Giorno: 5 settembre 2010

"La storia di Shana. Ottenere la cittadinanza è un percorso ad ostacoli", di Stefano Morselli

Shana è nata in Sri Lanka, ma sta da sempre in Italia, ove è arrivata ancora in fasce. Ora ha 26 anni, abita a Reggio, ha una bimba piccola, lavora alla Camera del Lavoro e studia giurisprudenza all’Università di Parma. Naturalmente, parla perfettamente la nostra lingua. Le è capitato anche, avendo vinto una apposita borsa di studio, di “rappresentare” il nostro (e suo) Paese in Danimarca. Però, sta ancora aspettando un pezzo di carta che attesti il suo diritto alla cittadinanza, per la quale ha fatto domanda tre anni fa. Di storie come queste ce ne sono tante. Persone che vivono, lavorano, pagano le tasse, sono perfettamente integrate,ma devono affrontare un lungo e tortuoso percorso ad ostacoli per essere ufficialmente considerati cittadini italiani. Non basta nemmeno, per i bambini e i ragazzi figli di genitori immigrati da altre nazioni, essere nati qui, aver frequentato le nostre scuole: sulla base della legge attualmente in vigore, fino a 18 anni continuano ad essere “stranieri”. Poi si vedrà, dipende se trovano un lavoro, se hanno un buon rendimento …

"Il neoministro alla sfida risorse", di Carmine Fotina

Prima il rebus sul ministro, poi il problema, non da poco, delle risorse. Il nuovo corso dello Sviluppo economico, una volta nominato il successore di Scajola, partirà con una dote ridotta. L’ultima manovra economica ha sancito nel triennio tagli per 2,6 miliardi di euro e per il 2011 quasi un terzo delle riduzioni complessive dei ministeri graverà sul dicastero di via Veneto. Non è un dato facile da assorbire, soprattutto perché da due anni a questa parte sono andati a vuoto tutti i tentativi di reperire nuovi fondi condotti dall’ex ministro Claudio Scajola, dimessosi il 4 maggio per lo scandalo Anemone e l’affaire dell’appartamento con vista sul Colosseo. Una breve cronistoria può essere utile per capire quanto, oggi, sia arduo varare strategie industriali di largo respiro. Nel novembre 2008 al ministero viene predisposto un ambizioso piano da oltre 5 miliardi da sottoporre al Cipe, dalle bonifiche delle aree industriali da rilanciare (2 miliardi) alla banda larga (800 milioni) agli investimenti al Sud (1,8 miliardi). Non se ne farà niente e qualche mese dopo, a marzo …

"Napolitano: Europa, più coraggio", di Dino Pesole

Parla di Europa, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e dell’assoluta necessità che il Vecchio Continente proceda con passo spedito e con unità di intenti nell’affrontare la sfida che la crisi lascia in eredità a tutti i governi: quella con la crescita e l’occupazione. Per il quarto anno consecutivo, Napolitano raccoglie le sue riflessioni sul futuro dell’economia europea e nazionale in un messaggio trasmesso in videoconferenza dal Quirinale al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Tradizionale e qualificato appuntamento in cui economisti, imprenditori, banchieri, politici e ministri si confrontano sulle sfide e gli scenari globali, europei e nazionali dell’autunno. L’enfasi sulla necessità che l’Europa imbocchi senza indugi la strada di una più compiuta integrazione politica e istituzionale è tutt’altro che casuale. Proprio domani e martedì i ministri delle Finanze si riuniranno a Bruxelles in un vertice straordinario, chiamato a riscrivere, nell’ambito della task force guidata dal presidente permanente dell’Unione, Herman Van Rompuy, gli assi portanti del nuovo patto di stabilità e di crescita. Oltre la soglia del 60% nel rapporto debito-Pil, si terrà conto anche di vari …

