Giorno: 26 febbraio 2011

"Parte la guerra contro i pm milanesi pronto il conflitto di attribuzione", di Liana Milella

Dubbi fugati. Il Cavaliere scatena l´offensiva contro la procura di Milano. In queste ore si sta già scrivendo il testo del conflitto di attribuzione che la Camera inoltrerà alla Consulta. La prossima settimana sarà ufficializzato a Montecitorio. Dove, per un caso, è già previsto un ufficio di presidenza. La tesi è nota: quei pm non erano competenti a indagare sulla telefonata del premier alla questura di Milano per “liberare” Ruby. La (presunta) concussione toccava al tribunale dei ministri. Quindi l´intera inchiesta, con tanto di verbali e intercettazioni, è un abuso e va cestinata. Era già pronto il testo della delibera di improcedibilità, di pugno di Niccolò Ghedini. Ma quello, che impegna Berlusconi in prima persona, per il momento finisce in stand by. Parte invece la battaglia per il conflitto di attribuzione, che seguirà l´abituale trafila, presidente della Camera, giunta per le autorizzazioni, di nuovo il presidente con lo scoglio dell´ufficio di presidenza dove l´opposizione ha la meglio. Ma nel Pdl non hanno dubbi che Fini dovrà per forza sottoporre all´aula, dove sui voti c´è massima …

"Milleproroghe, zero Camere, un presidente – l'Abc del provvedimento – L'ultimo ok dal Senato", di Michele Ainis

Milleproroghe zero Camere, un presidente. Dietro al terzo voto di fiducia imposto dal governo al Parlamento nell’arco d’una settimana (un record di cui non c’è da menar vanto), dietro l’ennesimo maxiemendamento votato dai deputati a denti stretti, si staglia l’azione solitaria d’un uomo che le nostre istituzioni hanno lasciato in solitudine: Giorgio Napolitano. Lui reagisce, richiama all’ordine i cantanti, e almeno in questo caso gli evita di prendere una stecca. Ma il coro rimane stonato, ed è ormai l’ora di dire basta, di trovare un rimedio permanente. Sta di fatto che le nostre istituzioni parrebbero impegnate in una partita a rubamazzo, e che la partita dura da fin troppo tempo. Funziona così: il Parlamento ha smesso di legiferare, sicché legifera il governo per decreto. Ogni decreto viene presentato alla firma del capo dello Stato, che ne controlla i requisiti d’urgenza, la legittimità costituzionale, infine l’omogeneità dei contenuti, dato che una minestra di cavoli e carciofi ci resterebbe sullo stomaco. Dopo di che comincia il lavoro delle Camere, che hanno 60 giorni per convertire il decreto …

"Da uomo a uomo, passaparola contro la violenza sulle donne", di Mariagrazia Gerina

Giovani padri, insegnanti che vorrebbero creare un gruppo di autocoscienza maschile, uomini che hanno bisogno di raccontarsi altrimenti. Da quando è salito sul palco del 13 febbraio per dare voce all’altra metà del cielo è stato un felice continuo di messaggi, confessioni, coming out. Lui li interpreta come una voglia di cambiamento che sta attraversa l’universo maschile italiano, certo più variegato di come lo vorrebbe l’inventore del bunga bunga. Il richiamo alla complicità con cui ci stanno martellando è insopportabile, il messaggio che vogliono far passare è che infondo siamo tutti invidiosi di Berlusconi, sbotta Stefano Ciccone, biologo, che da anni, insieme ad alcuni amici, lavora a smontare gli stereotipi con cui vengono bombardati i maschi italiani. Loro che in quegli stereotipi non si riconoscono, hanno deciso di chiamarsi Maschile plurale. Più che una associazione, una rete, fatta di tanti piccoli gruppi sparsi per il territorio nazionale. Ce ne è uno a Roma, uno a Milano, uno altro a Torino, uno Pinerolo, a Firenze, a Bari, Foggia, Viareggio, etc.. Gruppi di intimità, li chiamano. Si …

