Giorno: 5 febbraio 2011

16° Congresso dell’Anpi di Carpi, Ghizzoni: “Un dibattito ricco di riflessioni sulla condizione del Paese e fecondo di indirizzi per affrontarla”

E’ questa la ricchezza del congresso comunale dell’Anpi che si è svolto stamattina a Carpi. “Un confronto tra generazioni e tra donne e uomini che provengono da esperienze politiche differenti, ma che si sono ritrovati nell’impegno per la piena affermazione dei valori costituzionali, così come emersi dalla Lotta di liberazione” ha affermato l’On Ghizzoni nel suo intervento di saluto. “L’Anpi, organizzazione antifascista non partitica, con i suoi iscritti rappresenta un patrimonio pubblico della democrazia, imprescindibile per contrastare la deriva populista che oggi caratterizza il nostro Paese. Una deriva resa ancora più pericolosa dalla crisi economica e dallo sfaldamento della coesione sociale, dal progressivo discredito delle istituzioni e dalla perdita di senso del ruolo della politica: condizioni che potrebbero favorire l’affermazione di tensioni antidemocratiche” . “E’ una sfida che i tanti giovani iscritti all’Anpi assumono come prioritaria, insieme al testimone raccolto da coloro che furono Resistenti per restituire libertà agli italiani e dignità al Paese.”

Oltre Berlusconi con i nostri valori: onestà, serietà, civismo, solidarietà

Bersani conclude l’Assemblea Nazionale e illustra i punti principali di quello che sarà il programma di governo del PD. “Non saranno parole di conclusioni ma un’introduzione all’ultima fase del nostro lavoro.Il progetto per l’Italia”. Così Pier Luigi Bersani ha introdotto la sue conclusioni dell’Assemblea Nazionale del Pd. “Abbiamo mostrato una strordinaria coralità nell’analisi e nella questione politica: il dibattito di questi due giorni ha mostrato grande emozione e tensione civile che non dobbiamo abbandonare. Noi siamo un partito di governo e lo dimostriamo sia nelle decisioni politiche sia quando diciamo parole non generiche sull’Italia che vogliano e che promettiamo di fare” “Abbiamo arricchito le nostre proposte di contenuti che qui a Roma dovremo sintetizzare. I contenuti toccano a noi e non possiamo delegarli a nessuno: L’Agenda del Paese. “Parliamo d’Italia. Berlusconi ha ribaltato l’agenda ponendo se stesso al centro. Noi non lo accettiamo. L’Italia al centro della nostra politica. Il respiro del progetto. “Il nostro progetto e la sua lunghezza d’onda guarda il decennio appena finito ed il prossimo. Il decennio del berlusconismo ha aggravato …

Il 17 marzo di Confindustria "Al lavoro anche se è festa", di Giorgio Ruffolo

Emma Marcegaglia si preoccupa assai della perdita delle ore di lavoro destinate alla celebrazione dell´unità d´Italia. La festività è prevista per il 17 marzo. Ho sempre apprezzato la serietà delle posizioni assunte da Marcegaglia: anche lo stile e il coraggio. Questa volta non posso proprio.Credo che avrebbe dovuto riflettere al fatto che non si tratta di una “festa”, che prende a pretesto un fatto storico per concedersi una vacanza, ma di un giorno da dedicare alla memoria e alla storia di questo Paese. Nel quale abbiamo molti Santi e Madonne cui tributiamo l´omaggio di una giornata di lavoro senza che a qualcuno venga in mente di contare le ore produttive perdute. Se in centocinquant´anni non troviamo l´occasione di rinunciare a otto ore di produzione, vuol dire che o siamo allo stremo della nostra economia, o della nostra dignità. Non credo che la controproposta, di celebrare l´unità con un rinfresco, Marcegaglia avrebbe potuto avanzarla in Francia, in Spagna, in Inghilterra. O negli Stati Uniti. In quei paesi l´unità nazionale è un valore e non un prezzo. …

"Il circolo vizioso della riforma", di Michele Brambilla

Atteso da anni come panacea di tutti i mali, il federalismo rischia ora di diventare il pasticciaccio brutto del Nord. E di mandare in crisi sia la destra, sia la sinistra sia soprattutto i cittadini padani. Vediamo di capire perché, procedendo con ordine visto che la questione è complessa e non sappiamo – tra gli arzigogoli della politica e le inevitabili semplificazioni giornalistiche – quanto sia arrivato davvero ai cittadini. Dunque. L’altro ieri alla Commissione bicamerale è stato respinto un «pezzo» del federalismo; il governo ha cercato di farlo passare ugualmente con un decreto, che ieri il Presidente della Repubblica ha però dichiarato irricevibile, chiarendo che una cosa del genere deve passare dal Parlamento. E infatti si tornerà a discuterne alle Camere. Ulteriore chiarimento per i non addetti ai lavori: una riforma passata alla Bicamerale avrebbe avuto il marchio di un riforma condivisa; una che invece passa alle Camere con un voto di maggioranza ha quello della riforma di parte. Che cosa significa tutto questo? Che il federalismo è stato bocciato, oppure che passerà solo …

Allarme sicurezza nelle scuole «Pochi bidelli, i ragazzi escono»

Possono uscire da scuola senza che nessuno se ne accorga. Basta una spinta alle porte antipanico e gli studenti, in molti istituti, riescono ad assaporare di soppiatto il gusto della libertà nelle ore di lezione. «Risultato dei tagli al personale Ata, ossia i collaboratori scolastici. A volte c’è un solo addetto che deve controllare tre piani», denuncia Lorenzo Micheli, segretario della Flc-Cgil. Che ieri mattina ha infatti reso partecipe il prefetto Gerarda Maria Pantalone del problema sicurezza, ricevendo l’assicurazione di un pronto interessamento. «Prenderà contatti con i vigili del fuoco per cercare una soluzione, cercando al contempo di capire come poter agire per quanto attiene alla carenza di personale», prosegue Micheli. E’ accaduto più volte «di assistere al corri-corri dei docenti, in vari istituti medi», ribadisce snocciolando le cifre della scure che si è abbattuta sugli Ata «tanto che dal primo settembre sarà difficile, in alcuni casi, trovare anche chi apre e chiude la scuola», rimarca Lucia Guerranti. La seconda tranche di tagli in provincia di Siena rischia di portare alla perdita di altri 150 …

"Il diritto di sognare un´Italia pulita", di Roberto Saviano

L´Italia oggi non è un paese libero. Sia chiaro: non sto dicendo che la situazione italiana sia in qualche modo comparabile con i totalitarismi del passato. Niente a che vedere con fascismo o comunismo, è ovvio. Ma ciò non ci deve impedire di dire che oggi chiunque attacchi il governo sa che subirà un´intimidazione, una forma di ritorsione. Sa che potrebbe essere colpito, lui, o i suoi cari, da una qualche velina infamante che cercherà di sporcarlo davanti all´opinione pubblica. La libertà non può esistere solo come costruzione astratta o peggio come principio. “La libertà politica – scriveva Salvemini – è sostanzialmente il diritto del cittadino di dissentire dal partito al potere. Da questo diritto di opporsi al potere nascono tutti gli altri diritti”. In Italia, certo, si può dissentire: ci mancherebbe altro. Ma a che prezzo? Al prezzo di essere pronti a sottoporsi ai veleni della macchina del fango. Lo abbiamo visto in passato con Boffo, con Fini, con il giudice Mesiano, ora con Ilda Boccassini. Lo vedremo ancora. Parlo da trentenne. L´odio che …

Lo schiaffo di Napolitano: «Siete stati scorretti», di Mario Lavia

Il Presidente non firma il decreto: «Il governo torni in parlamento». La firma non c’è, il decreto sul federalismo municipale è morto. Il governo ne riesumerà il cadavere, certo, ma lo schiaffo si sente. «Non posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del governo senza la fissazione dell’ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il presidente della repubblica, tanto meno consultandolo sull’intendimento di procedere all’approvazione definitiva del decreto legislativo. Sono certo che ella comprenderà lo spirito che anima queste mie osservazioni e considerazioni», ha scritto Napolitano a Berlusconi. Sono parole pesantissime, inutile minimizzare. Perché il presidente della repubblica questa non se la scorderà facilmente. Proprio nel bel mezzo di un ennesimo sforzo di mediazione e di invito a riprendere un confronto politico e non muscolare, è piovuto l’atto di forza dell’esecutivo. Quello del Colle quindi va interpretato come un “non ci sto” molto fermo. Ora il governo dovrà ritornare al senato e alla camera. In teoria, potrebbe anche prendere il tempo che la …