"La nave dei folli ritornerà", di Barbara Spinelli

Non è cosa semplice vivere da precari, e non solo per via dei soldi che son pochi e del posto di lavoro permanentemente effimero, inaffidabile. Non è semplice muoversi tra persone che parlano di crisi e non la conoscono, parlano di futuro come se fosse una categoria ancora sicura, difendono appartenenze etniche locali nascondendo che dipendiamo dal mondo – e dall’Europa – assai più che da patrie municipali o nazionali. Neppure è molto facile contemplare l’affaccendarsi sfaccendato dei governi, così simile all’ambulare disordinato descritto da Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi: «Non fanno nulla pur essendo sempre in agitazione» (2 Ts 3,11). Tutti questi agitati ambulanti pensano di poter chiudere la parentesi della scarsa crescita e promettono, senza pudore, che presto la parentesi si chiuderà. I precari sono soprattutto giovani, ma non solo: anche nelle età medie capita di entrare in orbite dell’esistenza dove niente si solidifica. L’Istat constata: un giovane su quattro è senza lavoro, e una gran parte rinuncia a cercarlo. Tre milioni sono precari, sconsideratamente trattati come retroguardia. In realtà sono un’avanguardia, …

Carpi, la ripresa è ancora lontana

La conferma arriva dai dati del ministero dello Sviluppo economico. Ghizzoni: “La crisi colpisce in primo luogo le aziende meccaniche”. L’on. Manuela Ghizzoni del Pd commenta i dati del monitoraggio statistico su industria e aree di crisi riguardanti l’area carpigiana. Ecco la sua nota. «I dati del monitoraggio statistico su industria e aree di crisi del Ministero dello sviluppo economico testimoniano lo stato di difficoltà dell’economia carpigiana. Il dato che riguarda Carpi denuncia che i lavoratori in cassa integrazione straordinaria nel periodo 2008 e 2010 ammontano a ben 1077. Dati aggiornati risulterebbero ancora più allarmanti perché, come sappiamo, in termini occupazionali le conseguenze più pesanti della crisi economica e finanziaria esplosa nell’agosto del 2007 si sono manifestate nel corso degli ultimi mesi. Alcune importanti aziende e cooperative carpigiane, storicamente connesse al tessuto produttivo locale, sono state pesantemente coinvolte dalla crisi. Gli allarmi delle associazioni datoriali e sindacali sono pertanto giustificati e trova conferma il quadro preoccupante emerso dai dati forniti dal comune di Carpi, nel luglio scorso, sulla crescita della cassa integrazione e del tasso …

"Dal dietrofront al mercato dei seggi", di Curzio Maltese

Dal video messaggio di Berlusconi ai suoi venditori o promotori arrivano una notizia buona e una cattiva, ma entrambe grottesche. La buona novella è che il premier ha deciso di rinunciare alla legge sul processo breve. La cattiva è che ha deciso di inaugurare un altro fronte in difesa del porcellum elettorale, a lui gradito proprio per questo. Gli consente, per esempio, di promettere un seggio sicuro ai traditori di Fini, al di là della volontà degli elettori. Un elogio della porcata. Cominciamo dalla buona notizia.. Dopo tre mesi sprecati a far barricate in Parlamento, in piena crisi economica, il premier si arrende e annuncia il ritiro del «processo breve». Una «norma giusta e anzi assolutamente doverosa» ha spiegato «che però la sinistra e i suoi giornali hanno fatto diventare uno scandalo». Com´è noto, il principio di non contraddizione è sospeso nel suo caso da molti anni. La verità è che la legge non sarebbe mai passata. Grazie non tanto alla timida sinistra e a (pochissimi) giornali, ma alla rivolta morale di larghissima parte dell´opinione …

Vogliono il confronto? Allora sia vero

Piero Fassino e il Presidente del Senato, Renato Schifani hanno discusso delle “Istituzioni alla prova” sul palco della Festa Democratica. In un clima teso per la contestazione di una ventina di manifestanti, si è parlato di soluzioni immediate per la ripresa politica e per affrontare le riforme di cui l’Italia ha bisogno. A fine dibattito, telefonata di Bersani a Schifani per esprimere solidarietà e rammarico per quanto accaduto. Il presidente Napolitano: “Deploro l’intimidatoria gazzarra contro Schifani”. Dibattito sì, prevaricazione no Un dibattito tra parti distanti con idee per il bene dell’Italia. Questo è stato, o ha provato di essere, l’incontro tra Piero Fassino e il Presidente del Senato, Renato Schifani sul palco della Festa Democratica di Torino. Il condizionale è legato al tentativo di una ventina di “grillini”(*) che, in tutti i modi, ha provato ad impedire che la seconda carica dello Stato potesse parlare. Ciononostante, grazie anche all’intervento del moderatore Giuliano Giubilei e della platea democratica che era intervenuta per ascoltare e non per boicottarlo, il dibattito ha dato importanti punti di riflessione. Nell’impossibilità …