Mese: Settembre 2010

"Un ministro senza vergogna", di Francesca Puglisi*

Il libro dei sogni del ministro Gelmini contrasta con la drammatica realtà della scuola e dei problemi che si riverseranno sulle famiglie: l’anno scolastico parte con 50.000 classi senza insegnanti, 16.000 scuole senza presidi, 8 miliardi di euro in meno in tre anni e 170.000 lavoratori della scuola pubblica lasciati per strada dopo anni di lavoro. Il resto sono solo chiacchiere e numeri che non hanno alcun riscontro nella realtà. I nostri ragazzi toccheranno con mano i problemi della scuola, vivendo in aule sovraffollate, sopportando interminabili ore di lezione frontale, con la matematica somministrata come una purga e la fisica o l’informatica studiata sui libri e non nei laboratori, grazie al taglio degli insegnanti tecnico pratici. La Gelmini pensa di raggiungere l’obiettivo imposto dall’Europa 2020 di dimezzare la dispersione scolastica, legando gli studenti ai banchi con le pesanti catene dell’ordine e disciplina e non accendendo in loro la passione per la scoperta e la conoscenza, unendo il sapere al saper fare. Le bugie del Ministro saranno smascherate dai genitori che scopriranno quanto preziosi erano i …

Un milione di lavoratori e molte aziende a rischio

C’è un ministero vuoto a Roma, in via Molise. Ma non si tratta di ferie prolungate perché lo Sviluppo Economico è senza guida dal 4 maggio. “Uno scandalo”. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, definisce ai microfoni del Tg di La7 l’interim di Silvio Berlusconi al ministero dello Sviluppo economico, che dura dal 4 maggio, data in cui il titolare Scajola si è dimesso. “Nello stesso periodo – ha spiegato il leader del Pd – abbiamo almeno un milione di persone coinvolte dalla cassa integrazione, abbiamo decine di migliaia di piccole imprese che sono saltate o stanno saltando, abbiamo una industria ancora nei guai. Nessuno se ne preoccupa”. Bersani ha aggiunto che “questa è la prova maggiore del totale disinteresse di questo governo verso i dati reali della situazione italiana”, non dimenticando i precari della scuola e tutti i lavoratori che “vengono lasciati a casa dalla sera alla mattina senza uno straccio di ammortizzatore. Se ne occupa qualcuno in questo Paese? O continuiamo a chiacchierare solo dei problemi di Berlusconi?”. Per Luigi Zanda,vicepresidente …

Italiani di nome ma stranieri di fatto

Alla Festa democratica si discute dell’integrazione etnica. Livia Turco: “Occorre creare una nuova unità di Italia non solo con il federalismo ma soprattutto con l’integrazione. È da qui che nasce la grande campagna politica di autunno del Pd per fare in modo che chi nasce e cresce in Italia sia italiano” immagine documento È con un po’ di commozione che Livia Turco ha introdotto il suo intervento alla Festa Democratica di Torino. Il ricordo delle battaglie fatte alla fine degli anni ’90 proprio nel capoluogo piemontese per l’integrazione etniche in alcune zone a rischio come San Salvario e la promulgazione della legge sulla condizione dello straniero (L.40/98) proposta insieme all’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le hanno dato quella spinta in più per prendere a cuore la soluzione al problema dell’integrazione degli stranieri in Italia. “Torino è un’eccellenza nelle politiche per l’integrazione – ha dichiarato la Turco –, una città abituata alla collaborazione e al dialogo. Con Napolitano iniziammo proprio qui, nel quartiere di San Salvario con grandi difficoltà. È bello vedere oggi che San …

Mentre la Gelmini fa propaganda, dai territori arrivano i problemi

“I precari da stamani in presidio permanente”, di Gabriele Orsini PISA. Da questa mattina i precari della scuola sono in presidio permanente di fronte al Provveditorato per protestare contro i tagli al sistema scolastico. “Scuola pubblica bene comune”, questo lo slogan inequivocabile scelto dagli insegnanti e dal personale tecnico-amministrativo. La decisione per questa nuova mobilitazione, emersa nel corso dell’ultima assemblea della Rete dei precari, arriva dopo il blitz in occasione delle nomine per ribadire l’opposizione alla riforma Gelmini e la necessità di difendere il diritto al lavoro. Dopo la grande visibilità che lo sciopero della fame del professor Rocco Altieri ha restituito alla mobilitazione, il presidio si pone l’obiettivo di proseguire in questa direzione. Sarà una giornata animata quella di oggi in via Pascoli, dove ha sede l’ufficio provinciale scolastico. Per festeggiare il successo della protesta dell’insegnante del Matteotti, stamattina un gruppo di studenti del corso serale “salvato” in extremis ha organizzato una performance teatrale a tema. Ma al di là della visibilità, il presidio permanente servirà a coinvolgere la cittadinanza e ad amalgamare intorno …

