Palazzo del cinema al Lido per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano oggi il ritorno in terraferma a Mestre, già cuore con Portomarghera, della cultura industriale ed operaista italiana che oggi vive una delle crisi peggiori. L’occasione la cerimonia per l’inaugurazione di una piazzetta intitolata al dirigente dell’ex Pci e amico di Napolitano, Gianni Pellicani. «Credo sia giunto Il momento per Il Paese – afferma il Presidente della Repubblica – di dotarsi di una seria politica industriale secondo i principi dell’economia di mercato e in ossequio ai principi della libera competizione». Napolitano non nasconde la sua preoccupazione per gli effetti della crisi ma è soprattutto l’occupazione giovanile che desta maggiore allarme perché «intorno ad essa si stringono tutti I nodi della crisi». E qui Napolitano cita gli studi che evidenziano come «quote consistenti di giovani non siano impegnati né nei processi formativi, né in quellqi lavorativi né di addestramento al lavoro». Ecco perché, secondo Napolitano, «dobbiamo dare risposte a questi problemi tenendo pero’ conto dei limiti. Esistenti nelle risorse finanziarie …

"D'Alema e Cofferati in coro: Marchionne sta sbagliando", di Simone Collini

«Marchionne ha compiuto degli errori e ha assunto degli atteggiamenti sbagliati», dice Massimo D’Alema dall’area dibattiti Norberto Bobbio, in Piazza Castello. «Per lui Pomigliano non è un incidente di percorso bensì un modello, ma così si nega il rispetto della Costituzione e si finisce per smontare il Contratto nazionale », dice Sergio Cofferati dalla sala Adriano Olivetti, zona dibattiti della libreria della Festa nazionale del Pd. Presidente del Copasir ed europarlamentare si sono trovati più volte in passato su posizioni contrapposte, specialmente sul tema del mercato del lavoro e dell’azione del sindacato, specialmente quando il primo era presidente del Consiglio e il secondo segretario generale della Cgil. Ma oggi sulla Fiat e sulle ultime mosse del suo amministratore delegato i due concordano su più di un punto. D’Alema riconosce a Marchionne «una forte personalità» e sostiene che si debba «interloquire» con lui: «Bisogna avere anche il coraggio di relazioni industriali di maggiore collaborazione ». Ma in quest’ultima fase, aggiunge di fronte al migliaio di persone stipate sotto il tendone montato a Piazza Castello, ha «compiuto …