Giorno: 19 febbraio 2011

Bersani: "Con le donne l'8 marzo a Palazzo Chigi consegneremo le firme per le dimissioni di Berlusconi"

Il segretario pd chiude la Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche”Le donne devono prendere il Pd per mano e condurlo verso nuove frontiere culturali e di civiltà”. E annuncia: “Legge d’iniziativa popolare per le quote rosa” Il Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha concluso i lavori della prima Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche, svoltasi a Roma, dando appuntamento a tutte le democratiche ed i democratici l’8 marzo davanti Palazzo Chigi, dove consegnarà le firme raccolte in tutta Italia, per chiedere le dimissioni del premier. Conferenza che ha eletto all’unanimità Roberta Agostini come portavoce nazionale della donne del Pd. L’intervento del Segretario è stato molto apprezzato ed ha gettato le basi per una proficua interazione tra il Partito e questo nuovo organismo che dovrà raccogliere le istanze delle donne democratiche elaborate nei territori e renderle propositive per sensibilizzare la politica del Pd. E Bersani, che ha partecipato ‘in punta di piedi’ alla due giorni di lavori della Conferenza si è impegnato ad accogliere queste proposte e a trasferirle nell’agenda del Partito, come parte integrante del programma …

"Ermanno Rea: i «barbari» siamo noi", di Corrado Staiano

Impunità, favori, collusioni. Il dizionario del degrado di un entomologo della società E gli italiani che cosa pensano veramente in un momento di degrado politico e culturale come questo che stiamo vivendo? Per cercar di comprendere il pensiero della pubblica opinione dobbiamo accontentarci dei sondaggi e delle furibonde serate alla tv? (Povero Leopardi che si doleva ai tempi suoi dell’assenza delle «conversazioni private che s’usano altrove» ). Il problema su come sia definibile il carattere degli italiani ha il destino di rimanere irrisolto dopo secoli di silenzi complici, di ambiguità, di giochi della verità distorta per fini politici il più delle volte poco nobili? Ogni tanto qualcuno si immola coraggiosamente nel tentativo di capire lo stato della comunità e di riscoprire le radici di maggioranze e minoranze, oltre che della loro sudditanza a regimi politici dittatoriali o non degni di una grande civiltà come la nostra. Operazione utile sempre, soprattutto in un momento di crisi antropologica nel quale prevalgono la doppia morale, l’interesse individuale, il dissennato giustificazionismo. In un Paese che rifiuta le regole, dove …

«Una pillola sconosciuta», di Umberto Veronesi

La pillola è il male. Tutta la contraccezione è il male. O, nel migliore dei casi, è tabù. E così le donne sono state tradite. Le ragazze che si affacciano alla sessualità e le adulte che hanno vissuto la cosiddetta rivoluzione sessuale non sanno che la pillola non ha nessuna controindicazione per la loro salute, che non aumenta il rischio di tumore del seno, e ignorano che le protegge dall´altro temibile tumore femminile, quello dell´ovaio. Nessuno ha detto loro che la pillola anticoncezionale è lo strumento in assoluto più efficace che hanno a disposizione per evitare questa malattia, che colpisce quasi cinquemila donne ogni anno in Italia, con una mortalità ancora elevata. Eppure è dimostrato che il rischio si riduce del 60% non solo durante l´assunzione, ma anche anni dopo la sospensione. So per esperienza che se le donne sono informate e consapevoli di un progresso scientifico – e non solo medico – che protegge la loro vita e quella della loro figlie, lotteranno per averlo, e lo otterranno. Se dunque dopo cinquant´anni dall´arrivo della …

«Arena sì, Fenice no. I favoriti per decreto», di Sergio Rizzo

Vinca il più forte. E’ la nuova regola del federalismo muscolare consacrato dall’ultima straordinaria impresa di questa maggioranza: il «Milleproroghe». Questo decreto dal nome stravagante rappresenta ormai un appuntamento fisso invernale in un Paese così sciattamente governato da non essere in grado di rispettare nessuno dei termini fissati per qualsiasi materia dalle sue stesse leggi e che deve perciò rimediare prorogandoli. Proroghe continue: proroghe delle proroghe. Ma in mezzo alle proroghe si trova anche spazio per altre cosucce. Tanto più che in un Parlamento dove l’attività legislativa è ormai ridotta al lumicino questo è uno dei pochi provvedimenti destinati ad andare sicuramente in porto. E allora diventa l’occasione per saldare un conticino, sistemare una pendenza, onorare una promessa. Passi che il risultato è una nebulosa di 130 pagine, zeppa di numeri, commi e rimandi nella quale non si capisce un’acca. Com’è noto, in politica il fine giustifica i mezzi. Peccato soltanto che per qualcuno che ci guadagna, in questo curioso meccanismo federalista ci sia sempre qualcuno che ci rimette: generalmente il più debole. Capita così …