"Le rivoluzioni che l’Occidente non ha capito", di Kurt Volker*

Una delle grandi sfide delle analisi nel lavoro di intelligence è la previsione dei grandi cambiamentiL’analisi più sicura è quasi sempre che le forze che hanno plasmato le cose fino a oggi continuerannoIl mantenimento dello status quo è dunque il risultato più probabile almeno fino al momento in cui lo status quo scompare. Questo rende cauti i politiciAnche nel pieno di nuovi sviluppi dimostrazioni, crisi economiche, guerre l’aspettativa è che la nave corregga la rotta e le cose tornino alla normalitàVale la pena quindi aspettare, essere cauti, per vedere chi prende il potere, per tentare di salvaguardare altri interessi di sicurezza nazionalePerché invischiarsi in una situazione per sostenere una parte, se c’è una buona probabilità che l’altra prevalga? E tuttavia i grandi cambiamenti inaspettati accadono, la caduta del muro di Berlino, il crollo dell’Unione Sovietica e trovarsi dalla parte sbagliata del cambiamento ha i suoi costi. Inoltre, quando il cambiamento è inevitabile, la cautela può prolungare una crisi, mentre l’azione potrebbe portare a una soluzione più rapida, pacifica e benefica. Il trucco sta nel capire …

"I soldi per le quote latte tolti alle cure per il cancro", di Roberto Petrini

La denuncia del Pd arriva attraverso quanto scrive il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, su Twitter: «L´ultima vergogna del decreto Milleproroghe: la proroga delle quote latte pagata togliendo fondi alla cura dei malati oncologici». Conferme arrivano dalle norme di legge: la Finanziaria 2010 stanziava, al comma 40, 50 milioni per assistenza e cura ai malati oncologici.e proprio da quel fondo sono stati presi i 5 milioni, voluti dalla Lega, che consente altri sei mesi di tempo agli allevatori per pagare le multe per lo sforamento delle quote latte. «Per me la questione è chiusa», si è limitato a commentare il ministro per le Politiche Agricole, Giancarlo Galan. Ma il Pd insiste: «La questione delle quote latte è vergognosa e tutt´altro che chiusa e il ministro Galan, se fosse coerente, dovrebbe dimettersi o dedicarsi ad altri compiti», ha dichiarato il capogruppo democratico nella commissione Agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio. E anche le organizzazioni degli agricoltori vanno all´attacco: «Un ennesimo regalo ai furbetti», ha detto Giuseppe Politi, presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori). Così il decreto milleproroghe, …

"Tripoli brucia e il Cavaliere se la ride", di Francesco Lo Sardo

«Martedì tutte da me per il bunga bunga…», gongola a Montecitorio circondato dalle sue deputate. «Anche la sinistra vuole venire a fare il bunga bunga…», ripete ilare più tardi in conferenza stampa a palazzo Chigi. «Presidente, per favore, parliamo del tema della conferenza stampa», lo richiama un imbarazzato Gianni Letta. Ma dov’è, esattamente, la testa di Silvio Berlusconi? Difficile dirlo a giudicare dalla sequenza di battute tra l’avanspettacolo, la vanagloria («Nessuno può governare meglio di me»), il cattivo gusto di una citazione franchista («“Al fuego”, come diceva il dittatore Francisco Franco») che hanno fatto da contrappunto, a Roma, all’ennesima giornata di combattimenti e di lutti nella Libia in rivolta contro Gheddafi e a Tripoli tenuta in scacco dal colonnello-dittatore legato da «grande amicizia personale» al Cavaliere. Ancora una volta la narrativa proposta dalla propaganda berlusconiana (a partire dai pomposi comunicati sulle due telefonate del Cavaliere con Obama e col britannico Cameron, i quali hanno ringraziato per l’uso della base di Sigonella per evacuare i civili angloamericani) fa a pugni con la triste realtà. Non mi …

Scuola, cade la norma che congela le graduatorie dei precari

Dal maxiemendamento al Milleproroghe, che ha ottenuto la fiducia alla Camera, è stata infatti stralciata la norma congela graduatorie. I precari della scuola possono tirare un sospiro di sollievo. Dal maxiemendamento al Milleproroghe, che oggi ha ottenuto la fiducia alla Camera, è stata infatti stralciata la norma congela graduatorie, che bloccava fino al 31 agosto 2012 le graduatorie degli insegnanti precari. La misura presentata dal senatore leghista Mario Pittoni, e oggi stralciata, avrebbe anche impedito ai docenti in graduatoria in una certa provincia di spostarsi in un’altra usufruendo del proprio punteggio, penalizzando in particolar modo i precari del Sud Italia. Esulta l’Anief, che con il presidente Marcello Pacifico parla di trionfo della giustizia e del buon senso, «perché il prossimo anno tutti i precari potranno aggiornare il punteggio e inserirsi nella provincia che sceglieranno, mentre i ricorrenti otterranno il ruolo, soldi e punti per gli anni pregressi». Tra le prossime battaglie l’Anief annuncia poi quella per la stabilizzazione dei precari e per la parità di diritti con i colleghi a tempo indeterminato. Ma se da …