Giorno: 16 febbraio 2011

«Dimettiti!»: il Pd scrive a 4 milioni di italiani

Oltre quattro milioni di moduli per raccogliere le firme per le dimissioni di Silvio Berlusconi, accompagnati da una lettera del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, saranno recapitati nei prossimi giorni alle famiglie italiane. L’iniziativa del Partito Democratico servirà a sostenere una mobilitazione straordinaria, la quale consentirà ai cittadini di porre la firma e di rendersi a loro volta protagonisti della raccolta delle firme per le dimissioni del presidente del Consiglio. L’obiettivo è di mettere insieme tutte le firme raccolte per portarle a palazzo Chigi il giorno 8 marzo. Considerata la forte adesione degli italiani all’iniziativa che il Pd ha promosso in ogni città d’Italia e anche tra gli italiani all’estero, tutto lascia prevedere che potrebbe essere addirittura superata la meta dei dieci milioni di firme. Prosegue nel frattempo la raccolta di firme per le dimissioni di Berlusconi attraverso i canali già previsti. Il prossimo fine settimana, per esempio, i circoli italiani organizzeranno 5.000 banchetti per la raccolta delle firme in tutta Italia. Inoltre, davanti a molti cinema, saranno organizzati banchetti che uniranno la raccolta …

Milleproroghe, passa la fiducia al Senato

Il governo incassa al Senato la fiducia sul decreto «milleproroghe» con 158 sì, 136 no e 4 astenuti. Il provvedimento, che scade il 27 febbraio, passa ora all’esame della Camera. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, contro Api, Udc, Mpa, Pd e Idv. Fli ha votato in ordine sparso, nonostante l’indicazione a votare contro del capogruppo Pasquale Viespoli. Hanno votato contro, infatti, oltre a Viespoli anche Mario Baldassarri, Maurizio Saia e Giuseppe Valditara, si è astenuto Francesco Pontone e non hanno partecipato al voto Giuseppe Menardi (che ha dichiarato in suo dissenso in Aula), Maria Ida Germontani, Egidio Digilio, Candido De Angelis e Barbara Contini. Tra le principali novità contenute del dl l’aiuto fiscale alle banche in vista dei maggiori vincoli di Basilea 3, la tassa di 1 euro sui biglietti del cinema; lo stop della tagliola sui precari e la proroga sul pagamento delle quote latte. Sono previsti poi il ripristino (anche se solo in parte) dei fondi per l’editoria e le Tv locali alla tassa sui terremoti e i rifiuti; il …

"La storia dei nonni farà l'Italia", di Sergio Luzzatto

Vagamente surreali nella loro dimensione istituzionale, le polemiche intorno al carattere festivo o lavorativo del prossimo 17 marzo diventano altrimenti significative nel momento in cui investono – oltre alla sfera dell’economia – la sfera della pedagogia: il problema del rapporto fra scuola italiana e identità nazionale. Qui, non si tratta di piegare le polemiche sul “festa sì” o “festa no” o “festa lavorando” al piccolo cabotaggio della lotta politica. Dietro il dibattito sulle celebrazioni dell’Unità si nasconde una faccenda più grave, che riguarda le modalità stesse con cui un discorso pubblico sulla storia d’Italia viene trasmesso alle nuove generazioni. Inutile nasconderselo: dall’Alto Adige alla Sicilia, le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità stanno suscitando reazioni che alludono a un malessere profondo. Siano leghisti che si ribellano contro un secolo e mezzo di “Roma ladrona”, siano meridionalisti che denunciano la “piemontesizzazione” forzata delle loro contrade, siano qualunquisti di ogni latitudine peninsulare, sta di fatto che molti italiani vedono avvicinarsi il 17 marzo con un senso di estraneità o addirittura di fastidio. Possibile che la scuola italiana – …

Crisi Berlusconi, Bersani: "L'Italia deve affrontare una fase ricostruttiva"

