Giorno: 17 settembre 2010

«Piovono tagli sull'università», di Roberto Ciccarelli

La riforma Gelmini dell’università verrà discussa dalla Camera a partire dal prossimo 15 ottobre. Il calendario strettissimo è stato stabilito ieri dalla commissione cultura dove è iniziato il secondo round della discussione su un provvedimento che cancellerà il ruolo dei ricercatori, moltiplicherà il numero dei docenti precari e trasformerà gli atenei italiani in un feudo a disposizione dei rettori e dei docenti ordinari. «Mi pare che ci stiamo avvicinando al traguardo», ha affermato il ministro Gelmini in occasione dell’avvio del dibattito in commissione, dopo avere ricordato che la sua riforma «è frutto di un lavoro di due anni e di una consultazione amplissima» con la comunità universitaria. Nessun accenno alla protesta dei ricercatori che si riuniranno in assemblea domani alla Sapienza di Roma, né agli innumerevoli pronunciamenti degli organi accademici che in tutti gli atenei italiani si sono espressi contro una riforma che non è mai stata accompagnata dal consenso di chi lavora nelle università e dal favore degli studenti che dovrebbero trovare nell’università una prospettiva per il proprio futuro. E nessuna parola su una …

«Le mani della lega sulla scuola pubblica», di Salvatore Settis

In attesa che Bossi riceva l´annunciata laurea honoris causa da un qualche Ateneo presuntivamente celtico, la Lega allunga le mani sulle scuole pubbliche. È di domenica la notizia della scuola di Adro «leghizzata» con gran dispiego di «sole delle Alpi» dai banchi al tetto; intanto a Bosina di Varese la moglie di Bossi dirige la scuola «dei Popoli Padani», privata ma con una dotazione di 800.000 euro decisa dal governo con la cosiddetta «legge mancia» (Il Giornale.it, 13 settembre). È dunque il momento giusto per interrogarsi sui meriti culturali di Bossi, che fanno tutt´uno coi progetti scolastici del suo partito. Secondo i suoi detrattori, il futuro dottore sarebbe capace solo di gestacci, insulti alla bandiera ed altre volgarità: grandi virtù comunicative, meglio di una tesi di laurea. Ma gli orizzonti culturali di Bossi sono assai più ampi. In un discorso del 27 gennaio 2004, dal titolo Dio salvi la Padania (visibile sul sito della Lega), egli traccia addirittura un quadro della «rottura geopolitica del mondo» dopo l´11 settembre, colpa di «Roma ladrona» oltre che dell´attacco …

«La nemesi dei ricercatori», di Sergio Luzzatto

Nell’attuale protesta dei ricercatori, l’università e la politica italiane raccolgono quanto hanno improvvidamente seminato da una quindicina d’anni a questa parte. Il caso di Bologna – dove i vertici dell’ateneo hanno posto un ultimatum ai ricercatori, minacciando di assumere docenti a contratto per garantire i corsi che i ricercatori stessi si rifiutano di tenere – è la punta di un iceberg: in forme appena meno virulente, un identico contenzioso esiste in tutte le nostre università, e l’inizio dell’anno accademico si presenta a rischio dovunque. Stando così le cose, è giusto che l’insieme dell’opinione pubblica, ma prima ancora i più diretti interessati (gli studenti universitari e le loro famiglie) abbiano la possibilità di veder chiaro almeno sui termini del problema. Chi ha ragione e chi torto? Hanno ragione gli atenei, nel momento in cui richiedono ai ricercatori di svolgere “regolarmente” i loro compiti didattici, o hanno ragione i ricercatori, nel momento in cui negano che fra tali compiti sia compresa una titolarità diretta dei corsi? Per rispondere alla domanda, occorre ricostruire in due parole la storia …

Festa Pd Modena-Ponte Alto: Università: tra confronto e scontro

Questa sera a Modena alla festa del Partito democratico a partire dalle ore 21 nella sala Abitcoop, confronto sull’università tra centrodestra e centrosinistra. Saranno di fronte l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione istruzione e Cultura della Camera, e l’on. Paola Frassinetti, vicepresidente della stessa commissione. Condurrà il dibattito Anna Ferri di E’ Tv.