«Quei calci dell´ideologia da La Russa a Lele Mora», di Giovanni Valentini

Se si trattasse di una partita di calcio, la prova televisiva avrebbe condannato il colpevole a tre o quattro giornate di squalifica. E di recente, al termine di una gara di golf a Dubai, sono state proprio le immagini tv a far multare il mitico Tiger Woods per aver sputato sul campo, in forza delle regole di etichetta che in questa disciplina corrispondono all´etica sportiva. Tant´è che subito dopo lui stesso ha sentito il dovere di scusarsi pubblicamente su Twitter. Non ha ancora fatto altrettanto, invece, il nostro ministro della Difesa Ignazio La Russa che già nelle settimane scorse avevamo ribattezzato qui il ministro dell´Attacco. La sequenza dell´aggressione fisica al collega Corrado Formigli di Annozero, reo soltanto di avergli rivolto un paio di domande incalzanti sul “caso Ruby”, ha invaso le tv e i siti Internet documentando in modo inequivocabile che il ministro ha proditoriamente scalciato il giornalista alle sue spalle, fingendo perfino di non averlo fatto apposta. Per poi invocare l´intervento della scorta, pagata con i soldi dei contribuenti, cercando goffamente di rovesciare la …

«Berlusconi ci vuole tutti zitti, subito legge bavaglio», di Ninni Andriolo

Avanti tutta sulla giustizia: carriere separate per giudici e pm, doppio Csm, immunità parlamentare, alta corte di disciplina per le toghe e chi più ne ha più ne metta. «Non ci faremo intimidire», replica il presidente dell’Anm, Palamara, al Presidente del Consiglio. Ma per servire la sua vendetta, dopo il caso Ruby, il Cavaliere può giocare solo sull’effetto annuncio. Per la Lega, infatti, ogni diversivo – tipo grande riforma della giustizia – suonerebbe come atto di guerra: prima il federalismo, poi si parla d’altro. Il patto tra Silvio e Umberto (una riforma a te e una legge ad personam a me) regge. Il voto contrario dei ministri leghisti alla festa nazionale per l’Unità d’Italia del 17 marzo non la scalfisce. Il rilancio in grande stile della legge bavaglio, la responsabilità civile dei magistrati, l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento costituiscono ingredienti della rivoluzione liberale che il Cavaliere rispolvera nel tentativo di ridare smalto al suo governo. Ma le priorità di Bossi non coincidono con quelle di Berlusconi che, per mostrare i muscoli a Napolitano, a Fini, …

Divisi su tutto, tranne che sul bavaglio alle inchieste

La Lega si dissocia dalla festa dell’unità nazionale. Sulla giustizia finora solo minacce Clamorosa rottura sul 17 marzo, via libera alle nuove leggi ad personam Brutta giornata ieri per Silvio Berlusconi, tra il freddo nei suoi confronti da parte delle gerarchie vaticane e i fuochi artificiali sparati dalla Lega in consiglio dei ministri. Il premier, a tre giorni dal rinvio a giudizio per il caso Ruby è apparso di pessimo umore nel corso del ricevimento per i patti lateranensi dove s’è visto costretto a stringere la mano a Fini alla presenza di Napolitano e dei cardinali Bertone e Bagnasco. Al mattino era andata molto peggio. A palazzo Chigi i tre ministri leghisti (Bossi, Calderoli e Maroni) hanno contrastato il decreto di istituzione del 17 marzo come festa nazionale per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Uno sberleffo pubblico alla leadership di Berlusconi con i ministri del Pdl che hanno cercato di ridimensionare l’accaduto: un chiaro atto di ostilità verso il Pdl per recuperare consensi nella base leghista. Un diversivo rispetto alle fantomatiche grandi riforme della …