Giorno: 15 settembre 2010

"L'anniversario della Disunità" di Adriano Sofri

Tutto alla rovescia. L’Italia è sfatta, basta finir di disfare gli italiani. Si intitolarono piazze, anche la più bella, a Trieste, all’Unità d’Italia. Sembrerà almeno un po’ buffo correggere in “Piazza Divisione d’Italia”. Ma qualcosa bisognerà inventare, perché nel riavvolgere il Risorgimento all’indietro siamo andati lontano. E la celebrazione del prossimo anno sarà una commemorazione. Dice Bossi che il federalismo è cosa fatta. Il federalismo no, e Cattaneo è solo usurpato: ma uno sgretolamento avaro e rancoroso sì, e abbastanza irreversibile. In certe reazioni il sindaco Vassallo ammazzato ad Acciaroli è sembrato affare riservato al già Principato inferiore del Cilento. Perfino l’antica guerra fra cultori del Risorgimento e suoi detrattori in nome delle insorgenze e della conquista coloniale del Sud, benché riesacerbata, va ormai fuori bersaglio. Quella era una storia fratricida dunque anche fraterna. Fratelli d’Italia, anche l’un contro l’altro armati. Carlo Pisacane, biondo e socialista e martire (a Sanza, il lato del Cilento dirimpetto a Pollica) aveva un fratello, Filippo, rimasto, lui, ufficiale borbonico, e fra i due non venne mai meno mai l’affetto …

Guidando contromano (Newsletter n° 8 – settembre 2010)

L’anno scolastico che prende avvio in questi giorni si annuncia carico di problemi a causa delle scelte politiche della destra. La scuola e l’università sono state utilizzate negli ultimi due anni come un bancomat dal Governo Berlusconi-Bossi, che ha impoverito il sistema educativo e giustificato i tagli con la necessità di riformare il sistema dell’istruzione. Il PD è consapevole che tale sistema deve essere innovato, e per questa ragione abbiamo sempre fatto un’opposizione dura, ma mai pregiudiziale e con proposte alternative. Ma le necessarie innovazioni sono state usate come uno specchietto per le allodole per nascondere una mera operazione di riduzione di risorse, eludendo la domanda di fondo: i capitoli di spesa che riguardano la scuola, il sapere, la ricerca, la formazione, l’università devono essere considerati, da uno Stato che ha l’ambizione di posizionarsi nella fascia alta delle economie mondiali, come costi o benefici? Sono una spesa o un investimento? Perché se prescindiamo dalla consapevolezza che si tratta di un investimento essenziale per sostenere la crescita sociale ed economica a lungo termine del Paese, allora …

Il più grande licenziamento di massa

Al via la scuola voluta dalla Gelmini. Una riforma che di storico ha solo una parola: il fallimento. Alle tre famose “I” del programma di Berlusconi (Inglese, Internet, Impresa) si è sostituita la sola i di Ignoranza. E ad Adro il sole delle alpi leghista è su tutti i muri della scuola – Al tg1 Bersani porta la lista della spesa data ai bambini. Ieri sera Pier Luigi Bersani, intervistato al tg1, ha portato la “lista della spesa” consegnata il primo giorno di scuola a tutti i bambini di una scuola elementare di Roma: ”Io mi chiedo -ha commentato Bersani- se possiamo andara vanti con dei traccheggiamenti mentre il paese ha di questi problemi!”. “Sarà una riforma storica”. Questo è stato il pensiero del ministro Gelmini all’apertura del nuovo anno scolastico. E sicuramente sarà “storica” perché, mai prima d’ora, si era assistito al più grande licenziamento di massa della storia. Talmente epocale, che il ministro eviterà di partecipare a qualunque inaugurazione e non per falsa modestia ma semplicemente per evitare i fischi. Il vero traguardo …