L´Italia perde tutte le poltrone ecco il declino dall´Onu alla Ue

Assente nelle istituzioni internazionali, e Draghi rischia alla Bce. Deteriorata l´immagine all´estero, i posti chiave a Spagna, Germania e Francia. Nel 2000 Prodi guidava l´Europa, Monti e Bonino commissari, Ruggero al Wto. Quattro sconfitte in quattro partite. L´Italia esce (ancora una volta) con le osse rotte dall´ultima tornata della Champion´s League della diplomazia internazionale. Massimo D´Alema, lanciatissimo verso il titolo di Mister Pesc, è stato superato sul filo di lana dall´inglese Catherine Ashton nella corsa al ministero degli esteri Ue. Mario Mauro, candidato tricolore (e dato favorito dai bookmaker) come presidente del Parlamento europeo, è stato battuto dall´outsider polacco Jerzy Buzek. Giulio Tremonti, vista la mala parata, si è ritirato in “zona Cesarini” dalla corsa al vertice dell´Eurogruppo. E, nei giorni scorsi, l´ultimo schiaffo: nella girandola della riorganizzazione degli ambasciatori Ue, Roma è uscita con le ossa rotte: due sedi conquistate (Albania e Uganda) su 29, contro le 5 della Spagna e i pezzi più pregiati (Cina e Giappone) finiti a Germania e Austria. Un eccezione? No, purtroppo è la regola. «Siamo nel punto più …

"Scienziati italiani in classifica" di Mauro Degli Esposti

Recentemente stilata dalla Via-academy, la classifica dei migliori scienziati del nostro paese permette di dare uno sguardo d’insieme all’impatto scientifico degli italiani nel mondo. Con qualche sorpresa. Intanto, non tutte le discipline esportano lo stesso numero di cervelli. I rettori non sono in genere i primi della classe. E in più, il nuovo sistema mette in discussione consolidate classifiche dei professori più bravi ottenute con altri metodi. Per la prima volta è possibile dare uno sguardo d’insieme all’impatto scientifico degli italiani nel mondo. La classifica dei top italian scientists stilata recentemente dalla Via-academy produce una sintesi del meglio della ricerca italiana sulla base dell’indice “h” di Hirsch. Calcolato con un metodo omogeneo per tutte le discipline, il valore di “h” misura l’impatto degli scienziati italiani che lavorano in Italia o all’estero. Qui presento una sintesi di nuove informazioni che emergono dall’analisi della classifica, che ora contiene 578 nomi. In primo luogo, quanti e dove sono i bravi ricercatori italiani? Queste domande non avevano finora una risposta esauriente. IL METODO Come sono stati selezionati i nomi …

"La ripresa rallenta, Paese in declino, persi 480mila posti di lavoro in 3 anni", di Roberto Mania

Polemica da parte dell´Agenzia delle entrate: le imprese non riconoscono i nostri sforzi. L´Italia è un paese in declino che rischia davvero di perdere il treno della ripresa. Essere fuori dalla recessione non vuol dire essere fuori dalla crisi. L´ultimo rapporto del Centro studi della Confindustria non lascia spazio al facile ottimismo. Anzi. «Nella ripresa la performance dell´Italia è tra le peggiori, così come lo era stata nella recessione. La crisi ha portato bruscamente al pettine i nodi strutturali che rendono meno attrattivo e dinamico il paese», sintetizza il report illustrato ieri dal direttore del Centro studi Luca Paolazzi. Dunque un´economia che cresce poco (+1,2 per cento quest´anno e +1,3 il prossimo rispetto a un +1,6 previsto in precedenza), con meno occupati (ne abbiamo già persi 480 mila nella recessione e solo il prossimo anno cresceranno dello 0,4 per cento), con consumi sostanzialmente fermi (+ 0,4 per cento nel 2010 e + 0,7 per cento nel 2011). Un´Italia che con questi ritmi, e le sue zavorre, tornerà ai livelli di crescita pre crisi solo nel …