Mese: Settembre 2010

I vescovi alla Gelmini: "non speculi sulla pelle dei giovani"

Si può scrivere e suggerire, come f al’Avvenire, ieri, nell’editoriale, che «bisogna salvare l’essenziale», fermare le«strumentalizzazioni», guardare i bambini, i «nostri cerbiatti», i «nostri bambini-giaguaro» negli occhi, pensarli come un «plotone d’esecuzione» che ci mette «al muro delle nostre responsabilità» e considerare che «non c’è reato più grave oggi in Italia che trattare male la scuola». Oppure si può fare lo sciopero della fame per sedici giorni e poi gridare che «la scuola è l’ultimo baluardo di democrazia in questo paese», che «se cediamo sulla scuola non c’è più nulla», che «i tempi sono maturi per una grande mobilitazione, entro settembre, in difesa dell’istruzione e delle pari opportunità per tutti, i figli dei contadini come di questi onorevoli che guadagnano tanti soldi»,come fanno, sotto il sole di piazza Montecitorio, Giacomo Russo e Caterina Altamore, i due precari palermitani, tecnico di laboratorio lui, maestra elementare lei, diventati simbolo di questa stagione di proteste,appena iniziata. Con manifestazioni spontanee e digiuni, in tutta Italia. L’essenziale, per dirla con il quotidiano dei vescovi, dovrebbe passare comunque. È il grido …

Bossi: "Berlusconi premier dimezzato ormai c´è il rischio delle elezioni", di Massimo Calandri Emanuele Lauria

«Berlusconi? È un premier dimezzato». Non è tenero nel giudizio Umberto Bossi. E a Chiavari rispolvera il linguaggio duro, da comizio, che più gli è congeniale. E che stavolta gli è utile a mettere in guardia il Cavaliere dai rischi di una rottura nel Pdl: «Spero che Fini non vada fuori. Altrimenti il presidente del Consiglio avrà difficoltà a fare qualsiasi legge». È questo, appunto, il profilo di un primo ministro «dimezzato»: «Lo vedo male, malissimo – prosegue Bossi davanti alla platea leghista radunata nella cittadina ligure – Povero Berlusconi: sarà costretto a chiedere i voti dell´Udc in ogni momento». Parole che, da un lato, confermano il lavoro di mediazione della Lega per far riavvicinare i due cofondatori del Pdl: il ministro Roberto Calderoli ha contattato il sottosegretario finiano Roberto Menia e i due si sono dati appuntamento per un colloquio. Ma l´intervento di Bossi rilancia l´ipotesi di elezioni anticipate. Anche perché il Senatur a Chiavari sottolinea che, comunque vada, lui e Berlusconi «saranno gli unici a rimanere al governo, perché gli unici ad avere …

Zubin Mehta contro Bondi «Il ministro è senza vergogna», di Stefano Miliani

Il direttore d’orchestra Zubin Mehta attacca senza mezzi termini il ministro Bondi: nel gestire male la crisi delle fondazioni liriche e tagli annessi “è senza vergogna”. Il ministro s’arrabbia perché la parola della star internazionale del podio è ascoltata, è interprete raffinato e popolare a un tempo, e il maestro non è certo un “no global” né un comunista. Poi, in soccorso di Bondi, interviene Capezzone. Ci mancava da qualche ora. Mehta è il direttore del Maggio musicale fiorentino. È a Mantova dove domani e domenica dirige il Rigoletto di Verdi nei luoghi e nelle ore dell’opera (un’operazione già fatta con la Tosca di Puccini a Roma e a Parigi con la Bohème). Indiano, di casa a Firenze, ama il peperoncino ma non è per questa sua golosità che ora si pepato o – come dichiara – «cattivo». Nella città lombarda debutta come baritono e protagonista Placido Domingo. «Spero che il Rigoletto sia d’ispirazione – interviene Mehta – spero che il governo che taglia a tutti i teatri lo guardi». Mehta si riferisce al Carlo …

"Lo studente precario", di Francesco Merlo

Più risparmi e più sprechi. Vale per la Gelmini il vecchio paradosso del mulattiere di Casal Pusterlengo che, per incrementare i guadagni, limitava i costi della paglia. Alla fine le uscite divennero zero ma senza paglia l´asino morì. Dunque la mulattiera Gelmini toglie la paglia agli studenti, ne intruppa trenta per classe con punte di trentacinque/trentasette a Roma, a Viterbo, a Pavia, a Mantova, a Reggio Calabria… La nostra ministra mulattiera elimina gli insegnanti precari ma trasforma in precari gli allievi, li rende paurosi come i vecchi. Degrada infatti i laboratori in pollai, abbatte il trend del capitale cognitivo, diminuisce la quantità e la qualità del sapere. Insomma, ammazza l´asino. Andate a guardare i dati della nostra inchiesta e capirete il rumore sordo che si leva dalla scuola prima ancora che cominci. C´è un malessere distribuito nei vari provveditorati del sud e del nord, i presidi si sentono accerchiati, c´è qualcosa di più e di peggio rispetto alla ritualità e se volete al conformismo della ciclica protesta. Sicuramente fa paura il peggioramento in un solo …

"Se si dimentica quanto costa al paese la disoccupazione", di Paolo Leon

Si può fare a meno di una politica industriale? La domanda non è retorica, perché in sede europea la politica industriale è, in realtà, proibita. A Bruxelles, da sempre, si identifica la politica industriale con pratiche protezioniste, che contrastano con i principi di concorrenza fondativi dei trattati comunitari. Naturalmente, il protezionismo riappare sempre sotto nuove forme in diversi settori e diversi paesi dell’Unione. Ad esempio, un paese come l’Inghilterra, che gode di un mercato finanziario molto sviluppato, tende a concentrare su di sé la massima quantità di scambi finanziari, proteggendo la propria specializzazione (acquistando, ad esempio, le borse di altri paesi). Oppure, grandi imprese pubbliche fingono di essere private, come l’Electricité de France, le Landesbank in Germania, l’Eni in Italia, realizzando formidabili protezioni entro i propri confini. La produzione militare è sempre stata protetta, perché anche nella Comunità europea le politiche nazionali di difesa hanno un trattamento particolare. Grandi conglomerate, non perseguite come forme monopolistiche da anti trust europeo o nazionale, concentrano nel paese di origine direzione e proprietà. In fondo, anche la differenziazione del …

Donne e lavoro nella realtà

Roberta Agostini, Susanna Camusso, e Alessia Zaninello, dibattono dal palco della Festa Democratica nazionale di Torino sul ruolo e sulle possibilità della donna nella politica e nella società italiana. Il dibattito si è aperto ricordando il dramma di Sakineh, la donna iraniana condannata a lapidazione per ‘presunto adulterio’, dal tribunale di Teheran. Roberta Agostini, Responsabile Salute e Conferenza delle donne della Segreteria nazionale del Pd, ha ribadito che “il Partito Democratico sostiene l’appello contro questa atrocità, in favore di una donna che è punita per una libera scelta di vita”. La Agostini ha sottolineato l’impegno del Pd per le donne. La Conferenza delle donne prevista dallo Statuto del Pd, è tra gli organismi più importanti del partito e sia nella Segreteria, sia nella Direzione, le donne sono presenti al 50%. “La Conferenza delle donne – ha detto – è il luogo dove si costruiscono campagne per promuovere il ruolo delle donne nella società e nella politica”. Parlando della crisi economica, Roberta Agostini ha evidenziato “come la disoccupazione femminile continui a scendere, infatti l’Istat ci ha …

"Il diritto all’istruzione e la Costituzione. Genitori-cittadini, è l’ora della sveglia", di Marina Boscaino

Classi come nuovi ghetti e il più grande licenziamento del settore: ecco l’esito della “riforma”. Dico a voi, genitori, nonni, zii, ragazzi. Cittadini. Lo so, la lettera è “vetero”, come ci hanno fatto credere di idee, principi, valori su cui vorrei riflettere. Svenduti dall’aggressività neoliberista e dal macabro progetto culturale di chi ci governa: come la lettera, roba d’altri tempi. Comodo per plasmare menti e coscienze al pensiero unico: sbarazzare il campo da ogni ostacolo. E far pensare che alcune radici della Repubblica puzzinodi stantio. La Costituzione, ad esempio. Che va invece tutelata da retorico buonismo, inerzia e manipolazione, rivendicando, con orgoglio e passione, il mandato attribuito a noi insegnanti dalla Carta: formare cittadini consapevoli. È sempre più difficile, da questo non-luogo a cui hanno ridotto la scuola. Fuori dai cancelli, i ragazzi si trovano in un mondo che li sollecita esattamente nella direzione opposta: il re per una notte, il tronista, il famoso, lo spiato che ammicca alla telecamera. Maschere (tragiche) dell’ossessione collettiva, prese in prestito dalla videocrazia per sostanziare la realtà. La scuola …