Sparare si può? «Pensavano fossero migranti», di Umberto De Giovannangeli

«Io immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave di clandestini». Parola di Roberto Maroni, ministro dell’Interno della Repubblica italiana. Parole incredibili. Parole agghiaccianti. L’«immaginazione» del titolare del Viminale rimanda a scenari inquietanti. A non detti terrificanti: hanno scambiato il peschereccio (italiano) per una nave con clandestini. Domanda: signor ministro, ma su una nave di clandestini è lecito, giustificabile, sparare mitragliate ad altezza d’uomo? E farlo usando motovedette regalate dall’Italia al «Gendarme del Mediterraneo», al secolo Muammar Gheddafi? Domande che restano senza risposta. Per il Governo italiano gli spari contro il peschereccio «Ariete» sono da considerare un «incidente». SOLO UN INCIDENTE «Penso che si sia trattato di un incidente grave, ma pur sempre un incidente: studieremo le misure perché non accada più, quello che è successo l’altro ieri sera (domenica, ndr) è un fatto che non doveva accadere e la Libia si è scusata», ripete Maroni a Mattino5. Un incidente… Ben diversa è la valutazione della Procura di Agrigento. Danneggiamento di navi e tentativo di omicidio plurimo aggravato: sono i reati ipotizzati, contro ignoti, …

Debito record

ll debito pubblico italiano tocca un nuovo record: 1.838,296 miliardi di euro. Francesco Boccia: “I dati di Bankitalia confermano ciò che diciamo da mesi. Se veramente hanno intenzione di andare avanti così, fra tre anni saremo alla bancarotta”. Brutte notizie da Via Nazionale: il debito pubblico italiano, a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a quota 1.838,296 miliardi di euro; il dato è contenuto nel supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla Finanza pubblica. A giugno, il disavanzo era pari a 1.822 miliardi di euro, mentre un anno fa (luglio 2009), si attestava a 1.754,7 miliardi. In dodici mesi l’aumento è dunque di 83,596 miliardi, pari al 4,76%. Nello stesso periodo, l’aumento del Pil è stato di circa l’1%: inevitabile pertanto che il rapporto deficit-Pil sia peggiorato. Sul fronte delle entrate tributarie, il saldo è negativo: sempre secondo Palazzo Koch, nelle casse dello Stato sono affluiti a luglio 36.225 milioni di euro; erano stati 41.116 a giugno e 37.905 a luglio dell’anno scorso 2009. A …

Frattini sta con la Libia (che forse spara agli immigrati)

Il governo dà la colpa al peschereccio e rafforza i dubbi sui sistemi di Tripoli. Il ministro degli esteri Frattini riferirà oggi in parlamento su quanto è successo domenica fra la Sicilia e la Libia. Nel frattempo, però, dà la colpa al peschereccio italiano: «Sapeva benissimo di pescare illegalmente». La tesi sostenuta dai libici, i quali rivendicano una competenza territoriale sul Golfo della Sirte che la comunità internazionale non riconosce. E il ministro dell’interno cerca di derubricare tutta la vicenda a semplice incidente, smentito dal comandante del peschereccio italiano aggredito dai libici. E spiega che forse c’è stato un errore di interpretazione: «Posso immaginare che abbiano scambiato il peschereccio per una barca con a bordo clandestini». Parole che suscitano inquietudine e il sospetto, nell’opposizione dem, di eventuali accordi segreti che possano autorizzare l’uso delle armi nei confronti dei clandestini. da Europa Quotidiano 15.09.10 ****** “Gheddafi dilaga, nessuno lo ferma. E la Cei è dura”, di Fabrizia Bagozzi Il comandante del peschereccio: «Sapevano che eravamo italiani» Il ministro egli esteri riferirà oggi alla camera su ciò …

"La lezione del Presidente", di Massimo Giannini

La democrazia rappresentativa intesa come premierato di comando. Il consenso popolare declinato come assenso populista. Il Parlamento svilito a gran bazar. Nella fase discendente del ciclo berlusconiano, tocca ancora una volta al Capo dello Stato l´esercizio di una “pedagogia repubblicana”, senza la quale l´Italia di oggi rischierebbe una deriva sudamericana. A Salerno, dove nel ´44 Palmiro Togliatti annunciò la sua “svolta” contro il fascismo, Giorgio Napolitano impartisce la sua “lezione” al berlusconismo. È prima di tutto una lezione di ordine politico. Non è vero che il ricorso al popolo è sempre «il sale della democrazia», come hanno ripetuto spesso in queste settimane il Cavaliere e i suoi scudieri. E non è vero che il ricorso al popolo «è il balsamo per ogni febbre». Il messaggio del presidente della Repubblica è chiarissimo. Ha una portata generale: in democrazia la sovranità appartiene certamente al popolo, che tuttavia la esercita nei modi e nelle forme previsti dalla Costituzione. Ma ha anche una portata specifica: nelle condizioni attuali, non si può immaginare di risolvere un problema interno alla maggioranza …