Bersani ospite di 8 e mezzo: “Non ci occuperemo di andare contro Berlusconi ma di come andare oltre Berlusconi e parleremo finalmente di Italia perché il Paese non può più sopportare un referendum su Berlusconi sì, Berlusconi no”. “Ci vuole pazienza. Non guarderò alle dichiarazioni delle prossime 48 ore”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenendo alla trasmissione Otto e mezzo ha spiegato il suo atteggiamento verso la Lega dopo la sua proposta lanciata al Carroccio sul federalismo. L’attualità politica corre su due binari. Da un lato c’è Berlusconi e il berlusconismo; dall’altra l’Italia che arranca in una difficile ripresa economica e sociale. Il premier potrebbe forzare nuovamente la mano e cercare, attraverso una indecorosa compravendita di parlamentari di avere i numeri per una nuova legge che lo immunizzi da tutti i processi a suo carico. “In questo momento – ha risposto il leader democratico – ci sono numeri risicatissimi per farla, poi però c’è la decenza. Comincio a credere complicato trovare maggioranze che facciano questa operazione. Voglio vedere la Lega che si …

"Il rischio di un premier imputato che non ha tempo per governare", di Stefano Folli

Un presidente del Consiglio rinviato a giudizio per reati gravissimi (concussione e induzione alla prostituzione minorile) è un caso unico nella storia recente delle democrazie occidentali. Ma gli italiani dovranno convivere con questa novità almeno per qualche tempo. Berlusconi, com’era prevedibile, non ha alcuna intenzione di dimettersi e, anzi, il suo istinto gli suggerisce di inasprire l’offensiva contro la magistratura che vuole «rovesciare l’ordinamento democratico» e offende la «sovranità del Parlamento». Può essere questa un’efficace linea di difesa? È difficile dirlo, ma di sicuro è la strada verso un devastante scontro istituzionale. Equivarrebbe a condannare il paese a una prolungata e dolorosa prova, destinata a lasciare dietro di sé tante macerie. Un premier imputato che trascorre le sue giornate a contestare i magistrati giudicanti è senza dubbio un uomo che non ha tempo per governare e probabilmente non ha più l’autorità per farlo con efficacia. Il che determina un drammatico problema. Colpisce l’episodio di ieri. Berlusconi che dopo settimane di assenza pubblica si reca in Sicilia per un sopralluogo sulle coste dove approdano i rifugiati. …

"Il dovere di tutelare i nostri capolavori", di Salvatore Settis

Nel naufragio della tutela a cui assistiamo, le incaute esportazioni di oggetti d´arte con lo specioso argomento che non furono prodotti da artisti italiani sono un capitolo non marginale. Il Codice (2004), come già la legge Bottai del 1939, inserisce fra i beni culturali vincolabili «le cose mobili e immobili che presentano interesse artistico particolarmente importante» di proprietà privata. È una norma che si fonda sui caratteri intrinseci delle opere da tutelare, a prescindere dalla razza o dal sangue di chi le ha prodotte: un Mantegna e un van Dyck sono protetti secondo un identico livello di tutela. Secondo qualche improvvisato “esperto”, un´opera di artista straniero non farebbe parte del patrimonio artistico italiano (in particolare se è stata in Italia “da poco tempo”), e sarebbe esportabile e commerciabile secondo la normativa vigente sulla circolazione dei beni nel territorio dell´Unione Europea. Ma nessuna norma lega la validità del vincolo all´etnia degli artisti né ai tempi di permanenza in Italia. Ancor più incauto è il richiamo alla libera circolazione dei beni in Europa. Essa non si applica …

"Troppa fretta sul federalismo", di Marco Causi

Per andare avanti nell’attuazione della legge 42 (cosiddetto “federalismo fiscale”) ci vogliono serenità, equilibrio e saggezza, il contrario della fretta e del nervosismo che in questi giorni contraddistinguono l’azione del governo e della Lega. Fermarsi e riflettere, utilizzando in modo appropriato le sedi istituzionali, come la bicamerale: a questo non c’è alternativa, pena il deragliamento del treno federalista. Il tentativo del governo di forzare l’approvazione del decreto sulla finanza comunale, e l’ineccepibile stop del Quirinale, hanno fatto concentrare l’attenzione sulle questioni politiche e procedurali. Si è perso di vista il merito: ma è sul merito del decreto che il Pd e le altre opposizioni hanno una posizione fortemente contraria. Si tratta infatti di una riforma distorta, che priva i Comuni di una vera autonomia impositiva, promette aumenti di tassazione sul lavoro (addizionali Irpef) e sull’impresa (super- Ici quasi raddoppiata), non ha sufficienti coperture finanziarie sul capitolo della cosiddetta “cedolare secca”. Il governo, la maggioranza e perfino lo stesso presidente della Commissione bicamerale hanno poi messo in dubbio l’effettiva rappresentatività di quest’ultima, e perciò stesso la …