Giorno: 12 febbraio 2011

Fiat, incontro Berlusconi Marchionne. Fassina: "Oggi assenza di risposte chiare"

Fassina: “Nell’audizione parlamentare di martedì prossimo, il Pd farà a Sergio Marchionne le domande che Berlusconi e Sacconi non hanno voluto e saputo fare”. “Purtroppo l’incontro di oggi tra Fiat e governo non ha chiarito nulla. È stato un passaggio ad uso mediatico, data l’assenza di strategie industriali da parte del Governo. Sono stati ribaditi punti noti, ma non sono state fornite informazioni sufficienti a fugare i dubbi sulla collocazione delle funzioni direzionali strategiche. Rimane oscura l’allocazione di 18,7 miliardi di euro dei 20 prospettati da Fabbrica Italia. È inaccettabile l’ennesima offensiva del Ministro Sacconi per scaricare sulle spalle dei lavoratori il futuro delle scelte della Fiat in Italia. Dopo i referendum di Pomigliano e Mirafiori, il Governo avrebbe dovuto porre il problema del rientro delle newco Fiat nell’ambito del contratto nazionale ed offrire una qualche idea di politica industriale a sostegno dell’automotive. Dopo l’incontro di oggi, l’assenza di risposte chiare alimenta le preoccupazioni sul futuro dei lavoratori e delle lavoratrici Fiat e delle aziende dell’indotto. Nell’audizione parlamentare di martedì prossimo, il Pd farà all’A.D. …

"Per le ragazze la laurea è con lode", di Francesco Semprini

Nuovo record negli Usa: all’università le studentesse hanno il 60% di possibilità in più dei maschi. Determinate, in cerca di riscatto e motivate dalle opportunità che offre un mondo del lavoro in trasformazione. Parliamo delle donne, più brave degli uomini almeno negli studi secondo quanto riporta un recente rapporto pubblicato dal Bureau of Labor Statistics americano dal quale emerge, per le prime leve degli anni ‘80, la figura di una donna più brava dell’uomo, almeno nel primo ciclo universitario. Secondo lo studio, le studentesse hanno il 60% di possibilità in più rispetto ai colleghi maschi di ottenere, entro i 23 anni, il «Bachelor degree», la laurea di primo livello, già all’attivo per il 23% delle donne intervistate. Per i maschi invece la quota è nettamente inferiore, visto che solo il 14% è riuscito a completare gli studi. Se la stessa percentuale di studenti e studentesse, ovvero il 16%, è ancora iscritto al college per conseguire il titolo, il divario tra i due sessi non accenna a ridursi nemmeno in seguito. Senza dubbio un risultato significativo …

"Oltre le mutande", di Massimo Gramellini

Mentre una casta di subrettine aspiranti onorevoli domina la scena mediatica, negli angoli meno illuminati della società le loro coetanee stanno dando la spallata definitiva al predominio del maschio. Qualsiasi statistica racconta ormai il sorpasso fra i sessi: le ragazze si laureano di più, conquistano più borse di studio, ottengono più posti come ricercatrici. Ma poiché lo fanno senza dimenare il sedere in televisione, non esistono. La civiltà dello spettacolo funziona così: tutto ciò che esce dal quadrilatero intrattenimento-sport-giornalismo-politica non dà visibilità e quindi non rientra nel dibattito pubblico. Questa distorsione altera la percezione della realtà, al punto che oggi in Italia si scontrano due opinioni palesemente fasulle. La prima è l’opinione Così Fan Tutti: ogni uomo è un maiale e ogni donna una escort, e chi fa la morale al Silvio e alle sue amichette stia bene attento, perché gli scateniamo dietro un segugio che rivelerà al popolo i suoi altarini sessuali. La seconda è l’opinione Pochi ma Buoni: i virtuosi esistono e coincidono coi nemici del Silvio, una minoranza destinata a perdere sempre. …

"Il realismo delle donne", di Barbara Stefanelli*

In Italia esiste un divario di genere da colmare. Magari con una legge che fissi quote di presenza femminile. Una manifestazione, domani, che vuole lanciare «un urlo collettivo» contro Berlusconi e denunciare «la degenerazione della libertà in arroganti libertinismi» che offendono la dignità delle donne. E una contro-manifestazione, già questa mattina, che considera gli slogan di quella piazza una forma di «giacobinismo moralista» che farà arretrare le donne stesse a favore di pericolosi agenti del pubblico pudore. Le cronache del caso Ruby e l’appello a partecipare a una grande protesta popolare al femminile hanno percorso e diviso il Paese. Il dibattito è stato appassionato, a tratti spregiudicato, comunque – crediamo – positivo perché ha animato una sfida non banale tra generazioni e idee diverse. Il Corriere ha dato ampio spazio a questo confronto che non è mai diventato «pollaio» e che, anzi, ha dato prova di una sorprendente vitalità civica. Ora, per quanto vasta, una manifestazione non fa cadere un governo in Italia. Come non lo fanno cadere i magistrati, e sarebbe grave per una …

Egitto, Mubarak si dimette. Si chiude un'epoca

Fassino: “La comunità internazionale garantisca la transizione pacifica”. Pistelli: “Dimissioni atto responsabile ma tardivo”. Egitto-Mubarak si è dimesso. Manifestazioni di gioia alla notizia in Egitto delle dimissioni di Mubarak. Un’epoca si chiude in Egitto e nel mondo arabo. E come tutti i passaggi d’epoca gli esiti non sono determinati a priori. E’ responsabilita’ della comunita’ internazionale favorire una transizione pacifica, fondata sul coinvolgimento di tutte le componenti della societa’ egiziana e volta a corrispondere alla domanda di liberta’, democrazia e dignita’ che ha ispirato il grande movimento popolare di queste settimane. E in questa direzione chiediamo al governo italiano di agire con determinazione e chiarezza, di concerto con l’Unione Europea”. Lo ha dichiarato, a nome del PD, Piero Fassino. “Ci auguriamo adesso un’effettiva transizione democratica, nell’interesse di un grande popolo, civile amico dell’Italia”. Lo ha affermato il capogruppo del Pd nella commissione Esteri di Montecitorio, Francesco Tempestini, dopo l’annuncio delle dimissioni di Mubarak. Lapo Pistelli, Coordinatore Pdel Dipartimento Relazioni Internazionali del PD riconosce che le dimissioni di Hosni Mubarak “anche se tardive, sono comunque un …

Gelo tra Napolitano e Berlusconi "Il premier deve accettare il giudizio", di Umberto Rosso

Lungo colloquio tra il capo dello Stato e il presidente del Consiglio. Lo scontro. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, preoccupato dallo scontro istituzionale «Se, come lei afferma, questa storia è tutta una bolla di sapone, caro presidente del Consiglio non ha che da seguire la strada maestra della giustizia, e affrontare i magistrati: ci sono le leggi, e gli uomini, che di certo sono sopra le parti e possono garantire un giusto processo. Non credo che ci siano persecuzioni organizzate dai pm nel nostro paese». È quel che Giorgio Napolitano indica e consiglia a Silvio Berlusconi. Un´ora abbondante di faccia a faccia sul Colle, dopo settimane di gelo e l´ultimo incidente di un incontro “fantasma”, ma alla fine non sembra che la tensione fra i due si sia sciolta. Le posizioni restano distanti: il premier conferma di voler mettere mano alla giustizia, il capo dello Stato lo mette in guardia da «strappi e prove di forza». E lo si era già intuito quando, qualche ora prima, il presidente della Repubblica aveva ricevuto il vertice …

"La dignità delle donne riguarda tutti", di Anna Finocchiaro

Domani in piazza per dirlo. C’è in quello che sta avvenendo una importante assunzione di responsabilità collettiva che deciderà della reale modernità del nostro Paese. Molte hanno capito che questo è il momento di fare massa critica, in cui non hanno spazio ortodossie da difendere, diversità da ostentare. Non ricordo, negli ultimi anni, un così vasto movimento di opinione, una così ricca produzione di documenti pubblici, una così numerosa serie di iniziative come quella che in questi giorni si manifesta tra le donne italiane. Perché stavolta non è in gioco né il destino di una legge per quanto definitiva sotto il profilo sostanziale e simbolico come fu quella sulla violenza sessuale, né resistono divisioni politiche e di concezione di vita e di ruolo, come accaduto con la legge sul divorzio. Stavolta in gioco c’è l’identità stessa delle donne. L’essere donne italiane così come in lunghi decenni esse hanno definito nella più strabiliante delle diversità se stesse. Che poi la rappresentazione mediatica risulti un’altra è altro affare. Attiene al fatto che, per ritardo culturale, perdurante ottusità …