Mese: Settembre 2010

"Il fastidio del Colle per i flop di Silvio", di Marcella Ciarnelli

Lo sconforto davanti allo scontro in atto nella maggioranza che ha riflessi sull’intera situazione politica. La preoccupazione per il futuro del Paese ancora alle prese con le difficoltà di una crisi che rischia di travolgere innanzitutto i giovani e il Mezzogiorno, gli anelli deboli della catena. Il fastidio per questo sentirsi continuamente tirare in ballo, da ultimo nell’elaborazione della legge sul “processo breve”, per cercare, da parte di chi lo fa, di sventarne il fallimento già all’orizzonte. Tant’è che i soloni giudiziari del premier stanno già ipotizzando norme sul divieto di acquisizione delle sentenze definitive e la negazione al magistrato di pronunciarsi sul numero di testimoni ammessi ai procedimenti. Espedienti che rivelano, per il solo fatto che vengono studiati, una sensazione di sconfitta prima ancora di ingaggiare la battaglia. C’è tutto questo dietro le parole dette dal presidente Napolitano, a Venezia in visita privata, che non ha voluto rinunciare a segnalare il profondo disagio di chi ogni giorno legge, lui per primo, tutto e il contrario di tutto. Che assiste ad accese discussioni su leggi …

Inno di Mameli a scuola, no della Lega "Siamo italiani, ma non ci sentiamo tali"

La vicenda a Ponteranica, il comune che cambiò nome alla biblioteca intitolata a Impastato Un consigliere del Pdl aveva chiesto l’affissione del testo di “Fratelli d’Italia” negli istituti del paese. Il Pdl vuole l’inno di Mameli a scuola, ma i leghisti lo bocciano perché “non si sentono italiani”. Succede a Ponteranica, il comune alla porte di Bergamo che lo scorso anno fu già al centro di una dura polemica per la decisione di cambiare nome alla biblioteca che era intitolata a Peppino Impastato. Stavolta c’è di mezzo l’inno nazionale. Il consigliere comunale della minoranza pdl Luca Oriani aveva presentato una mozione (seguendo l’invito della segreteria nazionale del partito) per chiedere l’affissione del testo di Mameli negli istituti scolastici primari e secondari di primo grado, con lo scopo di “promuovere tra gli studenti la conoscenza del loro inno nazionale, con la speranza di poter consolidare il sentimento di coesione e appartenenza ad una stessa Patria che dovrebbe accumunare tutti i cittadini”. La proposta è stata bocciata dal vicesindaco Giuseppe Minetti, che sostituiva il sindaco assente e …

"Non stiamo convincendo", di Pierluigi Castagnetti

Il problema del Pd, anzi dell’Italia, è la letargia morale che affligge la società italiana. Quando il corpo sociale dorme non vede, non sente, non reagisce. Fortunatamente la patologia di cui parliamo non è di natura organica. È stata infatti indotta da dosi fortissime di anestetici politico–mediatici ed è, dunque, reversibile. allora urgente darsi una strategia per risvegliare il corpaccione che sta dormendo. «La gente non si indigna più», mi diceva un amico insegnante, pensando al dramma che sta vivendo la scuola italiana. Sì, è vero, però chiediamoci se noi stiamo facendo il possibile per reiniettare gli antidoti efficaci, se, insomma, per caso anche noi, sia pure involontariamente, non favoriamo questo sonno. Sappiamo infatti che l’indignazione è una reazione morale, che nasce quando esplode il conflitto fra ciò che è esterno e ciò che è interno alla persona. Il problema allora è quello di aiutare i cittadini a liberarsi dal materiale tossico assorbito in questi anni («il Berlusconi che è in me» come diceva Gaber), e sostituirlo con sostanze pregiate sotto il profilo etico. Non …

"Un medico non si fa a colpi di crocette", di Ignazio Marino*

Caro direttore, sono 90 mila le ragazze e i ragazzi che oggi affronteranno i test d’ammissione alle facoltà di Medicina. Novantamila persone, ognuna con la sua storia, con la sua cultura, con la sua sensibilità, con la sua attitudine all’ascolto e alla solidarietà. Qualcuno saprà fin dove Alessandro Magno spinse i confini del suo impero, altri riconosceranno i versi di Pavese, in molti sapranno dire chi era Ippocrate. Ma nessuno sarà in grado di rispondere alla domanda: fare il medico è un mestiere o una missione? Nessuno potrà farlo, semplicemente perché questa domanda non figurerà tra quelle 80 alle quali il medico del 2016 dovrà rispondere in queste ore. A nessuno di loro verrà chiesto, neanche in un colloquio psico-attitudinale, perché vuole fare il medico, com’è nata la sua vocazione. Se c’è. Credo che una cultura generale sia necessaria per affrontare il mondo, ma per essere medico oltre che per farlo occorre avere dentro anche empatia, senso di responsabilità, capacità di prendersi cura dell’altro, attitudini che nessuna crocetta su un test a risposta multipla potrà …

"La riscoperta di un telegiornale", di Curzio Maltese

Nella vita pubblica italiana c´è soltanto una cosa peggiore del teatrino della politica ed è il teatrino del giornalismo televisivo. Prevedibile, fatuo, servile, in mano da vent´anni a una casta d´intoccabili, i domatori del circo mediatico. Quando vengono interrogati, hanno sempre una scusa pronta: non hanno tempo, soffrono di stress (questa parola orribile), sono preoccupati per la crisi economica, per la guerra in Afghanistan, per le prossime vacanze in Italia, per la salute della madre, per le prossime elezioni politiche, per una partita a bridge con il cugino; e se hanno più di un figlio, li accusano di essere incapaci di giocare, perché litigano incessantemente. Poi, come è naturale, qualsiasi cosa accada, «tutta la colpa è sempre della società». L´inchiesta inglese rivela una condizione tremenda. Sebbene si proclamino intelligenti e progrediti, gli uomini del 2010 hanno perduto quella che Goethe chiamava «la natura originale» e Leopardi «il primo uomo». Hanno ucciso la loro anima infantile, che dovrebbe accompagnarli sino alla morte. Appena l´infanzia muore o si esaurisce in noi, si spegne l´immaginazione, il cuore, l´intelligenza, …

"Muore dov’era nato: l’agonia Pdl a Milano", di Francesco Lo Sardo

Pessime notizie per la destra milanese sempre più alle corde sul mega-progetto del 2015. Di tutte le disgrazie che gli sono capitate – e che in gran parte s’è procurato da solo – quella della morte annunciata dell’Expò 2015 che dalla berlusconianissima Milano finirà a Smirne, in Turchia, è forse la peggiore di tutte. Peggio del terremoto dell’Aquila, della festa di Noemi a Casoria, dei rendez-vous con le escort, della bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta, della rivolta di Fini. L’Expo dalla Padania all’Asia minore. Un fallimento epico dai forti connotati simbolici, una parabola rovinosa che porta la firma di Berlusconi: che smaschera anni di retorica sul “governo del fare”, straccia le maschere di cartapesta della propaganda, scioglie il cerone su un logoro make-up incapace di coprire le profonde ferite, non più solo le rughe, della carcassa del Pdl del nord. Ieri il ben informato Italia Oggi ha dato definitivamente per spacciata la celebrazione a Milano di Expo 2015. Smirne, città turca “del fare” assai più efficiente della metropoli del centrodestra meneghina “del …

"Il piano del Cavaliere per votare a marzo", di Claudio Tito

All´accordo non ci crede. Dei “finiani” non si fida. «Le elezioni a marzo sono quasi inevitabili». Silvio Berlusconi non vede più spazi di manovra. Il percorso che porta ad un´intesa con il presidente della Camera è «strettissimo». Anzi, nonostante il batter d´ali delle “colombe”, lo considera sbarrato. Al punto di preparare una vera e propria road map che porti al voto anticipato in primavera e alla definizione di un “salvacondotto” prima che le eventuali sentenze di condanna diventino definitive. E soprattutto prima che l´incubo della pena accessoria, quella dell´”interdizione dai pubblici uffici”, diventi esecutiva. Discorsi che ieri nella riunione con Umberto Bossi e martedì nel summit con il ministro della Giustizia Alfano e con Niccolò Ghedini, il premier ha deciso di esplicitare. «Come potete pensare – ha chiesto ai suoi interlocutori – che io vada avanti con delle persone che manifestamente puntano a distruggermi?». Il Cavaliere è pronto a un passo indietro solo in presenza di una «totale adesione» dei finiani al testo sul processo breve. «Ma non mi pare che questo sia il loro …