"Ballaman, il leghista recordman dell'auto blu", di Gian Antonio Stella

C’era da andare a prendere i parenti della moglie all’aeroporto? «Autista: la macchina!». Voleva vedere la partita di calcio Padania-Tibet? «Autista: la macchina!». Era invitato a pranzo dei suoceri? «Autista: la macchina!». Finché tutti questi viaggi poco istituzionali sono finiti in un dossier. Sul quale c’è un’inchiesta della Corte dei conti. Protagonista: il presidente del consiglio regionale del Friuli, Edouard Ballaman. Della Lega Nord. Il partito che era nato tuonando contro le auto blu. La dettagliatissima ricostruzione dell’uso disinvolto dell’auto di servizio da parte dell’alto esponente del Carroccio, già deputato per tre legislature e questore della Camera, è stata pubblicata dal Messaggero Veneto. Dove Anna Buttazzoni ha rivelato un elenco sconcertante di una settantina di «missioni» dure da spacciare come dovute a obblighi d’ufficio. Frequenti trasferte a Campongara (Venezia) a casa dei genitori della fidanzata e poi moglie Chiara Feltrin. Una puntata a Jesolo «da un notaio per rogito appartamento al mare». Una serata con la fidanzata al ristorante «Da Giggetto» a Miane. Un viaggio all’aeroporto di Venezia «con fidanzata per accogliere nonna e zio …

"Lo show di Gheddafi e le domande da fare", di Nadia Urbinati

Caro direttore, c’è qualcosa di sano, di straordinariamente sano nelle risposte delle hostess proletarie che hanno recitato la parte del pubblico nello show di Gheddafi nella Roma berlusconiana: la paga giornaliera è una cosa seria, le stupidaggini dei politici clown sono un pretesto. Sfogliando il Libro verde della rivoluzione libica ricevuto insieme al Corano come gadget della parata, una ragazza (che doveva premunirsi di restare anonima per non perdere il salario) ha cosí commentato, secondo le parole riportate dal giornalista di Repubblica: «Siamo qui per soldi, per noi è solo un lavoro». È un lavoro fare platea, anche perchè se non fosse per il compenso alle spettatrici, il nuovo profeta islamico non avrebbe avuto pubblico. Il pubblico lo si deve in qualche modo risarcire, e se non è la rappresentanzione che vale da risarcimento allora occorre pagare. A preoccuparsi debbono essere i cittadini italiani, dobbiamo essere noi: poichè la politica nel nostro paese ha generato nuove professioni, agenzie che fanno affari con lo spettacolo politico e i suoi attori. Questo è grave, e le ragazze …

Scuola: Ghizzoni (PD) "conferenza stampa Gelmini: 40 minuti di propaganda"

“Disagi per tutti e nulla sui precari. 40 minuti di propaganda per magnificare la ‘riforma epocale’ e per sottrarre alle responsabilità la sua parte politica che ha governato per 8 anni nell’ultimo decennio. Il ministro Gelmini ha negato le difficoltà oggettive dovute, alla drastica riduzione delle risorse finanziarie e umane che accompagneranno il prossimo anno scolastico a causa delle sue scelte. Evidentemente fuori da Palazzo Chigi docenti, precari, dirigenti, studenti e famiglie sono tutti in preda ad allucinazioni collettive circa il sovraffollamento delle classi, la riduzione degli insegnamenti e delle attività di laboratorio nelle scuole superiori, il tempo peinoe il tempo prolungato non concessi sebbene richieste dalle famiglie, precari che saranno estromessi dall’insegnamento a differenza degli anni passati. Questa e la realtà che il ministro cocciutamente non vuole vedere e neppure ascoltare visto il rifiuto di incontrare i precari che da giorni sono in sciopero della fame. Non si tratta di agitatori politici come vuol far credere il ministro ma di persone che difendono il loro lavoro. “ Lo ha dichiarato Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd …