Giorno: 8 febbraio 2011

Bimbi rom, il dolore di Napolitano "Diamo case dignitose ai nomadi", di Giovanna Vitale

Giorgio Napolitano interviene sulla morte di quattro bimbi rom causata da un incendio a Roma: «Mai più campi insicuri. Diamo ai nomadi case dignitose» ha detto il presidente della Repubblica visitando la camera ardente. È bufera su Gianni Alemanno, accusato di essere intervenuto tardivamente. Ma il sindaco della capitale fa sgomberare le altre baracche della tragedia e promette: «Realizzeremo delle tendopoli». Dal capo dello Stato alla vicepresidente della Commissione europea, dal cardinale vicario di Roma a Famiglia Cristiana: è lungo l´elenco dei richiami indirizzati al sindaco Gianni Alemanno all´indomani della morte dei quattro bimbi rom, arsi vivi nel campo abusivo di Tor Fiscale. «Una tragedia che pesa dolorosamente su ciascuno di noi e che ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio comunità che da accampamenti di fortuna, degradati e insicuri, debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi», è il monito lanciato ieri dal presidente Giorgio Napolitano, che nel pomeriggio ha voluto incontrare la famiglia di Raul, Fernando, Patrizia e Sebastian, «orrendamente periti nel rogo del precario …

"Precari, assunzione o risarcimento", di Antimo Di Geronimo

Via libera alle immissioni in ruolo dei precari oppure agli aumenti di stipendio legati all’anzianità di servizio. Senza passare per l’autorizzazione del ministero dell’economia. Ma a patto che sia un giudice a disporlo. La normativa europea vieta sia la reiterazione delle supplenze che gli stipendi più bassi per i precari e siccome prevale su quella nazionale, legislativa o contrattuale, il giudice italiano può disapplicare la normativa interna applicando direttamente quella comunitaria. È questo il principio che si evince da due recenti sentenze di giudici del lavoro, le ultime di una lunga serie,depositate in questi giorni. La più recente è del 25 gennaio scorso, ed è stata emessa dal giudice del lavoro di Livorno (r.g. 428/2000), che ha disposto l’immissione in ruolo dei ricorrenti. E la seconda è del 3 gennaio, ed è stata emessa dal giudice del lavoro di Trieste (n.503/2010), che ha condannato l’amministrazione scolastica ad attribuire ai ricorrenti la ricostruzione di carriera. Le pronunce si inquadrano in un vero e proprio filone, ingenerato dal recente orientamento della giurisprudenza comunitaria, basato sulla direttiva 28/6/99/70 …

"Il fantasma azionista", di Ezio Mauro

Corrotti da decenni di cattiva digestione riemergono maleodoranti gli insulti dal passato. L´unica cosa su cui vale la pena ragionare, nell´attacco furibondo di Giuliano Ferrara a Gustavo Zagrebelsky, dopo la manifestazione di “Libertà e Giustizia” di sabato scorso a Milano, non sono gli insulti – di tipo addirittura fisico, antropologico – e nemmeno la rabbia evidente per il successo di quell´appuntamento pubblico che chiedeva le dimissioni di Berlusconi: piuttosto, è l´ossessione permanente ed ormai eterna della nuova destra nei confronti della cultura azionista, anzi dell´”azionismo torinese”, come si dice da anni con sospetto e con dispetto, quasi la torinesità fosse un´aggravante politica misteriosa, una tara culturale e una malattia ideologica invece di essere semplicemente e per chi lo comprende, come ripeteva Franco Antonicelli, una “condizione condizionante”. Eppure la storia breve del Partito d´Azione è una storia di fallimenti, che nel sistema politico ha lasciato una traccia ormai indistinguibile. Gli ultimi eredi di quell´avventura, nata prima nella Resistenza e proseguita poi più nelle università e nelle professioni che nella politica, sono ormai molto vecchi, o se …

Torino, provincia americana: ineluttabile? «No, una sconfitta», di Laura Matteucci

Questo è un paese con una classe politica di serie C, che viene trattato come tale da un manager globale. Noi ormai stiamo diventando, e sempre più diventeremo, al pari della Serbia, della Polonia, della Turchia ». Nella lettura dello storico e sociologo di Torino Marco Revelli su quanto sta accadendo in casa Fiat, non c’è spazio per improbabili, futuri rilanci, nè per margini di inconsapevolezza sui processi che stanno guidando al futuro la casa automobilistica. E la sua, a Torino (e non solo), è una lettura condivisa. Sono in molti a pensare che il benedetto incontro tra Marchionne e Berlusconi (al momento fissato per sabato) avrebbe dovuto avvenire molto tempo fa, e che adesso sia ormai troppo tardi per una vera trattativa, nessuno crede davvero ai mezzi passi indietro dell’amministratore delegato sul trasloco della testa del gruppo a Detroit in capo a unpaio d’anni.Nonperchè la politica in sè non potrebbe sparigliare le carte, «la politica insegna che nulla è ineluttabile», come dice Revelli, ma perchè questa classe dirigente ha già ampiamente dimostrato la propria …